25 maggio 2019

144 - Il vicino di casa


Erano alcuni giorni che il mio vicino di casa mi guardava in modo strano, sembrava che mi volesse dire qualcosa ma non riusciva a trovare la forza per chiedermela, con lui ero molto amica ed in passato, alcune volte, ho avuto bisogno del suo aiuto per uscire da una situazione complicata, è sempre stato generoso e discreto, non mi ha mai fatto pesare il mio modo di giocare anche se è un po’ particolare.

Certa che volesse comunicarmi qualcosa, mi sono fatta avanti e gli ho chiesto cosa lo preoccupasse, mi ha detto sinceramente che gli sarebbe piaciuto che anche sua moglie avesse le mie stesse idee e lo stesso modo di giocare, ma non aveva mai trovato né il modo né il coraggio di chiederglielo, gli ho detto: “ ma sei certo che lei sia portata per certi giochi?” “ credo di si perché ho notato che quando parliamo di te cambia espressione come se si impersonasse nel personaggio di cui stiamo parlando, nel caso specifico te, poi ho visto che quando vede in tv storie di rapimenti o sottomissioni, dal modo in cui guarda sembra che le scene la eccitino ma poi non ne vuole parlare, mi puoi dare una mano per vedere se realmente è attratta da questo genere di cose?”.

Mi è piaciuta la sua discrezione e sincerità, ho proprio voglia di dargli una mano e sono anche molto curiosa di sapere se anche a lei piace ciò che piace a me e presto lo scoprirò.

Il giorno stesso l’ ho chiamata chiedendogli se era disposta a venire a prendere un the da me, ha accettato ed è arrivata subito, ci siamo seduta ed abbiamo parlato del più e del meno poi ho colto l’ attimo ed ho iniziato a chiedergli se era a conoscenza dei miei gusti e dei miei modi di giocare, mi ha risposto di sì e che il marito gli aveva raccontato delle volte che avevo chiesto il suo aiuto e la cosa l’ aveva molto eccitata ma non riusciva a condividerla con il marito.

La cosa gli piaceva ed allora ci avrei pensato io a metterli nella situazione ideale affinché trovassero una soluzione al loro problema, “cosa ne pensi se vi organizzo una seratina con i fiocchi, non dovrai chiedergli nulla, tutto accadrà spontaneamente e sarà come iniziare una nuova vita”, era titubante, pensierosa, si vergognava di potersi trovare in una situazione nuova ed imbarazzante, vedevo che la cosa gli piaceva ma non aveva il coraggio a dire sì, “non preoccuparti penso a tutto io, saremo insieme e tu mi dovrai solo assecondare e tutto andrà nel migliore dei modi, puoi fidarti parola di Ely”.

Ce l’ avevo fatta, la sera successiva sono andata a casa del vicino portando con me numerose paia di manette e leg irons, avevo intenzione di fargli un’ iniziazione con i fiocchi che non avrebbero dimenticato tanto facilmente, entrata in casa le ho chiesto del marito, mi ha risposto che era uscito e sarebbe rientrato tra un paio di ore, perfetto avevamo tutto il tempo necessario per prepararci.

Per prima cosa le ho chiesto di spogliarsi completamente, è stata un po’ restia, ma sono riuscita a convincerla che da nudi questi giochi sono molto più eccitanti, mentre si spogliava ripiegava ordinatamente i vestiti su di una sedia, le ho detto che non andava bene, i vestiti li doveva gettare per terra e seminarli dalla porta fino alla camera da letto così appena rientrato a casa avrebbe capito subito che avrebbe trovato una splendida sorpresa, poi in camera da letto le ho ordinato di stendersi sul letto ed allargare braccia e gambe, si vergognava un po’ ma con un po’ di tatto e pazienza sono riuscita a farle fare ciò che le avevo ordinato, ho preso due paia di manette e l’ ho ammanettata alla testata del letto, ha avuto una reazione strana, è diventata rossa come un peperone non so se per la vergogna o per l’ eccitazione, ma arrivati a questo punto non me ne importava nulla, volevo solo arrivare al mio scopo, poi con leg irons le ho incatenato le caviglie alla pediera del letto, era bellissima ed anche eccitata perché appena ho iniziato ad accarezzarla ha cominciato a mugolare di piacere, allora ho infilato una mano tra le sue gambe ed ho constatato che stava godendo in modo esagerato.

Anche io ero molto eccitata dalla situazione così mi sono spogliata sono salita sul letto ed ho infilato la mia lingua dentro la sua fica e l’ ho leccata fino a farle avere numerosi orgasmi di fila, era pronta per l’ incontro con il marito, ho preso una ball gag gliel’ ho infilata in bocca ed allacciata dietro la nuca, non le piaceva quella palla dentro la bocca e con lo sguardo mi chiedeva a cosa serviva, le sarebbe servita a non ribellarsi perché adesso era schiava di suo marito e doveva sottomettersi incondizionatamente ad ogni suo volere.

Adesso che la mia vicina era pronta anche io volevo partecipare al loro primo incontro, così mi sono spogliata ed ammanettata alla pediera del letto, non avrei influito sul loro incontro ma avrei partecipato passivamente e sarebbe stato eccitantissimo, le chiavi le avevo infiocchettate con un nastro rosso e le avevo lasciate sul tavolo in bella vista.

Appena il marito è rientrato ha capito subito la situazione e non ha perso tempo si è spogliato ed ha iniziato subito a scopare la sua mogliettina ormai sapientemente convertita al bondage.




25 aprile 2019

143 - La crociera


Era da molto tempo che il mio compagno mi chiedeva di fare una crociera, io ero un po’ contraria, non ero molto convinta di trascorrere dieci giorni a bordo di una nave, essere in mezzo al mare non mi faceva stare tranquilla, così mentre lui organizzava io tergiversavo sperando che desistesse.

Un giorno è tornato e mi ha detto che aveva prenotato una crociera per due e che saremmo partiti la settimana prossima, pur di non contraddirlo ho fatto il mio più bel sorriso ed ho accettato di seguirlo, nella settimana precedente la crociera mi sono data da fare a preparare le valige e sono stata attenta a non tralasciare nulla che potesse servirci.

Il giorno prima della partenza, mi viene incontro con un sorrisetto che conosco molto bene e  mi chiede di seguirlo nella nostra stanza dei giochi, mi piace l’ idea e lo seguo con molto entusiasmo, una volta dentro mi chiede di spogliarmi, lo faccio con molto piacere, molto lentamente cercando di essere più sexy possibile, so benissimo che a lui queste cose piacciono, una volta completamente nuda, mi chiede di sedermi per terra che vuole legarmi, rimango un po’ stupita quando vedo che intende legarmi con le catene “degli schiavi” quelle con i ceppi che si chiudono con il martello e son complicate a rimuovere, sono molto belle, le adoro, ma adesso non abbiamo molto tempo a disposizione per cui sarebbe stato   meglio delle comuni manette, ma non voglio contraddirlo, così mi siedo sul pavimento e lascio che mi metta i ceppi intorno caviglie e con il martelli le fissi inesorabilmente dopo è la volta dei polsi, infine prende la lunga catena attaccata ai ceppi dei polsi e la fissa, sempre usando rivetti e martello ad un anello fissato sul muro.

Sono felice, è bellissimo essere incatenata dal proprio uomo, lui mi guarda, controlla che tutto sia perfetto ed una volta appurato che lo è si spoglia e mi scopa come solo lui sa fare, raggiungo immediatamente un orgasmo e poi un’ altro ed un’ altro ancora, sto toccando il cielo, è stata una scopata eccezionale, mi adagio per terra per rilassarmi e godere di questo indimenticabile momento, vedo che lui si riveste, raccoglie i miei vestiti, il martello e gli utensili che ha adoperato ed esce, penso tra me “va a prendere gli attrezzi per liberarmi, così quando torna saprò bene come ringraziarlo”, mentre esce chiude la porta, sento distintamente gli scatti della serratura, non capisco perché l’ abbia fatto, se dobbiamo partire non abbiamo poi molto tempo a disposizione, visto che per togliermi le catene di dosso occorre un bel po’ di tempo.

Aspetto fiduciosa ma passano i minuti e lui non ritorna, vorrà farmi godere appieno questi ultimi istanti prima della partenza, ma nonostante passino alcune ore sono sempre rinchiusa ed incatenata dentro la mia stanza dei giochi, sono preoccupata e mi sto innervosendo, poi nella penombra della stanza noto su un lato alcuni scatoloni che prima non avevo visto, incuriosita mi avvicino, apro il primo ed è pieno di bottiglie d’ acqua, il secondo pieno di alimenti che sarebbero bastati per almeno dieci giorni, ho il terribile sospetto che mi abbia imprigionata apposta per non portarmi con lui in crociera, ed il sospetto diviene realtà quando paragonando la quantità di cibo alla durata della crociera questi corrispondono.

Sono arrabbiatissima, mi ha imbrogliata legata e rinchiusa con l’ inganno, avrei accettato molto più volentieri un semplice rifiuto ed invece adesso mi ritrovo semplicemente sequestrata mentre lui sta andando a divertirsi, vorrei urlare, strapparmi di dosso quelle maledette catene, fuggire da questa prigione, ma purtroppo tutto questo è impossibile e mi devo rassegnare.

Consapevole del fatto che sono prigioniera e che lo sarò per almeno dieci giorni devo far si che la mia stato d’ animo non ceda, devo rendere positiva questa situazione ed uscirne nel migliore dei modi aspettando con serenità che lui torni presto a liberarmi.

Dopo una lunghissima prigionia finalmente è arrivato il giorno della mia liberazione, ho sentito aprire la porta e lui pararsi davanti tutto euforico e sorridente, “spero che tu abbia gradito con entusiasmo questa mia iniziativa, mi avevi dimostrato delle perplessità ad andare in crociera, così ho pensato che per te sarebbe stato molto più divertente ed eccitante restare incatenata e rinchiusa dentro la tua “prigione””, ed aveva ragione, nonostante sia stata una fatica immane con grosse perplessità e molte paure sono felice e soddisfatta che mi abbia lasciata legata e rinchiusa immersa nei miei pensieri.

21 marzo 2019

142 - Addio al celibato 2° parte


Era trascorso quasi un mese da quando avevo organizzato l’ addio al celibato al mio amico Andrea, sapevo che era ritornato dal viaggio di nozze ed aveva già ripreso a lavorare, ero curiosa di sapere come gli era andata, poi dopo un lungo silenzio una sua chiamata inaspettata, mi dice che quel fine settimana è libero perché sua moglie è andata dai suoi ed avrebbe piacere ad incontrarmi per un saluto, accetto con molto piacere e gli do appuntamento a casa mia.

Lo accolgo con molto piacere, sono curiosa di sapere tutto, il matrimonio, il viaggio, sua moglie come si comporta a letto ed in particolare mi piacerebbe sapere se aveva gradito il regalo che gli avevamo fatto, mi racconta ogni cosa anche con particolari piccanti, poi mentre parla dell’ addio al celibato vedo i suoi occhi brillare, è felice, non si avrebbe mai creduto ad un simile trattamento ed è rimasto talmente soddisfatto che sarebbe ben felice di ricambiare.

Sono entusiasta, orgogliosa e molto contenta e pronta ad accettare il suo ringraziamento, gli chiedo quando pensa di farlo e lui prontamente mi dice: “subito”, rimango stupita ma talmente eccitata che non vedo l’ ora di iniziare, si alza mi prende in braccio e mi porta in camera da letto poi mi poggia delicatamente sul letto ed inizia a spogliarmi.

Appena sono completamente nuda si allontana e fruga tra i miei cassetti, ho subito capito cosa sta cercando ed infatti estrae da un cassetto del comò un bel quantitativo di manette e leg irons, li appoggia sul letto e delicatamente inizia ed ammanettarmi al letto, lo agevolo nel suo delicato lavoro ed appena finito testo con immenso piacere la mia immobilità, è stato molto bravo, sono legata a spread eagle come piace a me, sono molto eccitata, non vedo l’ ora che inizi.

Non ha fretta, si siede sul bordo del letto ed inizia ad accarezzarmi, lo fa delicatamente e talmente bene che la mia eccitazione sale alle stelle, lo supplico di scoparmi, ma lui imperterrito prima mi tappa la bocca, vuole che stia in silenzio, poi mi benda e continua ad accarezzarmi, il mio corpo è tutto un fremito, non riesco a muovermi, sono talmente su di giri che vorrei strappare le catene per abbracciarlo e prendere io l’ iniziativa e scoparlo ma non posso, i miei legami mi trattengono immobile sul letto.

Eccitata ed impossibilitata a muovermi mi lascio andare ad un intenso orgasmo, ma quando sono sul più bello qualcuno suona alla porta, non stavo aspettando nessuno, chi può essere questo scocciatore che sta per  interrompe il mio piacere, lui si alza e va ad aprire, lo sento parlare e poi dei passi che si dirigono in camera ed ho la percezione che questi scocciatori si siano disposti intorno al letto, ho un attimo di panico, mi agito ma è del tutto inutile non posso fuggire né tantomeno liberarmi, non capisco più niente sono veramente nel panico.

La voce rassicurante del mio amico mi porta alla realtà: “ti ricordi come hai organizzato la mia festa? ti ricordi che hai fatto partecipare anche tutte le tue amiche? bene anche io adesso mi farò aiutare dai miei amici e sono certo che gradirai molto il mio ringraziamento per la splendida festa che mi hai regalato”.

Caspita, non mi sarei mai aspettata che il mio amico mi restituisse anche con gli interessi il regalo che gli avevo fatto, ma a questo punto non c’ era la possibilità di tornare indietro, così mi sono rilassata ed ero pronta a subire l’ assalto dei suoi amici.

Non hanno perso tempo si sono dati da fare con impegno ed intensità, mi hanno fatto raggiungere numerosissime volte l’ apice del piacere e non potendo sapere in quanti erano sono convinta che si sono che mi hanno scopato ognuno più volte, è stata una battaglia impari ma alla fine è stata piacevolissima.

Alla fine, ormai esauriti ho sentito che se ne sono andati, anche io ero stanchissima, ho tirato un sospiro di sollievo, ma il mio amico non era ancora soddisfatto, mi ha tolto le bende e carezzandomi mi ha detto: “adesso per il gran finale ce la vediamo io e te”, non capivo cosa volesse dire, poi ho capito che mentre i suoi amici mi scopavano lui era rimasto a guardare ed adesso era arrivato il suo turno e come avevo fatto io si è dato da fare in modo intenso ed impeccabile.

Si è vendicato? non credo, penso che il regalo che gli avevo fatto era stato di suo gradimento e mi aveva voluto ringraziare alla stessa maniera, speriamo mi ringrazi ancora per numerose tante altre volte……………………………...

16 febbraio 2019

141 - L' addio al celibato

Un nostro amico stava per sposarsi, così in accordo con le mie amiche più intime gli ho voluto organizzare un’ addio al celibato che avrebbe ricordato per tutta la vita.
 
La vigilia delle nozze l’ abbiamo prelevato dalla sua abitazione, non volevo che vedesse dove lo portavamo e non volevo fargli sapere dove abitavo cosi l’ abbiamo bendato e portato nella mia casa dove avevo preparato per la sua festa di addio al celibato.

Si è fatto bendare ed ha eseguito tutti gli ordini che gli impartivamo, arrivati dentro casa gli abbiamo tolto la benda ed alla vista di tutte le mie amiche è rimasto esterrefatto e molto compiaciuto, credo che da subito si sia immaginato in seguito cosa sarebbe successo.

In primo luogo ci sono state le presentazioni a cui è seguita una deliziosa cenetta, poi un brindisi dopo l’ altro l’ atmosfera si è surriscaldata e sono iniziate a volare gonne e camicette seguite a ruota da reggiseni e mutandine, il nostro amico in un primo tempo era imbarazzatissimo e non sapeva cosa fare, poi preso coraggio ha iniziato a rispondere come si deve e non si è fatto scrupolo di tastare sapientemente culi e tette eccitandosi notevolmente.

Circondato da belle donne completamente nude si è lasciato andare, lo hanno spinto verso una sedia dove lo hanno costretto a sedersi, io con un paio di manette gli ho legato le mani dietro la spalliera, poi con un paio di leg irons gli ho bloccato le caviglie alle gambe della stessa sedia, adesso così immobilizzato era a nostra completa disposizione e potevamo usarlo a nostro piacimento, era euforico ed eccitato avrebbe accettato qualunque cosa gli avessimo fatto e l' attesa è stata molto breve, alcune delle presenti si sono inginocchiate davanti ed hanno iniziato a succhiargli il cazzo passandoselo di bocca in bocca e leccandolo con ingordigia poi si sedevano sullo scettro del desiderio facendolo sprofondare dentro la loro fica.

Si stava godendo quel momento con grandissima eccitazione ma non aveva fatto i conti con la voracità delle mie amiche che dopo averlo fatto venire un paio di volte non erano assolutamente intenzionate a smettere, anzi era più infoiate che mai e continuavano imperterrite a succhiarlo, riportarlo in erezione e sprofondarselo nuovamente dentro la fica.

Dopo un paio d’ ore di quella situazione stava iniziando a cedere e nonostante il piacere fosse maggiore della stanchezza ha iniziato a chiedere di fermarsi un attimo, ma nessuna aveva intenzione di accontentarlo così sono andate avanti incuranti delle suppliche e delle richieste di smettere, io intanto in disparte, mi godevo quello splendido spettacolo scattando di nascosto alcune foto, volevo un valido ricordo di quell’ evento e chissà, forse mi sarebbero servite in futuro.

La festa al nostro amico è andata avanti fino all’ alba, dopo averlo spremuto come un limone e soddisfatte delle loro prestazioni tutte le mie amiche se ne sono andate lasciandomi sola con lui saldamente legato alla sedia.

Adesso era il mio turno, gli ho portato un caffè dopo di che gli ho preso in mano il cazzo, era stato spremuto e non aveva più il suo vigore iniziale, mi ha guardato negli occhi ed intuendo quello che avevo intenzione di fare mi ha pregato di fermarmi quasi chiedendo pietà, gli ho detto che sono stata tutta la sera a guardare e che adesso era il mio turno e non avevo nessuna intenzione di rinunciare a farmi una bella scopata con lui, in più il mio principale interesse era far sì che domani, stanco e spossato, andasse in bianco con la sua bella mogliettina.

Mi ha implorato e supplicato di non farlo, era stanco e non ce la faceva più, ma non gli ho dato ascolto, anche perché legato com’ era non poteva assolutamente impedirmi di fare ciò che avevo progettato, con calma e delicatezza gliel’ ho preso in bocca ed ho iniziato a succhiarglielo e da come reagiva ho capito che nonostante lo stress e la stanchezza dentro di lui c’ era ancora un grande desiderio che presto gli avrei spento, portato il cazzone ad una rigidità sorprendente me lo sono infilato dentro la fica e me lo sono gustato tutto fino all’ ultima goccia.

Era arrivato alla fine, gli avevo estratto tutto, l’ avevo completamente svuotato, adesso lo potevo liberare e così ho fatto, ho preso le chiavi e l’ ho liberato dalle catene, ho aspettato che si rivestisse e se ne andasse, la festa era finita il mio scopo era stato raggiunto.

Il giorno dopo al matrimonio ho notato che nonostante un po’ di trucco sul viso aveva profonde occhiaie ed anche la mogliettina non era da meno, ero certa che anche lei se l’ era spassata alla grande.

Al ritorno dal viaggio di nozze ho incontrato il mio amico ed incuriosita gli ho chiesto come era andata la sua prima notte, per buona fortuna anche la moglie era stanca così se l’ era cavata con il minimo sindacale………………………..

8 dicembre 2018

139 - Il bosco sulla collina

Ero nella mia casa in campagna e stavo ammirando attraverso la finestra il bosco che si inerpica su per la collina, la vista è incantevole e mi fa rivivere splendidi ricordi, ricordo perfettamente e mi eccito ancora quando la prima volta mi sono addentrata nel bosco con il mio compagno il quale mi ha legata e bendata  ad un albero facendomi vivere una splendida e conturbante avventura.

Mentre ero immersa in questi gioiosi ricordi, essendo sola ed avendo tutto il pomeriggio libero, mi sono chiesta se potevo inventarmi qualcosa di veramente eccitante e puntualmente la mia mente ha elaborato qualcosa che ho deciso di mettere subito in pratica.

Ho raccolto un paio di manette combinate con leg irons, un paio di lucchetti ed una catenella, li ho messi in una borsa e mi sono incamminata nel bosco, ho lasciato a casa tutte le chiavi, volevo non avere ripensamenti su quello che avevo in mente di fare.

Seguendo la strada dentro il bosco sono arrivata in cima alla collina, mi son girata indietro ed ho guardato la mia casa, la si vedeva a malapena nascosta dalle piante, ma non ero pienamente soddisfatta per quello che avevo programmato, così ho proseguito scendendo sul versante opposto fino ad arrivare alla base della collina dall’ altra parte della mia casa.

Avevo camminato per circa due ore, avevo percorso la distanza giusta per quello che avevo deciso di fare, ho aperto la borsa e depositato tutto il suo contenuto per terra, poi mi sono spogliata ho raccolto tutti i miei vestiti e li ho messi dentro la borsa, bloccando la cerniera con un lucchetto, mi sono addentrata di alcuni metri dentro il bosco, ho messo la borsa alla base di un albero e l’ho bloccata con la catena ed il secondo lucchetto.

Adesso la parte più eccitante, raccolte le manette, le ho chiuse sui miei polsi ed i leg irons sulle caviglie, ero nuda ed incatenata, se mi volevo liberare dovevo per forza recuperare le chiavi che avevo lasciato a casa, quindi dovevo per forza fare tutto il percorso inverso, questa volta però incatenata e non sarebbe stata una passeggiata, ma era quello che avevo cercato ed immaginato, unico privilegio mi ero lasciata le scarpe, perché da esperienze passate camminare a piedi nudi nel bosco è dolorosissimo e impossibile.

Ho iniziato a camminare in direzione della mia casa, ma ben presto sono iniziate le difficoltà, nell’ euforia del momento, non mi ero accorta di aver preso un paio leg irons con la catena cortissima, meno di quaranta centimetri, i quali una volta chiusi sulle mie caviglie, mi costringevano a fare passi piccolissimi, creandomi molte difficoltà a superare le asperità che avrei trovato lungo la strada all’ interno del bosco, la strada era molto dissestata ed in alcuni momenti per superare un ostacolo ero costretta a fare incredibili acrobazie, ma tutte queste difficoltà non facevano altro che aumentare il piacere e la mia eccitazione.

A percorrere la via del ritorno stavo impiegando più tempo del previsto, ero arrivata in cima alla collina quando il sole ha iniziato a tramontare, ho cercato di accelerare il passo ma è stato impossibile, in cima alla collina c’ era un incrocio di stradette e con il buio scegliere quella giusta era come vincere alla lotteria tanto più che quella era una notte senza luna, ho scelto una strada pensando che fosse quella giusta ma ho fallito e mi sono persa, non essendo in grado di ritrovare la strada giusta sono stata costretta a fermarmi, trovare un riparo tra le piante ed attendere la luce del sole.

E’ stata una notte da incubo, il freddo, i rumori del bosco e la paura di animali che avrebbero potuto farmi del male, mi ha accompagnato inesorabilmente fino a quando non mi sono addormentata.

Mi sono svegliata all’ improvviso, qualcuno era chino su di me e mi stava scuotendo, ho lanciato un urlo ma la voce di quello sconosciuto mi ha subito tranquillizzata, poi vedendo le catene con cui ero legata ha iniziato a farmi domande, aveva timore che fossi stata rapita, ho dovuto, mio malgrado, spiegargli tutto della mia situazione: gli ho detto dei miei gusti, dei miei giochi e che mi ero persa e non riuscivo a trovare la strada di casa, mi ha chiesto dove abitavo, gli ho indicato quale fosse la mia casa, la conosceva perché veniva spesso a caccia nei dintorni, mi ha detto che era molto distante e viste le mie difficoltà si è offerto di accompagnarmi, ho accettato molto volentieri il suo aiuto anche perché a questo punto non sapevo proprio dove andare.

Durante il cammino mi ha sorretta, ma poi vedendo tutte le mie difficoltà mi ha preso in braccio e portata fino a casa, trovarmi nuda ed incatenata tra le braccia del mio salvatore era la più bella e sensuale conclusione che mi potessi aspettare.

Arrivati a casa gli ho chiesto di aiutarmi a salire le scale per recuperare le chiavi, mi ha preso nuovamente in braccio e mi ha portata dentro casa, sul tavolo c’ erano le chiavi, le ha prese e prima che potesse liberarmi, mi sono inginocchiata davanti a lui, o spalancato la bocca e non c’ è stato bisogno di dire altro, a tirato fuori il suo cazzone duro all’ inverosimile e me lo ha cacciato in bocca, ho succhiato con passione ed ardore era il miglior ringraziamento che potessi dargli.

Ero ancora eccitata, così l’ ho invitato in camera da letto, gli ho chiesto di liberarmi dalle catene e di riusarle per legarmi al letto, dopo tutta l' esperienza passata non ha esitato, mi ha ammanettata al letto e dopo essersi spogliato mi ha scopato alla grande, proprio come io desideravo.

Abbiamo trascorso tutto il giorno insieme ed è stato veramente fantastico, prima di andarsene mi ha detto: “ la prossima volta che hai voglia di giocare chiamami……………” certamente che lo chiamerò ed anche molto presto…………………...



3 novembre 2018

138 - Il baule

Avevo fatto acquisti su internet e stavo aspettando il corriere che mi consegnasse gli oggetti acquistati, nell’ attesa parlavo con il mio compagno di quanto fossero professionali e celeri gli addetti alle consegne, evidenziando che tra l’ acquisto ed il recapito passava appena un giorno e difficilmente un pacco andava perso o non consegnato, facevano proprio un lavoro eccellente.

Nel bel mezzo della conversazione il mio compagno mi fa una proposta alquanto singolare, “potresti testare su te stessa la loro celerità sulla consegna ed a tal riguardo avrei un’ idea, potrei rinchiuderti dentro quel grosso baule e spedirti tramite un corriere all’ indirizzo della nostra casa in campagna e constatare se la consegna avviene con la rapidità che descrivi”.

“Credo che sarebbe molto eccitante, sarei tentata di sperimentarlo, dopotutto dovrei passare non più di dodici ore chiusa dentro il baule ed è un tempo sopportabilissimo, ma se però qualcosa va storto e la consegna non avviene nei tempi stabiliti?”, “beh……. a quel punto dovresti chiedere aiuto, e………. mi posso immaginare già  lo stupore degli operai, aprono il pacco e dentro ci trovano una bellissima donna nuda e legata”.

Un’ eccitazione incredibile stava entrando dentro di me, trovarmi rinchiusa dentro un baule e sballottata da ogni parte mi entusiasmava, ma ero tormentata dalla paura, se qualcosa andava storto, un ritardo nella consegna o qualche altro inconveniente sarei costretta a  chiedere aiuto ed allora sarebbe la fine, ma la bramosia di provare era troppo forte così con decisione gli ho detto: “sono consapevole dei rischi ma sono troppo eccitata per non provarlo, accetto”.

Abbiamo preparato il baule, posizionando sul fondo un grosso sacco pieno di materiale che si usa per la lettiera dei gatti in modo da creare una superficie morbida e nel contempo se avessi avuto bisogno di fare pipi sarebbe rimasto tutto all’ interno e nessuno se ne sarebbe accorto, sono entrata dentro ed ho constatato che era abbastanza comodo, era quasi come un materasso sul quale potevo distendermi e stare comoda per tutto il tempo, abbiamo aggiunto un paio di coperte casomai avessi avuto freddo.

Non volevo che qualcuno potesse scoprire la mia presenza dentro il baule, così per sicurezza mi sono fatta un clisma così da stare tranquilla per almeno due giorni, poi mi sono spogliata completamente, mi sono ammanettata mani e piedi ed aiutata dal mio compagno mi sono infilata dentro il baule, mi ha dato un bacio di buona fortuna ed ha chiuso il coperchio, ho sentito distintamente lo scatto dei due lucchetti che chiudevano inesorabilmente il baule, la mia avventura aveva inizio.

Mi sono adagiata sul giaciglio creato sul fondo del baule e sono rimasta in ascolto per capire tutto quello che stava accadendo intorno a me, dopo circa un’ ora ho sentito delle persone che erano entrate in casa e si muovevano intorno al baule poi lo afferravano per le maniglie e lo trasportavano fuori, durante il trasporto mi sentivo sballottata contro le pareti, dovevo restare immobile per non far capire la mia presenza all’ interno, dopo un lungo percorso, uno scossone tremendo mi ha fatto sbattere contro una parete ed ho capito che il baule era stato caricato sul furgone del corriere, il viaggio era iniziato.

Rinchiusa dentro il baule potevo vedere solo attraverso dei piccolissimi fori che servivano per il ricambio dell’ aria,  il viaggio fino al deposito di smistamento è stato tremendo il pilota guidava come un pazzo ogni asperità del terreno si ripercuoteva su di me sobbalzavo e sbattevo ripetutamente contro le pareti ed essendo legata non potevo evitare questa tortura.

Dopo alcune ore di viaggio il furgone si è fermato il baule è stato scaricato con un muletto e portato dentro un magazzino quindi deposto in alto su una scaffalatura in attesa di essere portato a destinazione.
Rinchiusa dentro il baule guardando attraverso i piccoli fori vedevo gli operai che smistavano i pacchi, alcuni passavano accanto al baule ignari che all’ interno si trovasse una donna nuda ed incatenata, questa situazione mi eccitava incredibilmente tanto che alla fine non potendo più resistere mi sono masturbata raggiungendo in un attimo un intenso orgasmo.

Poi, alla fine dell’ orario di lavoro gli operai se ne sono andati, allora mi sono rilassata, adagiata più comodamente possibile dentro il baule e mi sono addormentata felice e serena.

Al mattino, di buon ora gli operai sono tornati e hanno iniziato a caricare i furgoni per le consegne, tra le quali anche il baule dentro al quale mi trovavo, l’ hanno sollevato con il muletto e senza tanti complimenti l’ hanno caricato dentro un furgone, ho sbattuto più volte contro le pareti lasciandomi sfuggire qualche gridolino, per fortuna che nessuno ha sentito, poi il furgone è partito per la consegna.

Come avevo previsto dopo circa un’ ora ero stata recapitata e consegnata all’ indirizzo previsto, la mia avventura volgeva al termine, ho sentito il mio compagno chiedere al corriere di aiutarlo a portare quel grosso baule nel garage, gentilmente l’ ha aiutato ed in fretta come era arrivato se n’ è andato, il mio compagno si è seduto sopra dicendomi ha tambureggiato con le dita sul baule per richiamare la mia attenzione ed intuendo il suo sorriso mi ha detto: “avevi ragione la consegna è stata molto celere, ma le chiavi sono rimaste nell’ altra casa, non credo che per te sia un problema se vado con calma ha prenderle”, effettivamente era un problema, ero rinchiusa dentro il baule già da molte ore, è vero che mi ero molto divertita, ma adesso gradivo uscire, conosco perfettamente il mio compagno, quando dice una cosa non cambia idea neanche a pagarlo………………………….. mi ha lasciata rinchiusa dentro il baule per tutto il giorno e solo a tarda notte si è deciso a farmi uscire.

Che dire, sono la sua schiava e devo umilmente sottostare a tutte le sue decisioni anche se qualche volta preferirei essere trattata con più dolcezza……………….




29 settembre 2018

137 - Il deposito dell' acqua

Della mia collezione fanno parte due splendide paia di manette Hiatt Darby 104-N e Hiatt Darby 104-N Long, sono bellissime, lucenti e molto pesanti, mi piace molto utilizzarle per i miei giochi ma hanno un piccolo difetto, molte volte per cause che non riesco a capire, non hanno nessuna intenzione di aprirsi e solo dopo numerosissimi tentativi riesco a liberarmi, è una cosa noiosa e pericolosa, potrei restare incatenata per un periodo lunghissimo e costretta a chiedere aiuto cosa che non ho nessuna voglia di fare.

Per rimediare a questo piccolo inconveniente l’ unico che mi può aiutare è il mio amico Carlo, cosi gli telefono e gli chiedo se posso andare da lui e se può rimediare questo piccolo difetto, mi dice di raggiungerlo presso la sua abitazione e cercherà di riparare il difetto.

Arrivata a casa di Carlo, lo trovo impegnato a ripulire un deposito che raccoglie l’ acqua piovana situato sotto il piazzale al quale si accede attraverso un chiusino grigliato, incuriosita mi avvicino e guardo dentro, sotto la pavimentazione stradale c’ è un locale di circa tre metri per tre, non è molto alto ma ci si può stare comodamente seduti, l’ ho subito paragonato ad una cella sotterranea nella quale i prigionieri ribelli venivano rinchiusi e provavo un forte desiderio di provare l’ emozione di essere rinchiusa li dentro.

Ho manifestato il mio desiderio a Carlo, il quale mi ha detto che non c’ era nessun problema, potevo utilizzarlo per tutto il tempo che volevo, gli ho chiesto se mi riparava in fretta le mie manette cosi da poterle utilizzare nella mia avventura dentro il suo deposito, andiamo nella sua officina ed in poco tempo ripara i miei ferri, ritorniamo nel piazzale e mi aiuta a scendere dentro il deposito, una volta all’ interno rimango estasiata, è un posto umido, tetro, quasi irreale, lo trovo estremamente eccitante, non riesco a stare in piedi, mi metto seduta e guardo verso l’ alto, vedo la luce del sole attraverso il buco sul soffitto, quello dal quale sono entrata è paragonabile ad una cella delle torture come avevo immaginato.

Al colmo dell’ eccitazione mi spoglio e getto i miei vestiti in un angolo, chiedo a Carlo di passarmi i miei ferri, non perdo tempo, mi metto seduta con le gambe incrociate e li chiudo senza indugio sulle mie caviglie, intreccio le catene delle manette e mi ammanetto i polsi, in un attimo sono bloccata ed incatenata dentro quella umida cella, mentre sto realizzando la mia situazione, Carlo chiude l’ ingresso con un chiusino grigliato, sto iniziando ha provare una forte e piacevole sensazione di benessere, alzo gli occhi e guardo attraverso la griglia, vedo il cielo a quadretti è estremamente eccitante sembrava di essere rinchiusa in una vera e profonda segreta.

Sono trascorse alcune ore da quando sono stata rinchiusa nel deposito sotterraneo, ho fantasticato per tutto il tempo immedesimandomi con i più svariati personaggi della mia fantasia, dall’ assassina seriale alla fanciulla rapita in attesa del riscatto e non ho fatto caso che dentro la cella in cui mi trovavo era diventa buia, guardando in alto ho visto che il sole era coperto da grosse nuvole ed improvvisamente ha iniziato a piovere, in un primo momento non mi sono preoccupata, ero al riparo, ma da un buco su una parete laterale ha iniziato ad entrare una grossa quantità d' acqua che invadeva tutto il deposito e piano piano iniziava a salire, sono trasalita, ho iniziato ad avere paura, presto mi avrebbe sommersa se non usciva da quel buco forse sarei annegata, ho cercato in tutti i modi di liberarmi per uscire, ma le manette non si sarebbero mai aperte senza la loro chiave e quella era in mano del mio amico, allora mi sono messa a gridare cercando di richiamare la sua attenzione per aiutarmi ad uscire da li, ma nonostante gridassi con quanto fiato avevo in gola nessuno veniva in mio aiuto ed intanto l' acqua saliva inesorabilmente.

L’ acqua raggiunto il livello del mio collo come per miracolo si è fermata nonostante dal tubo continuasse ad entrare, mi sono resa conto che stava uscendo da un’ altra parte e che quello era il livello, massimo che poteva arrivare, mi sono colmata, non sarei morta affogata, ma volevo comunque uscire dalla mia cella, ho continuato a gridare chiedere aiuto fino a quando ho visto il mio amico Carlo attraverso la griglia del coperchio, era sorridente, soddisfatto, ha lasciato cadere le chiavi e se n’ è andato.

Mi sono subito messa alla ricerca delle chiavi ma non era una cosa facile, non riuscivo a vederle ne potevo abbassarmi perché avevo l’ acqua alla gola e le mani incatenate alle caviglie non favorivano la loro ricerca, ho tastato e frugato per tutto il fondo del deposito con estrema difficoltà poi finalmente dopo moltissimo tempo sono riuscita a trovarle e liberarmi, felice di uscire da quella prigione mi sono alzata in piedi per uscire, ho appoggiato le mani sulla griglia per sollevarla ma era estremamente pesante che non ci sono riuscita, indispettita ed arrabbiata ha chiamato a gran voce affinché qualcuno venisse in mio aiuto, ma non ho avuto nessun aiuto, il mio carissimo amico mi ha lasciata dentro quel tugurio per tutta la notte e vi assicuro non è stata una passeggiata.

Ma perché mi sto lamentando, in fondo cerco sempre avventure estreme, i miei amici lo sanno e si adoperano per accontentarmi e quando tutto questo accade  non devo lamentarmi ma solo gioirne………………………………..




25 agosto 2018

136 - L' amante 2° parte


Avevo conosciuto Davide e nonostante convivessi già da un po’ di tempo con Michele eravamo diventati amanti, ci vedevamo regolarmente presso la sua abitazione secondaria, erano incontri furtivi, emozionanti, mi pareva di essere ritornata indietro con gli anni, poi un giorno sua moglie insospettita mi ha teso una trappola e mi ha scoperta, la situazione era veramente imbarazzante, ero legata al letto e non avevo modo di reagire e questo ha creato un’ atmosfera surreale, imprevedibile, Marisa, vedendomi in quello stato, impotente ed a sua completa disposizione invece che arrabbiarsi ed inveire contro di me si è eccitata ed ha trasformato quel momento imbarazzante in un incontro altamente erotico.

Da quell’ incontro ho lasciato Davide, adducendo di essere stata scoperta e costretta ad  interrompere immediatamente la nostra relazione, non era d’ accordo ma è stato costretto ad accettare anche perché io ero stata irremovibile, cessata la relazione mi sono messa con sua moglie.
Gli incontri con Marisa avvenivano sempre nella stessa casa e con le stesse modalità, mi facevo trovare legata al letto pronta a soddisfare tutte le sue voglie e devo dire che la situazione era molto più intrigante ed eccitane che mai.

I nostri incontri stavano andando avanti già da molto tempo ed ogni volta erano sempre più sensuali ed eccitanti, Davide mi aveva chiesto più volte riallacciare la nostra relazione, io mi ero sempre opposta perché gli incontri con sua moglie mi coinvolgevano maggiormente, poi un giorno mentre ero legata al letto e la mia amante si prodigava per darmi il massimo piacere, improvvisamente, la porta si è spalancata ed è apparso Davide, la sua presenza improvvisa ci ha colto di sorpresa entrambi, Marisa è rimasta immobile senza fiato, io non potendo ne muovermi ne parlare, per via di un ball gag nella mia bocca, sono rimasta esterrefatta, prevedendo tragiche conseguenze.

Davide ha stappato la corda della tenda poi ha costretto sua moglie a sedersi su di una sedia e l’ ha legata con la stessa corda, poi è venuto verso di me e con un sorrisetto che non auspicava nulla di buono mi ha detto: “adesso che vi colte in fragrante o accettate le mie condizioni oppure ci saranno gravi conseguenze per entrambi, voglio che continuate ad incontrarvi ma agli incontri voglio partecipare anche io e soprattutto sarò il vostro indiscusso padrone e farete tutto ciò che vi ordinerò”,  Marisa imbarazzata e tremante ha fatto un cenno di assenso, poi si è rivolto a me, io che ero nella posizione più problematica sono stata costretta, a mia volta, ad accettare.

Avuto il nostro consenso, altamente soddisfatto, si è spogliato ed è venuto subito sopra di me e mi ha scopato davanti a sua moglie ben legata alla sedia, superato il primo momento imbarazzante, sono stata felice di essere stata scoperta, ricattata, ma soprattutto coinvolta nel suo gioco, sottostare ai suoi voleri sarà senz’ altro magnifico.

Dopo avermi scopato alla grande, come ben ricordavo, ha liberato sua Marisa, l’ ha fatta distendere sopra di me e l’ ha legata al letto, bloccando i suoi polsi alle mie caviglie e viceversa, le nostre bocche toccavano i nostri sessi e senza attendere i suoi ordini ci siamo date da fare raggiungendo incredibili orgasmi, dopo essere rimasto a lungo a guardarci si è rivestito e se n’ è andato lasciandoci legate.

Non ci siamo preoccupate minimamente della sua assenza ed abbiamo continuato imperterrite le nostre piacevolissime effusioni, dopo circa un’ ora è tornato e vedendoci ancora cariche ed eccitate si è spogliato nuovamente, è salito sul letto ma questa volta ha scopato da dietro sua moglie, non ero mai stata cosi vicina ad una penetrazione, mi sono talmente eccitata che ho continuato a leccare entrambi i sessi fino al culmine del piacere in cui ho bevuto tutto con estrema ingordigia.

E’ stata un’ esperienza bellissima credo che non passerà molto tempo in cui gli chiederò nuovamente di ripeterla e sono certa che entrambi non rifiuteranno la mia richiesta……………..