22 aprile 2026

222 - Con la dolcezza si ottiene tutto

Mi sono svegliata nel mio letto, avevo un po' di confusione nella testa, non ricordavo come ci ero arrivata, avevo vaghi ricordi della sera precedente, avevo nella mente due distinti ricordi ma non riuscivo a collegarli tra di loro, ricordavo la cena con il mio compagno e di essermi svegliata, legata, in un luogo sconosciuto dove i miei carcerieri avevano approfittato di me, ma tutto questo lo vedevo in modo confusionario.

Ho chiesto al mio compagno come si sono susseguiti gli eventi quella sera e lui mi ha risposto che a tavola avevo avuto un piccolo sbandamento ed allora mi aveva portata a letto, ho preso per veritiera la sua spiegazione ma nella mia mente c'era qualcosa che non tornava.

E' uscito per andare al lavoro ed io sono rimasta sul letto per riposare e meditare su quella notte, c'era qualcosa che lui non mi aveva detto ed ero fermamente intenzionata a scoprirlo, se mi ero sentita male a tavola allora come mai avevo dei profondi segni sui polsi e sulle caviglie? normalmente rimangono quando faccio bondage e se ho dormito per tutta la notte come me li sono procurati? un'altra cosa anomala era che tra le gambe avevo la prova che avevo fatto sesso in abbondanza e con chi lo avevo fatto se, come mi ha detto sono stata male per tutta la notte?

Avevo troppi dubbi che mi frullavano entro la testa, poi avevo un ricordo che piano piano mi stava tornando alla mente, mi vedevo legata ad un letto in un luogo sconosciuto ed un nutrito numero di persone mi scopava con un ritmo incalzante, era vero o avevo sognato?

Non era possibile che avessi sognato sul corpo avevo troppi segni evidenti di ciò che era accaduto, ero arrabbiata e qualcuno mi doveva delle spiegazioni, conoscendolo sapevo che non sarebbe stato facile farmi dare una spiegazione chiara e sincera, cosi ho escogitato un piano che lo avrebbe costretto a raccontarmi tutto per filo e per segno tutto quello che veramente era accaduto.

Ho aspettato che tornasse dal lavoro e mi sono fatta trovare bella e pimpante desiderosa di fare sesso e lui a questa provocazione non ha resistito, ci siamo spogliati e ci siamo buttati sul letto, a quel punto gli ho chiesto di invertire i ruoli, volevo essere io a legarlo al letto e lui ha acconsentito, ho preso due paia di manette ed ho bloccato le sue mani alla testiera del letto, volevo avere il pieno controllo su di lui cosi sono andata a prendere due paia di leg-irons ed ho bloccato le sue caviglie alla pediera dello stesso, adesso che era completamente a mia disposizione gli avrei fatto dire la verità ad ogni costo.

Per prima cosa ho iniziato a carezzarlo con le mani e con i miei seni su tutto il corpo, adora questo tipo di massaggio ed infatti la sua reazione è stata immediata, il suo cazzo si è ingrossato a dismisura svettando possente e maestoso come desideravo, mi sono chinata su di lui e gli ho dato quattro succhiate da farlo rabbrividire, poi tenendolo tra le mani mi sono rivolta a lui dicendogli: "adesso devi dirmi tutta la verità su cosa è accaduto quella sera perché ci sono troppe cose che non tornano", ha subito negato qualsiasi addebito ribadendo che mi ero sentita male ed avevo dormito per tutta la notte, continuava a mentirmi.

Sono andata in cucina e sono tornata con un coltello affilatissimo, gliel'ho mostrato poi ho ripreso tra le mani il suo cazzo che, visto quello che avevo in mano si era un po' ammosciato, me lo sono ripreso in bocca ed ho continuato a succhiarlo fino a riportarlo al suo splendore, poi guardandolo furente negli occhi gli ho detto: "adesso o mi dici tutta la verità oppure te lo taglio" e cosi dicendo gli ho appoggiato il coltello, dalla parte della costola sul cazzo muovendolo un po', tanto per fargli sentire il freddo della lama, si è impaurito ed il suo cazzo ammosciato, ma appena è calato di tono l'ho succhiato nuovamente con estremo vigore riportandolo in posizione eretta, gli volevo far capire che potevo dargli il piacere oppure il dolore la scelta era solo la sua.

Non aveva scampo, ero troppo determinata a conoscere la verità, cosi ha ceduto ed in lacrime mi ha spiegato tutto quello che era accaduto quella sera, sono rimasta ad ascoltarlo ma non ho mollato la presa sul suo cazzo, volevo che capisse che alla minima incertezza sarebbe stata la sua fine, appena aveva un attimo di cedimento provvedevo voracemente a riportarlo alla massima durezza, facendogli costantemente sentire la lama del coltello.

Ha iniziato il suo racconto dicendo che era stata una decisione collegiale tra amici, vista la tua propensione a farti legare e scopare da molti, abbiamo pensato che se ti saresti svegliata in un luogo a te sconosciuto avresti pensato di essere stata rapita, come sempre hai manifestato nei tuoi desideri, e se poi i rapitori ti avessero anche scopata i tuoi desideri si sarebbero avverati e cosi abbiano fatto, durante la cena ti ho nesso del sonnifero nel bicchiere ed appena hai bevuto ti sei addormentata come un angioletto, poi ti ho portata a casa di un amico dove ti abbiamo legata al letto ed appena ti sei svegliata è accaduto quello che pensavamo, ti sei eccitata ed ha chiesto a tutti di scoparti cosa che abbiamo fatto con estremo piacere, poi finita la festa ti ho fatto bere ancora e ti sei addormentata di nuovo, cosi ti ho riportata a casa e messa a letto dove ti sei svegliata.

Dal suo racconto avevo capito quello che veramente era successo e che mi ero immaginata ma non ero ancora soddisfatta, ero certa che mi nascondesse ancora qualcosa, cosi ho giocato sporco, ho ripreso in bocca il suo cazzo portandolo ad un passo dall'esplosione e contemporaneamente ho premuto il coltello con la punta facendogli facendogli uscire una piccola goccia di sangue, era terrorizzato, ha creduto di essere arrivato alla fine ed alla mia domanda di quanto l'avessero pagato ha confessato il suo malfatto.

Avevo ottenuto la sua confessione, ero arrabbiata ed indignata, se me lo avesse chiesto avrei aderito subito alla sua richiesta e ne avremo goduto entrambi, ma è stato subdolo ed avido, gliela avrei fatta pagare molto duramente, per iniziare l'ho obbligato di versare sul mio conto il doppio di quanto ricavato e successivamente di riorganizzare un nuovo incontro con gli stessi suoi amici pero in un luogo che avrei deciso io, dietro un pagamento molto consistente, mentre gli dettavo le mie condizioni per renderle più efficaci ed incisive gli ho fatto nuovamente sentire il coltello sul suo prezioso scettro dalla parte della lama, senza pero ferirlo.

Ha accettato senza discutere tutte le mie condizioni ed allora soddisfatta della mia vittoria l'ho abbandonato legato sul letto e sono uscita per rilassarmi e godermi la bellissima serata, a lui ci avrei pensato al mio ritorno, è proprio vero il detto: "con la dolcezza si ottiene tutto..........".