22 aprile 2026

222 - Con la dolcezza si ottiene tutto

Mi sono svegliata nel mio letto, avevo un po' di confusione nella testa, non ricordavo come ci ero arrivata, avevo vaghi ricordi della sera precedente, avevo nella mente due distinti ricordi ma non riuscivo a collegarli tra di loro, ricordavo la cena con il mio compagno e di essermi svegliata, legata, in un luogo sconosciuto dove i miei carcerieri avevano approfittato di me, ma tutto questo lo vedevo in modo confusionario.

Ho chiesto al mio compagno come si sono susseguiti gli eventi quella sera e lui mi ha risposto che a tavola avevo avuto un piccolo sbandamento ed allora mi aveva portata a letto, ho preso per veritiera la sua spiegazione ma nella mia mente c'era qualcosa che non tornava.

E' uscito per andare al lavoro ed io sono rimasta sul letto per riposare e meditare su quella notte, c'era qualcosa che lui non mi aveva detto ed ero fermamente intenzionata a scoprirlo, se mi ero sentita male a tavola allora come mai avevo dei profondi segni sui polsi e sulle caviglie? normalmente rimangono quando faccio bondage e se ho dormito per tutta la notte come me li sono procurati? un'altra cosa anomala era che tra le gambe avevo la prova che avevo fatto sesso in abbondanza e con chi lo avevo fatto se, come mi ha detto sono stata male per tutta la notte?

Avevo troppi dubbi che mi frullavano entro la testa, poi avevo un ricordo che piano piano mi stava tornando alla mente, mi vedevo legata ad un letto in un luogo sconosciuto ed un nutrito numero di persone mi scopava con un ritmo incalzante, era vero o avevo sognato?

Non era possibile che avessi sognato sul corpo avevo troppi segni evidenti di ciò che era accaduto, ero arrabbiata e qualcuno mi doveva delle spiegazioni, conoscendolo sapevo che non sarebbe stato facile farmi dare una spiegazione chiara e sincera, cosi ho escogitato un piano che lo avrebbe costretto a raccontarmi tutto per filo e per segno tutto quello che veramente era accaduto.

Ho aspettato che tornasse dal lavoro e mi sono fatta trovare bella e pimpante desiderosa di fare sesso e lui a questa provocazione non ha resistito, ci siamo spogliati e ci siamo buttati sul letto, a quel punto gli ho chiesto di invertire i ruoli, volevo essere io a legarlo al letto e lui ha acconsentito, ho preso due paia di manette ed ho bloccato le sue mani alla testiera del letto, volevo avere il pieno controllo su di lui cosi sono andata a prendere due paia di leg-irons ed ho bloccato le sue caviglie alla pediera dello stesso, adesso che era completamente a mia disposizione gli avrei fatto dire la verità ad ogni costo.

Per prima cosa ho iniziato a carezzarlo con le mani e con i miei seni su tutto il corpo, adora questo tipo di massaggio ed infatti la sua reazione è stata immediata, il suo cazzo si è ingrossato a dismisura svettando possente e maestoso come desideravo, mi sono chinata su di lui e gli ho dato quattro succhiate da farlo rabbrividire, poi tenendolo tra le mani mi sono rivolta a lui dicendogli: "adesso devi dirmi tutta la verità su cosa è accaduto quella sera perché ci sono troppe cose che non tornano", ha subito negato qualsiasi addebito ribadendo che mi ero sentita male ed avevo dormito per tutta la notte, continuava a mentirmi.

Sono andata in cucina e sono tornata con un coltello affilatissimo, gliel'ho mostrato poi ho ripreso tra le mani il suo cazzo che, visto quello che avevo in mano si era un po' ammosciato, me lo sono ripreso in bocca ed ho continuato a succhiarlo fino a riportarlo al suo splendore, poi guardandolo furente negli occhi gli ho detto: "adesso o mi dici tutta la verità oppure te lo taglio" e cosi dicendo gli ho appoggiato il coltello, dalla parte della costola sul cazzo muovendolo un po', tanto per fargli sentire il freddo della lama, si è impaurito ed il suo cazzo ammosciato, ma appena è calato di tono l'ho succhiato nuovamente con estremo vigore riportandolo in posizione eretta, gli volevo far capire che potevo dargli il piacere oppure il dolore la scelta era solo la sua.

Non aveva scampo, ero troppo determinata a conoscere la verità, cosi ha ceduto ed in lacrime mi ha spiegato tutto quello che era accaduto quella sera, sono rimasta ad ascoltarlo ma non ho mollato la presa sul suo cazzo, volevo che capisse che alla minima incertezza sarebbe stata la sua fine, appena aveva un attimo di cedimento provvedevo voracemente a riportarlo alla massima durezza, facendogli costantemente sentire la lama del coltello.

Ha iniziato il suo racconto dicendo che era stata una decisione collegiale tra amici, vista la tua propensione a farti legare e scopare da molti, abbiamo pensato che se ti saresti svegliata in un luogo a te sconosciuto avresti pensato di essere stata rapita, come sempre hai manifestato nei tuoi desideri, e se poi i rapitori ti avessero anche scopata i tuoi desideri si sarebbero avverati e cosi abbiano fatto, durante la cena ti ho nesso del sonnifero nel bicchiere ed appena hai bevuto ti sei addormentata come un angioletto, poi ti ho portata a casa di un amico dove ti abbiamo legata al letto ed appena ti sei svegliata è accaduto quello che pensavamo, ti sei eccitata ed ha chiesto a tutti di scoparti cosa che abbiamo fatto con estremo piacere, poi finita la festa ti ho fatto bere ancora e ti sei addormentata di nuovo, cosi ti ho riportata a casa e messa a letto dove ti sei svegliata.

Dal suo racconto avevo capito quello che veramente era successo e che mi ero immaginata ma non ero ancora soddisfatta, ero certa che mi nascondesse ancora qualcosa, cosi ho giocato sporco, ho ripreso in bocca il suo cazzo portandolo ad un passo dall'esplosione e contemporaneamente ho premuto il coltello con la punta facendogli facendogli uscire una piccola goccia di sangue, era terrorizzato, ha creduto di essere arrivato alla fine ed alla mia domanda di quanto l'avessero pagato ha confessato il suo malfatto.

Avevo ottenuto la sua confessione, ero arrabbiata ed indignata, se me lo avesse chiesto avrei aderito subito alla sua richiesta e ne avremo goduto entrambi, ma è stato subdolo ed avido, gliela avrei fatta pagare molto duramente, per iniziare l'ho obbligato di versare sul mio conto il doppio di quanto ricavato e successivamente di riorganizzare un nuovo incontro con gli stessi suoi amici pero in un luogo che avrei deciso io, dietro un pagamento molto consistente, mentre gli dettavo le mie condizioni per renderle più efficaci ed incisive gli ho fatto nuovamente sentire il coltello sul suo prezioso scettro dalla parte della lama, senza pero ferirlo.

Ha accettato senza discutere tutte le mie condizioni ed allora soddisfatta della mia vittoria l'ho abbandonato legato sul letto e sono uscita per rilassarmi e godermi la bellissima serata, a lui ci avrei pensato al mio ritorno, è proprio vero il detto: "con la dolcezza si ottiene tutto..........".

22 marzo 2026

221 - Ricordi di un tradimento

Sono ormai trascorsi più di dieci anni da quando, un giorno, ho scoperto il mio compagno a letto con la sua amante in quel momento mi sono arrabbiata moltissimo e li ho cacciati tutti e due da casa mia, poi avevo raccolto tutte le sue cose e l'avevo messe fuori casa e dopo aver cambiato le serrature ero partita per un viaggio dove mi ero rilassata e dei due fedifraghi non ne avevo più sentito parlare.

Alcuni giorni fa ho incontrato per caso Silvia, a quel tempo era l'amante del mio compagno, non portavo nessun rancore verso di lei, cosi ci siamo salutate e siamo andate a prendere un caffè insieme, in un primo momento era un po' impacciata, credeva che ancora oggi portassi dei rancori verso di lei ma non era cosi, l'ho rincuorata subito, chi aveva tradito era il mio compagno, solo lui era il responsabile di tutto.

Sedute al bar abbiamo iniziato a parlare del nostro passato e piano piano siamo diventate amiche, per prima cosa ha voluto giustificarsi per i fatti accaduti molti anni fa, quando aveva iniziato la sua relazione con il mio compagno non sapeva che convivesse stabilmente con me, poi con il passare del tempo, la sua situazione è venuta allo scoperto e lui è stato sempre più intraprendente ed impertinente, le sue richieste sono diventate sempre più assurde ed audaci era sempre pronto a sfruttare la tua fiducia per tradirti.

Ricordo benissimo quello che accadde una volta, avevo capito che non era una persona libera e per questo volevo troncare la relazione, allora lui mi disse: "adesso di dimostro che alla mia compagna non gli interesso minimamente, perché è sempre occupata a farsi gli affari suoi e per dimostrartelo ti faccio toccare con mano quello che dico", cosi mi ha portato a casa tua, io ero molto titubante e non volevo venirci, ma ha insistito talmente tanto che ho dovuto seguirlo per forza.

Appena giunti a casa tua, mi ha portata subito nel seminterrato, avevo una paura tremenda che potessi incontrarti, ma vedendo la sua sicurezza mi sono calmata ed ho fatto quello mi chiedeva, mi ha fatto guardare attraverso uno spioncino su di una parete, era nascosto sotto un quadro, se non sapevi dove si trovava non potevi sapere della sua esistenza, e quello che ho visto mi ha lasciato di stucco.

All'interno di quella stanza chiusa a chiave c'era una donna legata con delle catene e da quello che ho potuto capire sembrava che stesse soffrendo, ho provato a dirglielo ma lui a tagliato corto dicendomi che quella in catene era la sua compagna che è una fanatica del bondage, a lei piace essere legata e rinchiusa come la vedi adesso ed allora io ne approfitto per fare quello che voglio, tanto lei no verrà mai a saperlo e mentre mi dava queste spiegazioni mi ha appoggiata contro la parete della stanza dove eri rinchiusa, mi ha spogliata e scopata come una furia, non sono riuscita a fermarlo perché era troppo eccitato e devo dire che dopo alcuni attimi di trepidazione mi sono eccitata anch'io ed ho goduto di quella situazione assurda.

Nei giorni seguenti mi chiamava al telefono e mi diceva: "dobbiamo vederci subito, la cornuta l'ho legata nella sua cantina e non ci disturberà, possiamo scopare liberamente, anche nel suo letto......", quelle telefonate mi rattristavano ma allo stesso tempo mi eccitavano molto, cornificare la mia rivale in amore nel suo letto era una vera libidine, poi sapere che l'aveva legata e rinchiusa nella sua cantina mi dava dei brividi incredibili e non riuscivo a dirgli di no.

Infatti in quel periodo il mio compagno aveva una voglia di legarmi irrefrenabile, non passava giorno che, dopo avermi ammanettata mi portava nel dungeon, aggiungeva altre catene e mi rinchiudeva dentro, mentre lo faceva mi diceva: "devo legarti molto bene perché non vorrei che tu potessi fuggire" ed io lo prendevo come un gesto d'amore nei miei confronti ed invece, adesso ho capito che lo faceva solo per se stesso, voleva essere sicuro che veramente non potessi fuggire perché altrimenti gli avrei rovinato la serata.

Un altro comportamento anomalo, che adesso ho decifrato perfettamente, era che alcune volte dopo avermi legata, quando tornava per liberarmi mi diceva che aveva smarrito le chiavi, per cui dovevo rimanere ancora prigioniera fino a quando non le avesse ritrovate, era un trucco per tenermi ancora lontana dai suoi affari ed io sciocca ed innamorata lo scambiavo per un gioco amorevole nei miei confronti e questo suo comportamento, visto che funzionava è andato avanti per molto tempo, ricordo che una volta con questa scusa mi ha tenuta prigioniera per cinque giorni ed io accettavo tutto ricambiando affetto, riconoscenza ed amore.

Ma quello che mi ha fatto capire la sua falsità era il fatto che dopo avermi legata, con mio immenso piacere, se ne andava senza scoparmi e questo mi dava una fortissima delusione, nelle mie giornate, rinchiusa nel dungeon, passate a meditare mi chiedevo perché del suo comportamento ed alla fine quando ho scoperto tutti i suoi inganni sono esplosa e l'ho cacciato insieme alla sua amante.

Tutto questo è andato avanti per quasi un anno, poi sei intervenuta tu e tutto è finito, ma la cosa più assurda è che da allora ha lasciato anche me e non l'ho più rivisto, ho continuato la mia vita senza di lui e non mi sono certo mancate le avventure ma quelle scopate fatte mentre tu eri legata ed ignara di quello che stava accadendo fuori dalla tua prigione sono state le più belle ed eccitanti, oggi a raccontarti queste cose mi vergogno e mi pento un po' ma in quel momento non ero in grado di ragionare ed ero succube del tuo compagno.

Non mi sono pentita affatto della mia decisione, sfruttare le mie debolezze per i suoi luridi scopi non mi andava più bene, solo una cosa è rimasta a suo favore, aveva sempre voglia di legarmi, sicuramente lo faceva per il suo viscido scopo, ma dal momento che io non lo sapevo ogni volta che mi metteva in catene ne traevo un estremo godimento.

Il suo racconto è stato vero e sincero, non me la sarei mai presa con lei, ma dal quello che mi ha detto ho riflettuto molto, gli amici fidati sono quelli che ti sostengono nel momento del bisogno e non ti tradiscono solo per il gusto di approfittare delle situazioni a loro favorevoli, sono felice e non mi pento che a quel tempo, appena mi accorsi della situazione, abbia cacciato in malo modo il mio compagno, l'avevo tollerato abbastanza e certamente dovevo farlo prima.

Con Silvia siamo diventate vere amiche, ancora non è tanto propensa per il bondage, ma gli piace aiutarmi nelle mie avventure ed è una valida aiutante,, spero che in un prossimo futuro possa cambiare idea ed unirsi a me in un'avvincente avventura..................



25 febbraio 2026

220 - Gloryhole

E' un periodo in cui la mia amica Serena è piena di inventive ed ogni giorno mi propone sempre qualche nuova esperienza da provare, io sono molto felice di questa sua mania ed accetto con entusiasmo qualsiasi proposta lei mi faccia.

Alcuni giorni fa mi ha chiesto di andare a casa sua perché mi doveva mostrare l'ultima sua trovata in fatto di bondage, alla mia richiesta di sapere di cosa si trattasse non mi ha voluto dire nulla, doveva essere una sorpresa, avrei saputo tutto al momento giusto, incuriosita, mi sono precipitata di corsa da lei.

Al mio arrivo, ho chiesto ripetutamente di sapere di cosa si trattasse, non mi ha voluto specificare nulla, mi ha solo invitata ad andare con lei in giardino a sorseggiare una bibita, specificando che non c'era nessuna fretta e non dovevo anticipare gli eventi, cosi ci siamo sedute sul dondolo ed abbiamo parlato delle nostre cose.

Per ingannare il tempo aspettando gli amici ci siamo fatte un bagno in piscina, completamente nude tanto per capire, ero estremamente curiosa e continuavo a tempestarla di domande per sapere cosa mi sarei dovuta aspettare ma lei è sempre rimasta sulle sue idee e non mi ha detto niente, dopo pranzo, finalmente, mi ha portata nel seminterrato dove mi ha chiesto di spogliarmi, mi ha messo un collare di acciaio sul collo, incatenato mani e piedi e mi ha potata in una stanza dove c'era un grosso contenitore di legno, ha aperto la porta e mi ha fatta entrare dentro, ha chiuso la porta con tanto di lucchetti.

Appena sono stata chiusa dentro quel grosso scatolone mi sono accorta che aveva numerosi buchi su tutte le pareti, mi sono detta che forse servivano per far entrare un po' d'aria per quello che era chiuso all'interno e non ci ho più pensato, mi sono messa in una posizione comoda in attesa di quell'evento che Serena mi aveva proposto, mentre ero rinchiusa dentro mi sono posta alcune domande, cosa poteva esserci di tanto speciale in quel grosso baule, tutte le volte che ero stata rinchiusa ero anche incatenata e benché il luogo dove mi trovavo adesso fosse un po' ristretto non mi faceva dire che non era molto diverso dagli altri luoghi in cui era rimasta prigioniera.

Mentre stavo meditando qualcosa di molto familiare è entrato attraverso uno dei buchi situati su una parete, era un grosso cazzo durissimo che sporgeva da un buco, era meraviglioso, mi sono subito eccitata e per istinto ho cercato di prenderlo con le mani per carezzarlo, ma non sono riuscita ad arrivare a prenderlo, le mie mani incatenate erano collegate alla catene sulle caviglie e non riuscivo ad arrivare all'altezza giusta per poterlo toccare.

Serena aveva previsto tutto ed aveva fatto in modo che la catena fosse talmente corta che non avrei potuto usare le mani, ma se le mie mani erano inibite per toccarlo allora ci sarei potuta arrivare con la bocca e cosi ho fatto, mi sono posizionata comodamente in prossimità di quel magnifico cazzone ed ho iniziato a leccarlo con immenso gusto per poi farmelo sprofondare tutto dentro la mia gola ed è stata una cosa meravigliosa.

Non sapevo minimamente a chi appartenesse quel grosso cazzo, ma non me ne importava niente, l'unica cosa che desideravo era quella di succhiarlo e godermelo con estremo piacere, appena ha scaricato dentro la mia bocca tutto il suo piacere un secondo cazzo si è affacciato ad un altro buco ed io non me lo sono lasciato sfuggire, ho succhiato con ingordigia anche quello, ad ogni cazzo che eruttava dentro la mia bocca un altro si affacciava ad un altro buco reclamando la sua parte di piacere ed io non l'ho negata a nessuno.

Per tutta la sera è stato un susseguirsi di cazzi che facevano capolino da ogni buco ed io in preda ad un'eccitazione incredibile li ho succhiati tutti senza tralasciarne neanche uno e bevendo avidamente ogni goccia del loro squisito seme.

Mi ricordavo di aver visto un filmettino porno in cui la protagonista succhia numerosi cazzi che entrano attraverso dei buchi, ma lo avevo ritenuto banale, poco sensuale ed invece adesso che sono io la protagonista, succhiare quei grossi cazzi, di perfetti sconosciuti, che entrano prepotenti da ogni buco mi rende incredibilmente euforica ed eccitata come non lo sono mai stata e devo ringraziare la mia amica per questa esperienza, le sarò molto grata e le chiederò di poterla rivivere quanto prima, grazie Serena................


21 gennaio 2026

219 - Nessuno si fa gli affari suoi


E' un giornata di sole, con il mio compagno sono andata a passare qualche giorno di vacanza nella nostra casa in campagna dove abbiamo deciso di fare una passeggiata nel boschetto che si arrampica su per la collina, per l'occasione mi ero vestita con jeans, maglietta e scarpe de trekking, perché volevo stare comoda.

Ci siamo incamminati per la stradina che entra dentro il boschetto e mano nella mano come due fidanzatini siamo arrivati alla sommità della collina, stavamo per scendere dalla parte opposta verso il laghetto quando al mio compagno viene voglia di entrare un po' dentro il boschetto, intuisco subito cosa ha in mente.

La sua idea mi piace e voglio assecondarlo, facciamo alcuni passi dentro il bosco, mi appoggia contro un grosso albero ed inizia a baciarmi e frugarmi sotto la maglietta, mi piace e mi eccita, cerco di facilitargli il compito cosi mi tolgo la maglietta e i jeans e mi rimetto le scarpe perché per terra ci sono troppi arbusti che mi fanno male ai piedi.

Nel togliermi i pantaloni, da una tasca posteriore cadono un paio di manette, che mi ero portata dietro per un eventuale gioco da fare insieme, il rumore che hanno fatto nel cadere richiama la sua attenzione: "vedo che ti sei portata i tuoi giocattoli, ed a quanto vedo non ne puoi proprio farne a meno", le raccoglie, mi appoggia con la schiena contro il tronco dell'albero e mi ammanetta con le mani che abbracciano il tronco, poi si toglie i pantaloni ed inizia a scoparmi.

E' bellissimo, immobilizzata al tronco dell'albero e scopata con grandissimo impeto in mezzo alla natura, non avrei immaginato niente di più eccitante, stavo godendo come un pazza quando improvvisamente si immobilizza, si guarda intorno, raccoglie tutti i vestiti, anche i miei e si inoltra di corsa dentro al bosco, non riesco a capire che cosa sta facendo e perché ha interrotto quella meravigliosa scopata, nell'eccitazione del momento, anche perché stavo godendo come una matta, non mi ero accorta che stavano arrivando delle persone su per la strada che proviene dal lago.

Ero ammanettata all'albero e non avevo nessuna possibilità di allontanarmi ne di nascondermi, appena ho visto quegli sconosciuti che venivano verso di me ho capito che non avevo scampo ed appena fossero arrivati vicino mi avrebbero notata cosi ho dovuto frugare nella mia testa per cercare una spiegazione plausibile da dargli sulla mia anomala situazione e credo che non si sarebbero accontentati di una scusa banale.

Si avvicinavano sempre di più ed appena sono arrivati a poca distanza, come avevo immaginato mi hanno vista, una signora di una certa età ha avuto un attimo di sconcerto, si è subito prodigata a chiedermi che cosa fosse successo, se mi avessero rapita o se avessi bisogno di aiuto.

Con tutta la mia calma possibile gli ho detto: "grazie, signora non ho bisogno di nessun aiuto e non sono stata rapita, non si preoccupi va tutto bene......", non mi ha lasciato finire la frase che si è subito agitata, è venuta dietro di me, la sua intenzione era quella di liberarmi, immaginando che fossi legata con delle corde, ma appena ha visto che ero legata con le manette non ci ha visto più ed ha cominciato a strepitare : " non è vero che non hai bisogno di aiuto, sei tutta nuda, sei legata ad un albero con quei ferri e vuoi che ci disinteressiamo di te, ma sei pazza qui bisogna chiamare subito la polizia perché questa è una situazione di estremo pericolo", non c'era modo di farla ragionare, vedeva quella situazione estremamente pericolosa ed aveva deciso che doveva aiutarmi a tutti i costi e niente gli avrebbe fatto cambiare idea.

Per buona fortuna la signora ed i suoi compagni non avevano  il telefonino con loro cosi hanno deciso che sarebbero andati a casa di una di loro che era poco distante e da li avrebbero chiamato le forze dell'ordine.

Ho capito che si sarebbero subito allontanati, cosi li ho spronati a fare in fretta: "va bene, signora, vada subito a casa e chieda aiuto alle forze dell'ordine, ma faccia con calma, perché in questo momento io sto benissimo, sono calma e posso tranquillamente aspettare le forze dell'ordine per essere liberata e sono sicura che il mio rapitore vedendola arrivare sarà già scappato a gambe levate e non tornerà più", credo che queste mie parole l'abbiano rassicurata, cosi dopo altre inutili raccomandazioni si è incamminata a passo svelto verso la sua abitazione per chiedere aiuto.

Appena si è allontanata, il mio compagno è tornato verso di me, gli ho detto che era una stronzo per avermi lasciata li a giustificarmi con la vecchia ed i suoi compagni, ma lui sorridente mi ha detto che l'aveva fatto apposta perché era certo che il mio imbarazzo mi avrebbe portato ad una fortissima eccitazione e devo dire che aveva pienamente ragione, gli ho chiesto di liberarmi perché non appena la signora fosse giunta a casa avrebbe avvertito la polizia questa sarebbe arrivata immediatamente ed io non volevo farmi trovare in quel modo, sarebbe stato troppo imbarazzante dare un'altra spiegazione plausibile.

Mi ha chiesto dove avessi messo le chiavi, gli ho risposto che erano nella tasca dei pantaloni insieme alle manette, ha cercato ma molto probabilmente erano cadute durante la sua fuga, ha guardato un po' intorno ma non è riuscito ha trovate ed ironico come sempre mi ha detto: "forse è meglio aspettare i poliziotti loro hanno sempre con se le manette ed anche le chiavi!".

Sono diventata rossa ed arrabbiata, "ma come faccio a dirgli che stavo scopando legata ad un albero, non mi crederanno mai e neanche gli posso inventare una balla qualsiasi, la situazione è troppo imbarazzante, cerca una soluzione e toglimi da questa situazione, dopotutto è colpa tua se mi trovo così".

Si è convinto che doveva trovare una rapida soluzione, così ha preso il suo portachiavi, ha srotolato l'anello che le teneva legate le chiavi di casa e con quello ha aperto un bracciale delle manette, appena libera ho raccolto i miei vestiti e senza neppure indossarli mi sono messa a correre verso la mia casa, seguita a breve distanza da lui, era molto eccitante correre nuda in mezzo al bosco per sfuggire dai poliziotti che la vecchia aveva chiamato.

Appena arrivati a casa, l'ho guardato negli occhi e con il respiro affannato per la lunga corsa gli ho detto: "forse il luogo migliore per finire quello che abbiamo incominciato è la nostra camera da letto, bella accogliente e senza intrusi che ci possano interrompere", è stato d'accordo con la mia proposta, siamo andata in camera mi sono buttata sul letto e poiché avevo ancora chiuso sul polso sinistro le manette, ha fatto passare l'altro braccialetto tra le sbarre della testiera del letto e mi sono ammanettata ad esso.

E' entrato in camera subito dietro di me, ha seguito con compiacimento le mie operazioni ed un attimo dopo essermi legata è salito sul letto ed ha ripreso a scoparmi senza che questa volta nessuno ci avesse potuto interrompere, cosi in questo momento ho potuto pensare solo a me visto che curiosi o passanti indesiderati sono ben lontani..................