21 luglio 2026

225 - I ferri del mio amico Carlo

Per la seconda volta ho cacciato il mio compagno per il suo grave comportamento nei miei confronti, adesso che sono rimasta a vivere da sola nella mia casa sento un po' la mancanza di qualcuno che mi "sottometta" nei miei giochi preferiti e per questo dovrò far ricorso ai mie più fidati amici.

Ho chiamato il mio amico Carlo, grande esperto di ferro battuto, che mi ha sempre aiutato per risolvere qualsiasi problema mi fosse capitato, gli ho spiegato la mia situazione e gli ho detto che avevo un gran bisogno di essere legata ed imprigionata ma in questo particolare momento non potevo farlo da sola.

E' stato ben lieto di aiutarmi, mi ha detto di andare a casa sua che aveva qualcosa da mostrarmi e se mi piaceva anche da usare, la mia tristezza è sparita all'istante, ero certa che aveva qualcosa che mi avrebbe fatto ritornare il sorriso e la gioia che si era affievolita, mi sono precipitata a casa sua immediatamente.

Appena arrivata ho subito chiesto di mostrarmi di cosa si trattava, perché ero impaziente di vedere ma soprattutto di usare quella cosa che mi aveva proposto nella nostra precedente conversazione, mi ha detto di non agitarmi, mi ha invitata a d entrare in casa e di sedermi sul divano, poi mi ha offerto un drink e ce lo siamo gustato brindando alla nostra grande amicizia.

E' uscito un attimo e quando è ritornato aveva tra le mani un grosso groviglio di catene a cui erano fissati in modo estremamente severo numerosi grossi anelli dei quali ho subito capito il loro scopo, mi ha spiegato che li aveva trovati da un robivecchi ed aveva pensato subito a me cosi li aveva comprati ed una volta giunto a casa, poiché erano un ammasso di ruggine, li aveva ripuliti, aggiustati facendoci delle modifiche per renderli usabili ed adesso erano perfettamente funzionanti e pronti per essere usati.

Non stavo più nella pelle, ero euforica ed eccitata, gli ho chiesto di incatenarmi immediatamente, non volevo perdere altro tempo, volevo provare i brividi della ristrettezza che mi avrebbero donato quei magnifici ferri.

Mi ha chiesto di spogliarmi ed io l'ho fatto immediatamente, dopo di che ha provveduto a chiudere i grossi anelli sulle mie caviglie, successivamente ho messo le mani dietro la schiena e lui me le ha immobilizzate con altri anelli che erano attaccati alla stessa catena ed infine il grosso e pesante collare chiuso saldamente sul mio collo, appena conclusa quella bellissima operazione ho subito provato a muovermi per sentire quanto erano efficaci e restrittive quelle catene e ho subito valutato che erano le più efficaci e dure che avessi mai provato.

Ho provato ad alzarmi ma era molto difficoltoso cosi il mio carissimo amico mi ha preso per un braccio e mi ha aiutato a farlo poi con estrema delicatezza mi ha accompagnata fuori dalla casa e portata in una vicina costruzione, una vecchia capanna adibita a rimessa agricola, mi ha adagiata per terra, mi ha fatta mettere inginocchiata con la faccia per terra e poi con tutta la sua esuberanza mi ha scopata fino allo sfinimento, ho dimostrato al mio assalitore quanto mi piacesse e desiderassi quella grandiosa scopata incitandolo ad essere più autoritario e prepotente nei miei confronti e devo dire che ce l'ha messa tutta per farmi godere come desideravo.

Dopo avermi scopata e riempita a dovere con il suo seme, ha preso una catena che si trovava nelle vicinanze e mi ha incatenata ad un attrezzo agricolo che era posteggiato all'interno poi se n'è andato raccomandandomi di non agitarmi troppo altrimenti mi sarei potuta ferire con gli anelli che mi tenevano legata essendo molto grossi e con gli spigoli non arrotondati.

Appena rimasta sola ho provato a disattendere la sua lezione, volevo fare l'eroina che si liberava da sola, ma non avevo fatto i conti con la durezza delle catene ed appena mi sono provata ad agitarmi muovendomi più del necessario i ferri si sono conficcati nella mia carne procurandomi dolori più atroci di quanto avrei mai immaginato, cosi contro la mia volontà ho dovuto abbandonare ogni forma di agitazione e mettermi ferma ed immobile aspettando che il mio amico tornasse a liberarmi.

Ho passato tutta la sera rinchiusa ed incatenata nella sua stanza degli attrezzi, stando perfettamente immobile per non rischiare di farmi del male, è stata una lunga attesa durante la quale ho sperato che prima di liberarmi approfittasse ancora una volta della sua supremazia per scoparmi di nuovo e devo dire che l'ha fatto anche con molto più vigore della prima volta, adoro il mio amico........................


Nessun commento:

Posta un commento