26 agosto 2026

226 - Sul divano

Mi piace seguire alcuni blog in cui si parla di strumenti di "restraint" e su uno di questi avevo notato un bellissimo paio di manette combinate con leg irons di ottima qualità con alto indice di sicurezza, in parole povere senza le chiavi originali era impossibile aprirle, il solo pensiero di essere legata con quelle catene mi eccitava moltissimo e quindi le avevo acquistate.

Dopo alcuni giorni mi erano state recapitate, l' eccitazione nell' aprire il pacco era grande, mi sono seduta sul divano ed ho estratto quelle meravigliose catene, erano bellissime, luccicanti e molto pesanti, avevano una chiave molto speciale, nella mia collezione non ce n' era una simile, dopo averla provata nelle serrature l' ho messa sul tavolo, poi ho controllato se i bracciali erano della misura giusta e visto che fasciavano perfettamente i miei polsi e le mie caviglie ho deciso di usarle subito, mi sono spogliata completamente e molto lentamente mi sono incatenata, ho gironzolato per casa guardandomi più volte allo specchio ammirando la mia immagine riflessa, mi piacevo e mi eccitavo a vedendomi perfettamente incatenata, poi mi sono sdraiata sul divano ed ho iniziato ad immaginare fantastici scenari in cui mi immedesimavo una pericolosissima criminale che dopo essere stata catturata ero stata imprigionata nella più oscura cella della prigione.

Con questi pensieri nella mente mi sono addormentata, il mio compagno è rientrato a casa e trovandomi legata ed addormentata mi ha bruscamente svegliata ed arrabbiatissimo mi ha ricordato che avevamo un impegno al quale non potevamo mancare, mi sono scusata dicendogli che mi sarei preparata in un attimo, mi ha risposto: "conosco i tuoi attimi...." effettivamente per prepararmi per uscire impiego molto tempo, cosi lui si è spazientito e se n' è andato senza di me, rimasta sola ho continuato a sognare nel mio mondo immaginario.

Non era passato molto tempo da quando Francesco era uscito che il campanello è squillato, mi sono alzata molto affannata e mi sono diretta al videocitofono per vedere chi fosse, era la mia vicina di casa, non potevo certo aprire con le catene hai polsi, cosi sono andata a prendere le chiavi sul tavolo dove le avevo messe e con mia grande sorpresa erano scomparse, ho guardato in terra ma di loro nessuna traccia, ho subito capito che il mio compagno irritato per il mio comportamento se le era portate via per darmi una punizione, mi sono nascosta dietro una porta sperando che la vicina, non ricevendo risposta, se ne andasse, mentre il mio cuore batteva come impazzito, dopo un po' di tempo, sbirciando da dietro una finestra socchiusa ho visto che la vicina se ne stava andando, ho tirato un sospiro di sollievo e mi sono rilassata per lo scampato pericolo.

Il piacere è durato poco, un' altro vicino ha suonato alla mia porta e non ricevendo risposta è entrato nel giardino sbirciando dentro, ho dovuto sdraiarmi sotto la finestra per non essere vista, solo quando ha capito che molto probabilmente non sarei stata in casa se n' è andato per i fatti suoi, appena il tempo di rilassarmi che il citofono suona di nuovo, è mia cognata, lei non sa dei miei "giochi" ma purtroppo ha le chiavi di casa e questa volta non potevo nascondermi, ero veramente nei guai, prima che lei apra la porta scendo nel seminterrato ed entro dentro la mia stanza dei giochi, socchiudo la porta e resto in palpitante in attesa, la sento che girare per la casa poi scendere le scale, sta venendo giù, la mia unica salvezza è chiudermi dentro ma non potrò più uscire perché la porta si apre solo dall' esterno, sento che si sta avvicinando inesorabilmente ed allora spingo piano piano la porta che si chiude facendo scattare la serratura.

Sono prigioniera, ma salva, il mio segreto non è stato svelato, adesso dovrò restare rinchiusa aspettando l' aiuto del mio compagno e non ho idea di quando tornerà, questo imprevisto invece che turbarmi mi eccita, adesso posso sfogare tutta la mia fantasia senza che nessuno venga più a disturbarmi. 

E' trascorso il giorno e tutta la notte e io sono ancora rinchiusa nella mia prigione, sono stanca ed affamata, spero che Francesco capisca dove sono e venga presto a liberarmi, solo al mattino successivo sera sento la porta aprirsi, mi guarda, sorride e mi dice: "mi ero preoccupato per te cosi ho telefonato ai vicini pregandoli di venire a controllare se stavi bene e poi ho chiesto a mia sorella di controllare dentro la casa e poiché nessuno ti ha vista ne trovata ho capito casa avevi fatto cosi non mi sono più preoccupato ed ho fatto la cose con calma, spero che tu abbia passato una piacevole avventura..........".

Con il suo comportamento ero rimasta un giorno intero chiusa dentro la mia cella ed in più facendo venire gente in casa a controllare se stavo bene, non potendomi liberare, poiché le uniche chiavi se le era portate via, mi sarei angosciata, disperata ed impaurita di essere scoperta, è stata è una tortura, ero arrabbiatissima per quello che mi aveva fatto, lo avrei preso a pugni, avrei voluto colpirlo ma le catene me lo avrebbero impedivano, lui se n' è accorto è indietreggiato un po' mentre mi diceva: "devo dirti un' altra cosa, sono certo che mi perdonerai, ho lasciato le tue chiavi in ufficio e adesso non ho voglia di andare a prenderle, che ne dici se ti lascio ancora rinchiusa qui?".

Di colpo tutta la rabbia che mi era salita in gola è scomparsa, ero felicissima, dopo molte apprensioni e paure questo era il miglior finale che potessi aspettarmi.........................