La mia amica Bianca mi aveva invitata a trascorrere una settimana di
ferie in un modo piuttosto particolare: voleva simulare un rapimento,
dove uno sconosciuto, dopo averci rapite ci avrebbe rinchiuse ed
incatenate in un luogo segreto e abusato di noi, la sua richiesta era
alquanto strana e bizzarra, passare una settimana rinchiusa in una
segreta in catene non sarebbe stata una passeggiata, ma era talmente
convinta ed euforica della sua idea da provocare in me uno grande
stato di grande eccitazione che ho finito per accettare la sua
proposta ma alle mie condizioni, la location di quella pazza
avventura sarebbe stata la cantina nella mia casa di campagna, che è
ben attrezzata per giochi di bondage.
Sono
solita passare il week-end in quella casa e la domenica sera
rientrare in città, dopo aver trascorso tutto il week-end, nel
momento del rientro a casa, il mio compagno, dopo essersi mascherato
ed incappucciato avrebbe simulato il nostro rapimento e dopo averci
legate con pesanti catene e rinchiuse nella vecchia cantina sarebbe
rientrato in città abbandonandoci al nostro destino, saremo rimaste
prigioniere fino al venerdì sera quando sarebbe tornato per il
week-end, in questo modo anche in caso di un ripensamento da parte di
una di noi non avremo avuto nessuna possibilista di interrompere quel
gioco ne di chiedere aiuto.
Ho
acquistato un' altro paio di manette, simili a quella usate per gli
schiavi nel medioevo che si chiudevano schiacciando con il martello
un ribattino, molto pesanti ma ideali per lungo periodo detentivo, un
tappeto isolante da stendere per tutto il pavimento in modo da
proteggerci freddo e dall'umidità del suolo, acqua e cibo abbondante
per una settimana, ho portato tutto con largo anticipo nel dungeon.
Siamo
andate a trascorrere il week-end nella mia casa in campagna e quando
è giunto il momento tanto atteso del rientro in città, il mio
compagno come concordato, ha fatto irruzione in casa mascherato e con
una pistola, finta, in mano, ci ha fatta alzare le mani e ci ha
immobilizzate ammanettandoci con le mani dietro la schiena, poi ci ha
portate nel seminterrato ed una alla volta ci ha fatte spogliare
completamente, poi ha raccolto le catene le quali terminavano con le
pesanti manette che avevo acquistato recentemente che e che avevo
portato e fissato al muro dalla cella alcuni giorni prima.
Ha
invitato Bianca a mettere i polsi dentro i bracciali di quelle
pesanti manette ed una volta dentro li ha chiusi, poi ha infilato un
ribattino nei buchi e con il martello l'ha schiacciato rendendo le
due meta dei ceppi saldamente unite, poi ha fatto la stessa
operazione sulle caviglie, vedere legare Bianca in quel modo è stata
una cosa eccitatissima, ogni colpo di martello mi entrava nella testa
e mi eccitava facendomi godevo come non mi capitava da molto tempo,
poi il mio compagno ha ripetuto la stessa operazione su di me
legandomi ad un' altra catena fissata anch'essa sul muro vicino a
quella di Bianca.
Durante
la nostra permanenza dentro la cella ci saremo potute abbracciare ed
amare a nostro piacimento, eravamo incatenate con pesanti catene e
non ci potevamo liberare in nessun modo perché non c'era nessuna
chiave che potesse aprire le nostre manette, il mio compagno ci ha
guardate molto divertito, poi ha raccolto il martello ed il piccolo
incudine ed è uscito chiudendo la porta a chiave, udire il tonfo
sordo della porta che si chiude ed il click della serratura mi ha
attraversato il mio corpo regalandomi un intenso brivido di piacere.
Rimaste
sole abbiamo provato a testare le catene e ci siamo subito rese conto
che evadere da quel posto sarebbe stato veramente impossibile, non
avevamo nessuna alternativa, ogni via di fuga era scongiurata,
eravamo prigioniere come avevamo desiderato essere, adesso ci
aspettava una settimana da brivido, molto dura e disagiata.
La
prima notte è trascorsa benissimo, Bianca dopo avermi coccolata,
baciata e leccata in ogni parte del corpo, mi ha fatta godere più
volte molto intensamente, ho ricambiato con estremo piacere dopo di
che si è addormentata tra le mie braccia, al mattino successivo
sono iniziati i veri problemi, non avevo calcolato che avremo avuto
bisogno di qualcosa per i nostri bisogni, tipo un bagno chimico,
avevo pensato solo a posizionare le due catene alle quali essere
legate e le avevo volutamente fatte molto corte da non permetteva di
arrivare alla parete opposta della cella per rendere questa avventura
molto dura e restrittiva, dentro la cella non c'era nessuno scarico
per cui saremo state costrette a vivere per il resto della detenzione
a stretto contatto con nostri bisogni, questo inconveniente era una
cosa veramente insopportabile.
Bianca
come si è accorta di questo inconveniente voleva interrompere
immediatamente la nostra avventura, ma questo era impossibile non
c'erano ne chiavi ne aiuti esterni, non c'era nulla che potesse
ridarci la nostra libertà prima del tempo previsto, eravamo
prigioniere e lo saremo state fino alla conclusione della nostra
pazza avventura, questo gioco, voluto fortemente da lei non le
piaceva e non c'era modo di calmarle e farle capire che non c'era
nulla da fare e che avremo dovuto convivere con i nostri escrementi,
ha iniziato ad agitarsi, a piangere molto intensamente ed ho dovuto
faticare molto a convincerla che non c'era nessuna possibilista di
interrompere quello che avevamo iniziato, doveva convincersi che la
nostra avventura sarebbe stata molto più dura di quello che aveva
previsto.
I
giorni sono trascorsi molto lentamente e le catene non hanno permesso
molti movimenti, Bianca si era immaginata un'esperienza molto
eccitante e divertente ma non è stato così, in passato era stata
legata, ma non per un tempo cosi lungo, adesso stava soffrendo molto
la detenzione e l'immobilità in modo veramente traumatico, stava
entrando in depressione e nonostante la mia vicinanza ed il mio
conforto non riusciva a vedere quella prigionia entusiasmante ed
eccitante come si era immaginata, quello che opprimeva di più erano
i nostri maleodoranti bisogni che con il passare del tempo si
accumulavano nella nostra cella, l'unico modo per tirarla su di
morale era coccolarla, baciarla e leccarle la fica all'infinito, solo
cosi dimenticava momentaneamente il suo stato di prigioniera.
Finalmente
è arrivato il giorno della nostra liberazione, il mio compagno è
sceso nel dungeon, con una grossa cesoia ha tagliato le catene,
lasciandoci pero le manette ai polsi ed alle caviglie e vedendo tutta
quella sporcizia che si era accumulata ci ah ordinato di pulire tutto
il locale prima di salire, Bianca non era molto d'accordo ma non
potendo opporsi alla richiesta ha cambiato idea ed ha eseguito i suoi
ordini.
Fare
le pulizie con le mani incatenate è una cosa che mi è sempre
piaciuta, mi ha fatto sollevare il morale, mi ha eccitato, è stato
molto difficile farlo ma è stato assai delizioso, Bianca al
contrario non era molto contenta e nonostante ciò si è data un gran
d'affare per finire più in fretta possibile, in poco tempo abbiamo
ripulito tutto.
Ripulito
e reso splendente come uno specchio tutto il dungeon, siamo salite al
piano superiore dove avremo chiesto di essere liberate completamente
dalle catene che portavamo da una settimana, ma il mio compagno
ancora una volta ha stravolto le nostre richieste ed infierito
pesantemente su di noi dicendoci: "ancora non hanno pagato il
riscatto quindi siete ancora delle prigioniere e non ho nessuna
intenzione di liberarvi, adesso vi permetterò di farvi una doccia e
poi vi rinchiuderò di nuovo fino a quando non mi pagheranno il
riscatto" ho ritenuto la sua proposta molto piacevole, per il
mio compagno una settimana di sofferenza non gli è sembrata
sufficiente e si è divertito a calcare la mano, per il suo esclusivo
piacere saremo state costrette a continuare la nostra prigionia per
un'altra settimana, Bianca non era assolutamente contenta della nuova
decisione, ma dopotutto era stata lei a volerlo.
Siamo
andate a farci una doccia ed è stato bellissimo ci siamo lavate
accarezzandoci tutte le parti del corpo, questo mi ha eccitato molto
e l'ho trovato bello, eccitante e rilassante.
Il
mio compagno nel frattempo aveva preparato la cena, ci siamo
accomodate a tavola, sempre con le catene ai polsi e caviglie, ma
purtroppo queste non ci consentivano di poter mangiare comodamente da
sedute, cosi con un sorriso maligno il mio compagno ha preso i piatti
e lo ha appoggiati sul pavimento dicendoci che avremmo potuto
mangiare come i cani perché lui non aveva nessuna intenzione di
liberarci dalle catene, mangiare con il piatto posato sul pavimento è
stato molto umiliante, ma dentro di me ho provato uno stato di
eccitazione veramente incredibile.
Mentre
cercavo di mangiare inginocchiata e con la bocca nel piatto, il mio
compagno vedendo il mio bel culo nella posizione che a lui piace
moltissimo, mi è venuto dietro e senza il minimo indugio ha iniziato
a scoparmi di brutto facendo la mia felicità, era una settimana che
aspettavo questo momento e me lo sono goduto intensamente, non solo
mi ha scopata ma ha preteso che finissi il nostro rapporto con la
bocca cosa che io ho fatto con estremo piacere, dopo avermi riempito
la bocca con il suo delizioso nettare ed aver leccato fino all'ultima
goccia mi ha permesso di continuare a mangiare.
Alla
fine del pasto, si è convinto che la nostra detenzione era stata più
che sufficiente cosi ha cambiato idea e ci ha liberate dalle catene,
Bianca è stata molto felice di aver riacquistato la sua sospirata
libertà, al contrario, io non mi aspettavo tanta clemenza, avrei
preferito che avesse mantenuto la sua idea "tenerci ancora
prigioniere in attesa del pagamento del riscatto" ma............
forse sarà meglio non farglielo sapere....................
Alcuni
giorni dopo ho sentito Bianca per telefono e mi ha confidato che si
era immaginata un'avventura molto eccitante ed entusiasmante ed
invece non era rimasta profondamente delusa………...….