Ho un desiderio ricorrente del quale non sono riuscita a mettere in
pratica, si tratta della grotta che è situata nelle vicinanze della
mia casa in campagna dentro la quale il mio compagno di allora mi
aveva rinchiusa facendomi provare emozioni incredibili e da allora la
mia situazione è cambiata continuamente e non è stato più possibile
usarla come avrei voluto.
Ho cercato in tutti i modi di rivivere ancora una volta la stessa situazione, ma per farlo occorre essere in due ed io in questo momento essendo una single non sapevo a chi rivolgermi e farlo da sola era troppo rischioso per la mia incolumità perché se qualcosa fosse andata storta non sarei mai potuta uscire da li dentro.
Un
giorno mi sono recata di proposito alla grotta per vedere in quali
condizioni si trovava, mi sono procurata una torcia e dopo aver
rimosso alcuni rovi sono entrata dentro, all'interno era come l'avevo
lasciata anni fa con il suo odore caratteristico e la sua totale
oscurità, in terra c'erano ancora la catene ormai totalmente
arrugginite che avevo usato l'ultima volta, le ho prese in mano ed ho
avuto un brivido che mi ha accapponato la pelle, era tutto
incredibilmente fantastico dovevo legarmi al suo interno a qualunque
costo, cosi ho pensato di sfruttare il mio amico Carlo per avere una
seconda via d'uscita ed ho elaborato un piano per la riuscita della
mia prossima avventura.
Mi sono recata dal mio amico Carlo e gli ho esposto il mio programma, mi ha subito detto che ero una pazza ed incosciente, ma sarebbe stato disponibile per aiutarmi, cosi gli ho spiegato quello che avrei fatto, lui è rimasto ad ascoltarmi con molta curiosità, gli ho detto che sarei andata alla mia casa in campagna questo sabato intorno a mezzogiorno, mi sarei spogliata lasciando tutti i vestiti dentro la mia casa, avrei preso e portato dentro la grotta un gran numero di manette e leg-irons, una ball-gag ed una sola piccola chiave delle manette, avrei portato anche una coperta da stendere per terra per stare più comoda e ripararmi dall'umidità del terreno poi sarei entrata dentro la grotta abbastanza in profondità, mi sarei seduta ed incatenata mani e piedi e sarei rimasta a godermi quella meravigliosa avventura.
Volevo rendere un po' difficoltosa la mia liberazione, cosi avevo pensato di buttare la piccola chiave per terra e appena mi fossi ammanettata avrei sbattuto la torcia sulla parete rompendola cosi da restare completamente al buio, in questa situazione la ricerca della chiave sarebbe stata molto lunga e difficoltosa ma assai eccitante e se nella malaugurata ipotesi non fossi riuscita a trovarla avrei sfruttato l'intervento del mio amico il quale doveva venire a vedere se ero riuscita a liberarmi il giorno seguente, ma non prima di domenica pomeriggio.
Carlo
ha accettato la mia richiesta di aiuto e mi ha garantito che la
domenica pomeriggio sarebbe venuto a controllare se ero riuscita
nella mia impresa, ero felicissima ero riuscita a programmare
un'avventura che sognavo da troppo tempo.
Il
giorno stabilito ho raccolto tutto l'occorrente e dopo averlo
controllato accuratamente e verificato che non mancasse nulla l'ho
messo in macchina e mi sono diretta alla mia casa in campagna,
durante tutto il tragitto pensavo continuamente al piacere che avrei
provato tra qualche ora, appena arrivata ho messo la macchina in
garage perché non volevo che qualcuno, vedendola, potesse venire a
disturbarmi, poi sono entrata in casa e mi sono spogliata
completamente, mi sono messa delle infradito per fare il percorso
fino alla grotta dopo di che sono entrata ed ho percorso il lungo
tunnel fino ad arrivare abbastanza in profondità dove regnava il
silenzio più assoluto, ho steso la coperta sul pavimento e mi sono
seduta sopra, poi ho rovesciato il contenuto della borsa sempre sulla
coperta, ho preso la piccola chiave delle manette e l'ho gettata per
terra non molto distante da me, ho preso la ball-gag me la sono messa
in bocca e l'ho allacciata e chiusa con un lucchetto dietro la testa,
ho iniziato ad ammanettarmi i polsi poi sono passata alle caviglie
chiudendole con dei leg-irons.
Avevo portato un gran numero di manette ed era un vero peccato lasciarle inutilizzate sul pavimento cosi ho raccolto un paio a cerniera e intenzionalmente le ho posizionate sui polsi con la serratura rivolta verso i gomiti, sarebbe stato molto difficoltoso rimuoverle ma a me in questo momento non importava, per terra erano rimaste altre due paia, cosi un paio le ho messe ancora sui polsi e l'ultimo paio dopo averle girate a lungo tra le mani ho provato a metterle sulle caviglie e visto che non sarebbero state troppo strette le ha chiuse su di esse, immobilizzandomi in maniera molto più restrittiva di quanto avevo previsto ero certa che avrei tratto maggior godimento, infine per completare il mio scenario ho afferrato la torcia e con decisione l'ho sbattuta contro la parete, la quale rompendosi mi ha fatto restare completamente al buio.
Ero eccitatissima finalmente dopo molti anni ero ritornata ad essere prigioniera dentro quella grotta e come dice un vecchio proverbio: "l'assassino torna sempre sul luogo del delitto", io ero tornata, non ad uccidere ma ha godere in quel bellissimo inferno che mi ero creata.
Con
il trascorrere delle ore le forti restrizioni che mi ero imposta mi
stavano facendo soffrire più del dovuto, la manette che avevo chiuso
sulle caviglie mi impedivano di alzarmi in piedi sia di muovermi a
mio piacimento e mi procuravano un gran dolore, cosi ho deciso che
dovevo rimuoverle se volevo continuare la mia avventura, mi sono
messa alla ricerca della chiave nel buio più assoluto, ho controllato
tutto il pavimento palmo a palmo ma non son riuscita a trovarla, non
convinta ho continuato ha rovistare ma della chiave non vi era
traccia, delusa ed amareggiata mi sono dovuta arrendere ed aspettare
l'aiuto esterno che no sarebbe potuto arrivare solo tra un giorno
intero, cosi ho cercato di rilassarmi cercando la posizione più
comoda nella quale mi sono addormentata.
Quando
mi sono svegliata non sono riuscita ha capire che ora fosse per via
del bui profondo che regnava dentro quel luogo, ho provato ancora a
cercare quella benedetta chiave che mi avrebbe ridato la libertà ma
dopo aver rovistato tutto il pavimento invano ho deciso di rinunciare
ed attendere pazientemente il mio liberatore.
Carlo ha rispettato le mie richieste ed è arrivato puntuale a controllare se ero riuscita a liberarmi, è entrato dentro la grotta, mi ha chiamata ed io appena ho sentito la sua voce avrei voluto gridare dalla felicita ma la mia voce è rimasta dentro la mia gola bloccata da quella grassissima ball-gag che mi ero infilata dentro, è entrato e con un fascio di luce mi ha illuminata ed appena mi ha vista abbattuta e sofferente non ha fatto a meno di criticarmi ricordandomi i consigli che mi aveva dato, poi ha guardato per terra ed ha recuperato la fatidica chiave che io avevo cercato senza riuscire a trovarla, con essa ha aperto la manette ed i leg-irons che immobilizzavano la mie caviglie ha lasciato volutamente quelle sui miei polsi, ed ho subito capito perché, poi mi ha preso sottobraccio ed accompagnata fuori della grotta, poi siamo saliti in casa ed entrati in camera, ho capito cosa desiderava, mi sono sdraiata sul letto ed allungato le mani verso la testiera del letto, lui con un paio di manette recuperate dalla grotta mi ha immobilizzata e poi scopata con grande intensità, era l'epilogo più dolce che avessi potuto desiderare........