23 maggio 2013

076 - Ristrutturazione

Stavamo ristrutturando la casa e nell' occasione ho voluto dividere la grande cantina in modo da poterla usare per più scopi, abbiamo fatto realizzare un locale di tre metri per tre perfettamente isolato e insonorizzato, senza finestre e per una perfetta aereazione una griglia in alto su una parete permetteva costante afflusso di aria fresca, gli operai un po' curiosi ci chiedevano qual' era lo scopo di bunker ed io gli rispondevo che ci dovevo conservare delle opere le quali avevano bisogno di un locale con temperatura ed umidità controllate, non potevo certo dirgli il vero uso che ne avrei fatto, comunque avevano accettato questa spiegazione ed avevano seguito i lavori come li avevo richiesti.

La domenica pomeriggio, il mio compagno mi chiede scendere nel seminterrato per vedere se i lavori procedono bene e tutto è realizzato come avevamo immaginato, essendo un giorno festivo potevamo fare con calma senza intralciare i lavori, molto eccitata scendo le scale interne che conducono al seminterrato, notiamo subito che i lavori stanno andando a rilento, sul pavimento una grande quantità di calcinacci ed arnesi sparsi da per tutto ed un gran numero di grossi mattoni con degli enormi fori che servivano per realizzare la parete interna, credevo che i lavori fossero quasi alla fine ed invece c' era solo una grande confusione, ero un po' delusa, ma Francesco non era del mio stesso parere, al contrario tutta quella confusione sembrava che lo eccitasse, è uscito un momento pregandomi di attenderlo li, mi sono seduta su di un grande cartone da imballaggio ed ho atteso il suo ritorno.

E' tornato portandosi dietro una lunga catena ed un paio delle mie manette, mi ha chiesto di spogliarmi, l' ho accontentato immediatamente anche se non sapevo cosa aveva in mente, ma vedendo ciò che aveva portato era senz' altro qualcosa di eccitante, ha legato la catena a quei grossi mattoni, l' ha collegata poi alle manette e le ha chiuse sui miei polsi, mi ha chiesto di allontanarmi ma i mattoni erano talmente pesanti che non sarei mai riuscita a spostarli di un centimetro, il luogo ed il modo in cui ero legata ci ha eccitato moltissimo ed in un attimo ci siamo trovati distesi sopra a quel cartone a fare l' amore.

All' inizio era molto piacevole ma presto i calcinacci che erano sotto di me hanno iniziato a farsi sentire con delle fitte lancinanti che quasi annullavano il piacere che stavo provando, ho cercato di dirglielo ma insofferente alle mie suppliche ha continuato con maggior vigore, sembrava che il dolore che provavo lo eccitasse maggiormente e nonostante gli chiedessi di fermarsi per cambiare posizione ha continuato imperterrito fino alla fine, poi come nelle migliori situazione si è ricomposto e fischiettando se n' è andato lasciandomi legata in mezzo a quella confusione.

Rimasta sola ho provato a liberarmi ma i mattoni a cui ero legata erano troppo pesanti e non riuscivo a spostarli di un centimetro, sono riuscita a recuperare alcuni dei miei vestiti per farci una specie di cuscino sul quale sedermi  sperando che tornasse per liberarmi, dopo molte ore ho provato  a chiamarlo ma tutto è stato inutile, mi sono rassegnata a trascorrere tutta la notte legata a quel maledettissimo blocco e seduta su quei fottutissimi calcinacci che mi facevano un male incredibile.

Dopo una nottata passata insonne, ad un certo punto, ho sentito arrivare il camioncino dei muratori e dei passi scendere le scale esterne, mi avrebbero trovata nuda e legata, oltre che ad una imbarazzatissima brutta figura avrebbero capito ha cosa sarebbe servito quel particolarissimo bunker, sembrava di impazzire ancora pochi attimi e sarebbero entrati, il mio compagno, con un tempismo perfetto è sceso dalle scale interne, in un secondo ha aperto il lucchetto che mi teneva legata hai mattoni, ha raccolto tutti i miei vestiti e mi ha trascinato via un attimo prima che gli operai entrassero in quella stanza.

Siamo arrivati al piano superiore con il cuore in gola e senza fiato, ci siamo guardati e ci siamo messi a ridere, eravamo scampati da una situazione incredibile senza pronunciare parola siamo finiti a letto e questa volta abbiamo fatto l' amore con amore, passione ed una grande intensità che ha sopperito la scarna e dolorosissima prestazione della sera precedente.............................




5 marzo 2013

073 - Come un ascensore.........

Con le mie amiche, ci siamo ritrovate a casa di Francesca, per passare il pomeriggio in allegria e nel contempo raccontarci le nostre ultime esperienze, questa volta l' argomento principale era la piccola disavventura capitata a Martina, la quale per un black-out elettrico era rimasta chiusa dentro l' ascensore per quasi un' ora.

Tutte concordavano nel dire che, rimanere rinchiuse dentro un' ascensore è un' esperienza tutt' altro che piacevole, se poi una soffre anche leggermente di claustrofobia allora la cosa si complica notevolmente, io non sono mai rimasta bloccata dentro un ascensore, ma considerando tutte le volte in cui sono stata rinchiusa nei posti più angusti lo posso considerare come un piacevole inconveniente, le mie amiche non la pensavano come me e nonostante tutte praticassero bondage, restare chiuse dentro l' ascensore non rientrava tra i loro piaceri.

La discussione è andata avanti per un bel po' di tempo, poi a Francesca viene un' idea e mi lancia una sfida: "mi piacerebbe metterti alla prova, sei disposta a dimostrare ciò che sostieni?", non avrei chiesto niente di meglio, incuriosita ed anche molto eccitata ho accettato con molto entusiasmo sicura di superare agevolmente la prova alla quale volevano sottopormi, cosi siamo partite tutte per la sua casa in campagna  per dimostrare ciò che sostenevo.

Arrivate a casa di Francesca, senza indugi, ci siamo dirette subito alla sua cantina, ricordavo perfettamente dove si trovava e come era fatta, mi ci aveva tenuta legata per un ' intera notte ed il giorno successivi ancora legata mi aveva fatto attraversare tutto il borgo fermandosi a parlare con tutte le persone che incontrava (http://www.totieely.blogspot.it/2011_01_01_archive.html), ma non ricordavo che ci fosse qualcosa simile ad un ascensore, incuriosita e molto eccitata sono entrata nuovamente in quella cantina seguita dalle mie amiche.

Una volta dentro Francesca mi ha indicato alcune botti in cemento che non avevo notato la volta precedente, con una torcia e mi ha chiesto di ispezionare l' interno della botte, cosi ho infilato la testa dentro uno sportello rotondo posizionato alla base della botte ed ho guardato all' interno, non credevo ai miei occhi, effettivamente l' interno poteva benissimo essere paragonato ad un grande ascensore, senza luce e senza aperture, l' unica era quella dove avevo infilato la testa per guardare, ho pensato che sarebbe stato bellissimo e molto eccitante essere rinchiusa li dentro, non ho fatto in tempo ad esprimere questo desiderio che Francesca mi ha ordinato di entrare dentro per dimostrare quello che dichiaravo.

Con il cuore palpitante ed una grande emozione, sono entrata dentro attraverso quell' unico piccolo passaggio, una volta all' interno ho notato che potevo stare benissimo in piedi ed allargando le braccia potevo toccare le pareti opposte, ero dentro un enorme cubo le cui pareti di cemento lisce e fredde davano una sensazione di ristrettezza ed oppressione, mi sono roteata più volte all' interno come se facessi un balletto al fine di dimostrare che la ristrettezza del luogo non mi sconvolgeva affatto e non avevo nessuna paura, al contrario essere li dentro lo trovavo molto piacevole.

Le mie amiche non hanno apprezzato il mio entusiasmo ed hanno deciso di rinchiudermi dentro, improvvisamente hanno chiuso lo sportello e mi sono ritrovata rinchiusa al buio dentro una specie di sarcofago senza nessuna via di fuga, l' unico ingresso era quello da dove ero entrata e le mie amiche avevano ben chiuso dall' esterno, solo due fori di circa dieci centimetri, uno sullo sportello ed uno sul soffitto lasciavano entrare un filo di luce ed un piccolo ricambio d' aria, avevano ragione le mie amiche essere rinchiuse in un luogo cosi tetro e ristretto metteva veramente paura, parlando attraverso il buco sullo sportello ho cercato di dirgli che avevano ragione, che avevo voluto esagerare ma adesso volevo uscire, per tutta risposta ho visto spegnersi quel lieve raggio di luce che entrava dal soffitto ed ho sentito il portone d' ingresso della cantina chiudersi con un colpo sordo, non solo mi avevano rinchiuso dentro la botte ma se n' erano proprio andate lasciandomi sola e rinchiusa, ho iniziato a provare una certa angoscia, per me si prospettava veramente una lunga notte da incubo.

Quel luogo cosi stretto mi stava mettendo ansia, affanno ed anche molta paura, i battiti del mio cuore si facevano sempre più veloci, iniziavo a sudare notevolmente ed il respiro si faceva affannoso, dovevo riuscire a calmarmi altrimenti non sarei riuscita ad arrivare al mattino successivo, mi sono sdraiata e con la bocca davanti al buco in basso ho iniziato una respirazione lenta e profonda cercando con la mente di trasformare questo incubo in un' esperienza piacevole, non è stato facile ma piano piano ci sono riuscita.

Ho trascorso tutta la notte, sdraiata sul pavimento cercando di non toccare le pareti che mi avrebbero ricordato quanto lugubre era quel luogo, ogni volta che mi assopivo mi risvegliavo sobbalzando in preda a degli incubi e presa come da un raptus colpivo con i pugni le pareti fredde cercando di romperle per fuggire, solo quando ho visto entrare dal buco sul soffitto un raggio di luce ho capito che stava sorgendo il sole e forse il mio incubo sarebbe finito di li a poco, ho gioito e mi sono tranquillizzata ed ho atteso in tranquillità che le mie amiche venissero a liberarmi.

Una volta uscita da quel sarcofago per nessuna ragione al mondo avrei detto che avevo avuto paura, volevo far capire che era stata una notte molto piacevole, una volta uscita sorridendo ho detto: "è stata un' esperienza eccezionale ma............. è mancato qualcosa, la prossima volta che sarò rinchiusa li dentro voglio essere anche legata..............", speriamo che non mi prendano in parola................

21 gennaio 2013

071 - Festa di .....................

 Avevo accettato molto volentieri l' invito ad una festa sicura di trovarci nuove amicizie, mi ero preparata con molta accuratezza e per l' occasione avevo indossato un vestitino molto aderente che metteva in risalto ogni curva del mio corpo ed un bellissimo paio di scarpe con tacco altissimo, dopo una sapiente truccatura mi sono guardata allo specchio, mi piacevo, ero bellissima, l' aderenza del vestito evidenziava la biancheria intima, volevo essere al centro dell' attenzione cosi ho deciso di toglierla, sarei stata maggiormente notata per la loro assenza e questo mi eccitava incredibilmente, dopo un' ultimo sguardo allo specchio sono uscita per recarmi nel luogo indicato.

Appena arrivata gli invitati hanno subito notato il mio abbigliamento e tutti i maschi presenti si sono fatti avanti sicuri di poter ottenere ciò che più desideravano, tra tutti ne ho scelto uno con cui passare la serata, a mio avviso il più bello, prestante e simpatico di tutta la compagnia, abbiamo fatto subito amicizia e trascorso una piacevolissima serata, con una scusa banale, prima della fine della festa ho chiesto al mio amico se poteva accompagnarmi a casa perché non me la sentivo di guidare, ha accettato con molto piacere ed una volta arrivati sotto casa l' ho invitato a salire per un ultimo bicchiere, non si è fatto ripetere l' invito e mi ha accompagnata nel mio appartamento.

Ho preparato due bicchieri per un brindisi ed uno di fronte all' altro abbiamo sollevato i calici e brindato alla nostra nuova amicizia, dopo aver appoggiato il bicchiere sul tavolo guardandolo sensualmente negli occhi mi sono slacciata il vestito facendolo cadere ai miei piedi, è rimasto immobile ammirando e scrutando ogni parte del mio corpo poi eccitatissimo mi ha preso in braccio, mi ha portata in camera ed adagiata delicatamente sul letto, mentre mi abbracciava e baciava su ogni parte del corpo ha notato due paia di manette chiuse sulla testata del letto che avevo lasciato li dalla sera precedente, incuriosito mi ha chiesto perché si trovavano li e quale era il loro scopo, allargando le braccia gli ho detto che se lo desiderava poteva usarle su di me.

Non si è fatto ripetere l' invito, ha chiuso le manette delicatamente sui miei polsi poi allontanandosi leggermente mi ha ammirata con grande passione, vedermi legata al letto lo aveva eccitato incredibilmente è venuto sopra e mi ha scopato con tale irruenza ed ardore che non mi sarei mai immaginata, dopo avermi fatta godere ripetutamente si è adagiato al mio fianco continuando ad accarezzarmi, poi mentre mi ringraziava per la bellissima serata ha provato a liberarmi ha preso in mano le manette che mi legavano al letto e con grande sorpresa ha scoperto che non erano dei giocattoli ma di purissimo acciaio come quelle della polizia per cui occorreva una chiave per aprirle, gli ho detto di cercarla nel cassetto del comò, ha aperto il cassetto ed ha avuto un' altra sorpresa, all' interno c' era buona parte della mia collezione: manette collari, lucchetti, catene e leg irons tutti rigorosamente di luccicante acciaio, in un primo momento è rimasto sbalordito poi vedendo tutti quei ferri di restrizione non ha resistito alla tentazione di prenderli tra le mani ha estratto due paia di leg irons, è venuto vicino ed eccitatissimo mi ha chiesto se poteva usarli, ho acconsentito con molto piacere.

Eccitato come un bambino che ha ricevuto un fantastico giocattolo ha chiuso delicatamente i ferri sulle mie caviglie e l' altra parte sulla pediera del letto, mi sono allungata per favorirgli l' operazione, la visione di me legata a "spread eagle"  lo ha eccitato nuovamente e senza perdere un solo minuto mi ha scopato nuovamente con maggiore vigore ed intensità, il piacere di essere la sua schiava da usare come lui desiderasse mi rendeva talmente euforica ed eccitata che non ho resistito e mi sono messa ad urlare il mio piacere e molto probabilmente mi hanno sentita pure i vicini di casa ma non mi importava nulla, il godimento che stavo provando era troppo intenso e cosi mi sono lasciata andare per il mio ed il suo piacere.

Quando ormai esausto mi ha liberato mi ha strappato la promessa che presto ci saremo incontrati nuovamente, ho assicurato al mio nuovo e caro amico che molto presto avremo avuto un' altro bellissimo incontro ma ........... "con l' inversione dei ruoli"............. non ha capito molto cosa le stessi proponendo e mi ha risposto:  " qualunque cosa tu mi chieda sarà senz' altro di mio gradimento".................

5 gennaio 2013

070 - Una bellissima domenica

Sono a casa di Serena insieme a tutti i nostri amici per trascorrere una domenica in amicizia ed allegria ma, dopo un prelibato pranzetto i nostri compagni si sono piazzati davanti alla TV per seguire una partita di calcio ed incuranti delle nostre proteste sono rimasti inchiodati alle loro poltrone e non è stato possibile fargli fargli cambiare idea.

Non era la serata che ci saremo aspettate, ma di fronte alla loro perseveranza Serena ha un' idea e ci propone un gioco: "perché non uscite e rientrate fingendo di intrufolarvi dentro casa come delle ladre poi al resto ci penso io......", come idea è originale ed accettiamo, usciamo di casa, facciamo il giro dell' isolato e rientriamo dal retro scavalcando il piccolo muro di recinzione, una volta all' interno entriamo nella nostra parte e ci aggiriamo furtive come delle perfette criminali per il giardino sbirciando all' interno della casa, improvvisamente Serena sbuca da dietro un angolo e con una pistola in pugno grida: "fermi tutti e mani in alto", siamo colte un po' di sorpresa ma era quello che ci aspettavamo, stiamo al gioco ed alziamo le mani al cielo, ci viene incontro ordinandoci di appoggiarci con le mani al muro ed allargare le gambe, eseguiamo i suoi ordini, questo gioco mi piace, già prevedo qualcosa di eccitante anche se vedermi puntata quella pistola contro mi fa una certa impressione anche se so benissimo che è un giocattolo, obbediamo ai suoi ordini e ci mettiamo contro il muro appoggiandoci con le mani e le gambe ben larghe, come in un film poliziesco, inizia una lenta e completa perquisizione senza trascurare un solo centimetro del mio corpo, soffermandosi sui miei seni e poi su su per le gambe, non riesco a controllarmi e mugolo di piacere, dopo aver goduto per quella sapiente e sensuale perquisizione mi ha girato le braccia dietro la schiena e mi ha ammanettata, poi ha eseguito lo stesso procedimento su Martina e su Bianca.

Questo era solo l' inizio, Serena aveva collegato tutte le manette con una catena legandoci l' una alle altre e non contenta ha chiuso sulle nostre caviglie un paio di leg irons, catturate e perfettamente incatenate eravamo sue prigioniere, era bellissimo.

Cosi legate ha voluto farci fare un lungo giro nel suo giardino, infischiandosene se i suoi vicini affacciandosi ad una finestra avrebbero potuto vederci, poi dopo una lunghissima ed eccitante passeggiata ci ha condotte nel suo seminterrato e rinchiuse dentro la sua angusta cella, ha chiuso il cancello accuratamente facendo scattare più volte la serratura e dopo essersi assicurata che non saremo mai riuscite ad evadere se n' è andata, il posto era abbastanza ristretto e le catene che ci univano molto corte limitavano al massimo i nostri movimenti, dopo alcuni tentativi ci siamo sedute sul pavimento nella posizione più comoda che siamo riuscite a trovare gustandoci quella deliziosa prigionia.

Era già trascorso un po' di tempo quando abbiamo sentito dei rumori e mugolii che venivano dal piano di sopra e che non lasciavano nessun dubbio sulla loro origine, ci siamo guardate stupite, Serena aveva organizzato tutto nei minimi dettagli, con la scusa di movimentare la serata era riuscita ad incatenarci e rinchiuderci nel suo scantinato mentre lei indisturbata si poteva scopare senza ritegno i nostri uomini, lo confesso sentire quei suoni mi faceva ribollire il sangue con rabbia e rancore nei suoi confronti ma in fin dei conti essere catturate e rinchiuse era il nostro desiderio e lo aveva pienamente esaudito ma scoparsi i nostri compagni........... era qualcosa che non avevamo messo in conto ma nonostante tutto è stata una serata meravigliosa ma con una promessa: "alla prima occasione gli renderemo tutto con gli interessi"..................

9 novembre 2012

067 - Nel bosco dietro casa 2° parte

Avevo fatto self bondage nel boschetto convinta di essere sola in mezzo alla natura e nessuno mi avrebbe disturbata ed invece, ero stata scoperta ed avevo fatto un gran brutta figura ed adesso ero incavolata con me stessa, la mia voglia di trovare nuovi posti e nuovi metodi per passare ore incatenata delle volte non mi fa ragionare e molte volte mi accadono cose che eviterei molto volentieri.

Quest' ultima avventura non era andata come avevo previsto ed avevo fatto una brutta figura ma pensandoci bene forse non mi dispiaceva affatto ed era forte dentro di me il desiderio di ripeterla, ho pensato molto a quella coppia ed ho valutato che potevano essere le persone giuste e fidate a cui chiederlo, ero convinta che lei, molto timida e premurosa, non mi avrebbe mai abbandonato, dopo essere stata legata dal suo compagno se mi fossi trovata in difficoltà lo avrebbe costretto ad intervenire immediatamente, mi piaceva l' idea di coinvolgerli cosi ho pensato che molto probabilmente erano venuti in quel bosco alla ricerca dei funghi e le ceste che avevano confermavano la mia ipotesi, il tempo era quello giusto e se ne avevano trovati molto probabilmente sarebbero ritornati ancora in quel posto, non mi restava che provare a rintracciarli nello stesso luogo dove mi avevano trovata legata all' albero.

Per alcuni giorni mi sono recata nel boschetto facendo finta di raccogliere funghi, con la speranza di incontrarli di nuovo e la mia costanza è stata premiata, erano tornati come avevo previsto, appena li ho visti li ho salutati con un gran sorriso, lei è rimasta un po' in disparte ma poi ha risposto al saluto anche se nei suoi occhi appariva un lieve turbamento, al contrario lui era ben disposto ad instaurare una nuova amicizia, ci siamo presentati, Giorgio e Chiara conviventi da sei anni amanti della natura e della tranquillità e come avevo immaginato amavano fare lunghe passeggiate nei boschi alla ricerca dei funghi, avevo visto giusto, cosi dopo il primo approccio anche lei si è sciolta, ci siamo seduti per terra ed abbiamo iniziato una piacevole conversazione.

Gli ho raccontato di me dei mie gusti delle mie "avventure", ho notato che lui non perdeva una parola mentre lei era tesa ed anche un po' imbarazzata, capivo che la cosa le piaceva ma non aveva il coraggio di ammetterlo, poi sono andata al sodo e gli ho detto: "Mi piace essere legata ad un albero in mezzo al bosco, come mi avete trovata la volta precedente, ma con una piccola variante, sarete voi a legarmi e sarete sempre voi a decidere quando liberarmi, non voglio sapere quanto mi terrete legata, sarà molto eccitante attendere il vostro ritorno, sono certa che voi siete delle persone di cui mi posso ciecamente fidare", a queste parole Chiara è diventata rossa come un peperone, imbarazzatissima a subito detto di no ma poi convinta dal suo compagno che si trattava solo di un gioco si è convinta ed ha acconsentito a partecipare, gli ho dato appuntamento in quel luogo per il pomeriggio del giorno seguente, avrei portato io tutto il necessario.

Ero talmente felice ed eccitata per quella che sarebbe stata la mia più pazza avventura, farsi legare in mezzo al bosco da due sconosciuti ed attendere il loro ritorno per essere liberata era incredibilmente fantastico, non sono riuscita a chiudere occhio per tutta la notte tanto ero agitata  pensavo ai piaceri ed alle paure che averi avuto e nonostante il buonsenso mi dicesse di non farlo, dentro di me una forza ed un desiderio incredibile mi dava il suo assenso sempre con maggiore eccitazione.

Il giorno dopo ho preso dalla mia collezione il più bel paio di manette e mi sono recata all' appuntamento con i miei nuovi amici, ho consegnato a Giorgio le chiavi ed ho dato a Chiara le manette chiedendogli di chiuderle sui miei polsi, era imbarazzatissima, tremante, ho abbracciato l' albero ed ho atteso che chiudesse le manette sui mie polsi, click... click... click... finalmente ero legata come desideravo, li ho guardati con trepidazione mentre si allontanavano lasciandomi sola.

Essere legata a quell' albero, sola nel bosco, mi piaceva e mi eccitava, ma alcuni pensieri turbolenti mi sconvolgevano la mente: "avevo fatto bene a fidarmi di due sconosciuti? quando sarebbero ritornati per liberarmi? e soprattutto se avessero abusato di me?", non volevo pensare negativamente ma solo cose piacevoli, essere legata nel mezzo del bosco e senza la minima possibilità di fuga mi eccitava molto anche se  una piccolissima preoccupazione si faceva strada dentro di me.

Sono rimasta legata tutto il pomeriggio, quando sono tornati a liberarmi era ormai sera, io iniziavo a preoccuparmi e stavo valutando se avere ancora fiducia o mettermi a gridare per chiedere aiuto, poi ho sentito dei passi ed ho visto le loro sagome avvicinarsi, è stato come rinascere un' altra volta, Chiara è subito venuta dietro ed ha aperto le manette scusandosi per il ritardo, incuriosita mi ha chiesto come stavo e se avevo avuto paura, "non potrei stare meglio è stata un' esperienza eccezionale e per ringraziarvi questa sera sarete miei ospiti".

Chiara è rimasta un po' titubante avrebbe voluto tornarsene a casa sua, io mi sono accorta di questa sua incertezza e rapida come un fulmine ho chiuso le manette sul suo polso destro e sul mio sinistro poi ho preso le chiavi e le ho gettate in mezzo alla vegetazione, impossibile ritrovarle, "adesso non hai scelta, con il buio credo sia impossibile ritrovare le chiavi e quelle di scorta sono a casa mia, dovrai per forza essere mia ospite" il suo compagno ha sorriso e divertito ci ha seguito mentre noi come gemelle siamesi camminavamo per raggiungere la mia abitazione.

Appena arrivate, on la scusa di prendere le chiavi, ho portato Chiara in camera, l' ho fatta sedere sul letto, ho prendevo le chiavi di riserva dal comodino, ho aperto le manette sul mio polso, l' ho fatta adagiare delicatamente sul letto e l' ho ammanettata alla testata, non ha opposto alcuna resistenza, poi rivolgendomi a Giorgio: "adesso è tutta tua .....................", non si è lasciato sfuggire questa occasione inaspettata, le ha tolto le scarpe, poi i pantaloni ed infine le mutandine e l' ha scopata con passione e vigore facendola urlare di piacere mentre io seduta sulla poltrona osservavo in silenzio e con una grande invidia....................... come avrei voluto essere al suo posto..................