26 giugno 2022

176 - Prova di resistenza


Ero in compagnia delle mie amiche Serena e Martina e stavamo parlando delle ultime nostre avventure di bondage, in particolare di quella in cui mi sono imprigionata con le catene degli schiavi nel mio dungeon e per liberarmi ho dovuto attendere due giorni, ero molto eccitata nel rivivere quei ricordi in cui esasperata dalla lunga prigionia ero riuscita a eccitarmi e godere da perfetta schiava.

Le mie amiche ascoltano e commentano esprimendo i loro pareri finché Serena lancia una proposta, vuole lanciarmi una sfida per mettere alla prova la veridicità delle mie affermazione e se vere provare la mia tanto declamata resistenza, nella sua casa in campagna ha una cantina adatta allo scopo, mi dovrò incatenare da sola ed aspettare, solo quando lei lo riterrà opportuno verrà a liberarmi, non ho nessuna possibilità di sapere quanto resterò prigioniera, all'interno troverò cibo ed acqua necessari alla sopravvivenza.

La proposta è allettante ma allo stesso modo pazzesca, per quanto tempo Serena mi di terrà prigioniera? ed io quanto potrò resistere da sola rinchiusa in quel tugurio legata? ho moltissimi dubbi a cui non riesco a dare una risposta, ma sapere che sarò io stessa ad incatenarmi e che la mia libertà dipende dalla mia amica mi eccita fortemente.......... accetto.

Il giorno stabilito mi reco alla casa di Serena, una casa colonica isolata non lontano dalla città, posteggio la mia auto nel garage, chiudo la saracinesca e scendo nello scantinato, dove ha organizzato la mia detenzione, è un locale non molto grande, i muri scavati nella roccia, il soffitto a volta ed il pavimento ricoperto da un tappeto isolante, messo solo per lo scopo, su un lato ci sono una cannella per l' acqua e molte provviste, sull'altro lato una catena fissata al muro terminante con quattro bracciali che dovrò chiudere hai miei polsi ed alle caviglie con dei lucchetti che sono sul pavimento, prendo la catena, ne constato la robustezza e la lunghezza, controllo che arrivi fino alle provviste, sono eccitatissima, il mio cuore batte come impazzito, sono combattuta, indecisa tra fare quanto programmato o rinunciare, giro molte volte per la stanza, legarmi in quel luogo angusto mi piacerebbe moltissimo, ma la paura di restare li per non so quanto tempo mi attanaglia la gola non so decidermi.

Non riesco a prendere la decisione giusta su cosa fare e dopo aver passato più di un' ora immersa nei miei pensieri talmente tormentati che mi appoggio inavvertitamente alla porta la quale si chiude facendo scattare la serratura, non sarei potuta uscire se non con un aiuto esterno, il fato ha preso la decisione al posto mio la sfida era iniziata non mi potevo più ritirare, da quel momento ero una prigioniera a tutti gli effetti, con le palpitazioni a mille, mi spoglio completamente gettando i vestiti in un angolo, prendo la catena da terra, metto i ceppi sui polsi e li chiudo con i lucchetti stessa cosa sulle mie caviglie, i lucchetti emettendo i loro fantastici suoni click... click... click... click... mi danno il benvenuto in questa incredibile avventura, mi dicono che sono prigioniera e che la mia libertà è condiziona al volere della mia amica Serena, quella incredibile e fantastica situazione mi sta procurando il mio primo orgasmo di questa stupenda avventura.

Dopo un' ora che mi sono incatenata si spegne la luce ed il locale senza finestre piomba nel buio più profondo, rimango senza fiato, Serena voleva vincere la sfida e per aumentare il mio stato di paura e di angoscia aveva programmato lo spegnimento della luce per farmi restare completamente al buio ed era riuscita perfettamente nel suo intento, sono stata presa dal panico, la paura è salita vertiginosamente, avrei voluto interrompere immediatamente la mia prigionia, scappare da quel luogo infernale ma le catene me lo impedivano e se mi mettevo a gridare nessuno mi avrebbe sentito ed aiutato, Serena aveva fatti in modo che nessuno fosse a conoscenza della mia presenza in quella cantina, la mia libertà dipendeva esclusivamente dalla sua volontà e conoscendola non mi avrebbe liberata fino al mio sfinimento, rinchiusa ed incatenata al buio in quella cella avevo la sensazione che il tempo si fosse fermato, non riuscivo a percepire lo scorrere del giorno e della notte ero nel panico più totale, colta da una fortissima disperazione e da brividi di paura mi sono rannicchiata in un angolo ed ho pianto.

Ero rinchiusa in quel luogo buio non so da quanto tempo, finché una luce si è accesa e Serena con i suoi amici sono entrati nel dungeon, hanno scherzato, sorriso e fatto i complimenti per la mia tenacia a resistere in quel luogo, poi prima di liberarmi hanno voluto festeggiare la mia vittoria in modo assai particolare, hanno iniziato a carezzarmi, baciarmi e coccolarmi, in quel momento tutte le mie paure si sono trasformate in eccitazione ed ho invitato tutti i presenti a fare l'amore con me senza remore ne inibizioni, nessuno si è rifiutato ed è stata una festa magnifica, entusiasmante, piacevolissima, volevo festeggiare in modo eccezionale la mia vittoria, alla fine Serena si è dichiarata sconfitta ma non si è arresa, mi ha mostrato le chiavi facendole tintinnare davanti ai miei occhi, ho capito che la mia libertà non era ancora arrivata, mi detto: "ho capito che questa piccola avventura, nonostante tutto, ti è piaciuta e ne hai goduto molto, ci sono ancora viveri sufficienti per altri tre o quattro giorni sarebbe è un peccato andasse sprecato, sono certa che ti farà molto piacere continuare la tua "detenzione", ritornerò solo quando avrai esaurito tutto il cibo rimasto", sono rimasta senza parole, non ho avuto la forza di dire basta, che ero arrivata allo stremo delle mie forze, che avrei voluto tornare libera, se ne sono andati tutti lasciandomi nuovamente sola, al buio ma soprattutto incatenata......................................bellissimo.........................


24 aprile 2022

174 - Self bondage con "time lock"

Sono sempre stata attratta dal bondage e lo pratico costantemente, ma quando non riesco ad avare un partner a disposizione che mi sottometta ricorro al "fai da te", nel tempo ho affinato i metodi ed i modi, mi sono dotata di strumenti adatti che mi permettono di restare legata per un determinato tempo ed al momento giusto mi mettono in condizione di liberarmi, di questi strumenti ne ho usati molti dalla chiave congelata nel ghiaccio, tronchese per metalli a timer meccanici ed elettronici, tutti mi hanno dato e continuano a darmi una grandissima soddisfazione.

Ultimamente ho trovato su internet uno strumento speciale composto da un elettromagnete comandato da un timer ed collocato dentro un supporto, il quale dopo essere stato fissato al retro di una sedia, permette di restare incatenati ad essa fino allo scadere del tempo impostato, è uno strumento eccezionale adattissimo per una una sessione di self-bondage, la sola visione dello strumento mi ha eccitato talmente tanto che l'ho subito acquistato.

Dopo alcuni giorni il corriere mi ha consegnato un pacco contenente il magico strumento, l'ho aperto e letto subito le istruzioni, semplici, ma per metterlo in funzione occorreva l'aiuto del mio compagno che lo fissasse con delle viti sul retro di una sedia.

Ho scelto con cura la sedia sulla quale montarlo, poi ho chiesto al mio compagno di eseguire l'operazione, l'ha fatto con molto piacere eseguendo il lavoro alla perfezione, adesso dovevo solo aspettare il momento giusto per usarlo, non ho dovuto aspettare molto, il giorno seguente il mio compagno sarebbe stato impegnato per tutto il giorno ed io sarei rimasta sola in casa, era quello il momento giusto per usarlo.

Appena il mio compagno è uscito, sono andata a prender la sedia alla quale era fissato lo strumento, l'ho messa al centro della sala, poi ho raccolto tutto il necessario e l'ho posizionato nelle vicinanze della sedia per poterlo prelevare comodamente al momento giusto, dopo essermi spogliata completamente ho preso un grosso plug anale e me lo sono infilato dentro il culo ed un grosso vibratore dentro la mia fica poi mi sono seduta sulla sedia, non avevo la necessita di bloccarli in quanto restando seduta non sarebbero potuti uscire da soli.

Per l'occasione avevo preso un bavaglio con la stessa forma del cazzo del mio compagno, me lo sono infilato in bocca allacciandolo ben stretto dietro la testa, sarebbe stato come avere il suo cazzo in bocca e succhiarglielo per tutta la durata della sezione, poi ho preparato una benda per gli occhi mettendomela momentaneamente intorno al collo, successivamente ho attivato il timer.

Ho raccolto un paio di leg-irons con i quali ho legato le mie caviglie alle gambe della sedia avvolgendoci intorno la catena, ho preso i ceppi con attaccato la contro piastra dell'elettromagnete e l'ho chiusi sui miei polsi, dopo aver controllato che tutto fosse perfetto e che non avessi tralasciato nessun particolare mi sono messa la benda sugli occhi e poi dopo aver messo le mani dietro la schiena ho avvicinato le contro piastre agli elettromagneti che si sono attaccati subito saldamente facendomi rimanere imprigionata alla sedia, ha provato un' emozione incredibile, avevo impostato il timer per un lungo periodo che avrei trascorso legata a godendomi la mia prigionia senza che nessuno venisse a disturbarmi.

Ero legata a quella sedia già da un'ora circa, il plug ed il vibratore stavano mi stavano facendo impazzire di piacere, in bocca, il bavaglio che mi ricordava incredibilmente il cazzo del mio compagno, mi faceva andare in visibilio, ero in uno stato di altissima eccitazione, stavo godendo, incredibilmente, godendo.

Mentre stavo provando le sublimi gioie del bondage, la porta si è aperta e ho sentito distintamente entrare due persone, una di queste, una donna, appena mi ha visto ha chiesto subito di uscire, di andarsene, l' altra, nella quale ho riconosciuto subito il mio compagno, l'ha tranquillizzata dicendo: "non preoccuparti in questo momento è impegnata a pensare ad altro, non può vederti e non può muoversi, stai tranquilla che non ci disturberà", non era sicura di quello che avrebbe fatto, la sentivo agitata e per questo il mio compagno ha proseguito: "fidati di me, adesso per assicurarci che non ci disturberà c'è solo una cosa da fare........", l'ho sentito aprire un cassetto ed immediatamente ho capito quello che aveva in mente, infatti dopo pochi attimi ho sentito che un paio di manette si chiudevano sui miei polsi inibendo l'uso del timer, voleva che non riuscissi a liberarmi prima che lui avesse finito di "giocare" con la sua...... amichetta.

Il timer, finito il tempo programmato è scattato ed ha rilasciato i ceppi che mi tenevano legata alla sedia ma le manette hanno negato la mia libertà e sono dovuta rimanere legata alla sedia, in più ho dovuto ascoltare tutti i loro mugolii che provenivano dalla stanza accanto mentre stavano scopando, alla fine delle loro performance se ne sono andati zitti zitti senza degnarmi di uno sguardo e lasciandomi legata alla sedia, ho considerato questo un gravissimo affronto che mi ha fatto veramente arrabbiare, ho aspettato incavolata nera il suo ritorno, appena è entrato in casa mi ha liberata, una volta libera sono scattata, ho inveito contro di lui e l'ho cacciato subito di casa, quando è troppo è troppo.........



27 febbraio 2022

172 - Una brutta avventura


Mi ero svegliata con mille progetti in testa, ma non volevo farli da sola, cercavo una compagnia con cui condividerli, ho preso il telefono e mi sono tutta spaparacchiata sul divano, ho telefonato ad una mia amica cercando di invogliarla a condividere la giornata, all' inizio mi ha detto che non poteva per un impegno imminente ma poi l'ho convinta a rimandare, ma nel bel mezzo della conversazione mi sono sentita afferrare per le spalle e premere contro la mia bocca una grossa garza imbevuta con una sostanza talmente forte che in un attimo ho perso i sensi.

Quando mi sono risvegliata ero molto intontita, non ricordavo cosa fosse successo, ho provato a muovermi ma era impossibile, mi sono accorta che ero legata, ho tastato i legami che mi immobilizzavano ed ho capito che ero ammanettata, ho guardato in direzione del tavolinetto che è di fronte al divano, dove ricordavo di aver lasciato le manette usate la sera prima e con mia grande sorpresa non c'erano più, il mio assalitore le aveva viste e le aveva usate per il suo scopo, in più mi aveva imbavagliata con una benda alla quale aveva fatto un nodo che aveva infilato nella mia bocca rendendomi muta.

Cercando di capire come ero legata ho tastato a lungo le catene e mio malgrado ho capito che colui che mi aveva assalita e legata doveva essere un esperto, aveva intrecciato le catene delle manette con quelle dei leg irons immobilizzandomi in un hog-tied molto severo, voleva essere sicuro che non sarei in nessun modo riuscita a liberarmi.

Dopo un po' di tempo l' effetto dell'anestetico è svanito e la mente è ritornata lucida, ho guardato in tutte le direzioni per fare il punto della situazione, mi sono accorto che seduta sul divano, accanto a me c'era una bellissima donna, che io non conoscevo, la quale vigilava ogni mia mossa, mi sono divincolata, ho cercato di gridare chiedendo chi fosse e perché mi aveva assalito ma dalla mia bocca usciva solo un mugolio incomprensibile al quale non corrispondeva nessuna risposta.

Con il passare del tempo ho capito che la situazione non sarebbe cambiata ed allora ho deciso di calmarmi ed aspettare pacificamente il susseguirsi degli eventi dovevo sperare che coloro che mi tenevano prigioniera non fossero dei malintenzionati e le loro intenzioni non fossero violente, il mio rilassamento è stato notato dalla donna che mi aveva legata, ha estratto un cellulare da una tasca ed ha fatto una telefonata molto significativa, al suo interlocutore diceva: "la padrona di casa è stata resa inoffensiva e che adesso è sdraiata sul divano legata come un salame e non ci avrebbe in alcun modo disturbato per cui abbiamo tutto il tempo per fare le cose con calma, raggiungimi al più presto".

Dopo pochissimo tempo è entrato un uomo con un cappuccio sulla testa e senza degnarmi di uno sguardo, insieme alla sua compagna' è salito al piano superiore per rovistare tutta la mia casa, ho capito che quei due erano dei ladri che si erano introdotti in casa mia, ero arrabbiatissima con me stessa, non mi perdonavo il fatto di essere stata distratta ed aver lasciato la porta posteriore aperta, sentivo che aprivano tutti i cassetti e rovesciavano il contenuto per terra e questo mi innervosiva molto, speravo in cuor mio che questa situazione finisse al più presto.

Mentre ascoltavo indispettita le loro scorribande nella mia casa, improvvisamente sono sbucati dal nulla due uomini armati di pistole, per un attimo ho avuto una paura tremenda, poi uno di loro mi ha fatto vedere un distintivo e mi ha fatto il segno di stare zitta ed allora ho capito che si trattava di poliziotti che stavano intervenendo per salvarmi, sono saliti al piano superiore ed hanno arrestato i malfattori, contemporaneamente la mia amica, quella a cui stavo telefonando, è entrata in casa tutta trafelata, mi ha tolto il bavaglio e mi ha detto che mentre ci stavamo telefonando ha capito quello che mi stava succedendo, nella colluttazione il telefono mi era scivolato dalle mani ed era caduto sul divano senza perdere la comunicazione, cosi lei aveva potuto sentire tutto e molto preoccupata ha avvertito le forza dell'ordine che mi hanno salvata.

Ma tutta l'avventura non era ancora finita, sono dovuta andare in questura per denunciare i fatti, ma soprattutto spiegare la provenienza di quelle manette con cui ero stata legata, non è stato semplice, ho dovuto rivelare i miei segreti, alla fine hanno capito e sono tornata a casa felice...............................



30 gennaio 2022

171 - Il ricatto della nipotina

Ero stata invitata al matrimonio di una mia amica, dopo la cerimonia tutti gli invitati si erano radunati prima presso i giardini di una grande villa, li avevo conosciuto Piergiorgio, un tipo molto piu giovane di me, simpatico, allegro con il quale ho fatto subito amicizia, mi sono intrattenuta con lui durante le permanenza nella villa e mentre gli sposi erano intenti a farsi le foto noi affinavamo la nostra conoscenza, poi con tutti gli invitati si siamo spostati al ristorante situato nelle vicinanze.

La maggior parte degli invitati per me erano perfetti sconosciuti per cui è stato facile affiancare il mio nuovo amico per presenziare alla cerimonia, tutto era perfetto, gli sposi, gli invitati, intanto pero tra me e Piergiorgio sta nascendo qualcosa che è più di un'amicizia, ad un certo punto mentre sono tutti intenti a congratularsi con gli sposi, in attesa del pranzo, mi sussurra ad un orecchio: "ho prenotato una stanza per questo matrimonio, che cosa ne dici se abbandoniamo tutti e ci ritiriamo, sono sicuro che nessuno noterà la nostra assenza", è una meravigliosa idea, annuisco e lo seguo, in un attimo ci ritroviamo nella sua camera pronti per un incontro infuocato nella più assoluta riservatezza.

E' bellissimo, un amico da poco conosciuto, da cui è nato un grosso sentimento e subito portato a letto, sono eccitatissima, non mi sarei mai aspettata che al matrimonio della mia amica succedesse una cosa simile, sono in procinto di spogliarmi quando la porta si apre improvvisamente ed entra come una furia la mia "nipotina", che adesso non è più la piccola peste che era anni fa, ora è una donna bellissima ben sviluppata, con temperamento ed una bellissima presenza, è una donna meravigliosa, entra come una furia, non sapevo che anche lei fosse stata invitata alle nozze e non capisco la sua rabbia nel vedermi insieme al mio nuovo amico.

La verità viene subito a galla, Piergiorgio è il suo fidanzato e sapeva benissimo i motivi per cui lei sarebbe arrivata in ritardo, ed aveva approfittato della sua temporanea assenza per fare una conquista, ma questa volta gli era andata male ed era stato subito scoperto, arrabbiata come non mai l'ha cacciato dalla stanza a male parole poi si è rivolta verso di me chiedendomi come avessi potuto andare con il suo fidanzato, ho cercato di giustificarmi in tutti i modi adducendo che era stato un incontro occasionale, non lo conoscevo e non sapevo che fosse impegnato con lei, ma era troppo arrabbiata, le mie scuse in quel momento sarebbero servite a poco.

Ha continuato ad inveire contro di me, dicendomi che dalla zia non si aspettava una cosa simile, era arrabbiatissima se ne avesse avuto la possibilità mi avrebbe punita a dovere, ho detto che aveva ragione, meritavo certamente una punizione, a questo punto ha colto la palla al balzo e dal reggiseno ha estratto un paio di manette obbligandomi a mettere le mani dietro la schiena, ho pensato che acconsentendo alla sua richiesta avrebbe calmato la sua rabbia e contemporaneamente avrebbe fatto piacere anche a me.

Avrei voluto chiederle come mai aveva portato le manette ad una festa di nozze, ma non l'ho fatto, ho solo obbedito ai suoi ordini, ho messo le mani dietro la schiena e mi sono lasciata ammanettare, convinta che le sarebbe passata l'arrabbiatura ed io avrei goduto della nuova situazione che si era venuta a creare, poi mi ha spinto sulle spalle facendomi sdraiare sul letto, in un attimo ha estratto non so da dove un paio di leg irons ed immediatamente me le ha chiuse sulle caviglie non prima di avere intrecciato le catene, lasciandomi legata ad hog-tied.

Ma le sorprese non erano finite, come per miracolo è comparsa una ball-gag che puntualmente ha infilato nella mia bocca allacciandola bene dietro la nuca, da un semplice gioco, per accontentare la mia nipotina, era diventato qualcosa di veramente imbarazzante, non mi aspettavo di passare da una scopata con un invitato conosciuto al matrimonio di una mia amica ad essere legata ed imbavagliata in una stanza d'albergo da una nipote arrabbiata.

Stesa sul letto in posizione di hog-tied stavo osservando le mosse della mia nipote, sono trasalita quando ho visto che ha estratto il telefonino ed ha iniziato a fotografarmi in ogni posa possibile, non c'era nessuna possibilità di evitarle, mentre mi fotografava sorrideva contenta e mi diceva: "questa volta non te la caverai a buon mercato come le volte precedenti, questa volta la mia vendetta per aver tentato di scoparti il mio fidanzato sarà tremenda e la pagherai molto salata, per cominciare resterai legata in questa stanza e sarà l'addetto delle pulizie domani mattina a liberarti", dopo essersi rimessa il telefonino nel reggiseno mi ha baciata sulla fronte ed è uscita dalla stanza, mi ero cacciata veramente in un grosso guaio.

La vendetta della mia nipotina era iniziata in un modo sistematico e sadico, non aveva digerito l' avermi trovata in una stanza d'albergo insieme al suo fidanzato e le mie scuse erano servite solo a farla arrabbiare ancor di più, adesso mentre mi trovavo legata nella stessa camera d'albergo mi chiedevo cosa avrebbe pensato di me la cameriera l'indomani quando entrando per fare le pulizie e mi avesse trovata legata ed imbavagliata sul letto? ammetto che me lo spettacolo sarebbe stato sublime ma non credo che sarebbe lo stesso anche per la cameriera, comunque, in qualsiasi modo andrà, cercherò di uscirne nel migliore dei modi e fare esperienza su questa nuova avventura.

Dopo una notte passata legata a prepararmi ad affrontare la cameriera, ho sentito aprirsi la porta ed invece della cameriera è entrata la mia nipotina che si è affrettata a liberarmi, "ti volevo dare una lezione e per questo avevo organizzato di farti trovare legata dalla cameriera, ma poi ho cambiato idea, ho in mente qualcosa di veramente eccezionale che metterò in atto al momento opportuno, per adesso te la sei cavata ma non gioirne troppo la mia vendetta sarà tremenda".

A mente fredda mi sono chiesta alcune cose: la mia nipotina era venuta al matrimonio vestita con un abitino aderentissimo e fino come un velo di cipolla come aveva fatto a portare tutta quella ferramenta, impossibile che l'avesse addosso, sono certa che l'aveva portata in camera precedentemente e con il fidanzato aveva programmato tutto per farmi cadere nella sua trappola, che figlia di bona donna...................................



24 ottobre 2021

168 - Un vecchio compagno di scuola


Stavo passeggiando per il centro quando, per una piccola disattenzione urto con un passante, mi giro e mi scuso dicendo che ero distratta, anche lui si scusa ma poi mi fissa in modo inconsueto, mi riconosce e si presenta: "ciao ti ricordi di me? Antonio, 5° C, terzo banco seconda fila, proprio dietro di te, ti ricordi quanti dispetti ti facevo durante le lezioni?", certo che mi ricordo, era un ragazzo che oltre ad essere dispettoso era anche bruttino ed io non me lo filavo per niente, adesso è notevolmente cambiato, ha un bel fisico ed una bella presenza, anche i suoi modi sono cambiati è molto più serio ed elegante, ha cambiato anche il modo di esprimersi, davvero irriconoscibile.

Mi fa piacere averlo incontrato, al contrario dei tempi della scuola lo abbraccio affettuosamente, mi accorgo che la cotta che aveva per me gli è ancora rimasta dentro, ma adesso è tutta un'altra cosa, per consolidare il nostro incontro mi invita a pranzo ed io questa volta accetto molto volentieri.

Andiamo in un ristorante poco distante, entriamo e ci sediamo ad un tavolo, inizia a raccontarmi la sua storia, dopo la scuola i suoi genitori si sono trasferiti in un altra città dove lui ha iniziato a lavorare, poi l'azienda per cui lavorava ha aperto una filiale proprio qui ed allora è ritornato, ha acquistato una casa poco fuori città dove adesso abita.

Vive da solo e sarebbe molto felice farmi visitare la sua nuova casa, non ho impegni per la serata cosi accetto con piacere. 

Dopo aver pranzato saliamo in auto e ci dirigiamo fuori città, tipica zona di periferia con casette molto carine  ma distanti tra di loro, la privacy è assicurata, posteggiamo davanti casa ed entriamo, è una casa molto accogliente, mi accomodare, mi versa un drink e mentre lo sorseggiamo mi dice che l' ha acquistata ad un asta, prima apparteneva ad un personaggio molto bizzarro ed in questo momento richiuso in carcere per i suoi abusi sulle donne, queste parole risvegliano di colpo la mia fantasia, se era il personaggio che mi ha descritto nello scantinato doveva per forza averci qualche locale adatto a trattenere ed abusare le sue vittime, gli ho chiesto se potevo curiosare per la sua casa e visitare la parte seminterrata, è stato gentile, "accomodati fai come se fossi a casa tua, intanto io preparo qualcosa per la cena".

Con le gambe che mi tremavano sono scesa nel seminterrato ed ho iniziato a perlustrare tutte le stanze, ero curiosa e certa che avrei trovato qualcosa di veramente interessante e molto eccitante, se effettivamente la casa era abitata da un rapitore seriale doveva per forza esserci qualcosa di veramente eccezionale dove tenere segregate le sue vittime, poi, aperta una porta mi sono ritrovata in una stanza divisa da una grossa inferriata, una piccola cella simile a quella di una prigione al cui interno c'erano un lettino ed il necessario per i bisogni del prigioniero, avevo trovato quello che mi ero immaginata, ero eccitatissima, mi sono diretta verso il cancello e con fare tremante ho provato a spingerlo per vedere se si apriva, era chiuso saldamente, sono rimasta immobile pensando a cosa poter fare, mentre la mia fantasia viaggiava a tutta velocità, il mio ex compagno di scuola non vedendomi risalire era sceso ed era rimasto fermo ad osservarmi per molto tempo, intuendo i miei turbamenti mi ha toccata una spalla facendomi trasalire, poi con voce tenue e sensuale mi ha sussurrato: "credo che tu abbia il desiderio di entrare li dentro", ha preso un mazzo di chiavi ed ha aperto la serratura poi ha spinto il cancello che si è aperto con un sinistro cigolio, sono entrata con le gambe tremanti, in preda ad una fortissima emozione gli ho chiesto di chiudermi dentro.

Ha acconsentita alla mia richiesta, ha chiuso il cancello a chiave mentre io mi appoggiavo alle sbarre infilando le braccia tra di esse, l'ho visto allontanarsi per tornare subito dopo con un paio di manette che prontamente ha chiuso sui miei polsi, "queste sono l'eredità del vecchio proprietario, credo che le usasse per immobilizzare le sue vittime", cosi facendo non solo aveva chiusa dentro la cella ma  anche ammanettata alle sbarre.

La situazione era diventata molto eccitante, così il mio ex compagno di scuola ha aperto la cella, è entrato dentro e si è posizionato dietro di me, mi ha strappato di dosso i vestiti comprese le mutandine e mi ha scopato con grande intensità, ho urlato il mio piacere raggiungendo un incredibile orgasmo.

Ero estremamente felice, non volevo che quell' incontro finisse troppo presto, cosi gli ho chiesto di lasciarmi rinchiusa ancora li dentro, ha aperto le manette, per liberarmi dalle sbarre, poi le ha chiuse nuovamente sui polsi ed è uscito dalla cella lasciandomi sola e sua prigioniera come gli avevo chiesto............................