27 febbraio 2022

172 - Una brutta avventura


Mi ero svegliata con mille progetti in testa, ma non volevo farli da sola, cercavo una compagnia con cui condividerli, ho preso il telefono e mi sono tutta spaparacchiata sul divano, ho telefonato ad una mia amica cercando di invogliarla a condividere la giornata, all' inizio mi ha detto che non poteva per un impegno imminente ma poi l'ho convinta a rimandare, ma nel bel mezzo della conversazione mi sono sentita afferrare per le spalle e premere contro la mia bocca una grossa garza imbevuta con una sostanza talmente forte che in un attimo ho perso i sensi.

Quando mi sono risvegliata ero molto intontita, non ricordavo cosa fosse successo, ho provato a muovermi ma era impossibile, mi sono accorta che ero legata, ho tastato i legami che mi immobilizzavano ed ho capito che ero ammanettata, ho guardato in direzione del tavolinetto che è di fronte al divano, dove ricordavo di aver lasciato le manette usate la sera prima e con mia grande sorpresa non c'erano più, il mio assalitore le aveva viste e le aveva usate per il suo scopo, in più mi aveva imbavagliata con una benda alla quale aveva fatto un nodo che aveva infilato nella mia bocca rendendomi muta.

Cercando di capire come ero legata ho tastato a lungo le catene e mio malgrado ho capito che colui che mi aveva assalita e legata doveva essere un esperto, aveva intrecciato le catene delle manette con quelle dei leg irons immobilizzandomi in un hog-tied molto severo, voleva essere sicuro che non sarei in nessun modo riuscita a liberarmi.

Dopo un po' di tempo l' effetto dell'anestetico è svanito e la mente è ritornata lucida, ho guardato in tutte le direzioni per fare il punto della situazione, mi sono accorto che seduta sul divano, accanto a me c'era una bellissima donna, che io non conoscevo, la quale vigilava ogni mia mossa, mi sono divincolata, ho cercato di gridare chiedendo chi fosse e perché mi aveva assalito ma dalla mia bocca usciva solo un mugolio incomprensibile al quale non corrispondeva nessuna risposta.

Con il passare del tempo ho capito che la situazione non sarebbe cambiata ed allora ho deciso di calmarmi ed aspettare pacificamente il susseguirsi degli eventi dovevo sperare che coloro che mi tenevano prigioniera non fossero dei malintenzionati e le loro intenzioni non fossero violente, il mio rilassamento è stato notato dalla donna che mi aveva legata, ha estratto un cellulare da una tasca ed ha fatto una telefonata molto significativa, al suo interlocutore diceva: "la padrona di casa è stata resa inoffensiva e che adesso è sdraiata sul divano legata come un salame e non ci avrebbe in alcun modo disturbato per cui abbiamo tutto il tempo per fare le cose con calma, raggiungimi al più presto".

Dopo pochissimo tempo è entrato un uomo con un cappuccio sulla testa e senza degnarmi di uno sguardo, insieme alla sua compagna' è salito al piano superiore per rovistare tutta la mia casa, ho capito che quei due erano dei ladri che si erano introdotti in casa mia, ero arrabbiatissima con me stessa, non mi perdonavo il fatto di essere stata distratta ed aver lasciato la porta posteriore aperta, sentivo che aprivano tutti i cassetti e rovesciavano il contenuto per terra e questo mi innervosiva molto, speravo in cuor mio che questa situazione finisse al più presto.

Mentre ascoltavo indispettita le loro scorribande nella mia casa, improvvisamente sono sbucati dal nulla due uomini armati di pistole, per un attimo ho avuto una paura tremenda, poi uno di loro mi ha fatto vedere un distintivo e mi ha fatto il segno di stare zitta ed allora ho capito che si trattava di poliziotti che stavano intervenendo per salvarmi, sono saliti al piano superiore ed hanno arrestato i malfattori, contemporaneamente la mia amica, quella a cui stavo telefonando, è entrata in casa tutta trafelata, mi ha tolto il bavaglio e mi ha detto che mentre ci stavamo telefonando ha capito quello che mi stava succedendo, nella colluttazione il telefono mi era scivolato dalle mani ed era caduto sul divano senza perdere la comunicazione, cosi lei aveva potuto sentire tutto e molto preoccupata ha avvertito le forza dell'ordine che mi hanno salvata.

Ma tutta l'avventura non era ancora finita, sono dovuta andare in questura per denunciare i fatti, ma soprattutto spiegare la provenienza di quelle manette con cui ero stata legata, non è stato semplice, ho dovuto rivelare i miei segreti, alla fine hanno capito e sono tornata a casa felice...............................



30 gennaio 2022

171 - Il ricatto della nipotina

Ero stata invitata al matrimonio di una mia amica, dopo la cerimonia tutti gli invitati si erano radunati prima presso i giardini di una grande villa, li avevo conosciuto Piergiorgio, un tipo molto piu giovane di me, simpatico, allegro con il quale ho fatto subito amicizia, mi sono intrattenuta con lui durante le permanenza nella villa e mentre gli sposi erano intenti a farsi le foto noi affinavamo la nostra conoscenza, poi con tutti gli invitati si siamo spostati al ristorante situato nelle vicinanze.

La maggior parte degli invitati per me erano perfetti sconosciuti per cui è stato facile affiancare il mio nuovo amico per presenziare alla cerimonia, tutto era perfetto, gli sposi, gli invitati, intanto pero tra me e Piergiorgio sta nascendo qualcosa che è più di un'amicizia, ad un certo punto mentre sono tutti intenti a congratularsi con gli sposi, in attesa del pranzo, mi sussurra ad un orecchio: "ho prenotato una stanza per questo matrimonio, che cosa ne dici se abbandoniamo tutti e ci ritiriamo, sono sicuro che nessuno noterà la nostra assenza", è una meravigliosa idea, annuisco e lo seguo, in un attimo ci ritroviamo nella sua camera pronti per un incontro infuocato nella più assoluta riservatezza.

E' bellissimo, un amico da poco conosciuto, da cui è nato un grosso sentimento e subito portato a letto, sono eccitatissima, non mi sarei mai aspettata che al matrimonio della mia amica succedesse una cosa simile, sono in procinto di spogliarmi quando la porta si apre improvvisamente ed entra come una furia la mia "nipotina", che adesso non è più la piccola peste che era anni fa, ora è una donna bellissima ben sviluppata, con temperamento ed una bellissima presenza, è una donna meravigliosa, entra come una furia, non sapevo che anche lei fosse stata invitata alle nozze e non capisco la sua rabbia nel vedermi insieme al mio nuovo amico.

La verità viene subito a galla, Piergiorgio è il suo fidanzato e sapeva benissimo i motivi per cui lei sarebbe arrivata in ritardo, ed aveva approfittato della sua temporanea assenza per fare una conquista, ma questa volta gli era andata male ed era stato subito scoperto, arrabbiata come non mai l'ha cacciato dalla stanza a male parole poi si è rivolta verso di me chiedendomi come avessi potuto andare con il suo fidanzato, ho cercato di giustificarmi in tutti i modi adducendo che era stato un incontro occasionale, non lo conoscevo e non sapevo che fosse impegnato con lei, ma era troppo arrabbiata, le mie scuse in quel momento sarebbero servite a poco.

Ha continuato ad inveire contro di me, dicendomi che dalla zia non si aspettava una cosa simile, era arrabbiatissima se ne avesse avuto la possibilità mi avrebbe punita a dovere, ho detto che aveva ragione, meritavo certamente una punizione, a questo punto ha colto la palla al balzo e dal reggiseno ha estratto un paio di manette obbligandomi a mettere le mani dietro la schiena, ho pensato che acconsentendo alla sua richiesta avrebbe calmato la sua rabbia e contemporaneamente avrebbe fatto piacere anche a me.

Avrei voluto chiederle come mai aveva portato le manette ad una festa di nozze, ma non l'ho fatto, ho solo obbedito ai suoi ordini, ho messo le mani dietro la schiena e mi sono lasciata ammanettare, convinta che le sarebbe passata l'arrabbiatura ed io avrei goduto della nuova situazione che si era venuta a creare, poi mi ha spinto sulle spalle facendomi sdraiare sul letto, in un attimo ha estratto non so da dove un paio di leg irons ed immediatamente me le ha chiuse sulle caviglie non prima di avere intrecciato le catene, lasciandomi legata ad hog-tied.

Ma le sorprese non erano finite, come per miracolo è comparsa una ball-gag che puntualmente ha infilato nella mia bocca allacciandola bene dietro la nuca, da un semplice gioco, per accontentare la mia nipotina, era diventato qualcosa di veramente imbarazzante, non mi aspettavo di passare da una scopata con un invitato conosciuto al matrimonio di una mia amica ad essere legata ed imbavagliata in una stanza d'albergo da una nipote arrabbiata.

Stesa sul letto in posizione di hog-tied stavo osservando le mosse della mia nipote, sono trasalita quando ho visto che ha estratto il telefonino ed ha iniziato a fotografarmi in ogni posa possibile, non c'era nessuna possibilità di evitarle, mentre mi fotografava sorrideva contenta e mi diceva: "questa volta non te la caverai a buon mercato come le volte precedenti, questa volta la mia vendetta per aver tentato di scoparti il mio fidanzato sarà tremenda e la pagherai molto salata, per cominciare resterai legata in questa stanza e sarà l'addetto delle pulizie domani mattina a liberarti", dopo essersi rimessa il telefonino nel reggiseno mi ha baciata sulla fronte ed è uscita dalla stanza, mi ero cacciata veramente in un grosso guaio.

La vendetta della mia nipotina era iniziata in un modo sistematico e sadico, non aveva digerito l' avermi trovata in una stanza d'albergo insieme al suo fidanzato e le mie scuse erano servite solo a farla arrabbiare ancor di più, adesso mentre mi trovavo legata nella stessa camera d'albergo mi chiedevo cosa avrebbe pensato di me la cameriera l'indomani quando entrando per fare le pulizie e mi avesse trovata legata ed imbavagliata sul letto? ammetto che me lo spettacolo sarebbe stato sublime ma non credo che sarebbe lo stesso anche per la cameriera, comunque, in qualsiasi modo andrà, cercherò di uscirne nel migliore dei modi e fare esperienza su questa nuova avventura.

Dopo una notte passata legata a prepararmi ad affrontare la cameriera, ho sentito aprirsi la porta ed invece della cameriera è entrata la mia nipotina che si è affrettata a liberarmi, "ti volevo dare una lezione e per questo avevo organizzato di farti trovare legata dalla cameriera, ma poi ho cambiato idea, ho in mente qualcosa di veramente eccezionale che metterò in atto al momento opportuno, per adesso te la sei cavata ma non gioirne troppo la mia vendetta sarà tremenda".

A mente fredda mi sono chiesta alcune cose: la mia nipotina era venuta al matrimonio vestita con un abitino aderentissimo e fino come un velo di cipolla come aveva fatto a portare tutta quella ferramenta, impossibile che l'avesse addosso, sono certa che l'aveva portata in camera precedentemente e con il fidanzato aveva programmato tutto per farmi cadere nella sua trappola, che figlia di bona donna...................................



24 ottobre 2021

168 - Un vecchio compagno di scuola


Stavo passeggiando per il centro quando, per una piccola disattenzione urto con un passante, mi giro e mi scuso dicendo che ero distratta, anche lui si scusa ma poi mi fissa in modo inconsueto, mi riconosce e si presenta: "ciao ti ricordi di me? Antonio, 5° C, terzo banco seconda fila, proprio dietro di te, ti ricordi quanti dispetti ti facevo durante le lezioni?", certo che mi ricordo, era un ragazzo che oltre ad essere dispettoso era anche bruttino ed io non me lo filavo per niente, adesso è notevolmente cambiato, ha un bel fisico ed una bella presenza, anche i suoi modi sono cambiati è molto più serio ed elegante, ha cambiato anche il modo di esprimersi, davvero irriconoscibile.

Mi fa piacere averlo incontrato, al contrario dei tempi della scuola lo abbraccio affettuosamente, mi accorgo che la cotta che aveva per me gli è ancora rimasta dentro, ma adesso è tutta un'altra cosa, per consolidare il nostro incontro mi invita a pranzo ed io questa volta accetto molto volentieri.

Andiamo in un ristorante poco distante, entriamo e ci sediamo ad un tavolo, inizia a raccontarmi la sua storia, dopo la scuola i suoi genitori si sono trasferiti in un altra città dove lui ha iniziato a lavorare, poi l'azienda per cui lavorava ha aperto una filiale proprio qui ed allora è ritornato, ha acquistato una casa poco fuori città dove adesso abita.

Vive da solo e sarebbe molto felice farmi visitare la sua nuova casa, non ho impegni per la serata cosi accetto con piacere. 

Dopo aver pranzato saliamo in auto e ci dirigiamo fuori città, tipica zona di periferia con casette molto carine  ma distanti tra di loro, la privacy è assicurata, posteggiamo davanti casa ed entriamo, è una casa molto accogliente, mi accomodare, mi versa un drink e mentre lo sorseggiamo mi dice che l' ha acquistata ad un asta, prima apparteneva ad un personaggio molto bizzarro ed in questo momento richiuso in carcere per i suoi abusi sulle donne, queste parole risvegliano di colpo la mia fantasia, se era il personaggio che mi ha descritto nello scantinato doveva per forza averci qualche locale adatto a trattenere ed abusare le sue vittime, gli ho chiesto se potevo curiosare per la sua casa e visitare la parte seminterrata, è stato gentile, "accomodati fai come se fossi a casa tua, intanto io preparo qualcosa per la cena".

Con le gambe che mi tremavano sono scesa nel seminterrato ed ho iniziato a perlustrare tutte le stanze, ero curiosa e certa che avrei trovato qualcosa di veramente interessante e molto eccitante, se effettivamente la casa era abitata da un rapitore seriale doveva per forza esserci qualcosa di veramente eccezionale dove tenere segregate le sue vittime, poi, aperta una porta mi sono ritrovata in una stanza divisa da una grossa inferriata, una piccola cella simile a quella di una prigione al cui interno c'erano un lettino ed il necessario per i bisogni del prigioniero, avevo trovato quello che mi ero immaginata, ero eccitatissima, mi sono diretta verso il cancello e con fare tremante ho provato a spingerlo per vedere se si apriva, era chiuso saldamente, sono rimasta immobile pensando a cosa poter fare, mentre la mia fantasia viaggiava a tutta velocità, il mio ex compagno di scuola non vedendomi risalire era sceso ed era rimasto fermo ad osservarmi per molto tempo, intuendo i miei turbamenti mi ha toccata una spalla facendomi trasalire, poi con voce tenue e sensuale mi ha sussurrato: "credo che tu abbia il desiderio di entrare li dentro", ha preso un mazzo di chiavi ed ha aperto la serratura poi ha spinto il cancello che si è aperto con un sinistro cigolio, sono entrata con le gambe tremanti, in preda ad una fortissima emozione gli ho chiesto di chiudermi dentro.

Ha acconsentita alla mia richiesta, ha chiuso il cancello a chiave mentre io mi appoggiavo alle sbarre infilando le braccia tra di esse, l'ho visto allontanarsi per tornare subito dopo con un paio di manette che prontamente ha chiuso sui miei polsi, "queste sono l'eredità del vecchio proprietario, credo che le usasse per immobilizzare le sue vittime", cosi facendo non solo aveva chiusa dentro la cella ma  anche ammanettata alle sbarre.

La situazione era diventata molto eccitante, così il mio ex compagno di scuola ha aperto la cella, è entrato dentro e si è posizionato dietro di me, mi ha strappato di dosso i vestiti comprese le mutandine e mi ha scopato con grande intensità, ho urlato il mio piacere raggiungendo un incredibile orgasmo.

Ero estremamente felice, non volevo che quell' incontro finisse troppo presto, cosi gli ho chiesto di lasciarmi rinchiusa ancora li dentro, ha aperto le manette, per liberarmi dalle sbarre, poi le ha chiuse nuovamente sui polsi ed è uscito dalla cella lasciandomi sola e sua prigioniera come gli avevo chiesto............................


26 settembre 2021

167 - Ho finto di essere ubriaca

Mi dovevo recare ad una festa di compleanno di una mia carissima amica, ma poiché era molto distate da casa mi e non avevo voglia di guidare ho chiesto un passaggio ad un nostro amico comune il quale con molto piacere ha accettato di darmi un passaggio, premettendo pero che doveva portare anche un'altra coppia che avremo preso a bordo durante il tragitto.


Il giorno fissato mi sono recata a casa del mio amico ed insieme siamo partiti, fatta un po' di strada come previsto, ci siamo fermati presso l'abitazione della coppia di amici per salirli a bordo e subito sono iniziati i problemi, lei bella ed elegantemente vestita ha voluto prepotentemente sedere sul sedile anteriore perché trovavo molto discriminante sedersi su quello posteriore, non ho condiviso il suo pensiero ma l'ho accontentata.

Durate tutto il viaggio non ha fatto altro che contestare perché non gli andava bene quella cosa poi quell'altra, è stato un viaggio da incubo stare ad ascoltarla mentre suo marito subiva senza dire una parola, poi, finalmente arrivati alla festa sono riuscita a staccarmi da lei ed a mescolarmi con gli ospiti in modo da non sentire più i suoi lamenti e spropositi.


Mentre stavo festeggiando, la vedevo in mezzo alla gente che discuteva su ogni cosa, il suo comportamento indisponente era mal sopportato dagli ospiti ed appena si creava l'occasione se la filavano abbandonando la conversazione, io me ne stavo alla larga avendola già sopportata per tutto il viaggio e non volevo sopportarla anche durante la festa.

La sua presenza arrogante mi aveva indispettito ed al solo pensiero che sarei dovuta tornare in auto con lei ed ascoltare tutte le sue idiozie per tutto il viaggio mi metteva di malumore, dovevo trovare un modo per renderla inoffensiva e fargliela pagare lo scotto della serata.

Ho pensato a lungo sul da farsi, poi un'idea brillante, avrei fatto finta di ubriacarmi e adducendo questo stato il viaggio di ritorno sarebbe stato tutto un gustoso programma, cosi ho iniziato a riempire calici di alcolici che invece di bere, senza farmi vedere, riversavo nelle aiuole del giardino, dopo un po' ho iniziato a comportarmi come un'ubriaca portando l'allegria della festa ad un livello estremo, cosi tutti quanti ha creduto che il mio comportamento fosse dovuto all'eccessiva quantità di alcol che avevo bevuto, sono andata avanti cosi per tutta la sera facendo indispettire enormemente la signora.


La festa è finita a notte inoltrata, è stata molto bella e movimentata, piano piano tutti gli ospiti se ne sono andati ed anche noi siamo saliti in auto per fare ritorno alle nostra case e come prevedevo la signora è voluta salire davanti, io e suo marito ci siamo accomodati nei sedili posteriori, appena l'auto si è mossa ho fatto finta di accusare un malore, di non sentirmi bene perché mi girava la testa, ha subito commentato che ero una vergogna perché mi ero ubriacata e che lei non si sarebbe mai ridotta nel mio stato, l'ho lasciata sfogare mentre chiedevo al marito se potevo stendermi sul sedile poggiando la testa sulle sue ginocchia, ha acconsentito mentre la moglie sproloquiava un altro commento su di me chiedendomi di non vomitare sui suoi pantaloni perché se lo avessi fatto me li avrebbe fatti lavare.

Mi sono sdraiata sul sedile con le spalle rivolte al davanti e la testa appoggiata sulle sue gambe e son bastati pochi attimi che dentro i pantaloni qualcosa si muovesse ed era quello che avevo previsto, delicatamente gli ho aperto la patta dei pantaloni ed ho estratto un meraviglioso cazzo bello duro e pronto all'uso, facendo finta di accomodarmi sul sedile per riposare meglio, me lo sono infilato tutto in bocca, era bellissimo, ero eccitatissima, avevo quel meraviglioso cazzo conficcato nella bocca mentre la megera se ne stava sul sedile davanti intenta a criticare ogni cosa ed ignara di quello che accadeva dietro di lei.

Quel meraviglioso cazzo mi arrivava in fondo alla gola, avrei voluto succhiarlo con grandissima voracità ma non potevo certo farmi vedere o sentire, cosi ho deciso che lo avrei deliziato con la mia lingua e la mia gola e cosi è stato, ogni tanto con la scusa di accomodarmi sul sedile gli facevo un affondo mandandolo in visibilio.

A circa meta viaggio, dopo un affondo stratosferico mi ha riempito la bocca con il suo delizioso nettare, ho ingoiato tutto lenza farmene uscire neanche una goccia, soddisfatto della prestazione si sarebbe voluto ricomporre ma io, imperterrita, l'ho trattenuto quasi con forza dentro la mia bocca ed ho continuato con quel gradito ed estenuante succhiamento, nonostante la sua abbondante venuta ed il mio meticoloso impegno è rimasto duro e pronto per un successivo estenuante round.

Accortosi che stavamo per arrivare a destinazione, ha chiesto bonariamente al guidatore dove fossimo, la risposta e stata che mancavano solo pochi chilometri, ho capito che dovevo finire in fretta cosi senza riguardo ne ritegno gli ho fatto due succhiate da capogiro ed il risultato è stato eclatante.


Appena arrivata a destinazione, è scesa dalla macchina e come saluto ha voluto insultarmi a modo suo dicendomi che non sarebbe mai più salita con una "bocchinara ubriaca" come me, non me la sono presa per i suoi epiteti ma ho voluto risponderle per le rime: " carissima devi sapere che il primo pompino che ho fatto avevo compiuto appena 14 anni e l'ultimo appena due minuti fa............ proprio a tuo marito........" sono risalita in macchina ed insieme al mio amico ce ne siamo andati lasciandola a ripensare a quello che gli avevo appena rivelato.

Felice e soddisfatta ho detto al mio amico: "appena arriviamo a casa non andartene ma sali con me perché ho voglia di succhiare un vero cazzo senza nessun ritegno........... mi ha sorriso ed ha accettato con grandissimo piacere il mio invito.............






 

29 agosto 2021

166 - Come cercare l 'ago nel pagliaio

Stavo passeggiando con Martina quando abbiamo incontrato la nostra amica Francesca che, esuberante come al solito, ci dice che vuole proporci un nuovo gioco, la sua mente è molto fervida e propone sempre cose molto eccitanti cosi incuriosite le chiediamo di dirci che cosa ha in mente, ci risponde che la nostra curiosità potrà essere appagata solo andando a casa sua sabato prossimo, ci guardiamo negli occhi con curiosità ed eccitazione ed accettiamo al buio la sua proposta, il giorno stabilito saremo puntualissime non ci faremo scappare l'occasione per una splendida avventura.

Il giorno dell'appuntamento ci presentiamo puntuali a casa di Francesca e dopo averi accolte con amore ed affetto ci accompagna in una dependance che una volta era adibita a stalla per le mucche, l'aveva restaurata conservandone tutte le caratteristiche originarie,  per l' occasione aveva cosparso di paglia tutto il pavimento, poiché  ci paragona alla stessa stregua delle mucche vuole legarci nello stesso modo in cui erano legati una volta gli animali, non sono mai stata legata su di un letto di paglia, ma lo trovavo fantastico e pure Martina era d'accordo su quello che ci stava proponendo, eravamo molto eccitate, cosi accettiamo entrambe la sua proposta.

Ci immaginiamo che sarà un'esperienza magnifica e molto eccitante, ci porta in un piccolo locale adiacente dove ci fa spogliare completamente, una volta completamente nude entriamo nella stalla, il restauro era stato fatto in modo veramente meraviglioso, erano  ben visibili sia le mangiatoie che i letti delle mucche che Francesca aveva cosparso abbondantemente di paglia per ricreare lo stesso vecchio ambiente, ci incatena mani e piedi con una grossa catena dotata di ceppi per le mani e le caviglie, poi chiude sul collo di ciascuna di noi un collare con attaccata una lunga catena che fissa ad un buco sulla mangiatoia.

Martina viene incatenata come me alla fine mangiatoia, le catene erano talmente corte che potevamo solo sfiorarci al centro della stalla, le catene ci impedivano qualsiasi contatto fisico e questo mi rattristava un po' , avrei voluto trascorrere tutto il tempo scambiando baci ed effusioni con la mia compagna di avventura ma non potevamo farlo perché Francesca aveva calcolato molto bene la lunghezza di ogni catena , tutte le volte che ci aveva legata aveva fatto in modo da poterci abbracciare e scambiarci effusioni a non finire, ma questa volta forse provava un po' d'invidia a non essere al mostro posto cosi aveva fatto in modo da tenerci separate, ma se  aveva deciso cosi ero felicissima lo stesso, dopo aver controllato che tutte le serrature fossero perfettamente chiuse è uscita lasciandoci sole.

L' ambiente era meraviglioso, le spesse mura ed un bellissimo soffitto a volta creavano un ambiente incredibile, con le grosse catene che ci legavano potevamo immaginare di essere rinchiuse nelle segrete di un castello medievale, la nostra fantasia si era invaghita della  nostra mente, ci sentivamo trasportate in mondo fantastico, poi dopo alcune ore Francesca è tornata ci ha consegnato una piccolissima chiave grande quanto uno spillo ad ognuna di noi dicendoci: "ho un impegno urgentissimo a cui non posso mancare, ma voi prendetevi tutto il tempo che volete e quando decidete di andarvene potete usate la chiave  per liberarvi, ma c'è un'ultima cosa che devo dirvi, le chiavi che ho dato ad ognuna di voi aprono le catene dell'altra, fatene buon uso e divertitevi ...........",  è uscita accostando la porta lasciando la stalla nella semioscurità, ci siamo guardate un po' incredule e  per confermare quello che  aveva detto corrispondeva a verità  abbiamo provato le chiavi nelle serrature delle rispettive catene ed abbiamo constatato che quello che aveva detto corrispondeva alla verità, per liberarci dovevamo scambiarci le chiavi, ma come potevamo farlo se le catene non permettevano di arrivare a toccarci al centro della stanza?

Siamo rimaste un po' di tempo a pensare per trovare una soluzione e farci venire qualche idea, confidare nel ritorno di Francesca era impensabile altrimenti ci avrebbe liberato lei stessa o ci avrebbe dato le chiavi giuste, l' unico modo per scambiarcele era quello di tirarcele l'un l'altra e visto che al momento era l'unica soluzione possibile cosi ci siamo avvicinate il più possibile e contemporaneamente ce le siamo gettate, ma purtroppo per via delle catene che bloccavano le nostre mani non siamo riuscite a prenderle al volo e le chiavi sono cadute inesorabilmente per terra mescolandosi nella paglia che ricopriva il pavimento, ho subito smosso la paglia intorno al punto dove ritenevo fosse caduta ma ho cercato invano, la chiave era scomparsa, inghiottita dalla spesso strato di paglia, anche Martina ha cercato inutilmente intorno a se ed anche della sua chiave neppure l' ombra, abbiamo frugato e smosso tutta la paglia intorno a noi senza ottenere nessun risultato, nel frattempo il sole stava tramontando e dentro la stalla già immersa nella penombra non si riusciva a vedere più niente, cosi con rassegnazione abbiamo smesso le ricerche, ci siamo distese comodamente per aspettare la luce del nuovo giorno.

Adesso capivo perché Francesca ci aveva incatenate distanti l' una dall'altra, aveva immaginato che per liberarci ci dovevamo tirare le chiavi ed aveva previsto che non saremo riuscite a prenderle, cosi sarebbero cadute per terra ed a causa della grande quantità di paglia sul pavimento sarebbero state introvabili.

Al mattino appena il primo raggio di sole è entrato dentro la stalla ho iniziato a cercare, ho ammonticchiato la paglia su un lato dopo di che pagliuzza dopo pagliuzza l'ho spostata dall'altra parte fino a quando non ho ritrovato la fatidica chiave, mi ci sono volute alcune ore, ma la costanza e la determinazione hanno avuto la meglio e la chiave è stata trovata.

Mi sono liberata dalla catena, sono andata ad aiutare Martina e dopo un'altra ora di ricerca anche lei era libera, ma c'era ancora un problema, eravamo libere dalla catena ma non dalle manette, per cui zoppicando siamo uscite dalla stalla e siamo andate in casa di Francesca, la quale con nostra grande sorpresa ci aveva preparato un succulenta colazione, appena siamo entrate ci ha detto: "finalmente siete arrivate, ce ne avete messo del tempo per liberarvi, credevo che avreste fatto più in fretta, comunque spero che l'avventura sia stata di vostro gradimento", certo che lo era stata, spero solo che ce la riproponga quanto prima.................

27 giugno 2021

164 - Self bondage con imprevisto

Il mio compagno era in procinto per uscire e mi voleva portare con se, io però non ero d' accordo perché ero stanca e non mi faceva voglia di incontrare gente, volevo restare a casa per riposare, ne è nato un piccolo diverbio ed alla fine è uscito da solo, un po' arrabbiato, sbattendo la porta, mi dispiaceva di averlo fatto arrabbiare ma avevo bisogno di restarmene un po' da sola.

Mi sono sdraiata sul divano per guardare la TV, purtroppo non c' era niente di interessante cosi l' ho spenta e sono andata in camera, ho aperto il cassetto contenente i miei giocattoli ed ho estratto una lunghissima catena alla quale erano ben saldati dei ceppi per polsi e caviglie, dopo averli rigirati tra le mani ed ammirati con devozione non ho resistito e li ho chiusi sui miei polsi e sulle caviglie poi sono messa davanti allo specchio e sono rimasta molto tempo ad  ammirarmi.

Guardarmi allo specchio perfettamente incatenata oltre a farmi sentire bene mi eccita moltissimo, mi fa sentire bellissima, attraente e molto sensuale, ma la sola immagine riflessa non mi basta, allora sono andata al frizer a prendere un cubetto di ghiaccio dentro al quale c'è una chiave congelata che mi sarebbe servita a breve, sono tornata in salotto e con l' aiuto di una sedia ho appeso il cubetto, su un gancio, in alto, davanti alla finestra, poi ho allontanato tutto ciò che avevo intorno e posizionato un grande tappeto proprio sotto il cubetto di ghiaccio, infine ho preso una ball-gag ed una mascherina per gli occhi, mi sono seduta sul tappeto e mi sono infilata in bocca la ball-gag allacciandola bene dietro la testa.

Avevo le mani legate sul davanti e questo non mi piaceva, cosi sono andata a prendere una chiave da un cassetto e mi sono liberata le mani dalle manette, ho raccolto la lunga catena collegata ai ceppi e l' ho fissata con un lucchetto, la cui chiave era congelata nel cubetto, al radiatore, ho controllato che tutto fosse in ordine, volevo che tutti i miei preparativi andassero a buon fine e restassi legata per tutto il tempo condizionato dallo scioglimento del cubetto di ghiaccio, il quale sciogliendosi avrebbe fatto cadere la chiave sul tappeto e solo allora mi sarei potuto liberare, poi ho lanciato la piccola chiave delle manette dall' altra parte della stanza, ho raccolto la mascherina per gli occhi e mi sono bendata, infine ho messo le mani dietro la schiena e mi sono ammanettata, quando ho sentito i click delle serrature che scattavano bloccando i miei polsi ho avuto un brivido che mi ha percorso tutto il mio corpo provocandomi una eccitazione incredibile e quel benessere interiore che stavo cercando.

Ero stesa sul tappeto, incatenata, bendata ed imbavagliata già da un po' di tempo, stavo godendo nella mia prigionia quando ho sentito aprirsi la porta e dei piccoli passi avvicinarsi a me, ho pensato che fosse il mio compagno che era ritornato a casa prima del previsto ed ho pensato che molto probabilmente avrebbe interrotto il mio stato di benessere liberandomi dalle catene, lo sentivo respirare davanti a me, immobile senza fare nulla come se fosse ammaliato dalla mia bellezza, mi piaceva quel suo silenzio e la sua immobilità, ero certa che mi stava guardando ed ammirando in ogni parte senza tralasciare un solo centimetro del mio corpo e questo mi rendeva euforica ed eccitata.

Poi dopo una lunghissima attesa ho sentito le sue mani togliermi la ball-gag e sostituirla con il suo cazzone duro, colma di piacere e super eccitata ho iniziato a succhiarlo con molto gusto ed intensità nonostante la mia bocca sia stata ancora contratta per la lunga permanenza della ball-gag dentro di essa, ma bastano poche succhiate ben fatte che la bocca è tornata alla sua normalità e con immenso gusto ho continuato a succhiare come una forsennata.

Non c'è cosa più esaltante che trovarsi legata ed avere un grosso cazzo infilato prepotentemente in fondo alla gola, questa situazione mi stava regalando un intenso piacere al punto da avere un orgasmo strepitoso e contemporaneamente mi ha eruttato dentro la  bocca una valanga di nettare dolcissimo, non ho fatto in tempo ad ingoiarlo tutto che un' altro cazzo durissimo si è sostituito al suo, sono rimasta perplessa, di chi era il secondo cazzo?

Non avevo percepito la presenza di altre persone oltre al mio compagno, ma essendo bendata ed immobilizzata non mi potevo assolutamente rifiutare di succhiarlo, di chiunque fosse era il benvenuto e mi sono data da fare per renderlo felice continuato freneticamente a succhiarlo senza tregua e con ingordigia, poi con mia grande sorpresa altri due cazzi si sono susseguiti dentro la mia bocca ed io noncurante di chi fossero ho continuato imperterrita a succhiare....... succhiare......... succhiare.

Dopo avermi abbeverata con il loro nettare qualcuno ha rimesso al suo posto la ball-gag ed il leggero click della serratura del portone che si chiudeva, mi ha fatto capire che se ne erano andati tutti e di essere rimasta nuovamente sola.

Dopo un lungo periodo di rilassamento ho capito che il ghiaccio doveva essersi sciolto liberando la chiave, la quale doveva essere caduta sul tappeto, ho iniziato a cercarla,  avevo gli occhi bendati cosi ho tastato palmo a palmo per tutto il tappeto, ma della chiave non c'era nessuna traccia e non c' era nessuna traccia nemmeno della poca acqua che il cubetto del ghiaccio ci avrebbe dovuto lasciare, sono cosi giunta alla conclusione che i miei ospiti avevano rimosso il cubetto del ghiaccio posizionato sopra di me e si erano portati via la chiave che mi avrebbe permesso di liberarmi.

Erano ormai trascorse molte ore da quando i miei "graditi ospiti" se ne erano andati lasciandomi legata,  ho cercato in tutti i modi di togliermi la benda strusciando la testa contro il radiatore, con il rischio di farmi del male, ho dovuto faticare molto perché me l'avevano legata molto stretta, ma alla fine anche se mi sono procurata alcuni graffi sul volto sono riuscita a toglierla, appena sono riuscita ad aprire gli occhi sono andata alla ricerca della chiave e con mio sommo stupore l' ho vista appoggiata sopra un piccolo tavolo, troppo lontano per poterla recuperare, un senso di rabbia mi ha pervaso tutto il corpo, appena rientrato in casa, il mio compagno, si sarebbe subito accorto di ciò che era successo in sua assenza e non credo che l'avrebbe presa bene, ma purtroppo non potevo farci niente, avrei accettao qualsiasi situazione.

Appena è rientrato, vedendomi ben incatenata, la chiave sul tavolo e notevoli tracce di sesso sul tappeto, ha fatto finta di non vedere e mi ha detto con voce ironica: "non riesco a capire, quando fai self bondage, come tu possa liberarti lasciando la chiave cosi lontano da non poterla raggiungere, ma visto che ti piace di più restare legata che uscire con me cercherò di accontentarti, ti lascerò legata per tutta la notte", non ho osato aprire bocca.............. l' avevo aperta anche troppo e con molto gusto alcune ore prima......................

Sono sicurissima che gli intrusi li ha mandati lui, forse quando decidera di liberarmi glielo chiederò.......




30 maggio 2021

163 - La camicia di forza

Era un giorno speciale, volevo festeggiare la mia promozione e desideravo farlo nel migliore dei modi cosi ho invitando a casa mia tutti i miei amici i quali hanno accettato l' invito con immenso piacere e si sono presentati puntualmente a casa mia all'ora stabilita.

Circa a meta pranzo alcuni amici sono usciti per andare a prendere il regalo che avevano acquistato per l'occasione, sono rientrati in casa portando un grosso pacco ed in mezzo a brindisi e risate hanno preteso che lo aprissi immediatamente, non avevo idea di cosa ci fosse all' interno ma la curiosità era troppa e senza indugiare mi sono affrettata ad aprirlo, ho estratto un capo in morbidissima pelle nera dalla fattura inconsueta, non riuscivo a capire a cosa servisse ne a come poterlo indossare, ma gli amici che me lo avevano regalato sapevano benissimo cosa era e come si doveva usare e tra un coro augurale ed una bevuta mi hanno convinto ad indossarlo subito, eccitata dall' atmosfera e dalla curiosità ho acconsentito.

Per prima cosa mi hanno fatto spogliare completamente poi mi hanno aiutato ad infilare le braccia in quelle che sembravano due maniche molto lunghe e poiché le mani non riuscivano ad uscire dalle stesse mi sono permessa di criticare dicendo che forse avevano sbagliato la taglia, la risposta è stata immediata: "non preoccuparti la taglia è perfetta", poi con l'aiuto di tutti, finalmente sono riuscita ad indossarlo, era un capo molto strano, simile ad una giacca ma con le maniche talmente lunghe che le mani rimanevano dentro le maniche, allacciato intorno al collo con una grossa cintura ed un'altra intorno alla vita lasciava scoperto il mio abbondante seno, una volta infilate le maniche mi hanno fatto mettere le braccia conserte sul davanti, poi hanno tirato le maniche avanzate dietro la schiena facendoci un robusto nodo, solo allora ho capito che era una  camicia di forza simile a quelle usate una volta nei manicomi, ma realizzata un morbidissima pelle.

Essere bloccata in quel bellissimo capo di abbigliamento mi eccitava moltissimo, ho provato a divincolarmi per vedere sarei riuscita a liberarmi ma l' unica cosa che ottenevo era far eccitare tutti i presenti che vedendo i miei grossi seni ballare sensualmente sul mio torace diventavano sempre più euforici e scalmanati, sono andata davanti allo specchio e guardando la mia immagine riflessa mi sono molto eccitata, lo stesso effetto l' hanno avuto i miei amici che senza perdere un attimo di tempo mi hanno fatta inginocchiare e dopo aver estratto i loro cazzi duri me li hanno infilati prepotentemente in bocca uno dopo l'altro.

Non sono riuscita a trattenermi e colta da una fortissima eccitazione li ho succhiati tutti con grandissimo piacere, uno dopo l'altro hanno riempito la mia bocca ed hanno eruttato il loro nettare dentro il loro squisito nettare, non ne ho perso nemmeno una goccia.

Dopo aver svuotato anche l'ultimo cazzo le mie amiche mi hanno fatto un'ulteriore richiesta, anche loro volevano la loro parte di piacere, si sono sedute sul divano allargando le gambe  hanno preteso l'intervento della mia lingua che non si è fatta attendere, ho infilato la mia testa tra le loro cosce ed ho iniziato a leccare una ad una le loro fiche bagnate, vedendo quello spettacolo i maschietti si sono rinvigoriti ed eccitati, si sono posizionati alle mie spalle ed hanno continuato a scoparmi con forza e vigore, mentre continuavo a bere il succo che fuoriusciva copioso delle loro fiche,  mentre le leccando con estremo gusto e piacere i maschi si alternavano dietro di me facendomi godere, godere, godere.......... piacevolmente godere..............

Al termine della battaglia, dopo che ognuno aveva goduto in abbondanza scaricando dentro di me il suo piacere, il mio compagno ha pensato bene di togliersi la cintura dei pantaloni e con quella legarmi le gambe, altri l' hanno imitato ed io mi sono ritrovata immobilizzata sul tappeto senza avere la minima possibilità di movimento, una delle mie amiche ha frugato dentro la scatola che conteneva il regalo ed ha estratto una grossa ball-gag, è venuta verso di me roteandola tra le mani: "ci siamo dimenticate del pezzo migliore, ora che non hai la bocca occupata sarebbe un peccato lasciare questo bellissimo regalo inutilizzato" e senza esitare me l' ha infilato in bocca e lo ha allacciato  ben stretto dietro la testa.

Ma la festa non era ancora finita, ignorandomi completamente si sono rimessi a tavola ed hanno continuato a mangiare, bevendo e brindando alla mia felicità, io immobile, distesa sul tappeto, legata ed imbavagliata ho atteso pazientemente che il pranzo finisse con la speranza nel cuore che una volta terminato si dedicassero un'altra volta, totalmente, a me senza ritegno e nessun indugio............. adoro i mie amici..........................