24 maggio 2020

151 - La casa sulla collina 3 parte


La casa, finalmente, era stata completamente ristrutturata, adesso non rimaneva altro che inaugurarla con una magnifica festa e Filippo ha organizzato qualcosa di veramente eccezionale, invitando tutti i suoi amici per festeggiare la fine dei lavori.
 
Ci siamo ritrovati tutti, un sabato, alla casa sulla collina e per prima cosa, da buon padrone di casa, ha fatto da Cicerone, facendoci visitare tutta la casa e spiegando nei dettagli tutte le innovazioni che aveva adottato per renderla confortevole utilizzando le più moderne tecnologie, poi dopo aver girato il lungo e largo e visionato ogni piccolo anfratto siamo andati nel grandissimo salone al piano terra, una volta era una stalla ed adesso una immensa sala da pranzo, dove ci siamo accomodati intorno ad una lunghissima tavola apparecchiata e la festa è iniziata.

Durante il lauto pranzo gli ospiti hanno voluto brindare più e più volte, io che non sono abituata a bere sono stata costretta dall’ insistenza dei commensali a brindare e per non fare santarellina ho bevuto forse più del dovuto ed ad un certo punto credo di essermi addormentata.

Mi sono svegliata con un fortissimo mal di testa in un posto familiare, mi trovavo dentro la cella nella cantina incatenata come mesi prima, il cancello chiuso a chiave ed un silenzio tombale intorno a me, non riuscivo a ricordare come fossi finita lì, l’ ultimo ricordo solo che mi trovavo nel salone a festeggiare e nulla di più, le catene sui polsi e le caviglie erano ben chiusi non avevo nessuna possibilità di liberarmi, ho provato a chiamare qualcuno che venisse in mio aiuto ma tutto inutile ero immersa nel nulla, intorno a me solo silenzio, sono stata colta dal panico, chi mi aveva rinchiusa e perché, non riuscivo a darmi una risposta.

Presa dalla disperazione ho provato a liberarmi strattonando le catene ma l’ unica cosa che ottenevo era quella di farmi del male, durante i miei tentativi per liberarmi ho notato in un angolo alcuni cartoni, incuriosita mi sono avvicinata e li ho aperti, all’ interno cibo ed acqua, ho subito capito che chi mi aveva portato ed incatenato lì dentro voleva che rimanessi prigioniera per molto tempo e questo non mi rendeva felice, calcolando la quantità di cibo sarebbe stato sufficiente per più di una settimana e questo non mi piaceva ma mio malgrado non avevo nessuna possibilità di andarmene.

Ho trascorso giorni e giorni nell’ attesa che qualcuno venisse a liberarmi, cercando di ricordare cosa fosse accaduto, ma non riuscivo a ricordare nulla, poi dopo una snervante attesa ho sentito aprire il cancello ed il mio amico Filippo entrare sorridente all’ interno, “allora come stai, sei rimasta soddisfatta, hai visto ho esaudito tutti i tuoi desideri, ti ho dato tutto quello che desideravi.” non capivo cosa volesse dire, gli ho chiesto di spiegarmi cosa fosse accaduto perché non riuscivo a ricordare nulla.

Allora lui a preso il telefonino e mi ha detto: “mi immaginavo che non avresti ricordato nulla di quello che è successo così, per sicurezza, ho girato questo video, guardalo con molta attenzione e capirai meglio quello che hai fatto…….”, ho iniziato a guardare il video, si vedeva benissimo che ero altamente su di giri, i cocktail che mi avevano fatto bere mi avevano resa talmente ubriaca che appena mi reggevo in piedi, ho iniziato a provocare tutti i presenti spogliandomi ed incitandoli a fare sesso con me, non si sono fatti pregare e tutti quanti mi hanno dato ciò che chiedevo.

Dopo aver fatto l’ amore con tutti non ero ancora soddisfatta così ho iniziato a vantarmi delle mie avventure di bondage, rivelando la presenza di una cella nella cantina, destinata ad un uso che doveva rimanere segreto, nella quale ero già stata rinchiusa e sfidare i presenti a imprigionarmi nuovamente per almeno una settimana.

Dopo questa rivelazione qualcuno mi ha preso in braccio e come un sacco di patate mi ha caricato sulle spalle e mi ha portato giù nella cantina, dopo avermi adagiata per terra, a quel punto ero già nel mondo dei sogni, mi ha incatenato mani e piedi ed è uscito chiudendo a chiave il cancello, credo di aver dormito per un giorno intero e quando mi sono svegliata non ricordavo niente di quanto era successo né perché mi trovavo rinchiusa e legata, è stato un risveglio tremendo.

Vedere il filmato mi ha riportato alla realtà, mi sono rasserenata ed ho pensato che era arrivato il momento di essere liberata, ma non è stato così, Filippo è andato a controllare le scatole con il cibo e trovando ancora gran parte da consumare mi ha detto che sarebbe stato uno spreco non consumarlo e poi avevo dichiarato che volevo restare prigioniera per almeno una settimana, allo scadere del tempo mancavano due giorni,  per coerenza dovevo rimandare la mi liberazione e così è stato, ha chiuso il cancello e se n’ è andato, la mia esuberanza mi è costata molto cara, altri due giorni legata nella cantina non sono da sottovalutare, cercherò di fare tesoro dei miei sbagli e la prossima avventura simile a questa voglio viverla completamente sobria, al bando aperitivi e brindisi, non c’ è soddisfazione vivere un’ avventura simile dormendo………………….

25 aprile 2020

150 - La casa sulla collina 2 parte


Erano passati alcuni mesi dall’ ultima volta che avevo sentito il mio amico Filippo, quando mi chiama e mi dice che i lavori di ristrutturazione della casa sulla collina sono già iniziati e mi invitava ad andare con lui per fare un controllo, ricordando come era andata l’ ultima visita ho accettato con immenso piacere sperando che qualcosa di eccitante accadesse.

Quello stesso pomeriggio siamo andati alla casa, arrivati, ho notato tutte le impalcature intorno alla casa e che gli operai erano già andati via, avremmo visitato l’ interno senza disturbare nessuno, siamo entrati ed abbiamo ispezionato i due piani, nonostante le stanze fossero piene di calcinacci si poteva immaginare come sarebbero state una volta completata la ristrutturazione, ed a me, che non sono un’ esperta, sembravano meravigliose.

Dopo aver girato per tutti e due i piani mi dice: “vieni con me che ti ho riservato una sorpresa”, incuriosita l’ ho seguito, mi ha portato nella cantina, il ricordo meraviglioso della volta precedente mi eccitava, chissà se anche questa volta sarebbe stato allora, scese le scale ci siamo ritrovati in un locale ben ristrutturato, simile ad un tavernetta, su un lato un cancello con grosse sbarre, mi ha invitato ad entrare, quello che una volta era una cantina piena di ragnatele e spazzatura adesso era un piccolo locale pulito ed accogliente con pavimenti e pareti rivestiti di materiali isolanti, una piccola finestrella posizionata sul soffitto faceva entrare gli ultimi raggi del sole, poi la grande sorpresa, fissata al muro una grossa catena terminante con dei ceppi atti ad incatenare qualcuno, ho subito chiesto di provarli per verificare che fossero della mia misura.

Per prima cosa mi ha chiesto di spogliarmi, cosa che ho fatto con molto entusiasmo, poi ha chiuso quei ceppi sui miei polsi e sulle mie caviglie, erano perfetti, meravigliosi, adatti alla mia persona, ho provato a liberarmi ma è risultato una cosa impossibile, allora lui mi ha abbracciata, stesa per terra e scopata con tutta la passione e l’ eccitazione del momento.


Meraviglioso, è stato un rapporto magnifico, sono rimasta senza fiato, stavo stesa per terra godendomi quei momenti in completo relax quando ho sentito il cancello chiudersi, mi sono voltata di scatto chiedendogli perché e lui mi ha risposto che, conoscendomi bene, sapeva per certo che mi sarebbe piaciuto starmene rinchiusa e legata in quel luogo per un po’ di tempo, ed aveva perfettamente ragione, gli ho chiesto quando sarebbe tornato a liberarmi, “credo che tornerò domani sera, così avrai tutto il tempo per goderti questa avventura, ma devo dirti una cosa: domani mattina alle 7.00 arrivano gli operai e sono molto curiosi, se non vuoi farti vedere sai come fare……..”, ha chiuso il cancello a chiave e se n’ è andato.

Spettacoloso era rinchiusa ed incatenata nuovamente in quella cantina, mancavano le ragnatele e l’ odore di muffa ma era altrettanto eccitante, adesso la potevo definire una cella di massima sicurezza era semplicemente meraviglioso, immersa nei miei pensieri mi sono dolcemente addormentata, non ho percepito il passare del tempo, ad un certo momento il rumore di passi che scendevano le scale mi hanno svegliata ed improvvisamente mi sono ricordata di cosa mi aveva detto: “alle 7.00 arrivano gli operai” ed uno di essi stava scendendo le scale, non potevo fuggire, mi avrebbe ed allora sarebbe stato un bel guaio.

Ero in preda al panico, ma in un attimo di lucidità ho fatto un piccolo ragionamento, il cancello è chiuso e nessuno può entrare, se io mi posizione all’ estremità dalla parete dove posizionato il cancello chiunque guardi dentro non mi può vedere, così ho fatto ho tirato verso di me le catene e mi sono appiattita contro il moro e sono rimasta immobile senza respirare, l’ operaio, molto probabilmente aveva sentito dei rumori sospetti ed era sceso per controllare e arrivato davanti al cancello, lo ha scosso ed ha guardato dentro, non potendo entrare e non vedendo nulla se n’ è andato per tornare subito dopo con una lampada, l’ ha infilata dentro le sbarre ed ha illuminato tutta la stanza, ero terrorizzata quando il fascio di luce mi ha colpito ma sono rimasta completamente immobile e quindi non mi ha vista, convinto che tutto fosse regolare ha spento la torcia e se n’ è andato.

Rimasta sola ascoltavo tremante i rumori degli operai che lavoravano al piano di sopra, non riuscivo a muovermi dalla mia posizione tanta era la paura che qualcuno tornasse a curiosare, poi dopo una lunghissima attesa i lavori sono cessati ed intorno a me è tornata la pace ed il silenzio, allora ho capito che gli operai se ne sono andati, solo allora mi sono rilassata.

Mi sono rilassata talmente tanto che sono riuscita ad addormentarmi e dormivo talmente bene che quando Filippo è entrato per liberarmi ha dovuto scuotermi per svegliarmi, una volta sveglia mi ha detto: “vedo con piacere che te la stai godendo alla grande, se vuoi posso lasciarti costì per altri due giorni”, in un’ altra occasione avrei accettato con molto piacere ma dopo tutto quello che ho passato l’  ho pregato in ginocchio di liberarmi e lui a malincuore l’ ha fatto………………………….

28 febbraio 2020

148 - Il mercatino dell' usato



Una sera eravamo in giro per shopping e Serena è voluta passare dal Mercatino dell' usato, non mi era mai piaciuto era pieno di vecchi oggetti inutili ed inservibili ma per farla contenta ho accettato di seguirla, la merce esposta come avevo previsto era tutta vecchia ed usata, alcuni pezzi ormai logori e rugginosi potevano essere acquistati solo da qualche amatore ed usati tutt' al più come soprammobili, in tutto il negozio c' era quel caratteristico odore di stantio che mi ricordava l' odore caratteristico di alcune cantine dove ero stata più volte legata e rinchiusa durante i miei giochi, senza avere un' idea chiara di cosa stessimo cercando abbiano girato per tutto il negozio nella speranza di trovare qualcosa di particolare.

Nel suo perlustrare Serena ha notato in un angolo un piccolo groviglio di catene, me l' ha indicato e ad un' attenta ispezione  ho capito che poteva trattarsi di catene usate nei secoli scorsi per incatenare i prigionieri, ma viste le piccole dimensioni dei ceppi dovevano essere state usate per legare mani e piedi di una donna, erano grossomodo simili a quelle in mio possesso che io definisco "le catene degli schiavi" ma molto più pesanti e molto più vecchie, alla loro vista mi sono eccitata, dovevano essere mie, ero disposta a spendere qualunque cifra, già mi immaginavo incatenata e rinchiusa nella più tetra prigione.

Vista la mia grande frenesia, Serena mi ha subito bloccata, voleva essere lei a trattare l' acquisto, si è rivolta al commesso facendogli un' infinità di domande alle quali ha risposto con grande professionalità, ha voluto capire il funzionavano e voleva una prova dimostrativa su di me, il commesso preso alla sprovvista da una simile richiesta prima è rimasto turbato poi ha ricordato alla mia amica che erano pezzi molto vecchi ed avevano bisogno di essere ripuliti e lubrificati e revisionati da un esperto perché se nel' uso improprio si fossero bloccati ed era la cosa più logica  per aprirli occorreva l' intervento di un fabbro.

A Serena delle difficoltà della rimozione non importava nulla, ormai era in uno stato di euforia ed eccitazione molto più elevato del mio ed avrebbe fatto qualsiasi cosa per incatenarmi li seduta stante ma visto che sia io che il commesso non eravamo d' accordo ha desistito dall' effettuare la prova, ha concluso l' acquisto pagando quanto richiesto, il commesso ha messo le catene in una cassetta di legno ed ha consegnato le chiavi per aprire le catene raccomandandogli, vista la sua grande euforia, a non rompere la chiave perché non esisteva il ricambio.

Abbiamo caricato la cassetta contenente le catene sulla macchina e ci siamo dirette subito a casa di Serena, arrivate e scaricato il prezioso contenuto senza indugiare ha preteso di incatenarmi seduta stante e nonostante gli ricordassi le parole del commesso ha voluto usare subito quelle splendide catene su di me, mi ha fatta sedere ed ha chiuso il primo ceppo intorno alla mia caviglia, era rugginoso e si chiudeva a fatica, ma non ha desistito, ha preso un martello e con qualche colpetto ha fatto scattare la serratura, stessa cosa a fatto con l' altra caviglia e poi con i polsi, in pochi attimi ero incatenata come una schiava del settecento, pronta per la mia aguzzina.

Legata mani e piedi mi ha trascinata per la catena portandomi in giro per tutta la sua casa, le piaceva avermi al guinzaglio, la faceva sentire la padrona ed io ero felice di essere la sua schiava, abbiamo giocato tutto il pomeriggio, verso sera le ho chiesto di liberarmi, ha preso la chiave l' ha infilata nel buco ed appena ha provato a girarla si è spezzata in due, impossibile estrarla ed utilizzarla, ero incatenata e non c' era nessuna altra possibilità di liberarmi da quelle catene, mi sono sentita persa non sapevo come fare, anche perché sarei dovuta tornare a casa già da un bel po'.

Serena ha chiamato il mio compagno dicendogli che sarei restata a dormire da lei poi raccolta la lunga catena collegata ai ceppi mi ha portata nel suo seminterrato e mi ha incatenata ad un anello fissato sul muro, "non essere impaziente e goditi la serata, appena torna mio marito gli chiederò di liberarti ma fino ad allora sarai la mia prigioniera e sono certa che questo ti piacerà", ha chiuso la porta lasciandomi sola al buio ed incatenata.

Suo marito è tornato molto tardi, è sceso giù ha guardato le catene ed ha sorriso, sono molto belle ma per rimuoverle non sarà facile, occorrerà molto tempo, dovrò costruire una muova chiave e questo lo posso fare solo domani, non ti resta che pazientare, anche lui se n' è andato lasciandomi nuovamente  sola ed incatenata.

Ho passato tutta la notte sognando di essere una schiava in attesa di essere venduta e questo mi ha fatto trascorrere una magnifica nottata, al mattino il marito di Serena e sceso, ha estratto la chiave rotta e se n' è andato, nel tardo pomeriggio è ritornato con in mano la nuova chiave, l' ha infilata nel buco ed ha provato a girarla, funzionava alla perfezione, ma invece di aprire le mie catene l' ha estratta dicendomi che c' era qualcosa da pagare............... ho capita al volo cosa intendeva, mi sono inginocchiato e gli ho regalato un meraviglioso pompino prima che mi restituisse la libertà....................



19 gennaio 2020

147 - Un invito a cena

Sono stata invitata a cena dal mio nuovo amico, Luigi, lo apprezzavo per la sua allegria, simpatia e cordialità ma non sapevo nulla dei suoi gusti personali, comunque avevo accettato il suo invito molto volentieri.

Il giorno dell’ appuntamento ero molto nervosa ma anche curiosa di capire come si sarebbe svolta la serata, per rilassarmi prima di recarmi all'appuntamento ho passato tutta la sera a fare shopping ed a fine serata mi sono incamminata verso la sua casa.

Arrivata presso la sua abitazione ho suonato il campanello ma non ho avuto una risposta, ho suonato ancora più volte ma nessuno è venuto ad aprire, ho guardato l’orologio e mi sono accorta che ero arrivata in anticipo di circa una mezz'ora, mi aveva detto che avrebbe preparato la cena con le sue mani quindi a quell’ora doveva essere per forza in casa.

Ho fatto il giro della villetta ed ho sbirciando attraverso le finestre per vedere se all’interno ci fosse qualcuno, mentre guardavo attraverso il vetro della porta-finestra della cucina, posizionata sul retro della casa, ho messo una mano sulla maniglia e la porta si è aperta, allora sono entrata ed ho iniziato a curiosare per le stanze, nel girovagare per la casa ho notato una porta aperta, che conduceva nel seminterrato, incuriosita sono scesa per la lunga scala semibuia, quando improvvisamente mi sono trovata davanti ad una cosa che non mi sarei mai aspettata di trovare, il mio amico era legato ad una sedia, bendato ed imbavagliato, ho avuto un sussulto, ho subito pensato che qualcuno fosse entrato in casa per rubare, lui l’aveva sorpreso ma era stato sopraffatto e dopo averlo legato alla sedia aveva rovistato per tutta la casa indisturbato.

Mi sono avvicinata per prestargli aiuto, ma guardando più attentamente mi sono accorta che sopra la sua testa pendeva qualcosa di molto familiare, un meccanismo elettronico programmato per rilasciare una chiave, con la quale si sarebbe liberato dalle catene con cui era legato, dopo un tempo preimpostato, ed il display diceva che il conteggio era quasi arrivato alla fine, tra pochi minuti la chiave sarebbe caduta tra le sue mani e si sarebbe potuto liberare.

Ho capito all’istante che, come me, era un amante del self-bondage e se non fossi arrivata in anticipo avrebbe avuto tutto il tempo per liberarsi ed io non mi sarei accorta di nulla e non sarei mai venuta a conoscenza dei suoi segreti.

Sono stata colta da un po' di invidia e perversione, ho deciso che a quel gioco avrei partecipato anche io, cosi ho spento il meccanismo, ho recuperato la chiave e me la sono messa in tasca poi ho camminato intorno alla sedia facendogli capire la mia presenza mentre osservavo minuziosamente come si era legato, aveva fatto un eccellente lavoro, ma senza le chiavi non sarebbe andato da nessuna parte.

Ho preso il telefonino e l'ho immortalato in numerose foto, sarebbero state un bellissimo ricordo di quella avventura, ad ogni scatto lo vedevo sussultare, era nervoso perché percepiva la mia presenza ma non capiva chi lo stava fotografando.

Si è agitato cercando di liberarsi per diversi minuti e visto che non sarebbe mai riuscito a liberarsi si è rilassato ed è entrato in uno stato di rassegnazione che è durata diversi minuti, poi si è reso conto che la persona che aveva davanti voleva partecipare al suo gioco allora si è rilassato per poi eccitarsi contagiando anche me.

La situazione che si era venuta a creare era troppo ghiotta per non approfittarne, così sono andata in cucina ho preso un paio forbici ed appena sono tornata giù, gli ho tagliato per tutta la lunghezza i suoi pantaloni, lo volevo spogliare senza pero slegarlo, dopo averli fatti a pezzi glieli ho strappati di dosso, ho tagliato pure gli slip ed il risultato è stato strabiliante, una grandissima erezione che non lasciava dubbi sulla sua grandissima eccitazione.

Ero in ebollizione, non ho resistito oltre, mi sono tolta le mutandine, mi sono seduta sulle sue gambe e me lo sono fatto scivolare dentro la mia fica bagnatissima, la situazione ci aveva troppo eccitati tanto che lui, dopo alcune vigorose pompate, se ne è venuto dentro di me, non ero soddisfatta della sua prestazione, così mi sono chinata ed ho iniziato a succhiarglielo fino a farglielo tornare bello duro e vigoroso e senza perdere un attimo me lo sono infilato nuovamente dentro procurandomi un immenso piacere, ma purtroppo anche stavolta se ne è venuto nel giro di pochi attimi.

Capivo la fortissima eccitazione che stava provando, prima la paura che ti attanaglia perché sei stato scoperto mentre stai facendo il tuo gioco preferito, ma poi quando capisci che tutto quello che hai sempre sognato si sta avverando non riesci a trattenerti e non capisci più niente, comunque non mi sono persa d’ animo, sono salita in casa mi sono versata un bicchiere di whisky e l'ho sorseggiato sdraiata su di una poltrona aspettando che il mio amico si rigenerasse.

Dopo essermi rilassata sono scesa nuovamente nel seminterrato e sono tornata alla carica, intenzionata ad ottenere tutto quello che mi ero prefissata, volevo un orgasmo eccezionale e l’avrei ottenuto a qualsiasi costo, gliel’ ho preso nuovamente in bocca e in un attimo gliel'ho fatto tornare bello duro pronto all’uso, mi sono impalata di nuovo su quel maestoso cazzo e questa volta è stato all’altezza della situazione, dopo un susseguirsi di incessanti affondi abbiamo raggiunto insieme l’orgasmo tanto desiderato.

Ormai l’invito per cena era saltato, ma avevo ottenuto qualcosa molto più gratificante, dopo essermi rivestita mi sono avvicinata per liberarlo, ma poi ci ho ripensato, ho attivato nuovamente il timer per altre due ore ho rimesso le chiavi al suo posto e me ne sono andata, quello sarebbe stato il mio regalo per la bellissima serata……… anzi per il bellissimo orgasmo che mi aveva procurato.

Chissà se mi avrà riconosciuta? aspetterò una sua chiamata e se non la farà ci penserò io a chiamarlo perché un’esperienza cosi dovrà per forza essere replicata..........




29 giugno 2019

145 - E all' improvviso.......


E’ un pomeriggio di quelli in cui non hai nulla da fare e stai cercando un modo di passare il tempo  inventandoti qualcosa di piacevole, poi ti coglie un desiderio, quello sempre presente nella tua mente, essere legata, incatenata, prigioniera della tua fantasia ed allora guardi l’ orologio, la cena è già pronta, non stai aspettando  nessuno e, visto che hai molto tempo a disposizione lo puoi fare in tutto tranquillità.

Apri il cassetto e scegli l’ oggetti del tuo desiderio, un bellissimo collare di acciaio attaccato ad una lunga catena, una ball gag rossa, un paio di leg irons ed un paio di manette, ti spogli completamente, programmi il timer per due ore poi vai vicino al caminetto ed inizi la tua preparazione.

Infilato la ball gag in bocca l’ allacci bene dietro la testa perché sarebbe un vero peccato se riuscissi a toglierla durante la seduta, chiudi i leg irons sulle caviglie, il collare sul collo poi afferri la parte terminale della catena ad esso attaccata e l’ avvicini all’ elettromagnete che è già eccitato, in un attimo la catena rimane saldamente ancorata e non c’ è modo di staccarla se non aspettare che finisca il conteggio alla rovescia del timer, infine le mani ammanettate dietro la schiena, adesso sono prigioniera e per nessun motivo riuscirò a liberarmi prima di quanto programmato.

Sono felice, gioco con le catene, tirandole con tutta la mia forza immaginando di romperle per liberarmi, ma naturalmente è impossibile e questo mi eccita, passa il tempo, mi metto in una posizione comoda dove mi appisolo, all’ improvviso un rumore mi fa sobbalzare, è il classico rumore della chiave che gira nella serratura, prima di legarmi avevo chiuso il portone di casa e non ho dato a nessuno le chiavi di casa, ho paura, un intruso potrebbe approfittare di me a suo piacimento ed io cosi immobilizzata non sarei in grado di opporre la minima resistenza.

Il mio cuore sta battendo all’ impazzata, sto tremando, poi all’ improvviso vedo un ombra poi la sagoma di un uomo, metto a fuoco e lo riconosco è il mio ex compagno, che cosa ci fa in casa mia? la riposta me la fornisce immediatamente: “scusa se sono entrato cosi in casa tua, volevo riprendermi alcune cose che avevo lasciato e per questo ti ho telefonato più volte ma non mi hai risposto, poi mi sono ricordato che mi erano rimaste un mazzo di chiavi e poiché avevo molta necessita di riprendermi quello che avevo lasciato le ho usate ma non pensavo di trovarti assorta nei tuoi giochi preferiti”, effettivamente il telefono aveva squillato più volte ma non ero in grado di rispondere, si è avvicinato sorridente, ha esaminato ogni più piccolo dettaglio, poi come se niente fosse mi ha accarezzata dolcemente in tutte le parti del corpo dandomi quella piacevole sensazione che provavo quando stavamo insieme.

Non  riuscivo a parlare, non potevo e non volevo ribellarmi, ero a sua completa disposizione e questo mi eccitava moltissimo, dolcemente ha accarezzato tutto il mio corpo provocandomi immenso piacere e quando ha infilato una mano tra le mie gambe ho avuto un orgasmo che non è passato inosservato, “non sei cambiata affatto, sei sempre più bella ed eccitante, credo che approfitterò della situazione”, e anche senza la mia approvazione si è spogliato e mi ha scopato come solo lui sapeva fare procurandomi orgasmi a ripetizione.

Alla fine si è rivestito ed ha recuperato quello che era venuto  a prendere, mi ha dato un bacio e mi ha detto: “è stato un piacere rivederti spero che tu sia rimasta soddisfatta del nostro piacevole incontro, ma prima di andarmene voglio farti un piccolo regalo”  si è diretto verso il timer ed ha modificato l’ orario e se n’ è andato.

Sono rimasta legata per tutta la notte, durante la quale ho rivissuto tutti i momenti felici ed eccitante che avevo trascorso con lui, se tornasse con me sarei disposta a perdonarlo, chissà se accetterà …………………...




25 maggio 2019

144 - Il vicino di casa


Erano alcuni giorni che il mio vicino di casa mi guardava in modo strano, sembrava che mi volesse dire qualcosa ma non riusciva a trovare la forza per chiedermela, con lui ero molto amica ed in passato, alcune volte, ho avuto bisogno del suo aiuto per uscire da una situazione complicata, è sempre stato generoso e discreto, non mi ha mai fatto pesare il mio modo di giocare anche se è un po’ particolare.

Certa che volesse comunicarmi qualcosa, mi sono fatta avanti e gli ho chiesto cosa lo preoccupasse, mi ha detto sinceramente che gli sarebbe piaciuto che anche sua moglie avesse le mie stesse idee e lo stesso modo di giocare, ma non aveva mai trovato né il modo né il coraggio di chiederglielo, gli ho detto: “ ma sei certo che lei sia portata per certi giochi?” “ credo di si perché ho notato che quando parliamo di te cambia espressione come se si impersonasse nel personaggio di cui stiamo parlando, nel caso specifico te, poi ho visto che quando vede in tv storie di rapimenti o sottomissioni, dal modo in cui guarda sembra che le scene la eccitino ma poi non ne vuole parlare, mi puoi dare una mano per vedere se realmente è attratta da questo genere di cose?”.

Mi è piaciuta la sua discrezione e sincerità, ho proprio voglia di dargli una mano e sono anche molto curiosa di sapere se anche a lei piace ciò che piace a me e presto lo scoprirò.

Il giorno stesso l’ ho chiamata chiedendogli se era disposta a venire a prendere un the da me, ha accettato ed è arrivata subito, ci siamo seduta ed abbiamo parlato del più e del meno poi ho colto l’ attimo ed ho iniziato a chiedergli se era a conoscenza dei miei gusti e dei miei modi di giocare, mi ha risposto di sì e che il marito gli aveva raccontato delle volte che avevo chiesto il suo aiuto e la cosa l’ aveva molto eccitata ma non riusciva a condividerla con il marito.

La cosa gli piaceva ed allora ci avrei pensato io a metterli nella situazione ideale affinché trovassero una soluzione al loro problema, “cosa ne pensi se vi organizzo una seratina con i fiocchi, non dovrai chiedergli nulla, tutto accadrà spontaneamente e sarà come iniziare una nuova vita”, era titubante, pensierosa, si vergognava di potersi trovare in una situazione nuova ed imbarazzante, vedevo che la cosa gli piaceva ma non aveva il coraggio a dire sì, “non preoccuparti penso a tutto io, saremo insieme e tu mi dovrai solo assecondare e tutto andrà nel migliore dei modi, puoi fidarti parola di Ely”.

Ce l’ avevo fatta, la sera successiva sono andata a casa del vicino portando con me numerose paia di manette e leg irons, avevo intenzione di fargli un’ iniziazione con i fiocchi che non avrebbero dimenticato tanto facilmente, entrata in casa le ho chiesto del marito, mi ha risposto che era uscito e sarebbe rientrato tra un paio di ore, perfetto avevamo tutto il tempo necessario per prepararci.

Per prima cosa le ho chiesto di spogliarsi completamente, è stata un po’ restia, ma sono riuscita a convincerla che da nudi questi giochi sono molto più eccitanti, mentre si spogliava ripiegava ordinatamente i vestiti su di una sedia, le ho detto che non andava bene, i vestiti li doveva gettare per terra e seminarli dalla porta fino alla camera da letto così appena rientrato a casa avrebbe capito subito che avrebbe trovato una splendida sorpresa, poi in camera da letto le ho ordinato di stendersi sul letto ed allargare braccia e gambe, si vergognava un po’ ma con un po’ di tatto e pazienza sono riuscita a farle fare ciò che le avevo ordinato, ho preso due paia di manette e l’ ho ammanettata alla testata del letto, ha avuto una reazione strana, è diventata rossa come un peperone non so se per la vergogna o per l’ eccitazione, ma arrivati a questo punto non me ne importava nulla, volevo solo arrivare al mio scopo, poi con leg irons le ho incatenato le caviglie alla pediera del letto, era bellissima ed anche eccitata perché appena ho iniziato ad accarezzarla ha cominciato a mugolare di piacere, allora ho infilato una mano tra le sue gambe ed ho constatato che stava godendo in modo esagerato.

Anche io ero molto eccitata dalla situazione così mi sono spogliata sono salita sul letto ed ho infilato la mia lingua dentro la sua fica e l’ ho leccata fino a farle avere numerosi orgasmi di fila, era pronta per l’ incontro con il marito, ho preso una ball gag gliel’ ho infilata in bocca ed allacciata dietro la nuca, non le piaceva quella palla dentro la bocca e con lo sguardo mi chiedeva a cosa serviva, le sarebbe servita a non ribellarsi perché adesso era schiava di suo marito e doveva sottomettersi incondizionatamente ad ogni suo volere.

Adesso che la mia vicina era pronta anche io volevo partecipare al loro primo incontro, così mi sono spogliata ed ammanettata alla pediera del letto, non avrei influito sul loro incontro ma avrei partecipato passivamente e sarebbe stato eccitantissimo, le chiavi le avevo infiocchettate con un nastro rosso e le avevo lasciate sul tavolo in bella vista.

Appena il marito è rientrato ha capito subito la situazione e non ha perso tempo si è spogliato ed ha iniziato subito a scopare la sua mogliettina ormai sapientemente convertita al bondage.




25 aprile 2019

143 - La crociera


Era da molto tempo che il mio compagno mi chiedeva di fare una crociera, io ero un po’ contraria, non ero molto convinta di trascorrere dieci giorni a bordo di una nave, essere in mezzo al mare non mi faceva stare tranquilla, così mentre lui organizzava io tergiversavo sperando che desistesse.

Un giorno è tornato e mi ha detto che aveva prenotato una crociera per due e che saremmo partiti la settimana prossima, pur di non contraddirlo ho fatto il mio più bel sorriso ed ho accettato di seguirlo, nella settimana precedente la crociera mi sono data da fare a preparare le valige e sono stata attenta a non tralasciare nulla che potesse servirci.

Il giorno prima della partenza, mi viene incontro con un sorrisetto che conosco molto bene e  mi chiede di seguirlo nella nostra stanza dei giochi, mi piace l’ idea e lo seguo con molto entusiasmo, una volta dentro mi chiede di spogliarmi, lo faccio con molto piacere, molto lentamente cercando di essere più sexy possibile, so benissimo che a lui queste cose piacciono, una volta completamente nuda, mi chiede di sedermi per terra che vuole legarmi, rimango un po’ stupita quando vedo che intende legarmi con le catene “degli schiavi” quelle con i ceppi che si chiudono con il martello e son complicate a rimuovere, sono molto belle, le adoro, ma adesso non abbiamo molto tempo a disposizione per cui sarebbe stato   meglio delle comuni manette, ma non voglio contraddirlo, così mi siedo sul pavimento e lascio che mi metta i ceppi intorno caviglie e con il martelli le fissi inesorabilmente dopo è la volta dei polsi, infine prende la lunga catena attaccata ai ceppi dei polsi e la fissa, sempre usando rivetti e martello ad un anello fissato sul muro.

Sono felice, è bellissimo essere incatenata dal proprio uomo, lui mi guarda, controlla che tutto sia perfetto ed una volta appurato che lo è si spoglia e mi scopa come solo lui sa fare, raggiungo immediatamente un orgasmo e poi un’ altro ed un’ altro ancora, sto toccando il cielo, è stata una scopata eccezionale, mi adagio per terra per rilassarmi e godere di questo indimenticabile momento, vedo che lui si riveste, raccoglie i miei vestiti, il martello e gli utensili che ha adoperato ed esce, penso tra me “va a prendere gli attrezzi per liberarmi, così quando torna saprò bene come ringraziarlo”, mentre esce chiude la porta, sento distintamente gli scatti della serratura, non capisco perché l’ abbia fatto, se dobbiamo partire non abbiamo poi molto tempo a disposizione, visto che per togliermi le catene di dosso occorre un bel po’ di tempo.

Aspetto fiduciosa ma passano i minuti e lui non ritorna, vorrà farmi godere appieno questi ultimi istanti prima della partenza, ma nonostante passino alcune ore sono sempre rinchiusa ed incatenata dentro la mia stanza dei giochi, sono preoccupata e mi sto innervosendo, poi nella penombra della stanza noto su un lato alcuni scatoloni che prima non avevo visto, incuriosita mi avvicino, apro il primo ed è pieno di bottiglie d’ acqua, il secondo pieno di alimenti che sarebbero bastati per almeno dieci giorni, ho il terribile sospetto che mi abbia imprigionata apposta per non portarmi con lui in crociera, ed il sospetto diviene realtà quando paragonando la quantità di cibo alla durata della crociera questi corrispondono.

Sono arrabbiatissima, mi ha imbrogliata legata e rinchiusa con l’ inganno, avrei accettato molto più volentieri un semplice rifiuto ed invece adesso mi ritrovo semplicemente sequestrata mentre lui sta andando a divertirsi, vorrei urlare, strapparmi di dosso quelle maledette catene, fuggire da questa prigione, ma purtroppo tutto questo è impossibile e mi devo rassegnare.

Consapevole del fatto che sono prigioniera e che lo sarò per almeno dieci giorni devo far si che la mia stato d’ animo non ceda, devo rendere positiva questa situazione ed uscirne nel migliore dei modi aspettando con serenità che lui torni presto a liberarmi.

Dopo una lunghissima prigionia finalmente è arrivato il giorno della mia liberazione, ho sentito aprire la porta e lui pararsi davanti tutto euforico e sorridente, “spero che tu abbia gradito con entusiasmo questa mia iniziativa, mi avevi dimostrato delle perplessità ad andare in crociera, così ho pensato che per te sarebbe stato molto più divertente ed eccitante restare incatenata e rinchiusa dentro la tua “prigione””, ed aveva ragione, nonostante sia stata una fatica immane con grosse perplessità e molte paure sono felice e soddisfatta che mi abbia lasciata legata e rinchiusa immersa nei miei pensieri.