27 luglio 2021
27 giugno 2021
164 - Self bondage con imprevisto
Il mio compagno era in procinto per uscire e mi voleva portare con
se, io però non ero d' accordo perché ero stanca e non mi faceva voglia
di incontrare gente, volevo restare a casa per riposare, ne è nato
un piccolo diverbio ed alla fine è uscito da solo, un po' arrabbiato,
sbattendo la porta, mi dispiaceva di averlo fatto arrabbiare ma avevo
bisogno di restarmene un po' da sola.
Mi
sono sdraiata sul divano per guardare la TV, purtroppo non c' era
niente di interessante cosi l' ho spenta e sono andata in camera, ho
aperto il cassetto contenente i miei giocattoli ed ho estratto una
lunghissima catena alla quale erano ben saldati dei ceppi per polsi e
caviglie, dopo averli rigirati tra le mani ed ammirati con devozione
non ho resistito e li ho chiusi sui miei polsi e sulle caviglie poi
sono messa davanti allo specchio e sono rimasta molto tempo ad
ammirarmi.
Guardarmi
allo specchio perfettamente incatenata oltre a farmi sentire bene mi
eccita moltissimo, mi fa sentire bellissima, attraente e molto sensuale,
ma la sola immagine riflessa non mi basta, allora sono andata al
frizer a prendere un cubetto di ghiaccio dentro al quale c'è una
chiave congelata che mi sarebbe servita a breve, sono tornata in
salotto e con l' aiuto di una sedia ho appeso il cubetto, su un gancio, in alto, davanti alla
finestra, poi ho allontanato tutto ciò che avevo intorno e
posizionato un grande tappeto proprio sotto il cubetto di ghiaccio,
infine ho preso una ball-gag ed una mascherina per gli occhi, mi sono
seduta sul tappeto e mi sono infilata in bocca la ball-gag
allacciandola bene dietro la testa.
Avevo
le mani legate sul davanti e questo non mi piaceva, cosi sono andata a
prendere una chiave da un cassetto e mi sono liberata le mani dalle
manette, ho raccolto la lunga catena collegata ai ceppi e l' ho
fissata con un lucchetto, la cui chiave era congelata nel cubetto, al
radiatore, ho controllato che tutto fosse in ordine, volevo che tutti
i miei preparativi andassero a buon fine e restassi legata per tutto
il tempo condizionato dallo scioglimento del cubetto di ghiaccio, il
quale sciogliendosi avrebbe fatto cadere la chiave sul tappeto e solo
allora mi sarei potuto liberare, poi ho lanciato la piccola chiave
delle manette dall' altra parte della stanza, ho raccolto la
mascherina per gli occhi e mi sono bendata, infine ho messo le mani
dietro la schiena e mi sono ammanettata, quando ho sentito i click
delle serrature che scattavano bloccando i miei polsi ho avuto un brivido che mi ha percorso
tutto il mio corpo provocandomi una eccitazione incredibile e quel
benessere interiore che stavo cercando.
Ero stesa sul tappeto, incatenata, bendata ed imbavagliata già da un po' di tempo, stavo godendo nella mia prigionia quando ho sentito aprirsi la porta e dei piccoli passi avvicinarsi a me, ho pensato che fosse il mio compagno che era ritornato a casa prima del previsto ed ho pensato che molto probabilmente avrebbe interrotto il mio stato di benessere liberandomi dalle catene, lo sentivo respirare davanti a me, immobile senza fare nulla come se fosse ammaliato dalla mia bellezza, mi piaceva quel suo silenzio e la sua immobilità, ero certa che mi stava guardando ed ammirando in ogni parte senza tralasciare un solo centimetro del mio corpo e questo mi rendeva euforica ed eccitata.
Poi dopo una
lunghissima attesa ho sentito le sue mani togliermi la ball-gag e
sostituirla con il suo cazzone duro, colma di piacere e super
eccitata ho iniziato a succhiarlo con molto gusto ed intensità
nonostante la mia bocca sia stata ancora contratta per la lunga permanenza
della ball-gag dentro di essa, ma bastano poche succhiate ben fatte
che la bocca è tornata alla sua normalità e con immenso gusto ho
continuato a succhiare come una forsennata.
Non c'è cosa più esaltante che trovarsi legata ed avere un grosso cazzo infilato prepotentemente in fondo alla gola, questa situazione mi stava regalando un intenso piacere al punto da avere un orgasmo strepitoso e contemporaneamente mi ha eruttato dentro la bocca una valanga di nettare dolcissimo, non ho fatto in tempo ad ingoiarlo tutto che un' altro cazzo durissimo si è sostituito al suo, sono rimasta perplessa, di chi era il secondo cazzo?
Non avevo percepito la
presenza di altre persone oltre al mio compagno, ma essendo bendata ed immobilizzata non mi potevo assolutamente rifiutare di
succhiarlo, di chiunque fosse era il benvenuto e mi sono data da fare per renderlo felice continuato freneticamente a
succhiarlo senza tregua e con ingordigia, poi con mia grande sorpresa altri due
cazzi si sono susseguiti dentro la mia bocca ed io noncurante di chi
fossero ho continuato imperterrita a succhiare.......
succhiare......... succhiare.
Dopo avermi abbeverata con il loro nettare qualcuno ha rimesso al suo posto la ball-gag ed il leggero click della serratura del portone che si chiudeva, mi ha fatto capire che se ne erano andati tutti e di essere rimasta nuovamente sola.
Dopo un lungo periodo di
rilassamento ho capito che il ghiaccio doveva essersi sciolto liberando la
chiave, la quale doveva essere caduta sul tappeto, ho iniziato a cercarla, avevo gli occhi bendati cosi ho tastato palmo a palmo per
tutto il tappeto, ma della chiave non c'era nessuna traccia e non c'
era nessuna traccia nemmeno della poca acqua che il cubetto del
ghiaccio ci avrebbe dovuto lasciare, sono cosi giunta alla
conclusione che i miei ospiti avevano rimosso il cubetto del ghiaccio
posizionato sopra di me e si erano portati via la chiave che mi
avrebbe permesso di liberarmi.
Erano ormai trascorse molte ore da quando i miei "graditi ospiti" se ne erano andati lasciandomi legata, ho cercato in tutti i modi di togliermi la benda strusciando la testa contro il radiatore, con il rischio di farmi del male, ho dovuto faticare molto perché me l'avevano legata molto stretta, ma alla fine anche se mi sono procurata alcuni graffi sul volto sono riuscita a toglierla, appena sono riuscita ad aprire gli occhi sono andata alla ricerca della chiave e con mio sommo stupore l' ho vista appoggiata sopra un piccolo tavolo, troppo lontano per poterla recuperare, un senso di rabbia mi ha pervaso tutto il corpo, appena rientrato in casa, il mio compagno, si sarebbe subito accorto di ciò che era successo in sua assenza e non credo che l'avrebbe presa bene, ma purtroppo non potevo farci niente, avrei accettao qualsiasi situazione.
Appena
è rientrato, vedendomi ben incatenata, la chiave sul tavolo e notevoli tracce di sesso sul tappeto, ha fatto finta di non vedere e mi ha
detto con voce ironica: "non riesco a capire, quando fai self bondage, come tu
possa liberarti lasciando la chiave cosi lontano da non poterla
raggiungere, ma visto che ti piace di più restare legata che uscire
con me cercherò di accontentarti, ti lascerò legata per tutta la
notte", non ho osato aprire bocca.............. l' avevo aperta
anche troppo e con molto gusto alcune ore prima......................
Sono sicurissima che gli intrusi li ha mandati lui, forse quando decidera di liberarmi glielo chiederò.......
30 maggio 2021
163 - La camicia di forza
Era un giorno speciale, volevo festeggiare la mia promozione e
desideravo farlo nel migliore dei modi cosi ho invitando a casa mia
tutti i miei amici i quali hanno accettato l' invito con immenso
piacere e si sono presentati puntualmente a casa mia all'ora
stabilita.
Circa
a meta pranzo alcuni amici sono usciti per andare a prendere il
regalo che avevano acquistato per l'occasione, sono rientrati in casa
portando un grosso pacco ed in mezzo a brindisi e risate hanno
preteso che lo aprissi immediatamente, non avevo idea di cosa ci
fosse all' interno ma la curiosità era troppa e senza indugiare mi
sono affrettata ad aprirlo, ho estratto un capo in morbidissima pelle
nera dalla fattura inconsueta, non riuscivo a capire a cosa servisse
ne a come poterlo indossare, ma gli amici che me lo avevano regalato sapevano
benissimo cosa era e come si doveva usare e tra un coro augurale ed
una bevuta mi hanno convinto ad indossarlo subito, eccitata dall'
atmosfera e dalla curiosità ho acconsentito.
Per prima cosa mi hanno fatto spogliare completamente poi mi hanno aiutato ad infilare le braccia in quelle che sembravano due maniche molto lunghe e poiché le mani non riuscivano ad uscire dalle stesse mi sono permessa di criticare dicendo che forse avevano sbagliato la taglia, la risposta è stata immediata: "non preoccuparti la taglia è perfetta", poi con l'aiuto di tutti, finalmente sono riuscita ad indossarlo, era un capo molto strano, simile ad una giacca ma con le maniche talmente lunghe che le mani rimanevano dentro le maniche, allacciato intorno al collo con una grossa cintura ed un'altra intorno alla vita lasciava scoperto il mio abbondante seno, una volta infilate le maniche mi hanno fatto mettere le braccia conserte sul davanti, poi hanno tirato le maniche avanzate dietro la schiena facendoci un robusto nodo, solo allora ho capito che era una camicia di forza simile a quelle usate una volta nei manicomi, ma realizzata un morbidissima pelle.
Essere bloccata in quel bellissimo capo di abbigliamento mi eccitava moltissimo, ho provato a divincolarmi per vedere sarei riuscita a liberarmi ma l' unica cosa che ottenevo era far eccitare tutti i presenti che vedendo i miei grossi seni ballare sensualmente sul mio torace diventavano sempre più euforici e scalmanati, sono andata davanti allo specchio e guardando la mia immagine riflessa mi sono molto eccitata, lo stesso effetto l' hanno avuto i miei amici che senza perdere un attimo di tempo mi hanno fatta inginocchiare e dopo aver estratto i loro cazzi duri me li hanno infilati prepotentemente in bocca uno dopo l'altro.
Non sono riuscita a trattenermi e colta da una fortissima eccitazione li ho succhiati tutti con grandissimo piacere, uno dopo l'altro hanno riempito la mia bocca ed hanno eruttato il loro nettare dentro il loro squisito nettare, non ne ho perso nemmeno una goccia.
Dopo aver svuotato anche l'ultimo cazzo le mie amiche mi hanno fatto un'ulteriore richiesta,
anche loro volevano la loro parte di piacere, si sono sedute sul
divano allargando le gambe hanno preteso l'intervento della
mia lingua che non si è fatta attendere, ho infilato la mia testa
tra le loro cosce ed ho iniziato a leccare una ad una le loro
fiche bagnate, vedendo quello spettacolo i maschietti si sono rinvigoriti ed
eccitati, si sono posizionati alle mie spalle ed hanno continuato a scoparmi con forza e vigore, mentre continuavo a bere
il succo che fuoriusciva copioso delle loro fiche, mentre le
leccando con estremo gusto e piacere i maschi si alternavano dietro di me facendomi godere,
godere, godere.......... piacevolmente godere..............
Al termine della battaglia, dopo che ognuno aveva goduto in abbondanza scaricando dentro di me il suo piacere, il mio compagno ha pensato bene di togliersi la cintura dei pantaloni e con quella legarmi le gambe, altri l' hanno imitato ed io mi sono ritrovata immobilizzata sul tappeto senza avere la minima possibilità di movimento, una delle mie amiche ha frugato dentro la scatola che conteneva il regalo ed ha estratto una grossa ball-gag, è venuta verso di me roteandola tra le mani: "ci siamo dimenticate del pezzo migliore, ora che non hai la bocca occupata sarebbe un peccato lasciare questo bellissimo regalo inutilizzato" e senza esitare me l' ha infilato in bocca e lo ha allacciato ben stretto dietro la testa.
Ma la festa non era ancora finita, ignorandomi completamente si sono rimessi a tavola ed hanno continuato a mangiare, bevendo e
brindando alla mia felicità, io immobile, distesa sul tappeto, legata ed
imbavagliata ho atteso pazientemente che il pranzo
finisse con la speranza nel cuore che una volta terminato si dedicassero un'altra volta,
totalmente, a me senza ritegno e nessun indugio............. adoro i mie
amici..........................
25 aprile 2021
162 - Il secondo invito a cena
Era trascorso poco tempo da quando Luigi mi aveva invitata a cena, ed io arrivata anticipatamente lo avevo sorpreso a fare "self bondage" legato ad una sedia, mi ero molto divertita e sono certa che ancora adesso si stia domandando chi era colei che lo aveva dolcemente dominato, ma tutto questo non mi importava, ero stata felice, avevo passato un pomeriggio al top e mi ero goduta quel meraviglioso incontro, speravo vivamente che, una volta riavutosi dal fatidico incontro capisse che colei che aveva approfittato della sua situazione ero io e mi proponesse un nuovo incontro.
L'
attesa è durata ben poco, infatti dopo alcuni giorni l'ho incontrato
e si è scusato per la cena saltata, adducendo che aveva avuto un
imprevisto e che avrebbe avuto il piacere di rinnovarmi l' invito,
gli ho chiesto quale fosse l'imprevisto, ha balbettato ed ha cambiato
subito argomento, non mi voleva dire cosa era successo o forse ancora
non aveva capito, oppure si vergognava a dirmelo?
Era
stato un incontro altamente piacevole e mi dispiaceva lasciarlo nel
dubbio, cosi con risolutezza gli ho detto: "ok, accetto molto
volentieri il tuo invito, però oltre a lasciare la porta aperta,
dopo esserti legato come l'altra volta, non ti bendare, perché
voglio che tu veda e percepisca ogni attimo del nostro incontro".
Ha
capito all'istante chi era stata la sua dominatrice, è diventato
rosso in volto, ha capito che il suo segreto era stato scoperto ed
adesso temeva per eventuali conseguenze, l' ho subito rassicurato
dicendogli che con me può stare tranquillo, il suo segreto rimarrà
tra di noi, gli ho poi detto che anche a me piace essere legata ma
quando mi capita l' occasione ne approfitto per diventare una
"Mistress", sono certa che questo ti piace.
Ha ritrovato la calma e la serenità, ho visto i suoi occhi brillare con una luce diversa, ha capito che in me avrebbe trovato quello che stava cercando, "una dominatrice" che lo avrebbe sottomesso senza remore e che finalmente poteva godersi liberamente il suo stato di "schiavo" nel modo migliore che si era sempre sognato.
Volevo che il nostro secondo incontro fosse speciale e lo ricordasse per sempre, per l'occasione ho indossato un abitino in latex rosso talmente aderente da far intravedere anche il più piccolo dettaglio del mio corpo, mi sono guardata allo specchio ed ho deciso di togliere reggiseno e mutandine, appena mi avesse vista avrebbe percepito che sotto il vestito non avevo nulla e questo certamente lo avrebbe maggiormente eccitato ed era quello che io volevo.
Arrivata a casa sua ho trovato la porta socchiusa come gli avevo chiesto, sono entrata e l'ho trovato nel salone legato ad una sedia, questa volta aveva usato del nastro adesivo, ho girato intorno a lui per controllare meglio, si era legato le gambe alla sedia ed i polsi dietro la schiena, ma quella legatura a me non piaceva, troppo blanda, si sarebbe potuto liberare con un minimo sforzo e questo io non lo tollerava, cosi sono andata a prendere la mia borsetta dalla quale ho prelevato un bellissimo paio di manette in acciaio lucente e gliele ho chiuse intorno ai polsi, adesso era tutto perfetto, la serata poteva iniziare.
Per
prima cosa ho camminato intorno alla sedia a cui era legato, volevo
che mi guardasse, ammirasse tutto il mio corpo, si immaginasse come
stavo sotto il vestito, lo volevo far eccitare, ma nonostante mi
muovessi sinuosamente non percepivo la sua eccitazione, cosi mi sono
avvicinata ad un passo davanti a lui e mi sono messa una mano sotto
la gonna, poi ho infilato due dita dita dentro la mia fica ed ho
raccolto i miei umori che già erano copiosi, poi gli ho strofinato
le dita sotto il naso e l'effetto è stato incredibile, una copiosa
erezione faceva bella mostra di se da dentro i pantaloni.
Eccitatissima, mi sono subito chinata, ho aperto la patta ed una volta estratto quel meraviglioso cazzo me lo sono fatto sprofondare in fondo alla gola, ho succhiato con energia e passione, ma non volevo che finisse in un attimo, cosi mi sono ritirata, sono indietreggiata e mi sono tolta il vestito lasciandolo cadere ai miei piedi, per poi allontanarlo con un calcio.
Rimasta
nuda ho tergiversato, in modo da infoiarlo al massimo, poi sono
salita a cavalcioni sulle sue gambe e mi sono impalata sul suo
scettro, è stata una cosa meravigliosa, ho avuto orgasmi multipli
prima che mi inondasse con i suoi umori tutta la mia fica, sono
rimasta a godermi gli ultimi attimi di piacere, poi soddisfatta ma
non ancora sazia, mi sono rivestita e dopo averlo bendato sono uscita
per andare al ristorante sottostante, volevo che nell'attesa si
rilassasse e si ricaricasse perché la serata non era ancora finita.
27 marzo 2021
161 - Un vecchio amico 2 parte
Stavo facendo compere al centro commerciale quando mi sento chiamare,
mi guardo in giro ma non riconosco nessuno, poi un uomo in divisa mi
si avvicina e mi saluta, stento a riconoscerlo poi mi accorgo che è
un vecchio amico, Roberto, non l' avevo mai visto con la divisa gli
chiedo scusa per la figuraccia ma vestito in quel modo non l' avevo
riconosciuto, era molto tempo che non lo vedevo, parliamo un po', gli
dico che mi farebbe piacere rivederlo e trascorrere il week end
insieme, accetta, ci diamo l'appuntamento per venerdì sera, gli dico
che ho una cosa molto importante da chiedergli, la vuole sapere
subito, rispondo che adesso non è il momento, gli dirò tutto quando
ci incontreremo, venerdì a casa mia, non vede l' ora di incontrarmi
di nuovo e mi assicura che sarà puntuale.
Il
giorno dell'appuntamento, ho atteso con ansia il suo arrivo, nel
frattempo ho preparato una squisita cenetta, mi sono fatta bella per
l' occasione, volevo che il nostro incontro fosse bellissimo e
sensuale, è arrivato puntuale ma era molto impaziente di conoscere
ciò che volevo dirgli, molto probabilmente, ricordando il precedente
incontro si immaginava già quello che l'aspettava ma ho voluto
tenerlo ancora sulle spine glielo avrei detto alla fine della serata,
abbiamo cenato e parlato di noi e del nostro ultimo incontro poi
siamo finiti a letto ed incredibilmente abbiamo fatto l' amore in
modo naturale che per me è una vera eccezione.
Mentre
eravamo stesi sul letto ancora abbracciati, gli ho chiesto di aprire
un cassetto del comò e prendere il contenuto e poggiarlo sul letto,
appena ha aperto il cassetto è rimasto di stucco, non si aspettava
di trovarci dentro una gran quantità di catene, erano le mie
preferite un grosso collare di metallo collegato con delle catene a
dei ceppi per i polsi e le caviglie, ed una catena lunga circa due
metri da usare come un guinzaglio, ha deposto tutto sul letto poi mi
ha chiesto che cosa ne volevo fare: "li voglio semplicemente
usare, voglio che tu mi incateni e dopo ti dirò cosa dovrai fare",
era un po' titubante sembrava imbarazzato, non si immaginava una
simile richiesta ma vista la mia determinazione ha fatto quello che
gli avevo chiesto, raccolto il collare e lo ha chiuso sul mio collo
con uno dei numerosi lucchetti sparsi sul letto, poi i ceppi sui
polsi e caviglie, a questo punto doveva prendere la catena che
pendeva dal collare e trascinarmi nel seminterrato poco importava se
ero in difficoltà a comminare, se necessario poteva strattonarmi o
nella peggiore delle ipotesi trascinarmi con forza, doveva essere
brutale ed insensibile a tutte le mie lamentele.
Ho subito capito che quel gioco lo eccitava molto e lo avrebbe messo in pratica come gli avevo chiesto, ha raccolto la catena e mi ha portata nel seminterrato proprio come avesse il suo cane al guinzaglio, giunti davanti alla stanza dei giochi gli ho chiesto di aprire la porta, portarmi all' interno e collegare la catena che teneva in mano ad un grosso anello fissato sul muro con quel lucchetto che era agganciato all' anello stesso, non capiva perché gli chiedessi questo, allora gli ho spiegato: "questa prigione l' ho fatta realizzare quando ho ristrutturato la casa ed ho dovuto sudare sette camicie per non far capire cosa ci volevo fare, io la definisco "la mia stanza dei giochi", ma per giocarci occorre essere in due e da quando sono tornata single non sono più riuscita ad utilizzarla e devi credermi ne ho un forte desiderio, voglio che tu mi chiuda qua dentro e solo quando lo riterrai opportuno potrai tornare a liberarmi, da questo momento sano completamente nelle tue mani, non avrò nessuna possibilità di liberarmi ne di chiedere aiuto, la porta si apre solo dall' esterno ed i muri sono perfettamente insonorizzati, anche se mi mettessi ad urlare nessuno potrebbe mai sentirmi ed aiutarmi, sono certa che esaudirai questo mio desiderio".
La
mia richiesta lo avevo reso nervoso, non riusciva a prendere una
decisione, poi vedendomi serena e ben determinata ha acconsentito ad
esaudire questo mio bizzarro desiderio, ha bloccato con il lucchetto
la catena e senza neanche salutarmi è uscito dalla cella, ha chiuso
la porta con gran vigore, ho sentito distintamente gli scatti della
serratura che si chiudeva e contemporaneamente la luce che si
abbassava mettendo tutto il luogo in penombra, la mia felicita ha
toccato il culmine ero riuscita a farmi rinchiudere dentro la mia
prigione e non m' importava nulla di quanto sarei stata tenuta
segregata.
Incatenata dentro la mia cella stavo vivendo una sensazione fantastica, provavo un piacere immenso sentire le catene che mi legavano saldamente alla parete, mi sono accorta che non avevo portato ne cibo ne acqua e con il passare del tempo la fame e la sete si facevano sentire, la fiducia riposta nel mio amico stava piano piano affievolendosi, sono cosi passata dalla felicita alla preoccupazione e paura incontrollata, ho iniziato ad urlare ed urlare ben sapendo che nessuno mi avrebbe mai sentita, poi come per incanto la porta si è aperta ed è apparso lui il mio salvatore, è entrato portando dell'acqua e del cibo, dopo averlo poggiato per terra mi ha detto: "forse, lo gusterai meglio se rimani ancora legata" aveva ragione, ho accennato di si con la testa mentre divoravo quello che mi avevo portato, è stato il pranzo più buono e gustoso che avessi mai mangiato.
Alla
fine dopo aver divorato con immenso gusto tutto il pasto ha raccolto
tutti i contenitori dicendomi: "mi hai detto di liberarti quando
lo riterrò opportuno e credo che sia giusto aspettare il nuovo week
end prima di liberarti" ed è uscito richiudendosi la porta alle
spalle, sono rimasta inebetita, ma se lui aveva deciso cosi avrei
accettato umilmente la sua decisione senza protestare, d' altra parte
non credo potessi avere un' altra
alternativa..........................
27 febbraio 2021
160 - Un vecchio amico
Era passato molto tempo dall' ultima volta che avevo visto Roby, era
stato il mio fidanzato per alcuni anni, poi sia per lavoro che per
diversi progetti di vita ci eravamo lasciati rimanendo sempre buoni
amici.
Averlo
incontrato nuovamente mi ha fatto molto piacere, ci siamo dati
appuntamento per una cena romantica, in cui avremo parlato dei tempi
in cui eravamo conviventi e perché no, fare anche un “incontro
ravvicinato”, come eravamo soliti fare e che non si
dimenticano tanto facilmente.
La
cena è stata piacevolissima abbiamo ricordato i bei momenti trascorsi
insieme, poi mano nella mano come due fidanzatini siamo andati a casa
sua per concludere nel migliore dei modi quella piacevolissima
serata.
Appena
arrivati a casa, eccitata e desiderosa di fare l’ amore con lui
senza perdere un attimo di tempo mi sono spogliata rimanendo
completamente nuda in attesa della sua prossima mossa, con la sua
proverbiale calma si è seduto sulla poltrona e mi ha chiesto di
girarmi per guardarmi meglio, l’ ho fatto con immenso piacere, mi
piace e mi eccita essere guardata e scrutata in ogni parte del corpo,
così ogni volta che mi capita lo faccio in modo molto provocante per
rendere felice ed eccitato il mio compagno.
Dopo avermi osservata in ogni dettaglio ed essersi complimentato e notevolmente eccitato mi ha chiesto: “ti piace farlo sempre allo stesso modo?”, “certamente, anche se ci siamo allontanati per molto tempo, i miei gusti sono rimasti sempre quelli”, “purtroppo questa volta non saprei come accontentarti, non ho con me neanche una cordicella, non saprei come fare”, “non preoccuparti porto sempre con me quello che mi serve per rimediare in casi come questo” e così dicendo sono andata a prendere la mia borsetta da dove ho estratto un paio di manette ed un paio di leg irons, sono tornata verso di lui e glieli ho consegnati, poi mi sono girata, ho messo le mani dietro la schiena ed ho atteso che mi ammanettasse.
L’
ha fatto con estrema delicatezza, i click, click, click delle manette
che si chiudevano sui miei polsi rimbombavano per tutta la stanza
dandomi un piacere incredibilmente perverso, dopo ha chiuso sulle mie
caviglie i leg irons e mi ha condotta nella camera da letto dove ha
dato sfogo a tutta la sua eccitazione, mi ha scopato in ogni modo con
quel pizzico di perversione che è una sua caratteristica, la
ricordo con immenso piacere.
Dopo il primo assalto si era sdraiato a pancia in su per riprendere fiato, io lo guardavo con malizia ed ammirazione, non sono riuscita a resistere, benché fossi ammanettata, sono riuscita ad avvicinarmi, sdraiarmi sopra di lui e prendergli in bocca il suo meraviglioso cazzone, in un primo momento ha cercato di farmi desistere ma la mia bocca sul suo attrezzo lo ha eccitato fin troppo e così si è lasciato andare e si è gustato quel meraviglioso pompino.
Ho
succhiato il suo cazzone con gusto ed immenso piacere e quando è
venuto dentro la mia bocca non mi sono fatta sfuggire nemmeno la più
piccola goccia, avrei continuato a succhiarlo all’ infinito, ho dovuto desistere perché doveva uscire per un impegno importante che non poteva assolutamente
rimandare, cosi è andato a prendere le chiavi dentro la mia borsa
per liberarmi, io ancora eccitata ed un po’ scocciata da quell’
inaspettato impegno gli ho chiesto di aspettare ancora un po’ di
tempo prima di liberarmi, con la speranza che rimandasse l’ impegno
e continuasse a restare con me, mi ha guardato con un sorrisetto
perverso e mi ha detto: “ va bene, ho capito, seguimi”, mi ha
sorretta per un braccio e mi ha portata verso una porta,
attraversata, abbiamo sceso le scale ed in fondo ad esse mi sono ritrovata nella
sua cantina, senza dire una parola ha raccolto
da terra una lunga catena e con un lucchetto l’ ha bloccata alle manette,
poi si è girato verso di me e mi ha detto: “mi dispiace ma non
posso restare, quell’ impegno è assolutamente improrogabile, tu intanto rilassati, goditi questo momento ed io appena terminato l'incontro correrò qui da te” ed è
uscito chiudendosi la porta alla spalle.
Sono rimasta inebetita, non avrei mai pensato che avesse lasciato la cantina come era quando stavamo insieme, c' era ancora la vecchia catena fissata al muro che tante volte mi aveva tenuta prigioniera, il vecchio cancello di ferro arrugginito, l'aria era satura di quel classico odore di muffa che tanto adoravo, era rimasta come l' avevamo lasciata tanti anni fa e come allora ho provato a liberarmi ma la catena era ancora ben salda sul muro, ancora una volta ero sua prigioniera.
L'ho chiamato più volte ma non ho avuto nessuna risposta, ero
impreparata a subire quella inaspettata situazione, dopo tanti anni non sapevo se era cambiato per cui ho avuto un po' di paura e ho urlato cercando di chiedere aiuto, poi mi sono tranquillizzata e mi sono
seduta sperando che tornasse quanto prima, nonostante adorassi
essere incatenata non avevo previsto questa situazione e non riuscivo
a godermi questo momento magico ma soprattutto non riuscivo a
prevenire le reali intenzione del mio vecchio e caro amico, alcuni pensieri mi ossessionavano la mente e mi facevano stare male, non riuscivo a togliermi dalla testa che il mio migliore amico si fosse trasformato in un
sequestratore.
Assorta nei miei torbidi pensieri ho cercato di non allarmarmi più del dovuto ma di godermi questa strana avventura che mi era inaspettatamente capitata sperando che si risolvesse nel migliore dei modi.
Solo
dopo due giorni, quando ormai ero allo stremo delle mie forse, non
avendo mangiato né bevuto, la porta della cantina si è aperta ed il mio amico
Roby è entrato, mi ha sorriso: “spero che la tua permanenza nella
nostra vecchia cantina sia stata piacevole, avrei voluto tornare
prima ma ho avuto un grosso impedimento........” quando mi ha
liberato dalle catene ho avuto un attimo di rabbia, gli avrei
cavato gli occhi con le unghie ed invece tutto mi è
passato in un lampo, non sono forse queste le avventure che da sempre vado cercando? gli ho stretto
le braccia intorno al collo ed ho atteso che mi prendesse in braccio e
postasse in casa per scoparmi di nuovo............................
31 gennaio 2021
159 - Segui le istruzioni
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29 dicembre 2020
158 - Giochi durante il lockdown 2 parte
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28 novembre 2020
157 - iochi durante il lockdown
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25 ottobre 2020
156 - La vendetta delle mogli
E' ben noto a tutti i miei amici il mio modo di essere e di
comportarmi e fino ad ora nessuno ha avuto modo di risentirne o di
sentirsi offeso, certo, non mi faccio scrupolo di andare a letto con
qualche marito o compagno di una mia amica, ma tutto resta confinato
in una occasione particolare e dopo tutto ritorna come prima, non ho
mai avuto il sospetto che qualche mia amica ne fosse risentita fino a
qualche giorno fa.
Il
gruppo delle mie amiche hanno organizzato una cena, esclusivamente
donne, nella casa sulla collina, avuta in prestito per l' occasione
del mio amico Filippo, questo incontro avrebbe favorito un
riavvicinamento e rafforzato la nostra amicizia, in quanto molte di
noi si erano trasferite per vari motivi altrove.
Ci
siamo ritrovate tutte intorno ad un tavolo lautamente imbandito ed
abbiamo iniziato a mangiare e bere copiosamente ricordando le nostre
avventure, dopo alcune ore, dopo aver scolato numerose bottiglie i
freni inibitori erano praticamente scomparsi, qualcuna raccontava
fatti ed esperienze personali, qualcuna con astuzia e grande perizia
pretendeva che venissero raccontati fatti privati, piccanti, dalle
altre, pretendendo di conoscere tutti i segreti nascosti che ognuno
ha nella propria coscienza.
Sceso
l' ultimo scalino ci siamo trovate davanti quella cella che tanto mi
aveva fatto soffrire ed impazzire di felicità, la mia amica con fare
autoritario mi ha spinta dentro dicendomi: "visto che sei un'
esperta ed una habitué di questo luogo facci vedere quello che c' è
all' interno e come si usa", avevano scoperto il mio segreto,
cosi mi sono lasciata andare, sono entrata ed ho illustrato tutti gli
oggetti che erano al suo interno, "non essere timida, dacci una
dimostrazione, siamo curiose", cosi incitata ho raccolto da
terra la lunga catena fissata al muro da cui pendevano dei grossi
ceppi i quali li ho bloccati ai miei polsi ed alle caviglie, poi ho
mostrato le mie braccia in modo che tutte vedessero, ho fatto vedere
loro che una volta chiusi senza la chiave era impossibile fuggire,
pensavo che la dimostrazione fosse finita, mi sono chinata per
raccogliere la chiave per liberarmi ma la mia amica è stata più
veloce di me, l' ha raccolta e sventolata sotto il mio naso, tutte
ridevano ma non erano soddisfatte, quel sorriso sui loro volti non
preannunciava niente di buono.
Nei
giorni successivi, al mattino, veniva una delle complici a portarmi
del cibo e dell' acqua e poi se ne andava senza nemmeno scambiare una
parola, al contrario i loro uomini, venuti a conoscenza del fatto si
sono organizzati e puntualmente al pomeriggio si presentavano con
cibi e bevande, poi dopo il banchetto iniziava la festa a base di
sesso che andava avanti fino a notte, da quella situazione assurda ne
uscivo pienamente soddisfatta, non solo continuavo a scopare con i
loro compagni ma lo facevo nel modo che più mi piaceva senza che
loro sospettassero minimamente ciò che accadeva dopo che se ne erano
andate.
Qualcuno
avrebbe voluto liberarmi per porre termine a questa assurda vicenda,
ma io mi sono opposta, non volevo dare la soddisfazione di essermi
pentita nei loro confronti, ma soprattutto non volevo che quelle
"orge" terminassero, la situazione era troppo eccitante e
goduriosa per interromperla, cosi sono stata al gioco ed ho aspettato
fino a quando, convinte di avermi punito abbastanza, mi hanno
liberato.
Dopo
questa incredibile esperienza continuerò senza tregua a scopare con
i loro mariti e compagni e spero vivamente che se ne accorgano e mi
puniscano ancora allo stesso modo.....................
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