25 aprile 2021

162 - Il secondo invito a cena


Era trascorso poco tempo da quando Luigi mi aveva invitata a cena, ed io arrivata anticipatamente lo avevo sorpreso a fare "self bondage" legato ad una sedia, mi ero molto divertita e sono certa che ancora adesso si stia domandando chi era colei che lo aveva dolcemente dominato, ma tutto questo non mi importava, ero stata felice, avevo passato un pomeriggio al top e mi ero goduta quel meraviglioso incontro, speravo vivamente che, una volta riavutosi dal fatidico incontro capisse che colei che aveva approfittato della sua situazione ero io e mi proponesse un nuovo incontro.

L' attesa è durata ben poco, infatti dopo alcuni giorni l'ho incontrato e si è scusato per la cena saltata, adducendo che aveva avuto un imprevisto e che avrebbe avuto il piacere di rinnovarmi l' invito, gli ho chiesto quale fosse l'imprevisto, ha balbettato ed ha cambiato subito argomento, non mi voleva dire cosa era successo o forse ancora non aveva capito, oppure si vergognava a dirmelo?

Era stato un incontro altamente piacevole e mi dispiaceva lasciarlo nel dubbio, cosi con risolutezza gli ho detto: "ok, accetto molto volentieri il tuo invito, però oltre a lasciare la porta aperta, dopo esserti legato come l'altra volta, non ti bendare, perché voglio che tu veda e percepisca ogni attimo del nostro incontro".

Ha capito all'istante chi era stata la sua dominatrice, è diventato rosso in volto, ha capito che il suo segreto era stato scoperto ed adesso temeva per eventuali conseguenze, l' ho subito rassicurato dicendogli che con me può stare tranquillo, il suo segreto rimarrà tra di noi, gli ho poi detto che anche a me piace essere legata ma quando mi capita l' occasione ne approfitto per diventare una "Mistress", sono certa che questo ti piace.

Ha ritrovato la calma e la serenità, ho visto i suoi occhi brillare con una luce diversa, ha capito che in me avrebbe trovato quello che stava cercando, "una dominatrice" che lo avrebbe sottomesso senza remore e che finalmente poteva godersi liberamente il suo stato di "schiavo" nel modo migliore che si era sempre sognato.

Volevo che il nostro secondo incontro fosse speciale e lo ricordasse per sempre, per l'occasione ho indossato un abitino in latex rosso talmente aderente da far intravedere anche il più piccolo dettaglio del mio corpo, mi sono guardata allo specchio ed ho deciso di togliere reggiseno e mutandine, appena mi avesse vista avrebbe percepito che sotto il vestito non avevo nulla e questo certamente lo avrebbe maggiormente eccitato ed era quello che io volevo.

Arrivata a casa sua ho trovato la porta socchiusa come gli avevo chiesto, sono entrata e l'ho trovato nel salone legato ad una sedia, questa volta aveva usato del nastro adesivo, ho girato intorno a lui per controllare meglio, si era legato le gambe alla sedia ed i polsi dietro la schiena, ma quella legatura a me non piaceva, troppo blanda, si sarebbe potuto liberare con un minimo sforzo e questo io non lo tollerava, cosi sono andata a prendere la mia borsetta dalla quale ho prelevato un bellissimo paio di manette in acciaio lucente e gliele ho chiuse intorno ai polsi, adesso era tutto perfetto, la serata poteva iniziare.

Per prima cosa ho camminato intorno alla sedia a cui era legato, volevo che mi guardasse, ammirasse tutto il mio corpo, si immaginasse come stavo sotto il vestito, lo volevo far eccitare, ma nonostante mi muovessi sinuosamente non percepivo la sua eccitazione, cosi mi sono avvicinata ad un passo davanti a lui e mi sono messa una mano sotto la gonna, poi ho infilato due dita dita dentro la mia fica ed ho raccolto i miei umori che già erano copiosi, poi gli ho strofinato le dita sotto il naso e l'effetto è stato incredibile, una copiosa erezione faceva bella mostra di se da dentro i pantaloni.

Eccitatissima, mi sono subito chinata, ho aperto la patta ed una volta estratto quel meraviglioso cazzo me lo sono fatto sprofondare in fondo alla gola, ho succhiato con energia e passione, ma non volevo che finisse in un attimo, cosi mi sono ritirata, sono indietreggiata e mi sono tolta il vestito lasciandolo cadere ai miei piedi, per poi allontanarlo con un calcio.

Rimasta nuda ho tergiversato, in modo da infoiarlo al massimo, poi sono salita a cavalcioni sulle sue gambe e mi sono impalata sul suo scettro, è stata una cosa meravigliosa, ho avuto orgasmi multipli prima che mi inondasse con i suoi umori tutta la mia fica, sono rimasta a godermi gli ultimi attimi di piacere, poi soddisfatta ma non ancora sazia, mi sono rivestita e dopo averlo bendato sono uscita per andare al ristorante sottostante, volevo che nell'attesa si rilassasse e si ricaricasse perché la serata non era ancora finita.




27 marzo 2021

161 - Un vecchio amico 2 parte

Stavo facendo compere al centro commerciale quando mi sento chiamare, mi guardo in giro ma non riconosco nessuno, poi un uomo in divisa mi si avvicina e mi saluta, stento a riconoscerlo poi mi accorgo che è un vecchio amico, Roberto, non l' avevo mai visto con la divisa gli chiedo scusa per la figuraccia ma vestito in quel modo non l' avevo riconosciuto, era molto tempo che non lo vedevo, parliamo un po', gli dico che mi farebbe piacere rivederlo e trascorrere il week end insieme, accetta, ci diamo l'appuntamento per venerdì sera, gli dico che ho una cosa molto importante da chiedergli, la vuole sapere subito, rispondo che adesso non è il momento, gli dirò tutto quando ci incontreremo, venerdì a casa mia, non vede l' ora di incontrarmi di nuovo e mi assicura che sarà puntuale.

Il giorno dell'appuntamento, ho atteso con ansia il suo arrivo, nel frattempo ho preparato una squisita cenetta, mi sono fatta bella per l' occasione, volevo che il nostro incontro fosse bellissimo e sensuale, è arrivato puntuale ma era molto impaziente di conoscere ciò che volevo dirgli, molto probabilmente, ricordando il precedente incontro si immaginava già quello che l'aspettava ma ho voluto tenerlo ancora sulle spine glielo avrei detto alla fine della serata, abbiamo cenato e parlato di noi e del nostro ultimo incontro poi siamo finiti a letto ed incredibilmente abbiamo fatto l' amore in modo naturale che per me è una vera eccezione.

Mentre eravamo stesi sul letto ancora abbracciati, gli ho chiesto di aprire un cassetto del comò e prendere il contenuto e poggiarlo sul letto, appena ha aperto il cassetto è rimasto di stucco, non si aspettava di trovarci dentro una gran quantità di catene, erano le mie preferite un grosso collare di metallo collegato con delle catene a dei ceppi per i polsi e le caviglie, ed una catena lunga circa due metri da usare come un guinzaglio, ha deposto tutto sul letto poi mi ha chiesto che cosa ne volevo fare: "li voglio semplicemente usare, voglio che tu mi incateni e dopo ti dirò cosa dovrai fare", era un po' titubante sembrava imbarazzato, non si immaginava una simile richiesta ma vista la mia determinazione ha fatto quello che gli avevo chiesto, raccolto il collare e lo ha chiuso sul mio collo con uno dei numerosi lucchetti sparsi sul letto, poi i ceppi sui polsi e caviglie, a questo punto doveva prendere la catena che pendeva dal collare e trascinarmi nel seminterrato poco importava se ero in difficoltà a comminare, se necessario poteva strattonarmi o nella peggiore delle ipotesi trascinarmi con forza, doveva essere brutale ed insensibile a tutte le mie lamentele.

Ho subito capito che quel gioco lo eccitava molto e lo avrebbe messo in pratica come gli avevo chiesto, ha raccolto la catena e mi ha portata nel seminterrato proprio come avesse il suo cane al guinzaglio, giunti davanti alla stanza dei giochi gli ho chiesto di aprire la porta, portarmi all' interno e collegare la catena che teneva in mano ad un grosso anello fissato sul muro con quel lucchetto che era agganciato all' anello stesso, non capiva perché gli chiedessi questo, allora gli ho spiegato: "questa prigione l' ho fatta realizzare quando ho ristrutturato la casa ed ho dovuto sudare sette camicie per non far capire cosa ci volevo fare, io la definisco "la mia stanza dei giochi", ma per giocarci occorre essere in due e da quando sono tornata single non sono più riuscita ad utilizzarla e devi credermi ne ho un forte desiderio, voglio che tu mi chiuda qua dentro e solo quando lo riterrai opportuno potrai tornare a liberarmi, da questo momento sano completamente nelle tue mani, non avrò nessuna possibilità di liberarmi ne di chiedere aiuto, la porta si apre solo dall' esterno ed i muri sono perfettamente insonorizzati, anche se mi mettessi ad urlare nessuno potrebbe mai sentirmi ed aiutarmi, sono certa che esaudirai questo mio desiderio".

La mia richiesta lo avevo reso nervoso, non riusciva a prendere una decisione, poi vedendomi serena e ben determinata ha acconsentito ad esaudire questo mio bizzarro desiderio, ha bloccato con il lucchetto la catena e senza neanche salutarmi è uscito dalla cella, ha chiuso la porta con gran vigore, ho sentito distintamente gli scatti della serratura che si chiudeva e contemporaneamente la luce che si abbassava mettendo tutto il luogo in penombra, la mia felicita ha toccato il culmine ero riuscita a farmi rinchiudere dentro la mia prigione e non m' importava nulla di quanto sarei stata tenuta segregata.

Incatenata dentro la mia cella stavo vivendo una sensazione fantastica, provavo un piacere immenso sentire le catene che mi legavano saldamente alla parete, mi sono accorta che non avevo portato ne cibo ne acqua e con il passare del tempo la fame e la sete si facevano sentire, la fiducia riposta nel mio amico stava piano piano affievolendosi, sono cosi passata dalla felicita alla preoccupazione e paura incontrollata, ho iniziato ad urlare ed urlare ben sapendo che nessuno mi avrebbe mai sentita, poi come per incanto la porta si è aperta ed è apparso lui il mio salvatore, è entrato portando dell'acqua e del cibo, dopo averlo poggiato per terra mi ha detto: "forse, lo gusterai meglio se rimani ancora legata" aveva ragione, ho accennato di si con la testa mentre divoravo quello che mi avevo portato, è stato il pranzo più buono e gustoso che avessi mai mangiato.

Alla fine dopo aver divorato con immenso gusto tutto il pasto ha raccolto tutti i contenitori dicendomi: "mi hai detto di liberarti quando lo riterrò opportuno e credo che sia giusto aspettare il nuovo week end prima di liberarti" ed è uscito richiudendosi la porta alle spalle, sono rimasta inebetita, ma se lui aveva deciso cosi avrei accettato umilmente la sua decisione senza protestare, d' altra parte non credo potessi avere un' altra alternativa..........................

27 febbraio 2021

160 - Un vecchio amico

Era passato molto tempo dall' ultima volta che avevo visto Roby, era stato il mio fidanzato per alcuni anni, poi sia per lavoro che per diversi progetti di vita ci eravamo lasciati rimanendo sempre buoni amici.

Averlo incontrato nuovamente mi ha fatto molto piacere, ci siamo dati appuntamento per una cena romantica, in cui avremo parlato dei tempi in cui eravamo conviventi e perché no, fare anche un “incontro ravvicinato”, come eravamo soliti fare e che non si dimenticano tanto facilmente.
La cena è stata piacevolissima abbiamo ricordato i bei momenti trascorsi insieme, poi mano nella mano come due fidanzatini siamo andati a casa sua per concludere nel migliore dei modi quella piacevolissima serata.

Appena arrivati a casa, eccitata e desiderosa di fare l’ amore con lui senza perdere un attimo di tempo mi sono spogliata rimanendo completamente nuda in attesa della sua prossima mossa, con la sua proverbiale calma si è seduto sulla poltrona e mi ha chiesto di girarmi per guardarmi meglio, l’ ho fatto con immenso piacere, mi piace e mi eccita essere guardata e scrutata in ogni parte del corpo, così ogni volta che mi capita lo faccio in modo molto provocante per rendere felice ed eccitato il mio compagno.

Dopo avermi osservata in ogni dettaglio ed essersi complimentato e notevolmente eccitato mi ha chiesto: “ti piace farlo sempre allo stesso modo?”, “certamente, anche se ci siamo allontanati per molto tempo, i miei gusti sono rimasti sempre quelli”, “purtroppo questa volta non saprei come accontentarti, non ho con me neanche una cordicella, non saprei come fare”, “non preoccuparti porto sempre con me quello che mi serve per rimediare in casi come questo” e così dicendo sono andata a prendere la mia borsetta da dove ho estratto un paio di manette ed un paio di leg irons, sono tornata verso di lui e glieli ho consegnati, poi mi sono girata, ho messo le mani dietro la schiena ed ho atteso che mi ammanettasse.

L’ ha fatto con estrema delicatezza, i click, click, click delle manette che si chiudevano sui miei polsi rimbombavano per tutta la stanza dandomi un piacere incredibilmente perverso, dopo ha chiuso sulle mie caviglie i leg irons e mi ha condotta nella camera da letto dove ha dato sfogo a tutta la sua eccitazione, mi ha scopato in ogni modo con quel pizzico di perversione che è una sua caratteristica, la ricordo con immenso piacere.

Dopo il primo assalto si era sdraiato a pancia in su per riprendere fiato, io lo guardavo con malizia ed ammirazione, non sono riuscita a resistere, benché fossi ammanettata, sono riuscita ad avvicinarmi, sdraiarmi sopra di lui e prendergli in bocca il suo meraviglioso cazzone, in un primo momento ha cercato di farmi desistere ma la mia bocca sul suo attrezzo lo ha eccitato fin troppo e così si è lasciato andare e si è gustato quel meraviglioso pompino.

Ho succhiato il suo cazzone con gusto ed immenso piacere e quando è venuto dentro la mia bocca non mi sono fatta sfuggire nemmeno la più piccola goccia, avrei continuato a succhiarlo all’ infinito, ho dovuto desistere perché doveva uscire per un impegno importante che non poteva assolutamente rimandare, cosi è andato a prendere le chiavi dentro la mia borsa per liberarmi, io ancora eccitata ed un po’ scocciata da quell’ inaspettato impegno gli ho chiesto di aspettare ancora un po’ di tempo prima di liberarmi, con la speranza che rimandasse l’ impegno e continuasse a restare con me, mi ha guardato con un sorrisetto perverso e mi ha detto: “ va bene, ho capito, seguimi”, mi ha sorretta per un braccio e mi ha portata verso una porta, attraversata, abbiamo sceso le scale ed in fondo ad esse mi sono ritrovata nella sua cantina, senza dire una parola  ha raccolto da terra una lunga catena e con un lucchetto l’ ha bloccata alle manette, poi si è girato verso di me e mi ha detto: “mi dispiace ma non posso restare, quell’ impegno è assolutamente improrogabile, tu intanto rilassati, goditi questo momento ed io appena terminato l'incontro correrò qui da te” ed è uscito chiudendosi la porta alla spalle.

Sono rimasta inebetita, non avrei mai pensato che avesse lasciato la cantina come era quando stavamo insieme, c' era ancora la vecchia catena fissata al muro che tante volte mi aveva tenuta prigioniera, il vecchio cancello di ferro arrugginito, l'aria era satura di quel classico odore di muffa che tanto adoravo, era rimasta come l' avevamo lasciata tanti anni fa  e come allora ho provato  a liberarmi ma la catena era ancora ben salda sul muro, ancora una volta ero  sua prigioniera.

L'ho chiamato più volte ma non ho avuto nessuna risposta, ero impreparata a subire quella inaspettata situazione, dopo tanti anni non sapevo se era cambiato per cui ho avuto un po' di paura e  ho urlato cercando di chiedere aiuto, poi mi sono tranquillizzata e mi sono seduta sperando che tornasse quanto prima, nonostante adorassi essere incatenata non avevo previsto questa situazione e non riuscivo a godermi questo momento magico ma soprattutto non riuscivo a prevenire le reali intenzione del mio vecchio e caro amico, alcuni pensieri  mi ossessionavano la mente e mi facevano stare male, non riuscivo a togliermi dalla testa che  il mio migliore amico  si fosse trasformato in un sequestratore.

Assorta nei miei torbidi pensieri ho cercato di non allarmarmi più del dovuto ma di godermi questa strana avventura che mi era inaspettatamente capitata sperando che si risolvesse nel migliore dei modi.

Solo dopo due giorni, quando ormai ero allo stremo delle mie forse, non avendo  mangiato né bevuto, la porta della cantina  si è aperta ed il mio amico Roby è entrato, mi ha sorriso: “spero che la tua permanenza nella nostra vecchia cantina sia stata piacevole, avrei voluto tornare prima ma ho avuto un grosso impedimento........” quando mi ha liberato dalle catene ho avuto un attimo di rabbia, gli avrei cavato gli occhi con le unghie ed invece  tutto mi è passato in un lampo, non sono forse queste le avventure che da sempre vado cercando? gli ho stretto le braccia intorno al collo ed ho atteso che mi prendesse in braccio e postasse in casa per scoparmi di nuovo............................



25 ottobre 2020

156 - La vendetta delle mogli

  E' ben noto a tutti i miei amici il mio modo di essere e di comportarmi e fino ad ora nessuno ha avuto modo di risentirne o di sentirsi offeso, certo, non mi faccio scrupolo di andare a letto con qualche marito o compagno di una mia amica, ma tutto resta confinato in una occasione particolare e dopo tutto ritorna come prima, non ho mai avuto il sospetto che qualche mia amica ne fosse risentita fino a qualche giorno fa.

Il gruppo delle mie amiche hanno organizzato una cena, esclusivamente donne, nella casa sulla collina, avuta in prestito per l' occasione del mio amico Filippo, questo incontro avrebbe favorito un riavvicinamento e rafforzato la nostra amicizia, in quanto molte di noi si erano trasferite per vari motivi altrove.

Ci siamo ritrovate tutte intorno ad un tavolo lautamente imbandito ed abbiamo iniziato a mangiare e bere copiosamente ricordando le nostre avventure, dopo alcune ore, dopo aver scolato numerose bottiglie i freni inibitori erano praticamente scomparsi, qualcuna raccontava fatti ed esperienze personali, qualcuna con astuzia e grande perizia pretendeva che venissero raccontati fatti privati, piccanti, dalle altre, pretendendo di conoscere tutti i segreti nascosti che ognuno ha nella propria coscienza.

Tutto è andato avanti fino a notte fonda, quando una mi ha rivolto una specifica domanda, mi ha chiesto se conoscevo questa casa ed i suoi segreti, non capivo cosa intendesse per segreti, ha detto che sapeva di una stanza nascosta e di quello sarebbe accaduto al suo interno, ho capito subito dove voleva arrivare, ma io non avevo rivelato a nessuno dei miei giorni passati incatenata nella cantina, forse a divulgare quanto successo doveva essere stato solo il proprietario, ho fatto finta di non sapere nulla, ma la mia amica mi ha chiesto esplicitamente se sapevo dell' esistenza di una cantina, al che ho dovuto rispondere di si.

Alla mia risposta affermativa, tutte in coro, hanno preteso di vederla, nonostante trovassi scuse quali non ero autorizzata, non avevo la chiave ecc... sono stata costretta a farla visitare, siamo uscite dalla casa, percorso il piazzale antistante ed una volta aperto il grasso portone siamo scese nella cantina, ero imbarazzata, non mi piaceva che le mie amiche venissero a conoscenza delle mie avventure passate laggiù dentro, ma allo stesso tempo ad ogni scalino avevo un sussulto, il ricordo dell' ultima avventura mi stavo eccitando, ma allo stesso modo mi sentivo in forte imbarazzo di fronte a loro.

Sceso l' ultimo scalino ci siamo trovate davanti quella cella che tanto mi aveva fatto soffrire ed impazzire di felicità, la mia amica con fare autoritario mi ha spinta dentro dicendomi: "visto che sei un' esperta ed una habitué di questo luogo facci vedere quello che c' è all' interno e come si usa", avevano scoperto il mio segreto, cosi mi sono lasciata andare, sono entrata ed ho illustrato tutti gli oggetti che erano al suo interno, "non essere timida, dacci una dimostrazione, siamo curiose", cosi incitata ho raccolto da terra la lunga catena fissata al muro da cui pendevano dei grossi ceppi i quali li ho bloccati ai miei polsi ed alle caviglie, poi ho mostrato le mie braccia in modo che tutte vedessero, ho fatto vedere loro che una volta chiusi senza la chiave era impossibile fuggire, pensavo che la dimostrazione fosse finita, mi sono chinata per raccogliere la chiave per liberarmi ma la mia amica è stata più veloce di me, l' ha raccolta e sventolata sotto il mio naso, tutte ridevano ma non erano soddisfatte, quel sorriso sui loro volti non preannunciava niente di buono.

La mia amica ha sentenziato: "Tu usi questi luoghi per il tuo divertimento, ma soprattutto per scopare con i nostri uomini e questo a tutte noi non piace, abbiamo deciso che per quello che ci hai fatto devi essere punita, ti lasceremo qui rinchiusa a scontare la tua pena e non sarà breve.....", sono scoppiata a piangere pregandole le liberarmi adducendo che avevo degli impegni irrevocabili, ma tutto è stato inutile, hanno chiuso la porta a chiave e se ne sono andate lasciandomi sola e legata nella mia cella.

Nei giorni successivi, al mattino, veniva una delle complici a portarmi del cibo e dell' acqua e poi se ne andava senza nemmeno scambiare una parola, al contrario i loro uomini, venuti a conoscenza del fatto si sono organizzati e puntualmente al pomeriggio si presentavano con cibi e bevande, poi dopo il banchetto iniziava la festa a base di sesso che andava avanti fino a notte, da quella situazione assurda ne uscivo pienamente soddisfatta, non solo continuavo a scopare con i loro compagni ma lo facevo nel modo che più mi piaceva senza che loro sospettassero minimamente ciò che accadeva dopo che se ne erano andate.

Qualcuno avrebbe voluto liberarmi per porre termine a questa assurda vicenda, ma io mi sono opposta, non volevo dare la soddisfazione di essermi pentita nei loro confronti, ma soprattutto non volevo che quelle "orge" terminassero, la situazione era troppo eccitante e goduriosa per interromperla, cosi sono stata al gioco ed ho aspettato fino a quando, convinte di avermi punito abbastanza, mi hanno liberato.

Dopo questa incredibile esperienza continuerò senza tregua a scopare con i loro mariti e compagni e spero vivamente che se ne accorgano e mi puniscano ancora allo stesso modo.....................


25 luglio 2020

153 - Un acquisto molto speciale


Mentre ero in giro a fare shopping ho incontrato la mia amica Serena, l' ho vista un po' turbata, gli ho chiesto perché fossi così preoccupata, mi ha risposto che il suo compagno ha acquistato un' attrezzatura un po' speciale e voleva che io la usassi, ma non ho avuto il coraggio, non mi sentivo sicura, visto che tu sei un' esperta di questo genere di cose, perché non vieni a casa mia così mi dai un parere.

Non avevo idea di cosa avrei trovato, ma ho ritenuto l' invito molto allettante, così ho accettato ed insieme siamo andate a casa sua, mi ha portata in una cameretta spoglia di qualsiasi mobilio e posizionato a ridosso di una parete un grosso materasso contornato da grossi tubi di metallo collegati tra loro e nei punti di congiunzione grossi anelli, ho capito subito che servivano per legare qualcuno a spread-eagle, sul pavimento, accanto al materasso, due paia di manette in purissimo acciaio, un plug anale, un grosso vibratore, una ball-gag e delle grosse cinture di cuoio che una volta indossate avevano lo scopo di far restare in loco il plug ed il vibratore.

Un' attrezzatura magnifica, molto eccitante, ma al contrario la mia amica Serena non gradiva, la riteneva troppo costrittiva ed il solo pensiero di usarla la rendeva insicura e piena di paure, ho provato a fargli capire che l' uso sarebbe stato molto eccitante per lei sia per il suo compagno, ma tutto è stato inutile, al che mi ha proposto: "visto che per te e tanto eccitante perché non provi ad usarla tu?", è stato come un fulmine a ciel sereno, non ho perso tempo, mi sono spogliata immediatamente togliendomi tutti gli abiti e lasciando solo gli stivali che stavo indossando sicura di vivere qualcosa di eccezionale, non avrei rinunciato per nulla al mondo a quell' invito inaspettato.

Per prima cosa ho allacciato intorno alle caviglie due strisce di cuoio che sarebbero servite poi a bloccare le gambe al letto, poi ho raccolto il plug anale e dopo averlo ben lubrificato me lo sono infilato nel culo, la stessa cosa con il grosso vibratore, lubrificato ed infilato al suo posto dentro la mia fica, è stata la volta delle grosse strisce di cuoio chi formavano una specie di mutanda, una volta indossate impedivano ai due oggetti dentro di me di poter uscire, era una sensazione bellissima.

Mi sono seduta sul materasso ed ho bloccato le caviglie agli angoli dell' intelaiatura con una grossa spilla di metallo, raccolta la ball gag dopo averla leccata e lubrificata con gusto l' ho messe in bocca allacciandola dietro la testa ed infine ho chiuso le manette sui polsi, poi mi sono distesa ho trovato una posizione comoda, ho allargato le braccia ed ho chiuso le manette ai grossi occhielli fissati agli angoli del telaio sopra la mia testa.

Il ticchettio delle manette che si chiudevano, la forzata immobilità mi stavano procurando un principio di orgasmo interrotto da un' azione della mia amica, la quale in silenzio aveva seguito tutta la preparazione senza proferire parola, aveva raccolto un grosso sacchetto di juta, del quale io non avevo notato la presenza, me lo ha infilato in testa e me lo ha allacciato sul collo, sono rimasta completamente al buio, quella situazione non mi piaceva, mi sono agitata, ho cercato di gridare ma tutto era inutile ero nelle sue mani e non sapevo minimamente quale erano le sue intenzioni, dopo attimi di trepidazioni, ho sentito la mia amica allontanarsi, mi sono ritrovata legata, imbavagliata ed incappucciata, se mi avesse detto veramente le sue intenzione mi sarei goduta moltissimo quell' avventura, ma essendo all'oscuro delle sue azioni mi trovavo in uno stato di agitazione totale, trepidante ed impaurita.

Saranno passate circa due ore da quando mi ero imprigionata in quel letto, il silenzio e la solitudine mi avevano procurato attimi di angoscia, solo il vibratore che era dentro di me, mi concedeva attimi di felicità quando automaticamente, per un breve periodo, entrava in funzione, poi improvvisamente ho sentito dei passi avvicinarsi, due mani accarezzare il mio corpo, ho cercato di ritrarmi quando ho capito che erano le mani di un uomo, ma tutto era inutile, alla mia reazione l' uomo ha cercato di tranquillizzarmi dicendomi: "tesoro, finalmente ti sei convinta, sono felice che tu abbia accettato la mia proposta, vedrai che sarà una cosa magnifica, la ricorderai con moltissimo piacere", ho riconosciuto la voce, era del marito della mia amica, siamo di corporatura simile e con il cappuccio sulla testa mi aveva scambiata per lei e non ero in grado di farglielo capire, un vero pasticcio, non per colpa mia ma della fottutissima Serena, mi sono rassegnata e mi sarei goduta tutto quello che era destinato a lei.

Dopo aver accarezzato il mio corpo piacevolmente, mi ha liberato dalle strisce di cuoio che bloccavano i vibratori, e preso quello che avevo dentro la fica lo ha estratto per poi rinfilarlo nuovamente e lo ha fatto numerose volte fino a farmi venire copiosamente, poi è salito su di me e mi ha scopato veramente di brutto, ero estasiata, eccitata, godevo come poche volte mi era capitato, era un toro, instancabile, nella sua cavalcata sono venuta più e più volte, solo dopo un tempo interminabile finalmente mi ha riempita con il suo seme, incredibile non riuscivo a pensare che cosa si era persa la mia amica.

Dopo l' egregia scopata, mi ha infilato nuovamente il vibratore dentro la fica e riallacciato le strisce di cuoio, tutto come aveva trovato, felice e sorridente è uscito, sono rimasta a godermi i postumi goderecci per almeno un' altra ora, poi è tornata Serena e facendo finta di nulla, senza chiedermi se mi fosse piaciuto o fossi irritata per la lunga permanenza nel modo in cui ero legata, mi ha liberata; gli ho detto che era stata un' esperienza bellissima ed eccitante e che avrebbe dovuto provare anche lei, non ne era molto convinta e mi ha liquidato e mi ha liquidato con un "vedremo.....".

Mi sono chiesta più volte se fosse stata d' accordo con il marito o non si fosse veramente accorta di nulla, sono certa che questa risposta la riceverò molto presto...........