25 maggio 2018

133 - Massima sicurezza


Da quando ho iniziato a navigare in internet la mia vita è cambiata, ho imparato molte cose nuove tra cui molte varianti per i miei giochi preferiti, fare acquisti in maniera semplice, sicura ma soprattutto anonima, sarebbe stato molto complicato per me entrare in un negozio ed acquistare due paia di manette, sono certa che non ne avrei mai avuto il coraggio e se anche l' avessi avuto mi posso immaginare il commesso che mi scruta da capo ai piedi facendosi chissà quali perverse domande sul mio conto, sarebbe stato molto imbarazzante e molto probabilmente sarei scappata dal negozio rossa in volto e senza comprare nulla, invece comodamente seduta in casa, al riparo da sguardi indiscreti posso scegliere tra migliaia di articoli, ordinarli e farmeli spedire a casa in perfetto anonimato, ed è in questo modo che la mia collezione si è incrementata a tal punto che, quando ho il desiderio di legarmi, non ho che l' imbarazzo della scelta su cosa usare.
 
Stavo cercando qualcosa di estremo, grosso, pesante e della massima sicurezza da cui sarebbe stato veramente impossibile fuggire, da un' accurata ricerca ho trovato un sito che vendeva degli anelli da chiudere su polsi e caviglie in acciaio di grosso spessore e con una serratura magnetica apribile solo con una chiave speciale e dotati di un anello a cui possono essere collegate delle catene, me ne sono innamorato subito e con la mia immaginazione mi sentivo già strettamente incatenata e senza la minima possibilità di fuga, ma non mi piaceva il modo con cui si collegavano le catene, volevo qualcosa di veramente forte e sapevo già come rimediare, cosi dopo attente misurazioni ne ho acquistate due per i polsi, due per le caviglie ed uno per il collo ed ho atteso pazientemente che mi arrivassero a casa.

Appena il corriere mi ha portato il pacco contenente i preziosi anelli, sono corsa subito dal mio amico Carlo e gli ho spiegato come avrei voluto modificarli, volevo che gli anelli fossero collegati tra di loro con una grossa catena, volevo la distanza tra i polsi dieci centimetri, tra le caviglie venti, infine al collare fosse fissata saldamente una lunga catena di circa due metri, mi piaceva che le catene avessero un grosso spessore perché quando le avrei usate volevo sentirne il peso gravare su di me ed immedesimarmi in una carcerata del medioevo e imprigionata come strega, il mio amico è stato ben lieto di aiutarmi ed in un paio di giorni mi avrebbe consegnato le catene modificate come desideravo.

Due giorni dopo mi ha chiamata dicendo che il lavoro era stato eseguito alla perfezione ed era a mia disposizione, sono subito corsa da lui, felice, eccitata ed impaziente di poter usare finalmente quelle splendide catene come mi ero sognata da molto tempo e come di consuetudine prima di consegnarmele ha voluto che le provassi in sua presenza, non ho perso tempo, mi sono immediatamente spogliata e mi sono fatta incatenare dalle sue sapienti mani, erano meravigliose mi calzavano perfettamente e devo dire che aveva fatto un lavoro eccellente proprio come gli avevo ordinato, non c' è stato bisogno di chiedermi nulla, sapevo già come desiderava essere ricompensato, mi sono inginocchiata e l' ho reso felice............

Dopo che mi ha liberato, ho raccolto le catene e le ho messe in una borsa per poterle portare a casa, avevo già in mente dove e come usarle, dovevo solo attendere il momento giusto, nel frattempo, appena giunta a casa, ho messo la chiave di un grosso lucchetto dentro il frizer in modo da inglobarla in un abbondante cubo di ghiaccio ed averlo pronto e disponibile al momento che avessi voluto usarlo, l' occasione giusta è capitata nel fine settimana, ero sola in casa e quello era il momento giusto, ho recuperato dal frizer il cubo di ghiaccio e sono andata a posizionarlo in alto dove, una volta incatenata, non avrei potuto arrivare, dentro quella che sarebbe stata la mia prigione, poi mi sono spogliata ed ho chiuso gli anelli sui miei arti poi il collare sul mio collo, ho messo la chiave magnetica dentro il cassetto della scrivania e raccolta la lunga catena sono scesa nuovamente nel seminterrato, ho infilato il grosso lucchetto nell' ultimo anello della catena e l' ho chiuso su un anello fissato nel muro, ho provato a liberarmi ma era veramente impossibile, ero felicissima le catene pesantissime mi davano un incredibile senso di impotenza e sottomissione, non c' era nessuna possibilità che potessi fuggire, la mi libertà dipendeva solo dal cubetto di ghiaccio che sciogliendosi, mi avrebbe permesso di recuperare la chiave per potermi liberare e vista la grossezza del cubetto sarebbe dovuto passare molto tempo prima che si fosse completamente sciolto.
 
Erano passate alcune ore da quando mi ero incatenata nello scantinato quando è apparso il mio compagno, era molto arrabbiato e mi ha ricordato che quello stesso giorno saremo dovuti essere in viaggio per quel week end che da molto tempo avevamo prenotato, presa dai miei giochi me ne ero completamente dimenticata, gli ho chiesto scusa pregandolo di liberarmi che mi sarei preparata in pochissimo tempo, era sul punto di farlo ma poi ha cambiato idea ed umore: "sono certo che preferisci restare incatenata piuttosto che venire con me........, oggi sono di buonumore e sono disposto ad accontentarti........" e cosi dicendo ha raccolto il grosso cubetto di ghiaccio è uscito portandolo via e chiudendo a chiave la porta, non sapevo cosa pensare, mi piaceva l' idea di restare incatenata ma non per tutto il week end e questo mi metteva in ansia, ho strattonato le catene senza minimamente riuscire a liberarmi, presa dal rimorso di averlo deluso ho provato a chiamarlo implorandolo di perdonarmi e liberarmi ma non ho ricevuto nessuna risposta, dopo un po' di tempo la porta si è aperta ed allora ho sperato che avesse cambiato idea ed invece dopo aver depositato per terra una scatola mi ha detto: "prevedo che mi assenterò per un lungo periodo ma non per questo voglio chi tu muoia di fame", ed è uscito di nuovo chiudendosi la porta alle spalle.

Avevo voluto portare al limite la mia fantasia incatenandomi con grossissime catene ed immedesimandomi in una schiava ribelle, per la mia esuberanza e voglia irrefrenabile di provare nuove emozioni mi ero dimenticata la cosa più importante, non vivevo da sola e lo avevo fatto arrabbiare ed adesso avrei pagato a caro prezzo quella dimenticanza, non avevo nessuna possibilità di fuggire da quel luogo e le grosse catene tanto desiderate mi davano un senso di oppressione e tristezza, ma non avevo scelta dovevo subire la punizione che mi ero ampiamente meritata.

24 febbraio 2018

130 - L' esperimento


Avevo visto su National Geographic un documentario molto interessante, da cui trarre spunto per i miei giochi, un uomo doveva vivere in un locale senza porte ne finestre, con pareti bianchissime, illuminato giorno e notte, il protagonista dopo numerosi giorni passati dentro quel luogo aveva  perso completamente ogni cognizione del tempo.
 
Avevo subito pensato: "sarebbe meraviglioso poter essere imprigionata in un luogo dove il tempo si ferma e non riesci più a sapere da quanto tempo sei imprigionata e per quanto tempo ancora dovrai aspettare prima di riavere la tua libertà", ero decisa a fare un simile esperimento per provare le stesse emozioni che mi ero immaginata quando avevo guardato quel documentario, avevo il posto adatto e con l' aiuto del mio compagno avrei messo in atto ciò che avevo visto.

Al momento della ristrutturazione della casa avevo fatto costruire nella cantina un locale senza finestre, insonorizzato, isolato termicamente con ricambio di aria costante, pavimentato da materiale speciale in modo da starci comodamente nuda, avevo fatto installare un piccolo WC ed un rubinetto per l' acqua,  un piccolo e comodo lettino, la porta apribile solo dall' esterno che, una volta chiusa faceva il pari con il muro dando l' illusione che non esistesse, tutte le pareti dipinte di un grigio profondo un modo da dare un po' di teatralità a tutto l' ambiente, di lato sulla parete della porta un pulsante per la chiamata di emergenza e sulla parete di fronte alla porta una lunga catena terminante con un collare d' acciaio, era il mio luogo ideale per ripetere l' esperimento.

Al mio compagno avevo spiegato tutto quello che avevo in mente, non era d' accordo ma vedendomi fermamente decisa su ciò che volevo fare ha acconsentito ad aiutarmi mettendo un punto fisso: " per darmi una lezione casomai avessi avuto un ripensamento avrebbe disabilitato il tasto di emergenza per i primi 3 giorni", era un tempo ragionevole, ne lungo ne corto, ma non potevo farlo da sola avevo bisogno del suo aiuto ed il suo aiuto era condizionato da questo, qualcosa dentro mi diceva di rinunciare ma la voglia di essere provare era troppo forte, ci stavo pensando da troppo tempo e rinunciare sarebbe stata una fortissima delusione, anche se, a suo dire, mi sarebbe costato molto sacrificio, ho accettato incondizionatamente.

Alcuni giorni prima dell' inizio ho portato dentro la mia prigione una quantità di cibo che mi sarebbe dovuta bastare per almeno 15 giorni, l' ho messa dentro dei cartoni e posizionati sotto il lettino, dalla mia collezione ho preso una serie di manette combinate con leg irons molto pesanti costituite da bracciali alti 2 centimetri e chiudibili con una chiave speciale che al momento ho messo dentro la cella, infine ho provato l' efficienza del pulsante di emergenza, le luci e la chiusura della porta, tutto era perfetto potevo iniziare.

Il giorno stabilito, siamo scesi nella cantina e davanti a quella che sarebbe stata la mia cella per i prossimi giorni, mi sono spogliata lasciando tutti i vestiti all' esterno, sono entrata, ho raccolto le catene ed ho chiuso a chiave i ceppi sui polsi e sulle caviglie, ho preso il collare e l' ho chiuso sul mio collo, dopo aver controllato che tutte le serrature fossero ben chiuse ho gettato la chiave oltre la porta, il mio compagno che seguiva interessato tutti i preparativi mi ha detto che avevo un' ultima possibilità per rinunciare, ho risposto: "no va tutto bene", è uscito, ha chiuso la porta  le luci si sono abbassate mettendo la cella dove ero rinchiusa in penombra, la mia avventura era iniziata.

Essere rinchiusa nella mia prigione mi rendeva euforica, era come se fossi in un altro mondo, il silenzio era rotto solo dal piacevole tintinnio che le catene facevano quando mi muovevo la luce costante mi allontanava dalla realtà, ero felice e serena e come una bambina mi sono rannicchiata sul lettino e mi sono addormentata.

Nei preparativi avevo dimenticato una cosa importante, mi ero dimenticata di portare qualcosa da fare per passare il tempo, dentro la cella non c' era nulla, solo io, le catene ed un po' di cibo, troppo poco per una lunga permanenza, mi sono agitata sono andata in paranoia, non riuscivo a capire quanto tempo avessi già trascorso, avevo dormito alcune volte ma non riuscivo a quantificarne il tempo, la mia permanenza dentro quel luogo stava diventando impossibile, ho deciso che avrei terminato qui l' esperimento, mi sono diretta verso il pulsante di emergenza pronta a premerlo ma la catena che avevo al collo mi impediva di arrivarci, non capivo perché, prima di iniziare avevo controllato tutto perfettamente e la lunghezza della catena era abbastanza lunga da permettermi di premerlo, ho scorso tutta la catena e mi sono accorta che un lucchetto aveva accorciato la catena di un metro, era stato senza dubbio il mio compagno che per darmi una sonora lezione, senza che me ne accorgessi aveva messo quel maledettissimo lucchetto per impedirmi di usare il pulsante di emergenza.

Ero veramente nei guai, il solo modo di chiedere aiuto era quel pulsante ed io non potevo raggiungerlo, la mia speranza di essere liberata era nelle sue mani, dovevo sperare che avesse un piccolo ripensamento per lo scherzetto che mi aveva fatto e mi liberasse quanto prima.

Dal momento che ho scoperto che non avrei potuto chiedere aiuto, l' eccitazione che avevo all' inizio era scomparsa, adesso ero costantemente agitata e depressa, il luogo dove ero rinchiusa mi stava facendo impazzire, la mancanza di suoni e riferimenti naturali portava all' estremo la mia sopravvivenza, nei pochi momenti in cui riuscivo ad addormentarmi al risveglio avevo perso ancora di più la cognizione del tempo.

Dopo una massacrante attesa, finalmente la porta si è aperta è apparso il mio salvatore: "credo che il tuo esperimento si finito ed è ora che tu torni nella realtà", mi ha liberata dalle catene e mi ha portata in casa, timidamente gli ho chiesto quanto tempo sono rimasta rinchiusa, mi ha risposto tranquillamente: "quindici giorni, credi che possano bastare? ", sono rimasta sbalordita non pensavo cosi tanto........ "sono più che sufficienti e credo che possono bastare...........si possono bastare..............

20 gennaio 2018

129 - Ricordi d' estate..........2° parte

Avevo eseguito i suoi ordini mi ero recata nel luogo da lui indicato e mi ero incatenata alla roccia, avevo atteso pazientemente il suo arrivo ed avevo goduto del trattamento che mi aveva riservato, poi se n' era andato via lasciandomi legata per tutta la notte, in un primo momento la situazione mi piaceva, legata in mezzo a quella radura con la mia fantasia navigavo in un mondo fantastico immaginando di essere stata rapita ed incatenata in attesa di un riscatto, poi con il calare delle tenebre la situazione è peggiorata, la notte senza luna rendeva quel posto tetro ed irreale e man mano che la notte si inoltrava i rumori del bosco ed i versi degli animali notturni aumentavano creando dentro me un terrore incontrollabile, a tutto ciò si sommava il tetro rumore che facevano le catene appena mi muovevo, mi sono avvolta strettamente nella coperta fasciandomi anche la testa in modo da estraniarmi il più possibile da quel mondo pieno di rumori sconosciuti e per me paurosi, solo poco prima dell' alba, stanca e sfinita per la tensione accumulata, mi sono addormentata.

Quando sono stata svegliata il sole era già alto nel cielo, al mio compagno che era venuto a liberarmi, gli ho raccontato della notte passata nel terrore, piena di rumori ed urla di animali e della mia paura che non riuscivo a controllare, non mi ha creduto, mi ha detto semplicemente che se avevo avuto paura non mi avrebbe trovata addormentata, non ho avuto il coraggio di replicare.

Con una chiave ha aperto il lucchetto che mi legava alla roccia, ".......non ho con me le altre chiavi per cui credo che non avrai nulla in contrario se farai il tragitto fino a casa incatenata............. ", ha preso in mano la catena e mi ha condotta come un cagnolino verso casa, questa nuova situazione mi piaceva moltissimo mi eccitava, era quella che avevo sempre sognato, legata con le catene e condotta come una vera schiava dove voleva il mio padrone, ero talmente felice che lo avrei seguito in capo al mondo senza opporre la minima resistenza, senza lamentarmi ed incurante se nel tragitto qualcuno mi avesse notato, mi importava solo di essere la sua prigioniera, la sua schiava.

Il percorso è stato molto duro e la strada molto impervia con le catene che limitavano molto i miei movimenti ma nonostante i miei poveri piedi e le  caviglie fossero doloranti ero felicissima di quella situazione, mi piaceva molto, avrei desiderato che quel tragitto non finisse mai tanto era eccitante essere portata al "guinzaglio" dal mio padrone.

Giunti in prossimità dalla nostra casa mi ha detto: "Abbiamo ancora un giorno a disposizione, lascio a te la scelta, dove vuoi che chiuda questo lucchetto?", a queste sue parole il mio cuore ha iniziato a battere velocemente, mi avrebbe tenuta incatenata per un' altro giorno lasciandomi scegliere dove volevo legarmi, ero eccitatissima e senza pensarci due volte ho risposto: "Nel rifugio".

Tenendo in mano la catena mi ha portata dove gli avevo chiesto, abbiamo percorso il lungo cunicolo e arrivati dentro al rifugio ha chiuso con il lucchetto la catena ad un anello fissato su una parete, appena ho sentito quel meraviglioso suono..... click..... sono caduta in ginocchio spalancando la bocca l' avrei ringraziato nel migliore dei modi e la sua risposta non si è fatta attendere, mi ha subito riempito la bocca con il suo meraviglioso cazzo che mi è sprofondato in gola, ho leccato, succhiato con tutta la mia passione fino a quando ha scaricato nella mia bocca il suo gustosissimo nettare.

Poi senza neanche degnarmi di uno sguardo se n' è andato chiudendosi alle spalle il grosso portone, ho sentito gli scatti della serratura ed i suoi passi che si allontanavano piano piano poi il buio ed il silenzio profondo, ancora una volta ero prigioniera in quel luogo meraviglioso dove il tempo sembra fermarsi, ero talmente felice ed euforica che non ho resistito, mi sono carezzata dolcemente fino a procurarmi un incredibile orgasmo, ero molto provata e stanca ma talmente felice che mi sono rannicchiata addosso alla parete e mi sono addormentata ................................. un riposo davvero meritato...................

30 novembre 2017

127 - Ripetere l' avventura


Un pomeriggio avevo invitato a casa mia le mie amiche, mentre sorseggiavamo un drink, il discorso  è caduto sull' avventura che Serena mi aveva organizzato: "l' arresto in strada" descrivendola con nei minimi particolari e descrivendo tutte le sensazioni, le paure ed i piaceri che l' avventura stessa ci aveva offerto, le mie amiche seguivano con molto interesse il mio racconto e ne erano visibilmente affascinate, poi a Serena  è venuta un' idea. "perché non ripetere tutte insieme la stessa avventura e questa volta ad essere arrestate sarete in tre..........", le mie amiche prese alla sprovvista non sapevano cosa dire, erano un po' titubanti ma dai loro occhi si capiva benissimo che la proposta era alquanto eccitate molto ma non avevano il coraggio di ammetterlo, io al contrario ho subito accettato ed ero talmente entusiasta che sono riuscita convincerle nonostante la loro ritrosia.

Senza perdere tempo ci siamo truccate in modo molto appariscente, indossato degli abiti che non lasciavano dubbi sui personaggi che dovevamo interpretare ed una parrucca non farci riconoscere casomai qualche nostro amico o conoscente assistesse per puro caso al nostro stravagante gioco, Serena ha voluto utilizzare la sua auto per portarci nella piazzola della medesima strada in modo che una volta scese se avessimo avuto qualche ripensamento non sarebbe stato possibile andarcene senza di lei, per il momento nessuna ha obbiettato ma una volta scese dall' auto la faccenda si è fatta molto seria.

Erano passati pochi attimi dal momento che Serena se n' era andata che molti automobilisti si fermavano e credendo che fossimo delle vere professioniste tentavano degli approcci molto eloquenti che a stento riuscivamo a rifiutare, il tempo passava e più la situazione si faceva sempre più imbarazzante tanto che abbiamo dovuto nasconderci all' interno del boschetto adiacente la strada nell' attesa dell' arrivo della nostra amica che tardava ad arrivare, solo dopo alcune ore di snervante attesa è arrivata con tanto di lampeggiante blu sul tetto dell' auto, gli ultimi automobilisti rimasti, credendo che fosse una retata della polizia, sono fuggiti sgommando ed appena scesa dall' auto,  vestita da poliziotta e con fare autoritario ci ha fatte mettere con le mani appoggiate all' auto a gambe divaricate, poi ci ha ammanettate con i polsi dietro la schiena e con una catena ha collegato le manette, poi con molta calma ha effettuato una lunga ed attenta perquisizione senza tralasciare nessun punto del nostro corpo, quelle mani che frugavano e toccavano in punto del mio corpo mi eccitavano incredibilmente ed a malapena riuscivo a trattenermi, ero vicina a raggiungere un orgasmo, anche le mie amiche apprezzavano quei toccamenti ma il loro desiderio imminente era di allontanarsi in fretta da quel posto prima che qualcuno, insospettito, allarmasse le forze dell' ordine, infine ha preso dei leg irons e li ha chiusi sulle nostre caviglie, come fossimo delle pericolosissime criminali.

Dopo averci legate e perquisite approfonditamente ci ha fatto salite sui sedili posteriori, messe le cinture di sicurezza ed incatenate ai supporti del sedile, poi con tutta calma è partita per portarci "in prigione"....., il gioco era molto eccitante ma un senso di paura e timore aleggiava dentro di noi, temevamo di essere fermati da una pattuglia di veri poliziotti e non credo che vedendoci cosi legate una semplice banale spiegazione sarebbe stata sufficiente, ma a Serena questo non importava e per arrivare a casa sua dove eravamo dirette ha percorso la strada più lunga, prolungando la mostra apprensione, dopo un viaggio interminabile finalmente siamo giunte a destinazione e per evitare gli sguardi indiscreti del vicinato, ha parcheggiato l' auto dentro al suo garage, abbassata la saracinesca siamo scese dall' auto e condotte, sempre ammanettate, nel suo seminterrato dove, per i suoi giochi ed il suo piacere, aveva fatto costruire una vera e propria prigione con tanto celle con sbarre di acciaio, un posto incredibilmente eccitante.

Per controllare che non avessimo armi od oggetti nascosti ha eseguito una seconda minuziosa e sensuale perquisizione, dopo aver rimosse le catene ci ha rinchiuse dentro le celle, sentire il cancello che si chiudeva con un rumore che pareva assordante e la serratura che scattava togliendoci la nostra libertà mi ha procurato un piacere incredibile, assicuratasi che non saremo potute evadere per nessun motivo se n' è andata, solo alcune ore più tardi è tornata, ma il suo sguardo non prometteva nulla di buono, cosi con un sorriso che aveva del perverso ci ha detto: "generalmente quando uno viene arrestato è poi ascoltato dai PM che decidono se convalidare l' arresto o rimetterlo in libertà, purtroppo il mio PM nel fine settimana non lavora cosi resterete rinchiuse fino a lunedì", ci siamo guardate stupite, quel gioco che doveva durare un pomeriggio si stava protraendo più del dovuto e trascorrere tutto il week end rinchiuse non rientrava nei nostri piani, purtroppo per noi solo Serena aveva le chiavi per poterci liberare e conoscendola se aveva deciso cosi nessuno gli avrebbe mai fatto cambiare idea, nonostante le lamentele delle mie amiche ero felice di questo cambiamento di programma e restare tutto il week end rinchiusa dentro quella cella era la parte più bella ed eccitante di questa avventura..................

16 settembre 2017

125 - Sotterrata

Avere una casa in prossimità del lago ha reso le nostre vacanze molto piacevoli, non solo potevo prendere il sole al naturale, ma essendo un luogo molto ritirato potevamo giocare in ogni modo che ci passasse per la testa senza avere la preoccupazione di proteggerci da occhi indiscreti.

Il terreno intorno al lago era sabbioso quindi molto soffice, cosi al mio compagno è balenata una splendida idea, mi ha proposto di scavare una buca dentro la quale mi avrebbe sotterrata fino al collo, era un gioco che avevo fatto da bambina quando andavo al mare con la mia famiglia, cosi ho accettato con molto entusiasmo in modo da rivivere quei momenti felici.

Per creare un po’ di difficoltà ha voluto incatenarmi mani e piedi con delle catene pesanti che avevo portato e che fino ad oggi non avevo mai usato, dei pesanti ceppi ai polsi ed alle caviglie collegati con una grossa catena, poi ha preso una pala e mi ha accompagnata sulla riva del lago dove mi ha ordinato di scavare una buca, gli ho detto che essendo incatenata avevo molte difficoltà ad eseguire il suo ordine, ma è stato irremovibile, si è seduto su di un tronco e mi ha ordinato nuovamente di scavare.

Ho raccolto la pala ed ho iniziato a rimuovere la terra, era molto faticoso ma poi l’ ho trovato veramente eccitante, una schiava costretta a scavarsi una buca dentro la quale il suo aguzzino l’ avrebbe sepolta, era bellissimo, mentre scavavo fantasticavo e gioivo fino a non sentire più la fatica ed il dolore che mi procuravano le catene, dopo alcune ore di duro lavoro sono riuscita a scavare una grossa buca dentro la quale di li a poco mi avrebbe sotterrata.

Era abbastanza profonda, ci sono entrata e mi sono seduta, il collo affiorava sul ciglio, era della misura giusta, ha raccolto la pala ed ha iniziato subito a riempirla, ad ogni palata comprimeva la terra in modo che aderisse perfettamente al mio corpo, in poco tempo la buca è stata riempita ed io mi sono ritrovata  sotterrata fino al collo, ero bloccata dalla terra che circondava il mio corpo potevo muovere solo il collo, quell’ immobilità totale mi piaceva e mi eccitava.

E’ rimasto per molto tempo a contemplare il suo splendido lavoro, ero sicura che la mia situazione lo eccitasse e cosi è stato, si è seduto davanti alla mia faccia a gambe spalancate, ha tirato fuori il suo enorme cazzone e me lo ha spinto in fondo alla gola, non avendo grande possibilità di movimento ho cercato di assecondarlo il più possibile ed è stato meraviglioso, giunto al culmine dell’ eccitazione mi ha riempito la gola per la mia grande felicità, poi con tutta la sua calma si è rivestito, mi ha messo un cappello sulla testa e se n’ è andato, ho provato a richiamare la sua attenzione, chiedendogli di tirarmi fuori da li dentro ma ha fatto finta di non sentire e se n’ è andato.

Rimasta sola ho provato inutilmente a muovermi per potermi liberare, ma sia la terra perfettamente aderente al mio corpo che le catene con cui ero legata mi obbligavano all’ immobilità totale, non so quanto tempo ho passato sotterrata dentro quella buca ed ad essere sincera devo confessare che ho avuto molta paura, poi vicino all’ imbrunire è tornato e mi ha dissotterrata, ha provato a togliermi le catene ma non c’ è riuscito, la terra era penetrata dentro le serrature ed impediva alla chiave di aprirle, non ha insistito molto, anzi per consolarmi mi ha portata a casa e detto se volevo liberarmi potevo rivolgermi al mio amico fabbro perché lui doveva tornare in città e cosi ha fatto, se n’ è andato lasciandomi sola ed incatenata.

Rimasta sola sono andata sotto la doccia cercando di rimuovere più terra possibile da dentro le serrature, ma anche questa manovra è risultata vana, le chiavi non entravano nei loro buchi, cosi sono dovuta ricorrere all’ aiuto del mio amico Carlo, al quale ho dovuto spiegargli che cosa avevamo fatto e di cosa avevo bisogno, alla mia spiegazione dell’ accaduto l’ ho sentito ridacchiare per telefono, poi mi ha detto che mi avrebbe aiutato ma solo all’ indomani perché stasera aveva da fare, poco male, non avendo altre possibilità avrei passato tutta la notte incatenata e questo lo trovavo molto piacevole.

Al mattino è arrivato con tutta la sua attrezzatura, ha controllato le serrature, poi mi ha detto: “ti libererò dalle catene ma prima sai cosa voglio”, non c’ è stato bisogno di dire altro, con molto entusiasmo siamo andati nella camera da letto e con immenso piacere abbiamo scopato..... scopato......... scopato........... per non interrompere quel momento sarei rimasta incatenata per l' eternità ...........................