15 aprile 2017

120 - La collezione

Sta arrivando la bella stagione e  come si fa per la casa è il momento di pulire e mettere in ordine tutti i miei "giocattoli", cosi una sera ho preso tutti i miei oggetti di restrizione (manette, leg irons e lucchetti) le ho messi dentro la lavastoviglie e gli ho fatto fare un accurato lavaggio poi ancora caldi li ha adagiati sul letto e poi con molta cura e dedizione li ho presi uno ad uno e con uno straccetto li ho lucidati rimuovendo le ultime tracce del lavaggio e con una goccia di olio ho lubrificato il meccanismo di chiusura.

Alla fine, molto soddisfatta del il mio lavoro, ho ammirato tutti quei bellissimi oggetti sparsi sul letto, non sono riuscita a trattenermi, erano bellissimi, lucenti e disponibili per essere usati, non ho resistito molto e raccolto il primo paio di leg irons l' ho chiuso con grandissimo piacere sulle mie caviglie, poi sono scesa dal letto ho fatto alcuni passi per guardarmi allo specchio, le mie gambe vincolate da quei ferri luccicanti le facevano apparire molto più belle, quella visione mi piaceva ed allo stesso tempo mi eccitava.

 Però avere solo la gambe legate non mi bastava cosi ho preso un paio di manette e le ho chiuse sui miei polsi, non contenta ne ho prese un' altro paio ed ho fatto la stessa cosa, poi un' altro ed un' altro ancora, le mie braccia erano sempre più bloccate, godevo vedendo la mia immagine riflessa nello specchio, adoravo quel bellissimo luccichio delle manette chiuse sui miei polsi, mi sentivo sempre più bella ed eccitata, cosi ho raccolto l' ultimo paio, un bellissimo paio di "Hiatts 1504" con cerniera e con molta pazienza sono riuscita a chiuderli sui miei polsi, adesso ero contenta, immobilizzata e soddisfatta.

Senza neanche rendermene conto avevo chiuso sui miei polsi più di otto paia di manette e sulle caviglie quattro leg irons, più mi guardavo allo specchio più mi eccitavo, tutti quei ferri limitavano moltissimo i miei movimenti e ciò esaltava il piacere sentirmi impotente, piacevolmente prigioniera.
Il tempo era trascorso velocemente e senza rendermene conto era arrivato il momento in cui dovevo preparare al mio compagno che stava rientrando da lavoro, ho preso le chiavi per liberarmi ma dopo alcuni tentativi mi sono resa conto che era impossibile, l’ ultimo paio, le meravigliose “Hiatts 1504” erano chiuse sui miei polsi con i buchi delle serrature dalla parte sbagliata ed era già la seconda volta che mi capitava, il mio compagno avrebbe avuto molto da ridire sulla mia sbadataggine, sono certa che non sarebbe stato molto contento trovarmi ammanettata e costretta ancora una volta a chiedere il suo aiuto, ho provato in tutti i modi ma tutto è stato vano, rassegnata ho atteso il suo ritorno pronta ad ogni sua reazione.

Appena è entrato in casa, vedendomi ammanettata mi ha detto “ma allora è un vizio farti trovare sempre legata, io penso che tu lo faccia apposta per farti punire per la tua negligenza” non ho risposto ma gli ho solo mostrato i polsi in modo da facilitare la mia liberazione, ha raccolto le chiavi e stava per liberarmi, ma poi ci ha ripensato ed invece di aprire le manette ha liberato le caviglie dai leg irons, mi ha portata in camera e fatta distendere sul letto, ha fatto passare i leg irons tra le sbarre della testata e li ha chiusi sulle manette, immobilizzandomi sul letto.

Con tutta la sua calma si è spogliato, ha preso un paio di forbici ed ha tagliato i miei vestiti poi è salito su di me e mi ha scopato facendomi urlare di piacere, è stato semplicemente meraviglioso, poi si è rivestito mi ha salutato dicendomi: “visto che non hai preparato nulla da mangiare dovremo andare a cenare al ristorante” e  gettando le chiavi sul letto: “se riesci a liberarti puoi raggiungermi li, sarò ben lieto di cenare con te……..”.

Non sarei mai riuscita a liberarmi neanche avessi avuto la forza di rompere le catene tantomeno  a raggiungerlo, voleva darmi una lezione ed aveva trovato un modo che per me sarebbe stato il più piacevole, ho atteso il suo ritorno rilassata e piacevolmente legata immaginandomi il gustosissimo dopo cena…………………………….

15 marzo 2017

119 - Come una principiante 3° parte

Il mio nuovo vicino era entrato a far parte della mia vita in modo permanente, nonostante abitassimo ognuno nel proprio appartamento, le mie visite presso la sua abitazione erano frequenti e molto appaganti a tal punto che non potevo fare a meno di lui.

Un giorno mi comunica che dovrà assentarsi per motivi di lavoro per circa una settimana, gli chiedo se posso seguirlo, mi risponde che l' azienda per la quale lavora non approverebbe cosi sono costretta a restare a casa, sono talmente assuefatta alla sua presenza che non ne posso fare a meno, allora mi viene un' idea, se non posso seguirlo allora faro in modo che sia lui a costringermi a restare, ed il modo più adatto e farmi richiudere e incatenare nella mia prigione situata nel mio seminterrato, è l' occasione giusta visto che da quando mi sono lasciata con il mio ex compagno non l' ho più usata.

Gli spiego cosa ho in mente e lo invito a raggiungermi a mia casa, scendiamo nel seminterrato e davanti ad una parete, che all' apparenza sembra pulita e senza aperture, gli faccio premere un pulsante seminascosto e come per magia si apre magicamente una porta per accedere alla  cella, entriamo e gli spiego che se non vuole portarmi con se dovrà incatenarmi e rinchiudermi li dentro per tutto il periodo che lui sarà assente, gli faccio vedere che posso resistere per molti giorni perché c' è l' acqua corrente ed  il water, manca solo del cibo che naturalmente andremo ad acquistare, è perplesso, gira per la cella controllando ogni dettaglio, raccoglie le catene da terra e le controlla minuziosamente, sono composte da un collare di ferro collegato ad una lunga catena fissata sul muro ed a sua volta è collegato a due ceppi per i polsi e per le caviglie, prova a tirarlo per vedere se è ben fissato, apre il rubinetto dell' acqua e ne beve un sorso come per sincerarsi che fosse potabile, infine fa scaricare il water e ritenuto che tutto fosse perfettamente funzionante mi dice: "ok, andiamo ad acquistare il cibo non vedo l' ora di esaudire il tuo desiderio........", andiamo al supermarket, acquistiamo numerose confezioni di cibo confezionato a lunga conservazione, mettiamo tutto in una grossa scatola di cartone e lo portiamo nella cella.

Mi spoglio completamente e getto i vestiti fuori della porta, poi lo invito ad incatenarmi raccomandandogli di chiudere bene i ceppi perché mi dispiacerebbe molto se riuscissi ad evadere, lui sorride e mi garantisce che non sarà assolutamente possibile che io mi possa allontanare da li, vedermi nuda ed incatenata  lo eccita moltissimo e senza perdere un attimo mi  stende per terra e mi scopa con grandissimo vigore, urlo tutto il mio piacere mentre scarica dentro di me tutto il suo seme, alla fine soddisfatto si è alza e senza nemmeno salutarmi e con l’ indifferenza più totale se n' è va chiudendo la porta alle sue spalle, sento la serratura scattare, finalmente sono la sua prigioniera, non vedevo l' ora che questo accadesse e questo è solo l' inizio.

Era passato molto tempo da quando il mio ex compagno mi aveva rinchiusa li dentro, non ero riuscita a trovare ne la persona ne il momento giusto per usare la mia amatissima prigione, questa era il momento giusto e me lo sarei goduto minuto per minuto, la tenue illuminazione ed il tepore dell’ aria rendevano quel luogo veramente eccitante.

Non sapevo quando sarebbe tornato a liberarmi, il cibo stava quasi per finire ed io avevo perso ogni speranza di salvezza quando ho udito uno scatto molto familiare, la porta si stava aprendo era arrivata l' ora della mia liberazione, l' ho visto entrare e gli sono corsa incontro ma sono stata bloccata subito dalle catene, sono crollata in un pianto dirotto, mi ha abbracciata, accarezzata, baciata ed appena mi sono calmata ho chiesto ardentemente di fare l' amore con lui.

Non mi ha deluso e ha subito iniziato ad esaudire le mie voglie, poi mentre ci stavamo rilassando si è alzato ed ha controllato tutto il locale come se fosse la prima volta che vi entrava e vedendo che in un cartone era rimasto ancora del cibo mi ha detto: " credo che questo cibo sia sufficiente per almeno due tre giorni, sarebbe un peccato doverlo gettare, cosi ho deciso di farti un ulteriore  regalo, ti lascerò ancora rinchiusa in modo da non sprecare nulla" e senza dire altro e uscito richiudendosi la porta alle sue spalle.

Aveva imparato in fretta a comportarsi come un vero padrone, rigido, determinato, autoritario ed insofferente alle mie suppliche, era quello giusto, quello che da molto tempo stavo cercando...........................

15 gennaio 2017

117 - Come una principiante

Durante la mia navigazione in internet mi sono imbattuta in un sito che vende abbigliamento sexy, guardando tra le foto noto un vestitino che assomiglia ad una rete da pesca aderentissimo che accentua la figura della modella mettendo in risalto tutte le sue curve evidenziandone ogni minimo dettaglio, in più la modella indossa una ball gag, manette e leg irons che la fanno più bella ed attraente, il tutto venduto ad un prezzo interessante, non che avessi bisogno di accessori, ne ho una discreta collezione, ma poiché l' abito era venduto insieme agli accessori ho acquistato tutti il kit.

Alcuni giorni dopo il corriere mi consegna il pacco contenente il mio abitino sexy con i relativi accessori, corro in salotto ed apro il pacco, non vedo l' ora di indossarlo, è meraviglioso molto più bello di quello che mi potevo immaginare, mi spoglio completamente e lo indosso, mi aderisce come una seconda pelle, corro in camera e prendo un bellissimo paio di scarpe con un tacco altissimo da abbinare, le indosso, mi guardo allo specchio e quello che vedo mi eccita notevolmente, l' abito tutto traforato mette ancora di più in mostra le mie splendide curve, sono soddisfatta ed anche molto eccitata, decido di indossare anche gli accessori, prendo la ball gag, intonata con il colore del vestito, la infilo dentro la mia bocca e l' allaccio ben stretta dietro la nuca, poi i leg irons sulle caviglie ed infine le manette, che a differenza di quelle indossate dalla modella mi hanno inviato quelle del tipo a cerniera, sono più rigide e limitano maggiormente i movimenti, ma a me vanno benissimo pure quelle.

Mentre sto provando il mio nuovo vestitino compresi gli accessori mi torna in mente che ho un appuntamento e non ho molto tempo, prima di prepararmi per uscire mi voglio guardare ammanettata, ma  per non perdere troppo tempo per liberarmi decido di chiude il polsini solo due clic e poi infilare i polsi dentro i bracciali cosi li posso sfilare agevolmente, tanto l' effetto davanti allo specchio sarà comunque magnifico.

Con indosso tutti gli accessori sono passata davanti allo specchio un' infinita di volte e ogni volta che guardavo la mia immagine riflessa la trovavo molto sexy ed estremamente eccitante, ho continuato ad ammirarmi fino a quando in preda ad una forte eccitazione mi sono lasciata cadere sul divano, immediatamente ho sentito alcuni inconfondibili scatti dietro la schiena,  la pressione del cuscino sul divano ha chiuso le manette strettamente intorno ai miei polsi, impossibile estrarre i polsi senza aprirle, senza perdere la calma mi sono detta: " pazienza, la prossima volta starò più attenta", sono andata a prendere la chiave per liberarmi.

Cerco di infilare la chiave nel buco della serratura delle manette ma non ci riesco, allora ritorno davanti allo specchio per facilitare tale operazione e con mio grande sgomento noto che i buchi delle serrature sono dalla parte sbagliata, posizionate dalla parte dei gomiti, impossibile infilare la chiave con le manette strette all' inverosimile sui miei polsi, impreco contro me stessa per non essere stata attenta, la mia euforia e la voglia incontrollabile di ammirarmi nello specchio mi ha fatto comportare come una vera e propria "principiante" ed adesso che sono sola in casa ed anche imbavagliata non so a chi rivolgermi per chiedere aiuto.

Dopo un lungo periodo di meditazione ho deciso che avrei chiesto aiuto al mio nuovo vicino, avrei accettato tutte le critiche per il mio strano comportamento senz’ altro  era la soluzione più giusta, cosi ho aspettato che facesse buio prima di uscire di casa, non volevo farmi notare da un eventuale passante, più rapidamente possibile, per quanto mi permettevano le catene alle caviglie, ho percorso il tratto di strada che separava le nostre due case, sono entrata nel giardino del vicino, ho suonato il campanello con la testa ed ho atteso che mi aprisse.

 Appena ha aperto la porta e mi ha vista è rimasto come paralizzato, ho accennato ad entrare, si è scansato e mi ha seguito in casa chiudendosi la porta alle spalle, dopo il primo attimo di sbandamento mi ha tolto la ball gag e mi ha chiesto che cosa fosse successo, gli ho spiegato tutto nei minimi dettagli, informandolo anche dei miei gusti un po' particolari poi l' ho pregato di aiutarmi, durante tutta la spiegazione non riusciva a staccare gli occhi di dosso era eccitatissimo, la sua patta dei pantaloni stava quasi per strapparsi, è riuscito a dire solo poche parole: "non avevo mai incontrato una donna ammanettata, cosi attraente e sensuale come te..........................." e scherzando sulla situazione continuava: " se non avessi bisogno di aiuto quasi quasi ti violenterei..............", la mia risposta è stata univoca: "se ti va puoi farlo ma prima rimettimi la ball gag in bocca", non c' è stato bisogno di dire altro, ha rimesso la ball gag al suo posto poi mi ha appoggiata con la pancia  sul bracciolo di una poltrona e mi ha scopato in maniera esaltante................................ sono certa che rimarremo molto amici.........................

20 novembre 2016

115 - Ringraziamento o vendetta

La vacanza fatta presso l’ hotel prigione insieme alla mia amica Bianca mi aveva soddisfatta pienamente, avevo ottenuto quel brivido che per tanto tempo stavo cercando ma aveva lasciato dentro di me qualcosa di amaro, il sospetto che avesse sbagliato volutamente la prenotazione si era inglobato nella mia mente e non riuscivo a cancellarlo, certo che se avessimo passato insieme tutto il periodo della vacanza, rinchiuse dentro le celle della prigione, sarebbe stato stupefacente, ma cosi non era stato, ero certa della sua malafede, nonostante continuasse a discolparsi in ogni modo, un piccolo tarlo di vendetta si faceva strada dentro di me cosi ho escogitato un piano per vendicarmi.

Ho invitato la mia amica a cena, dopo siamo andate in camera per giocare un po’, sul letto avevo lasciato di proposito numerose manette e catene, sapevo che allo loro vista si sarebbe eccitata e lasciata andare e cosi è stato, appena le ha viste non ha perso tempo, si è spogliata e mi ha subito chiesto di essere incatenata, dopo essermi spogliata a mia volta, ho proceduto ad ammanettarla mani e piedi, la stessa cosa ho fatto su di me, poi felici ed eccitate abbiamo dato sfogo a tutte le nostre voglie più nascoste.

Dopo il primo assalto frenetico, ancora eccitate, ho proposto alla mia amica di proseguire il nostro incontro d' amore nel seminterrato, dentro la mia “prigione privata”, felicissima della proposta è scesa dal letto mostrandomi le mani perché le togliessi le manette, le ho detto che non era necessario liberarla perché avremo continuato il nostro eccitante gioco di sotto, ha sorriso e si è incamminata zoppettando nel seminterrato, intanto io ho preso dal frizer un cubetto di ghiaccio in cui era congelata la chiave di un lucchetto che avrei usato per il nostro gioco.

Scese nel seminterrato ed entrate dentro il dungeon ho appeso il cubetto del ghiaccio sul soffitto poi, raccolta una delle lunghe catene fissate al muro ho incatenato ad essa Bianca, poi raccolta l’ altra ho fatto la stessa cosa su di me, adesso che eravamo ambedue incatenate e saremo rimaste imprigionate fino a quando il cubetto di ghiaccio si fosse sciolto e fatto cadere la chiave, abbiamo continuato le nostre effusioni amorose con maggiore piacere ed intensità.

Era bellissimo essere incatenata insieme alla mia carissima amica, condividere il piaceri dell’ amore e della prigionia contemporaneamente, dopo alcune ore il ghiaccio si è sciolto e la chiave è caduta, l’ho raccolta e mi sono liberata dalla catena che mi teneva prigioniera, poi ho gettato la chiave per terra vicino a Bianca che l’ ha raccolta ed ha provato a liberarsi senza però riuscirci, la chiave funzionava solo sul mio lucchetto, mi ha guardato stupita, gli ho sorriso dicendogli: “sono certa che quando hai prenotato la vacanza al "jail-hotel" hai sbagliato volutamente e ti confesso, per me è stato meraviglioso, era quello che avevo sempre desiderato e poiché sono rimasta talmente estasiata che adesso ti voglio far provare quello che ti sei persa”, cosi mentre le rimaneva stupita ed ammutolita sono salita di sopra mi sono liberata dalle catene ho recuperato del pane secco ed alcune bottiglie d’ acqua e sono tornata giù.

Ho deposto quel poco cibo su un vassoio, per terra, vicino della mia amica, poi ho raccolto la catena che la teneva legata al muro e con un lucchetto l’ ho accorciata di un metro circa, era talmente corta che che a malapena poteva stare in piedi, soddisfatta sono uscita ricordandogli che poteva gridare ed urlare quanto voleva tanto la cella dove si trovava rinchiusa era perfettamente insonorizzata e nessuno l' avrebbe mai sentita ed io sarei tornata a liberarla non prima di sette giorni, è entrata in una stato di agitazione mi ha implorato, pregato, ha ammesso che effettivamente l' aveva fatto apposta, mi ha chiesto perdono, ma sono stata irremovibile, non ho avuto nessuna pietà ho chiuso a chiave la porta e sono uscita, ho abbassato le luci lasciando la cella quasi al buio, ho regolato l’ aria condizionata in modo da rendere tutto l’ ambiente fresco, al contrario di come l' avevo trovato io, poi sono salita in casa e mi sono messa a sbirciare la mia amica attraverso una telecamera nascosta posizionata dentro la cella.

L’ ambiente che le avevo creato era quasi simile a quella in cui ero stata rinchiusa durante quella splendida vacanza, ma la mia carissima amica non riusciva ad apprezzare tutto ciò, l’ ho vista agitarsi inutilmente strattonando le catene chiedere invano aiuto, constatato che ogni suo sforzo per liberarsi non avrebbe prodotto nessun effetto, si è rassegnata, rannicchiandosi contro la parete e mettendosi a piangere, il suo stato di animo non ha prodotto in me alcun senso di pietà, anzi ha generato in me uno stato di eccitazione che non ho resistito e mi sono masturbata davanti al monitor che trasmetteva le immagini della mia carissima amica incatenata dentro la cella.

Dopo due giorni, ha deciso che era stata sufficientemente punita, sono scesa e l’ ho liberata, appena si è sentita libera dalle catene mi ha gettato le braccia intorno al collo ed in lacrime mi ha chiesto perdono per lo scherzetto che mi aveva fatto, gli ho detto che l’ avevo già perdonata ma la prossima volta se decideremo di fare una vacanza insieme dovrà rispettare tutti gli accordi altrimenti potrei........ vendicarmi............

2 luglio 2016

111 - Jail Hotel

Avevo già fatto una vacanza in un hotel prigione, era stato bellissima ma niente di speciale, volevo trovare qualcosa di veramente autentico, vero, con delle celle che non fossero camere d’ albergo ma vere dentro le quali si possa respirare il profumo della detenzione, durante mie navigazioni su internet avevo scoperto che in un paese dell’ est c’ é un hotel con queste caratteristiche, utilizzata come una  prigione militare nazista, oggi l'impianto da incubo è stato trasformato in un albergo-prigione mantenendo le stesse caratteriste di un tempo dove gli ospiti dopo aver firmato una liberatoria possono essere trattati come detenuti effettivi.

Questo hotel faceva al caso mio, era quello che stavo cercando, mi eccitava molto il fatto di essere rinchiusa in una vera prigione e trattata come una detenuta “pericolosa”, subendone tutte le conseguenze, ma non conoscendo la lingua dovevo trovare un compagno/a disposto/a ad aiutarmi e mi seguisse in questa avventura, ne ho parlato con tutti i miei amici ma nessuno era disposto ad accettare.

Quando stavo quasi per rinunciare, Bianca mi ha detto che accettava l' invito e mi avrebbe accompagnato, felicissima ho prenotato e la settimana successiva siamo partite per la nostra vacanza "infernale".

Quando ci siamo presentate all' hotel per prima cosa ci hanno fatto firmare una liberatoria accettando di essere trattati come veri prigionieri da parte del personale qualificato, che include dormire in una cella su un vecchio materasso posato su assi di legno, mangiare cibo della prigione servito attraverso le porte sbarrate, essere apostrofati verbalmente dalle guardie ed eseguire gli ordini alla lettera. Il mancato rispetto per il rigoroso codice di condotta è punita attraverso l'esercizio fisico e lavori di pulizia attorno alla prigione.

Senza alcuna esitazione ho firmato con immensa gioia la liberatoria, subito dopo mi hanno condotto in una stanza dove mi hanno fatto depositare tutti i bagagli spogliare e vestire con abiti della prigione e subito mi hanno ammanettato mani e piedi, effettuato una lunga ed attenta perquisizione, poi fotografato e registrato come da prassi, al termine delle procedure mentre due secondini mi stavano accompagnando in una cella ho visto Bianca che si trovava sempre nella parte ospite ed era ancora vestita con gli stessi abiti con cui era arrivata, incuriosita gl ho chiesto perché si trovasse ancora li la sua risposta mi ha gelato il sangue: “scusami tanto ma quando ho effettuato la prenotazione devo aver sbagliato qualcosa invece di prenotare una settimana per due ho prenotato due settimane per una persona, spero che che questo piccolo disguido si traduca in una eccellente vacanza per te” e salutandomi con un sorriso sarcastico ha concluso: “goditi la vacanza, ci rivediamo tra due settimane…………” colma d’ ira ho cercato di far capire alle guardie che volevo rinunciare ho provato a divincolarmi per fuggire ma ormai era troppo tardi  hanno aperto una cella e mi hanno rinchiusa dentro senza neanche togliermi la manette.

La cella era buia stretta e odorava di muffa, se non era che ero in vacanza sarebbe stato un luogo veramente terribile, dopo alcune ore si apre lo spioncino della porta ed una guardia mi osserva per vedere se tutto va bene, vede che mi sono calmata allora entra e mi libera dalle catene, poi deposita sol pavimento un vassoio con  il pranzo, una brodaglia immangiabile ed una bottiglietta d’ acqua, guardo la cena indifferente e mi stendo sul lettino rimuginando su quello che è accaduto.
Bianca mi aveva imbrogliato magistralmente, adesso mi trovava rinchiusa in una prigione alla mercé dei guardiani e visto che non conoscevo una parola della loro lingua ero nell’ impossibilità di farmi capire e far valere le mie ragioni ed i miei diritti, ero in un bel guaio questo grazie alla mia carissima amica Bianca.

Dopo alcuni giorni dei quali non sono riuscita ne a dormire ne a mangiare quella schifezza di cibo ho iniziato a protestare ed urlare, le guardie non comprendendo una parola di quello che dicevo mi hanno scambiato per una viziosa eccentrica ed isterica, non hanno fatto nulla per capire ciò che volevo, anzi, scocciati per i miei isterici capricci, sono entrati mi hanno sbattuta per terra e dopo avermi ammanettata mani e piedi mi hanno portata nel reparto al piano sottostante, quello che ai tempi in cui il carcere era attivo era riservato ai prigionieri pericolosi e speciali ed adesso inutilizzato, credo che lo avessero aperto solo per me perché ero diventata insopportabile, mi hanno spinto dentro una piccolissima cella e dopo aver chiuso il grossissimo cancello se ne sono andati lasciandomi sola ed al buio.
 
Non c’ erano finestre, la poca aria, umida e pesante, entrava attraverso il cancello, non c’ era nessun letto sul quale potermi stendere ero finita veramente all’ inferno, adesso potevo piangere e lamentarmi con ragione, i miei carcerieri non avevano dimostrato nessuna pietà nei miei confronti ed ero sicura che non mi avrebbero liberato fino alla scadenza del contratto.

Ho trascorso i restanti giorni rinchiusa in quel tugurio, dove una volta al giorno mi portavano da mangiare un po’ del loro pane schifosissimo ed un po’ d’ acqua e siccome i miei bisogni li dovevo fare per terra prima del cibo provvedevano a lavare ed innaffiare me ed il pavimento con un tubo di gomma, poi se ne andavano felici canticchiando.

Alla scadenza della vacanza sono venuti a prendermi, dopo avermi liberata dalle catene mi hanno fatto fare una vera doccia e fatta rivestire con i miei vestiti, poi mi hanno accompagnato all’ ingresso dove c’ era la mia amica Bianca ad attendermi, mi ha abbracciato e baciato poi dopo aver salutato tutto lo staff dell’ hotel mi ha persa sottobraccio e ci siamo incamminati per l’ l’uscita, era euforica voleva sapere tutto, com’ era andata, se mi ero divertita, ogni particolare, “non avere fretta ti dirò tutto al momento opportuno, adesso allontaniamoci il più possibile da questo posto non vorrei che ci ripensassero e mi ospitassero per altre due settimane………………”

La “vacanza” se cosi si può chiamare, dentro quella cella, è stata la più dura e tremenda della mia vita, sarà ben difficile che in futuro la possa rifare……………. o forse………. chissà………………..