15 ottobre 2016
114 - La casa abbandonata 3 parte
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10 settembre 2016
113 - La casa abbandonata 2 parte
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6 agosto 2016
112 - La casa abbandonata
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2 luglio 2016
111 - Jail Hotel
Avevo già fatto una vacanza in un hotel prigione, era stato bellissima ma niente di speciale, volevo trovare qualcosa di veramente autentico, vero, con delle celle che non fossero camere d’ albergo ma vere dentro le quali si possa respirare il profumo della detenzione, durante mie navigazioni su internet avevo scoperto che in un paese dell’ est c’ é un hotel con queste caratteristiche, utilizzata come una prigione militare nazista, oggi l'impianto da incubo è stato trasformato in un albergo-prigione mantenendo le stesse caratteriste di un tempo dove gli ospiti dopo aver firmato una liberatoria possono essere trattati come detenuti effettivi.
Questo hotel faceva al caso mio, era quello che stavo cercando, mi eccitava molto il fatto di essere rinchiusa in una vera prigione e trattata come una detenuta “pericolosa”, subendone tutte le conseguenze, ma non conoscendo la lingua dovevo trovare un compagno/a disposto/a ad aiutarmi e mi seguisse in questa avventura, ne ho parlato con tutti i miei amici ma nessuno era disposto ad accettare.
Quando stavo quasi per rinunciare, Bianca mi ha detto che accettava l' invito e mi avrebbe accompagnato, felicissima ho prenotato e la settimana successiva siamo partite per la nostra vacanza "infernale".
Quando ci siamo presentate all' hotel per prima cosa ci hanno fatto firmare una liberatoria accettando di essere trattati come veri prigionieri da parte del personale qualificato, che include dormire in una cella su un vecchio materasso posato su assi di legno, mangiare cibo della prigione servito attraverso le porte sbarrate, essere apostrofati verbalmente dalle guardie ed eseguire gli ordini alla lettera. Il mancato rispetto per il rigoroso codice di condotta è punita attraverso l'esercizio fisico e lavori di pulizia attorno alla prigione.
Senza alcuna esitazione ho firmato con immensa gioia la liberatoria, subito dopo mi hanno condotto in una stanza dove mi hanno fatto depositare tutti i bagagli spogliare e vestire con abiti della prigione e subito mi hanno ammanettato mani e piedi, effettuato una lunga ed attenta perquisizione, poi fotografato e registrato come da prassi, al termine delle procedure mentre due secondini mi stavano accompagnando in una cella ho visto Bianca che si trovava sempre nella parte ospite ed era ancora vestita con gli stessi abiti con cui era arrivata, incuriosita gl ho chiesto perché si trovasse ancora li la sua risposta mi ha gelato il sangue: “scusami tanto ma quando ho effettuato la prenotazione devo aver sbagliato qualcosa invece di prenotare una settimana per due ho prenotato due settimane per una persona, spero che che questo piccolo disguido si traduca in una eccellente vacanza per te” e salutandomi con un sorriso sarcastico ha concluso: “goditi la vacanza, ci rivediamo tra due settimane…………” colma d’ ira ho cercato di far capire alle guardie che volevo rinunciare ho provato a divincolarmi per fuggire ma ormai era troppo tardi hanno aperto una cella e mi hanno rinchiusa dentro senza neanche togliermi la manette.
La cella era buia stretta e odorava di muffa, se non era che ero in vacanza sarebbe stato un luogo veramente terribile, dopo alcune ore si apre lo spioncino della porta ed una guardia mi osserva per vedere se tutto va bene, vede che mi sono calmata allora entra e mi libera dalle catene, poi deposita sol pavimento un vassoio con il pranzo, una brodaglia immangiabile ed una bottiglietta d’ acqua, guardo la cena indifferente e mi stendo sul lettino rimuginando su quello che è accaduto.
Bianca mi aveva imbrogliato magistralmente, adesso mi trovava rinchiusa in una prigione alla mercé dei guardiani e visto che non conoscevo una parola della loro lingua ero nell’ impossibilità di farmi capire e far valere le mie ragioni ed i miei diritti, ero in un bel guaio questo grazie alla mia carissima amica Bianca.
Dopo alcuni giorni dei quali non sono riuscita ne a dormire ne a mangiare quella schifezza di cibo ho iniziato a protestare ed urlare, le guardie non comprendendo una parola di quello che dicevo mi hanno scambiato per una viziosa eccentrica ed isterica, non hanno fatto nulla per capire ciò che volevo, anzi, scocciati per i miei isterici capricci, sono entrati mi hanno sbattuta per terra e dopo avermi ammanettata mani e piedi mi hanno portata nel reparto al piano sottostante, quello che ai tempi in cui il carcere era attivo era riservato ai prigionieri pericolosi e speciali ed adesso inutilizzato, credo che lo avessero aperto solo per me perché ero diventata insopportabile, mi hanno spinto dentro una piccolissima cella e dopo aver chiuso il grossissimo cancello se ne sono andati lasciandomi sola ed al buio.
Non c’ erano finestre, la poca aria, umida e pesante, entrava attraverso il cancello, non c’ era nessun letto sul quale potermi stendere ero finita veramente all’ inferno, adesso potevo piangere e lamentarmi con ragione, i miei carcerieri non avevano dimostrato nessuna pietà nei miei confronti ed ero sicura che non mi avrebbero liberato fino alla scadenza del contratto.
Ho trascorso i restanti giorni rinchiusa in quel tugurio, dove una volta al giorno mi portavano da mangiare un po’ del loro pane schifosissimo ed un po’ d’ acqua e siccome i miei bisogni li dovevo fare per terra prima del cibo provvedevano a lavare ed innaffiare me ed il pavimento con un tubo di gomma, poi se ne andavano felici canticchiando.
Alla scadenza della vacanza sono venuti a prendermi, dopo avermi liberata dalle catene mi hanno fatto fare una vera doccia e fatta rivestire con i miei vestiti, poi mi hanno accompagnato all’ ingresso dove c’ era la mia amica Bianca ad attendermi, mi ha abbracciato e baciato poi dopo aver salutato tutto lo staff dell’ hotel mi ha persa sottobraccio e ci siamo incamminati per l’ l’uscita, era euforica voleva sapere tutto, com’ era andata, se mi ero divertita, ogni particolare, “non avere fretta ti dirò tutto al momento opportuno, adesso allontaniamoci il più possibile da questo posto non vorrei che ci ripensassero e mi ospitassero per altre due settimane………………”
La “vacanza” se cosi si può chiamare, dentro quella cella, è stata la più dura e tremenda della mia vita, sarà ben difficile che in futuro la possa rifare……………. o forse………. chissà………………..
10 giugno 2016
110 - "La scomparsa di Alice Creed" 3° parte
Il gioco, sconvolgente ed estremamente eccitante stava andando avanti già da un po’ di tempo, mi mandava una - due email a settimana ed io puntualmente mi recavo nella casa, dove avevo vissuto quel fantastico rapimento, mi spogliavo, mi ammanettavo al letto dopo aver messo la ball gag ed il cappuccio e restavo in trepidante attesa, eccitata ma tormentata da paure, insicurezze e molti rimorsi per essermi messa totalmente nelle mani di uno sconosciuto senza valutare i rischi che avrei corso, non ero m ai riuscita a vederlo in faccia e questo mi tormentava e mi eccitava allo stesso tempo, ma nonostante tutto ero talmente eccitata che tutte le mie preoccupazioni passavano in secondo piano.
Quando arrivava, dal rumore sommesso dei suoi passi capivo che si muoveva intorno al letto e passava molto tempo a guardarmi nuda ed immobilizzata, ero sicura che tutto questo lo eccitasse incredibilmente, sentire la sua presenza e non poterlo vedere mi dava un senso di angoscia misto ad intenso piacere, poi sentivo il rumore lieve dei suoi abiti che cadevano sul pavimento, poi il suo peso su di me e l’ inizio di una scopata fantastica, che mi faceva salire al settimo cielo regalandomi un immenso piacere.
Una sera mentre era intento a scoparmi ho sentito altre mani sul mio corpo, non capivo di chi fossero, presa dall' intenso piacere non mi ero accorta che nella stanza erano entrate altre persone ed adesso mi stavano accarezzando e palpando senza riguardo, legata com' ero non avevo nessuna possibilità ne di ribellarmi ne chiedere aiuto, ogni suono era soffocato dalla ball gag che avevo infilata nella bocca, cosi ho accettato passivamente che uno dopo l' altro mi scopassero a loro piacimento e devo dire che dopo il primo spavento iniziale alla fine sono rimasta molto soddisfatta delle loro prestazioni che mi hanno fatto raggiungere più volte l' orgasmo.
La cosa si è ripetuta più e più volte e devo dire che mi faceva piacere ma adesso era giunto il momento di conoscere i volti dei miei "fottutissimi amanti", cosi mi sono rivolta ad un amico ed in gran segreto gli ho fatto istallare all' interno della casa numerose telecamere nascoste, poi ho atteso la prossima convocazione.
Anche quest' ultima si è rivelata spettacolare, io come sempre legata e bendata e loro che si davano un gran da fare per scoparmi a più non posso, sono sicura che qualcuno si sia concesso pure il bis con mio grandissimo piacere, poi come sempre se ne sono andati via tutti lasciando la chiave per liberarmi allacciata come sempre al mio polso, dopo aver ripreso fiato da quell' incredibile battaglia mi sono liberata e fortemente incuriosita sono andata a visionare ciò che le telecamere avevano registrato, finalmente potevo vederlo in faccia, adesso non era più uno sconosciuto, era un amico di Martina che avevo visto a casa sua durante una festa.
Non contento dell’ occasione che gli era capitata aveva voluto strafare ed aveva invitato cinque suoi amici che, ben lieti di farmi felice si davano il cambio alternandosi dentro di me, vedendo quelle immagini mi stavo eccitando ancora ma tutto è crollato improvvisamente quando ho visto dalla registrazione di un' altra telecamera ho visto si faceva pagare dai suoi amici prima di farli entrare in camera da letto a scoparmi, allora mi sono arrabbiata, incazzata nera ho prelevato tutte le registrazioni le ho portate a casa e fatto diversi CD.
Mi sono messa alla ricerca del mio "amico", non è stato difficile, individuato il suo indirizzo mi sono recata a casa sua, ho atteso che sua moglie uscisse, ho suonato alla porta e quando mi ha vista e totalmente sbiancato, senza aspettare il suo invito sono entrata in casa, gli ho messo in mano il CD invitandolo a guardarlo, forte della mia supremazia gli ho detto: "mi avevi coinvolto in un gioco bellissimo ed ero dispostissima a coinvolgere anche i tuoi fottuti amici, ma per la tua stupida avidità hai sciupato tutto ed adesso ne pagherete tutte le conseguenze, se non vuoi che questo video arrivi nelle mani di tua moglie ed in quella delle altre mi darete un bel gruzzoletto a testa e se provate a fare i furbi c' è sempre la possibilità che il video vada nelle mani delle autorità con tutte le conseguenze del caso ed allora prevedo guai a non finire, il CD lo puoi tenere come ricordo, ti aspetto tra una settimana nella casa dei nostri giochi per saldare i vostri debiti", mi sono alzata e sono uscita felice, la mia vendetta si stava materializzando...................................
2 maggio 2016
109 - "La scomparsa di Alice Creed" 2° parte
Martina organizzando il mio rapimento, simile al film che avevamo visto assieme, mi aveva fatto vivere un’ avventura entusiasmante dalla quale ne ero rimasta talmente soddisfatta che stavo pensando di chiedergli di ripeterla, ma non avevo il coraggio, il ricordo dell’ avventura passata mi affascinava, mi eccitava e mi perseguitava tutte le notti.
Una mattina aprendo la posta elettronica trovo un messaggio da un mittente sconosciuto, faccio per cancellarlo ma l' oggetto del messaggio mi incuriosisce, allora l' apro e lo leggo: "Carissima Elisa, sono uno dei tuoi rapitori e da quel poco di tempo che siamo stati insieme ho capito e valutato che sei una persona particolare, hai vissuto e goduto molto intensamente per tutto il tempo che siamo stati insieme e sono certo che ne sei rimasta altamente soddisfatta, ho capito subito quali sono i tuoi gusti e quanto piacere hai provato sin dal momento che ti abbiamo rapita, anche la tua amica Martina mi ha confermato ciò che ho pensato ed adesso, sicuro di farti un grosso piacere, ti voglio proporre un nuovo gioco, sono certo che sarà di tuo gradimento, se per caso non lo fosse cestina questo mio messaggio ed ognuno andrà per la sua strada.
Il gioco che ti voglio proporre è questo: " ti faro avere le chiavi della casa dove ti ho segregata e quando lo riterrò opportuno ti invierò un messaggio, ti recherai all' indirizzo indicato ed una volta dentro dopo esserti spogliata completamente ti legherai al letto allo stesso modo in cui ti avevo legato io, con la ball gag nella bocca ed il cappuccio in testa e resterai in attesa del mio arrivo, ti userò lo stesso trattamento che hai ricevuto del quale so con certezza che ne sei rimasta molto soddisfatta, prima di andarmene faro in modo che tu possa liberarti facilmente dalle manette e tornare felice e soddisfatta a casa", per rendere il gioco più eccitante tu non saprai mai chi sono e resterò per sempre lo sconosciuto che ti ha rapita", se ti piace questa mia idea e sei pienamente d' accordo rispondi a questa email".
Ho letto e riletto quell' email provando un' incredibile eccitazione, accettare poteva significare vivere costantemente nella paura di essere rapita in ogni momento, ma questo tipo di paura e trattamento è quello che vado cercando in ogni momento, volevo accettare immediatamente ma avevo anche una grandissima paura nel mettermi nelle mani di un perfetto sconosciuto con tutte le conseguenze che la mia approvazione poteva avere, ci ho pensato alcuni giorni poi ho preso la decisione ed ho risposto con due semplici parole: " ok accetto...........".
Due giorni dopo mi è stata recapitata una busta contenente una chiave, eccitatissima ho atteso impazientemente il messaggio che mi indicasse il luogo e l' ora dove mi sarei dovuta recare per mettermi a disposizione del mio rapitore.
Il messaggio si è fatto attendere oltre una settimana, nel frattempo mi sono immaginata scenari incredibili cercando di minimizzare tutte le conseguenze che ne potevano derivare, il giorno ed all' ora stabilita mi sono recata all' indirizzo indicato ed appena entrata ho subito riconosciuto, nonostante fossi rimasta quasi sempre bendata, il luogo in cui mi avevano tenuta prigioniera. Senza perdere un attimo di tempo, mi sono spogliata completamente, ha messo la ball gag nella mia bocca allacciandola ben stretta dietro la testa, mi sono seduta sul letto ed ho bloccato le mie caviglie con i leg irons già fissati alla base del letto, ho infilato il cappuccio sulla mia testa, mi sono distesa e ho allungato le mani alla ricerca delle manette bloccate alla testata e le ha fatte scattare sui miei polsi rimanendo prigioniera, con il cuore in gola ho atteso che il mio sconosciuto rapitore arrivasse.
Dopo circa mezz' ora ho sentito la porta aprirsi, dei passi avvicinarsi, ho seguito i suoi passi mentre girava intorno al letto forse per controllare che fossi ben legata e non potessi fuggire, infatti ha controllato le manette sui polsi stringendole leggermente poi con quelle delle caviglie, infine ha controllato che avessi in bocca la ball gag e ritenuto che avessi eseguito i suoi ordini come mi aveva ordinato ha iniziato a carezzarmi tutte le parti del corpo portandomi ad uno stato di eccitazione indescrivibile, poi si è fermato un attimo ed ho capito che si stava spogliando, subito dopo è salito sopra di me e mi ha scopato......scopato......scopato...... avrei voluto gridare il mio grandissimo piacere ma la ball-gag me lo impediva, dalla mia bocca uscivano solo rantoli di estremo piacere, è stata un’ esperienza meravigliosa, essere legata al letto e scopata da uno sconosciuto è sempre stato il mio sogno che adesso ho realizzato e ne ho tratto un immenso piacere che mi ha fatto raggiungere l' orgasmo numerose volte.
Alla fine, dopo “numerosi assalti”, prima di andarsene ha legato una cordicella al polso destro, ho capito che attaccata ad essa doveva essere la chiave delle manette e cosi è stato, dopo averla recuperata sono riuscita a liberarmi dalle catene, mi sono rivestita, ho raccolto le mie cose sono uscita sperando di ricevere al più presto un' altra chiamata..................
31 marzo 2016
108 - "La scomparsa di Alice Creed"
Era un po' di tempo che non sentivo la mia amica Martina, poi un giorno mi telefona invitandomi a trascorrere una serata con lei, accetto molto volentieri, prendo l' auto e vado a casa sua, mi accoglie con calore, ci sediamo sul divano e ci raccontiamo delle nostre ultime avventure, verso l' ora di cena faccio per andarmene ma lei mi chiede di restare ancora perché in TV è in programmazione un film che certamente mi piacerà, non avendo impegni rimango e dopo cena ci mettiamo comode per guardare il film: "La scomparsa di Alice Creed" non l' avevo mai visto, era la storia del rapimento di una ragazza che viene sequestrata per strada e portata in una casa, ammanettata al letto in attesa del riscatto, la visione di quelle immagini mi hanno eccitato talmente che mi sono lasciata andare e mi sono masturbata davanti alla mia amica esprimendo il fortissimo desiderio di essere al suo posto.
Martina mi ha detto: "sapevo che il film sarebbe stato di tuo gradimento, ma se vuoi vivere una simile avventura io sono la persona giusta e basta che tu mi dia il consenso e ti organizzo qualcosa di simile", sono rimasta senza parole, vivere un rapimento simile a quello del film era una cosa fantastica, senza pensarci su ho subito acconsentito dando carta bianca alla mia amica, "ok, penso a tutto io, ma ad una condizione non saprai mai ne dove verrai portata ne chi saranno i tuoi rapitori i quali potranno disporre di te a loro piacimento" ero troppo eccitata ed alla consapevolezza che avrei vissuto un' esperienza simile ho accettato incondizionatamente.
Poiché erano trascorsi molti giorni da quando Martina mi aveva proposto di vivere l’ esperienza di un rapimento, me ne ero quasi dimenticata, poi una sera mentre stavo rientrando a casa camminando per un vicolo buio ho sentito dei passi dietro di me, non ho fatto in tempo a voltarmi che mi sono sentita afferrare da dietro da due energumeni incappucciati i quali mi hanno caricato a forza in un furgone parcheggiato poco più avanti, uno di loro mi ha messo un fazzoletto sulla bocca zuppo di una sostanza che mi ha fatto perdere i sensi.
Non so quanto sia rimasta priva di sensi ma quando mi sono risvegliata ero stesa su di un letto ammanettata con le braccia larghe, una ball gag in bocca ed un cappuccio sulla testa, mi sono resa subito conto che ero stata rapita, ma nonostante sapessi che tutto questo era stato organizzato dalla mia amica, trovarsi al buio e legata al letto mi metteva addosso una paura incredibile, non sapere chi erano i tuoi rapitori e che intenzioni avessero nei miei confronti mi impediva di eccitarmi e vivere il mio rapimento come me lo ero immaginato.
Dopo alcune ore trascorse al buio nel silenzio totale, durante il quale ho cercato di riordinare le idee e valutare la mia situazione, ho sentito dei passi avvicinarsi poi il freddo contatto di un paio di forbici che tagliano i miei vestiti lasciandomi completamente nuda, sono stata colta dal panico ed ho cercato disperatamente di liberarmi dalle manette ed urlare per chiedere aiuto ma tutto è stato inutile, ero terrorizzata, sudata ed impaurita, ho sentito delle mani su ogni parte del mio corpo che mi stavano palpando, allora ho capito quello le loro intenzioni, mi sono rilassata ed ho cercato di rendere tutto più piacevole.
Dopo avermi accarezzato a loro piacimento e fatto eccitare al massimo uno alla volta è salito sopra e mi ha scopato con estremo vigore, la paura ha lasciato subito il suo posto al piacere e mi sono goduta quei meravigliosi cazzi che entravano prepotentemente dentro di me.
Dopo avermi scopato a loro piacimento mi hanno riaddormentata premendomi il solito fazzoletto imbevuto di anestetico sulla bocca, mi sono risvegliata che era già notte inoltrata, nuda e distesa sotto la siepe all' interno del mio giardino, ho recuperato la chiave di riserva e sono entrata in casa, mi sono buttata sul letto e mi sono addormentata profondamente, felice per la bellissima avventura appena vissuta, incredibilmente eccitante……………. devo ricordarmi di ringraziare Martina....................
28 febbraio 2016
107 - 99 ore
Da quando sono tornata single la mia vita ha avuto una svolta, adesso sono più tranquilla e rilassata, frequento amici senza l' obbligo di rendere conto a nessuno del mio operato e non avendo più legami di nessun tipo posso decidere autonomamente della mia vita, ma di tutto questo c' è qualcosa che mi manca, non posso più usare la mia stanza dei giochi che avevo fatto realizzare nel seminterrato, una vera e propria cella di sicurezza, ma per poterla usare occorre essere in due, non posso rinchiudermi e poi liberarmi da sola quando voglio uscire, la porta si apre solo dall' esterno, devo avere qualcuno che mi incateni e mi rinchiuda dentro e solo lui può decidere quando farmi uscire.
Molte volte scendo nel seminterrato, entro e rievoco piacevolmente tutte le volte che sono imprigionata li dentro provando un profondo senso di nostalgia, ma poiché non c' è modo di poterci giocare da sola, se ho voglia legarmi devo ricorrere al vecchio sistema del cubetto di ghiaccio, secondo la grandezza del cubetto riesco a rimanere legata per un massimo di due ore che, a confronto di interi giorni rinchiusa dentro la mia prigione è troppo poco per le mie esigenza, poi mi sono ricordata che tempo fa il mio compagno aveva istallato nei pressi del caminetto un marchingegno costituito da un potente elettromagnete comandato da un timer e camuffato in una presa elettrica, era molto tempo che non lo usavo, cosi sono andata a riscoprirlo perché adesso poteva tornarmi utile.
Mi sono concentrata sul timer e dopo molte prove mi sono ricordata il suo funzionamento, ho constatato che poteva rimare attivo per un massimo di 99,9 ore, sembrano un' infinita, ma in realtà sono solo quattro giorni più qualche ora, avevo in mente di rimanere legata per alcuni giorni e quel timer poteva esaudire il mio desiderio.
Volevo restare legata per un lungo periodo senza avere la possibilità di liberarmi anticipatamente e per questo ho allontanato tutti i gli oggetti dalle vicinanze e contrariamente al buonsenso, non ho predisposto nessuna via di fuga alternativa, poi sono andata a prendere il WC da campeggio e l' ho posizionato nelle vicinanze, non volevo interferenze o essere disturbata cosi ho chiuso tutte le porte e finestre e staccato il telefono, ho preso un po' di cose da mangiare, un paio di bottigliette d' acqua, ho posizionato il timer sul massimo impostabile, 99,9 ore, mi sono spogliata completamente, ho preso le mie catene speciali e mi sono incatenata mani e piedi, dopo aver chiuso sul mio collo un bellissimo collare ho gettato le chiavi dalla parte opposta della stanza, ho raccolto la catena collegata al collare e sono andata in prossimità dell' elettromagnete dove ho appoggiato il grosso anello di ferro che è fissato al terminale della stessa che ha aderito istantaneamente ad esso, ho provata a tirare la catena con tutte le mie forze per provare a liberarmi ma è stato tutto inutile la catena era ben salda impossibile staccarla, ero prigioniera e lo sarei rimasta fino a quando il timer, finito il suo conteggio, avesse liberato la catena.
Finalmente potevo restare incatenata per un lunghissimo periodo come non mi accadeva da un po' di tempo, ho iniziato a giocare con le mie catene e navigare con la mia fantasia provando quel piacere perverso che tanto avevo sognato, il giorno è passato in un lampo fino a quando mi sono addormentata piacevolmente sognando scenari fantastici.
Al mattino sono stata bruscamente svegliata dal suono insistente del campanello della porta, colta dal panico mi sono sdraiata a ridosso del caminetto, avevo paura che, chi aveva suonato avesse guardato attraverso la persiana e mi avesse vista incatenata, ciò non è accaduto, lo sconosciuto se n' è andato cosi mi sono potuta rilassare, ma la tranquillità non è durata molto il campanello ha suonato molte volte durante il giorno, sembrava che tutti avessero bisogno di me ed ogni volta trasalivo con il cuore che mi batteva a mille, mi sono innervosita talmente che per rilassarmi ho divorato tutte quelle poche provviste che avevo a disposizione.
Il terzo giorno affamata e depressa ho cercato in tutti i modi di mettere fine alla mia prigionia, ma era impossibile, per evitarlo non avevo predisposto volutamente una seconda via di fuga e non c' era nulla da fare dovevo se non attendere, incatenata, tutto il tempo programmato, ho trascorso tutto il giorno in ansia pensando a cosa sarebbe accaduto se qualcosa fosse andata storta, ho passato la giornata agitatissima come non mi era mai capitato.
Il quarto giorno nella mia mente si è inculcato il tarlo del fallimento, sicura che sarebbe successo l' irreparabile e poiché non avevo detto a nessuno dove ero ne cosa avrei fatto, sarei sicuramente morta di fame incatenata nella mia casa senza che nessuno si accorgesse di me, stanca, arrabbiata ed affamata ho atteso sconsolata la mia fine, poi un rumore insolito, il timer è scattato ed ha liberato la catena che mi teneva legata al muro, di colpo tutte le paure sono passate e colma di felicita invece di correre a liberarmi dalle catene sono rimasta sdraiata sul mio soffice divano ancora per molto tempo.........
E' stata un' avventura angosciosa e stressante, ma visto il risultato finale credo che molto presto la rifarò, ma questa volta voglio qualcosa di più restrittivo, sto pensando di accorciare la catena del collare ad ammanettarmi la mani dietro la schiena, voglio portare al limite la mia resistenza, forse sono pazza, ma sono certa che lo rifaro......................
7 dicembre 2015
106 - La palla al piede
Ho ricevuto una telefonata da Serena, la quale mi invitava, a casa sua, per il fine settimana, mi ha detto che mentre era in giro a fare acquisti aveva trovato qualcosa di molto speciale che voleva regalarmi, mi sono incuriosita e gli ho chiesto di dirmi cos' era, ma la sua risposta è stata ferma: "niente anticipi, potrai sapere di cosa si tratta solo sabato quando verrai a trovarmi", non mi avrebbe detto nient' altro cosi a malincuore ho riattaccato il telefono sperando che i giorni che mancavano all' appuntamento passassero in fretta.
Finalmente è arrivato il giorno fatidico, eccitata ed incuriosita sono andata a casa di Serena, speravo mi mostrasse subito il regalo ed invece ha iniziato a parlare di tutto tranne del regalo che mi aveva promesso, la mia curiosità era al limite ma non avevo il coraggio di chiedergli nulla, non volevo fargli vedere che ero impaziente, dopo un po' che stavamo parlando, prende una borsa e mi invita a fare una passeggiata, accetto molto volentieri e ci incamminiamo per una stradina che porta su per la collina, la casa di Serena si trova alla periferia della città, dopo aver camminato per circa un quarto d' ora poi ci addentriamo in un boschetto fino a raggiungere un capanno quasi nascosto dalla vegetazione ed indicandolo mi dice: "il tuo regalo è li dentro", incuriosita e con le mani tremanti spingo la porticina di legno ed entro, all' interno non vedo nulla, solo quattro pareti disadorne ed in terra della paglia che molto probabilmente è servita per fare da giaciglio a qualche animale, allora Serena sposta un po' di paglia da un angolo e scopre un mucchietto di catene, ad una estremità è attaccata una palla grossa palla di ferro simile a quelle usate per i carcerati alcuni secoli fa.
"Questa l' ho trovata da uno che svuota le cantine ed ho subito pensato a te, ho dovuto faticare sette camicie per farmela dare, sono certa che non vedi l' ora di provarla, ma se la vuoi per prima cosa dovrai spogliarti completamente, sono sicurissima che non mi dirai di no", certamente che la volevo, la sola vista di quell' oggetto mi ha eccitata come giovincella al primo appuntamento, non ho perso tempo ed in un attimo sono rimasta completamente nuda, allora Serena ha preso la palla e l' ha spostata al centro del capanno, ho notato che attaccato alla lunga catena c' era un grosso anello aperto che ha subito chiuso sulla mia caviglia destra, era bellissimo, eccitante, mi sentivo una vera schiava, ho provato a fare dei passi ma appena la catena si è messa in tiro il peso della palla ha fatto sentire la sua resistenza e mi ha impedito di allontanarmi da essa, allora ho provato a sollevarla era pesantissima, saranno stati circa dieci chili, ho capito perché la usavano su alcuni detenuti particolari, qualora avessero tentato la fuga gliela avrebbero resa la più dura ed impossibile.
Mentre provavo a fare alcuni passi tirando la palla legata al mio piede Serena ha raccolto un paio di vecchie manette composte da enormi bracciali e me le ha chiuse sui polsi, ero felicissima per il bellissimo regalo, non poteva trovarne uno migliore, mi sono seduta intenta ad ammirare le mie catene e con la coda dell' occhio vedo Serena raccoglie tutti i miei vestiti e riporli dentro la borsa che si era portata, l' ho guardata un po' perplessa, la risposta è stata esplicita: "Carissima Ely ero sicura di averti fatto un bellissimo regalo, ne ero talmente certa che appena lo avresti visto lo avresti apprezzato moltissimo e lo avresti voluto usare subito, cosi ho voluto farti un ulteriore regalo, ho lasciato di proposito le chiavi a casa............ ed adesso puoi vivere la tua avventura come più ti piace e quando ne avrai abbastanza puoi venire a casa mia per liberarti dalle catene..........." e mentre rimanevo a bocca aperta per lo stupore ha raccolto tutti i miei vestiti, li ha infilati dentro la borsa e se n' è andata canticchiando.
Rimasta sola ho valutato la situazione, ero incatenata in un capanno in mezzo al bosco distante circa due kilometri da casa di Serena, con una palla di ferro legata ad una caviglia, nuda ad ammanettata, raggiungere le chiavi non sarebbe stata una passeggiata, sono uscita dal capanno trascinando la palla ed ho subito constatato che per camminare avrei dovevo tenerla sollevata, ma era pesantissima e riuscivo a reggerla solo per pochi passi, mi sono fatta coraggio e piano piano con estrema difficoltà ho preso la via del ritorno, oltre alla palla legata alla caviglia anche i miei piedi scalzi al contatto con le asperità del bosco contribuivano a crearmi enormi difficoltà ma nonostante tutto sono riuscita ad arrivare ai margini del bosco che era ancora giorno, per raggiungere la libertà dovevo ancora percorrere più di meta strada in aperta campagna senza nessun riparo, non volevo farmi vedere, cosi sono rientrata nel bosco e mi sono nascosta tra gli alberi aspettando la notte.
Solo a notte inoltrata, quando ero sicura che nessuno i avrebbe notata ho ripreso il cammino verso la libertà trascinandomi dietro quell' incredibile palla di ferro, era quasi l' alba quando sono giunta a casa di Serena, ho suonato il campanello ma non ha voluto farmi entrare, non voleva essere disturbata, cosi mi sono nascosta nel sottoscala aspettando che si alzasse e provvedesse a liberarmi.
Devo ammettere: è stato un regalo magnifico e nonostante la fatica e tutte le mie paure ho passato un giorno indimenticabile, ho provato tutte le sensazioni di una vera schiava....................
2 novembre 2015
105 - Hotel Alcatraz
Volevo una vacanza, una vacanza veramente speciale, mi sono messa alla ricerca e navigando su internet ho scoperto che in vari parti del mondo ci sono delle prigioni, le quali dopo essere state chiuse sono state trasformate in alberghi di lusso a cinque stelle, dove gli ospiti pagano un sacco di soldi per trascorrere almeno una notte in una delle vecchie celle di detenzione che poi non sono delle vere celle ma camere di lusso, una di queste ha particolarmente attratto la mia curiosità, il famoso carcere di Alcatraz nella baia di San Francisco, che è stato chiuso nel 1963 ed adesso rimodellato ad hotel di lusso, la sua descrizione ha stuzzicato la mia fantasia:
"Una volta che sei entrato nell'Hotel Alcatraz, l'unica cosa gradevole sarà il cibo, lo stesso che servivano ai prigionieri nel 1950, perché i funzionari della prigione ritenevano che il cibo di buona qualità avrebbe prevenuto la violenza tra detenuti, tutto il resto dell'hotel è stato progettato per essere simile al carcere originale.
Così, dopo il check-in, esattamente alle ore 18:30, al prigioniero-ospite vengono consegnate le uniformi, vengono fatte le loro foto segnaletiche e dopo essere stati ammanettati vengono rinchiusi in una cella di 1,50 per 2,70, dove passeranno tutta la notte.
Le celle sono scarsamente arredate, con un lettino a pelo e materassino senza lenzuola, WC stile prigione ed un lavandino, i piatti ed i vassoi sono in metallo provenienti dal Golden Gate National Parks Conservancy a San Francisco, per mantenere l'autenticità del luogo, inoltre agli ospiti saranno trattati come prigionieri reali e saranno obbligati a comportarsi come veri e propri detenuti".
Nella mia vita sono stata rinchiusa numerose volte nei posti più impensabili, ma provare l' esperienza di un vero carcere, senza essere per questo condannata, mi stuzzicava, cosi, non potendo andare ad Alcatraz ho cercato un albergo simile più vicino, ho prenotato e sono partita per il mio primo e vero week end da carcerata.
Giunta a destinazione, come da prassi, ho dovuto lasciare tutti i miei bagagli in una stanza e dopo essermi spogliata dei miei vestiti ho indossato la divisa della prigione, immediatamente sono stata ammanettata e condotta in un locale per le foto segnaletiche, sentire le gelide manette che si chiudevano sui miei polsi è stata una sensazione bellissima, era fantastico, emozionante, talmente surreale che il mio cuore ha iniziato a battere forte, le guardie impartivano ordini precisi hai quali io dovevo obbedire, stavo vivendo un' avventura incredibile che rasentava la realtà.
Dopo aver effettuato la vestizione e le foto segnaletiche mi hanno condotto in un lungo corridoio dove si affacciavano numerosissime piccole celle, arrivati davanti ad una vuota, aperto il cancello mi hanno fatta entrare e chiusa dentro, poi da una piccola feritoia mi hanno tolto le manette, era estremamente piccola, una brandina, un WC ed un lavandino, l' essenziale per la sopravvivenza, sono rimasta aggrappata alle sbarre della porta della cella senza rendermi conto della situazione, mi trovavo incarcerata in un penitenziario di massima sicurezza per mia volontà.
Essere rinchiusa dietro quelle robustissime sbarre mi dava una sensazione di eccitazione e benessere che non riuscivo a provare quando a casa mia venivo legata e rinchiusa nello scantinato, adesso ero una vera reclusa condannata a scontare la sua pena, seppur breve, guardata a vista da veri poliziotti che controllavano ogni mia mossa mi eccitava da morire.
Sono rimasta aggrappata alle sbarre per alcune ore osservando attentamente ciò che accadeva intorno a me, vedevo gente ammanettata che veniva portata e rinchiusa nelle celle, ascoltavo fremente le grida di qualche compagno di avventura che gridava perché la situazione che aveva immaginato non gli piaceva e voleva essere liberato prima del tempo, ma le sue richiesta non sarebbero state ascoltate per via della liberatoria che avevamo firmato prima di entrare nel carcere, tutti questi suoni meravigliosi mi piacevano e mi eccitavano, infine stanchissima mi sono stesa sul lettino e mi sono dolcemente addormentata.
Al mattino sono stata svegliata da una guardia che gridava mentre con un manganello percuoteva tutte le sbarre delle celle facendo un rumore inquietante, un risveglio fuori dal comune, bellissimo proprio come lo avevo sempre sognato, più tardi un addetto spingeva un carrello lungo il corridoio, si fermava davanti ad ogni cella e consegnava una ciotola con del cibo attraverso le sbarre della cella, l' ho divorato in un attimo senza neanche gustarmelo un po', in tarda mattinata, sono venuti a prendermi, mi hanno ammanettata e condotta nella stanza dove mi ero messa la divisa della prigione, qui mi hanno liberato, mi hanno fatto indossare i miei abiti, dopo aver raccolto le mie cose e mi hanno permesso di andarmene........... ho provato un senso di dispiacere, l' avventura era finita........................
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