25 maggio 2018

Massima sicurezza

Da quando ho iniziato a navigare in internet la mia vita è cambiata, ho imparato molte cose nuove tra cui molte varianti per i miei giochi preferiti, fare acquisti in maniera semplice, sicura ma soprattutto anonima, sarebbe stato molto complicato per me entrare in un negozio ed acquistare due paia di manette, sono certa che non ne avrei mai avuto il coraggio e se anche l' avessi avuto mi posso immaginare il commesso che mi scruta da capo ai piedi facendosi chissà quali perverse domande sul mio conto, sarebbe stato molto imbarazzante e molto probabilmente sarei scappata dal negozio rossa in volto e senza comprare nulla, invece comodamente seduta in casa, al riparo da sguardi indiscreti posso scegliere tra migliaia di articoli, ordinarli e farmeli spedire a casa in perfetto anonimato, ed è in questo modo che la mia collezione si è incrementata a tal punto che, quando ho il desiderio di legarmi, non ho che l' imbarazzo della scelta su cosa usare.
Stavo cercando qualcosa di estremo, grosso, pesante e della massima sicurezza da cui sarebbe stato veramente impossibile fuggire, da un' accurata ricerca ho trovato un sito che vendeva degli anelli da chiudere su polsi e caviglie in acciaio di grosso spessore e con una serratura magnetica apribile solo con una chiave speciale e dotati di un anello a cui possono essere collegate delle catene, me ne sono innamorato subito e con la mia immaginazione mi sentivo già strettamente incatenata e senza la minima possibilità di fuga, ma non mi piaceva il modo con cui si collegavano le catene, volevo qualcosa di veramente forte e sapevo già come rimediare, cosi dopo attente misurazioni ne ho acquistate due per i polsi, due per le caviglie ed uno per il collo ed ho atteso pazientemente che mi arrivassero a casa.
Appena il corriere mi ha portato il pacco contenente i preziosi anelli, sono corsa subito dal mio amico Carlo e gli ho spiegato come avrei voluto modificarli, volevo che gli anelli fossero collegati tra di loro con una grossa catena, volevo la distanza tra i polsi dieci centimetri, tra le caviglie venti, infine al collare fosse fissata saldamente una lunga catena di circa due metri, mi piaceva che le catene avessero un grosso spessore perché quando le avrei usate volevo sentirne il peso gravare su di me ed immedesimarmi in una carcerata del medioevo e imprigionata come strega, il mio amico è stato ben lieto di aiutarmi ed in un paio di giorni mi avrebbe consegnato le catene modificate come desideravo.
Due giorni dopo mi ha chiamata dicendo che il lavoro era stato eseguito alla perfezione ed era a mia disposizione, sono subito corsa da lui, felice, eccitata ed impaziente di poter usare finalmente quelle splendide catene come mi ero sognata da molto tempo e come di consuetudine prima di consegnarmele ha voluto che le provassi in sua presenza, non ho perso tempo, mi sono immediatamente spogliata e mi sono fatta incatenare dalle sue sapienti mani, erano meravigliose mi calzavano perfettamente e devo dire che aveva fatto un lavoro eccellente proprio come gli avevo ordinato, non c' è stato bisogno di chiedermi nulla, sapevo già come desiderava essere ricompensato, mi sono inginocchiata e l' ho reso felice............
Dopo che mi ha liberato, ho raccolto le catene e le ho messe in una borsa per poterle portare a casa, avevo già in mente dove e come usarle, dovevo solo attendere il momento giusto, nel frattempo, appena giunta a casa, ho messo la chiave di un grosso lucchetto dentro il frizer in modo da inglobarla in un abbondante cubo di ghiaccio ed averlo pronto e disponibile al momento che avessi voluto usarlo, l' occasione giusta è capitata nel fine settimana, ero sola in casa e quello era il momento giusto, ho recuperato dal frizer il cubo di ghiaccio e sono andata a posizionarlo in alto dove, una volta incatenata, non avrei potuto arrivare, dentro quella che sarebbe stata la mia prigione, poi mi sono spogliata ed ho chiuso gli anelli sui miei arti poi il collare sul mio collo, ho messo la chiave magnetica dentro il cassetto della scrivania e raccolta la lunga catena sono scesa nuovamente nel seminterrato, ho infilato il grosso lucchetto nell' ultimo anello della catena e l' ho chiuso su un anello fissato nel muro, ho provato a liberarmi ma era veramente impossibile, ero felicissima le catene pesantissime mi davano un incredibile senso di impotenza e sottomissione, non c' era nessuna possibilità che potessi fuggire, la mi libertà dipendeva solo dal cubetto di ghiaccio che scigliendosi, mi avrebbe permesso di recuperare la chiave per potermi liberare e vista la grossezza del cubetto sarebbe dovuto passare molto tempo prima che si fosse completamente sciolto.
 Erano passate alcune ore da quando mi ero incatenata nello scantinato quando è apparso il mio compagno, era molto arrabbiato e mi ha ricordato che quello stesso giorno saremo dovuti essere in viaggio per quel week end che da molto tempo avevamo prenotato, presa dai miei giochi me ne ero completamente dimenticata, gli ho chiesto scusa pregandolo di liberarmi che mi sarei preparata in pochissimo tempo, era sul punto di farlo ma poi ha cambiato idea ed umore: "sono certo che preferisci restare incatenata piuttosto che venire con me........, oggi sono di buonumore e sono disposto ad accontentarti........" e cosi dicendo ha raccolto il grosso cubetto di ghiaccio è uscito portandolo via e chiudendo a chiave la porta, non sapevo cosa pensare, mi piaceva l' idea di restare incatenata ma non per tutto il week end e questo mi metteva in ansia, ho strattonato le catene senza minimamente riuscire a liberarmi, presa dal rimorso di averlo deluso ho provato a chiamarlo implorandolo di perdonarmi e liberarmi ma non ho ricevuto nessuna risposta, dopo un po' di tempo la porta si è aperta ed allora ho sperato che avesse cambiato idea ed invece dopo aver depositato per terra una scatola mi ha detto: "prevedo che mi assenterò per un lungo periodo ma non per questo voglio chi tu muoia di fame", ed è uscito di nuovo chiudendosi la porta alle spalle.
Avevo voluto portare al limite la mia fantasia incatenandomi con grossissime catene ed immedesimandomi in una schiava ribelle, per la mia esuberanza e voglia irrefrenabile di provare nuove emozioni mi ero dimenticata la cosa più importante, non vivevo da sola e lo avevo fatto arrabbiare ed adesso avrei pagato a caro prezzo quella dimenticanza, non avevo nessuna possibilità di fuggire da quel luogo e le grosse catene tanto desiderate mi davano un senso di oppressione e tristezza, ma non avevo scelta dovevo subire la punizione che mi ero ampiamente meritata.

21 aprile 2018

La gabbia

Questo fine settimana ero stata invitata da Francesca, nella casa di campagna, quando siamo arrivate a messo la sua auto nel garage e per raggiungere l' appartamento siamo passate internamente e subito accanto al garage c' era una stanza senza finestre, dipinta di un colore scuro, sembrava proprio una una cella di una prigione, all' interno, oltre che a numerosi anelli fissati sulle pareti, ho notato una gabbia fatta di sbarre di ferro molto spesso, le ho chiesto a cosa le servisse, mi ha detto che in principio la usava il suo compagno per il suo grosso cane adesso la uso io per i miei giochi, perché trova molto eccitante essere rinchiusa li dentro prendendo il posto del cane.
Ho sorriso pensando a cosa avrei provato se mi avesse concesso di poterla usare chiudendomi dentro, non c' è stato bisogno di chiederglielo perché vista la mia curiosità mi ha invitato ad entrarci dentro, la mia curiosità era tanta ed il suo invito e stato subito recepito, prima di farmi entrare dentro mi ha chiesto di spogliarmi, perché gli abiti sarebbero stati d' intralcio, l' ho fatto con molto entusiasmo rimanendo solo con l' intimo, poi ho aperto il cancelletto e sono entrata, lo spazio a mia disposizione era molto ridotto, stando seduta con la testa toccavo le sbarre superiori ma avevo abbastanza mobilità, Francesca ha chiuso il cancelletto bloccandolo con due lucchetti, ero prigioniera dentro una gabbia dalle dimensioni ridottissime, i miei movimenti erano molto limitati e le grosse sbarre mi davano un senso di prigionia incredibile.
Francesca era molto divertita ed anche molto eccitata, io al contrario dopo un po iniziavo ad essere nervosamente inquieta quelle sbarre chi impedivano i miei movimenti costringendomi ad una posizione insolita mi irritavano molto, ho quindi chiesto alla mia amica di farmi uscire, non ha acconsetito anziché liberarmi se n' è andata chiudendosi alle spalle la porta e lasciandomi sola rinchiusa dentro quella piccolissima gabbia.
Dopo un' ora è tornata, il suo sorriso beffardo non prometteva nulla di buono, invece di liberarmi ha estratto dalla borsa che aveva portato un paio di manette ed obbligandomi di mettere le mie mani dietro la schiena mi ha ammanettata facendo passare la catena delle manette dietro una sbarra in modo da restare incatenata alla gabbia senza potermi muovere, ha preso poi una catena tipo bici, quelle rivestite di plastica con serratura incorporata, me l' ha messa al collo e chiusa ad una sbarra della gabbia, un altre due paia di manette chiuse alle caviglie ed alle sbarre della gabbia in modo da stare con le gambe allargate e per finire si è tolta le mutandine e me le ha infilate in bocca imbavagliandomi poi con le sue calze, chiusa in gabbia legata ed imbavagliata, un lavoro perfetto.
La situazione molto eccitante ed infatti dopo essersene è tornata un po' più tardi con il suo compagno, in preda ad una eccitazione incredibile si e spogliata e sdraiata sulla gabbia per farsi leccare la fica prima e poi scopare a due centimetri dalla mia testa, non avevo mai assistito ad un rapporto di questo genere cosi da vicino e devo dire che mi stavo eccitando anche' io ma non potendomi ne muovere ne toccare mi era molto difficile godere, quando le è venuto dentro, dopo avermi tolto il bavaglio si è messa seduta sopra la mia testa ed ha iniziato a masturbarsi e raccolti con la mano i suoi umori me li ha spalmati sulla faccia facendomi poi leccare le dita, non ho resistito oltre ed ho raggiunto la felicità più e più volte.
E' stata un' avventura magnifica, non avrei mai pensato che essere rinchiusa dentro una gabbia strettissima sarebbe stata cosi eccitante, ma hai miei amici non erano ancora soddisfatti cosi se ne sono andati lasciandomi ancora chiusa e legata dentro la gabbia, solo a tarda sera mi hanno liberato............ è stata una esperienza inaspettata e sconvolgente dalla quale ho goduto in modo veramente incredibile....................

24 marzo 2018

Week end

Ormai è diventata una consuetudine trascorrere il fine settimana nella nostra casa in campagna, il venerdì pomeriggio, lasciato il lavoro ci dirigiamo verso la nostra meta per un piacevole ed rilassante week end.
Questa volta non ero in perfetta forma, avevo trascorso una settimana molto stressante in più la scorsa notte non avevo riposato bene, appena giunti a casa ho cercato subito un modo per rilassarmi e per me il migliore in assoluto è quello di essere rinchiusa e legata nella mia stanza dei giochi, nel seminterrato avevo ricavato un piccolo locale di circa tre metri per due, privo di finestre, con un pavimento in materiale spugnoso simile alla moquette, molto morbido adatto per non sentire il freddo e l' umidità del pavimento, il mio compagno aveva ancorato ad una parete una catena alla quale erano fissati i ceppi per polsi e caviglie, in ferramenta avevo acquistato una serie di lucchetti che si aprivano tutti con la stessa chiave, molto utili quando ho voglia di fare self bondage, basta congelarne una ed il gioco è fatto, ne ho sempre una dentro il frizer in modo da averla sempre disponibile al bisogno.
Scaricate dall' auto le borse con l' occorrente per il fine settimana, ho preso dal frizer il cubetto di ghiaccio e sono scesa subito nel seminterrato ed ho attaccato il cubetto al soffitto dove non potevo raggiungerlo e mi sono incatenata chiudendo con i lucchetti i ceppi sui polsi e le caviglie, ho tirato con tutta la mia forza la catena constatando che era ben fissata al muro, per cui era impossibile fuggire senza prima aver recuperato la chiave, la catena era molto corta ma permetteva di toccare tutte le pareti e la porta ma non di aprirla, per quelli che soffrono di claustrofobia quella situazione sarebbe tremenda, al contrario, per me essere incatenata in quel luogo ristretto ed angusto è molto piacevole e mi eccita molto, lo trovavo talmente rilassante che finisco per addormentarmi profondamente.
Stavo dormendo veramente con gusto e quando il mio compagno mi ha svegliata, non sono riuscita a capire cosa mi chiedesse, ricordo di avergli risposto con un lieve mugolio poi mi sono riaddormentata, non so per quanto tempo ancora ho dormito ma quando mi sono svegliata non riuscivo a capire bene dove mi trovavo, il locale era talmente buio che avevo perso la cognizione del tempo, ho provato a muovermi ma le catene che avevo hai polsi ed alle caviglie me l' hanno impedito, piano piano mi sono resa conto di dove mi trovavo, ricordavo di aver messo un cubetto di ghiaccio attaccato al soffitto con dentro la chiave delle mie catene, poiché non vedevo nulla ho iniziato a tastare per terra per poter individuare la chiave, ma non sono riuscita a trovarla e non ho trovato nemmeno la chiazza di acqua che il ghiaccio sciogliendosi avrebbe dovuto fare sul pavimento, ho pensato che cadendo fosse schizzata in qualche angolo, ho perlustrato attentamente ogni centimetro del pavimento senza nessun risultato, sono arrivata ad un' amara conclusione: quando il mio compagno è venuto per svegliarmi, non ricevendo una risposta soddisfacente, forse si è sentito offeso ed aveva portato via il cubetto con dentro la chiave poi aveva chiuso la porta a chiave lasciandomi rinchiusa ed incatenata dentro la mia prigione.

La mia cella era talmente buia che non riuscivo a capire da quanto tempo mi ero incatenata, non entrava un filo di luce e non si sentiva nessun rumore, la porta che avevo lasciato aperta adesso era chiusa a chiave, ero talmente isolata che il tempo pareva essersi fermato, nonostante questa situazione mi desse un po' di angoscia ma non mi sono persa d' animo ho accarezzato le mie catene e sognato ad occhi aperti scenari fantastici dove mi immedesimavo in una schiava ribelle che il padrone aveva voluto punire.
Quando è venuto a liberarmi il week end era già finito ed era ora di tornare a casa....................

24 febbraio 2018

L' esperimento

Avevo visto su National Geographic un documentario molto interessante, da cui trarre spunto per i miei giochi, un uomo doveva vivere in un locale senza porte ne finestre, con pareti bianchissime, illuminato giorno e notte, il protagonista dopo numerosi giorni passati dentro quel luogo aveva  perso completamente ogni cognizione del tempo.
Avevo subito pensato: "sarebbe meraviglioso poter essere imprigionata in un luogo dove il tempo si ferma e non riesci più a sapere da quanto tempo sei imprigionata e per quanto tempo ancora dovrai aspettare prima di riavere la tua libertà", ero decisa a fare un simile esperimento per provare le stesse emozioni che mi ero immaginata quando avevo guardato quel documentario, avevo il posto adatto e con l' aiuto del mio compagno avrei messo in atto ciò che avevo visto.
Al momento della ristrutturazione della casa avevo fatto costruire nella cantina un locale senza finestre, insonorizzato, isolato termicamente con ricambio di aria costante, pavimentato da materiale speciale in modo da starci comodamente nuda, avevo fatto installare un piccolo WC ed un rubinetto per l' acqua,  un piccolo e comodo lettino, la porta apribile solo dall' esterno che, una volta chiusa faceva il pari con il muro dando l' illusione che non esistesse, tutte le pareti dipinte di un grigio profondo un modo da dare un po' di teatralita a tutto l' ambiente, di lato sulla parete della porta un pulsante per la chiamata di emergenza e sulla parete di fronte alla porta una lunga catena terminante con un collare d' acciaio, era il mio luogo ideale per ripetere l' esperimento.
Al mio compagno avevo spiegato tutto quello che avevo in mente, non era d' accordo ma vedendomi fermamente decisa su ciò che volevo fare ha acconsentito ad aiutarmi mettendo un punto fisso: " per darmi una lezione casomai avessi avuto un ripensamento avrebbe disabilitato il tasto di emergenza per i primi 3 giorni", era un tempo ragionevole, ne lungo ne corto, ma non potevo farlo da sola avevo bisogno del suo aiuto ed il suo aiuto era condizionato da questo, qualcosa dentro mi diceva di rinunciare ma la voglia di essere provare era troppo forte, ci stavo pensando da troppo tempo e rinunciare sarebbe stata una fortissima delusione, anche se, a suo dire, mi sarebbe costato molto sacrificio, ho accettato incondizionatamente.
Alcuni giorni prima dell' inizio ho portato dentro la mia prigione una quantità di cibo che mi sarebbe dovuta bastare per almeno 15 giorni, l' ho messa dentro dei cartoni e posizionati sotto il lettino, dalla mia collezione ho preso una serie di manette combinate con leg irons molto pesanti costituite da bracciali alti 2 centimetri e chiudibili con una chiave speciale che al momento ho messo dentro la cella, infine ho provato l' efficienza del pulsante di emergenza, le luci e la chiusura della porta, tutto era perfetto potevo iniziare.
Il giorno stabilito, siamo scesi nella cantina e davanti a quella che sarebbe stata la mia cella per i prossimi giorni, mi sono spogliata lasciando tutti i vestiti all' esterno, sono entrata, ho raccolto le catene ed ho chiuso a chiave i ceppi sui polsi e sulle caviglie, ho preso il collare e l' ho chiuso sul mio collo, dopo aver controllato che tutte le serrature fossero ben chiuse ho gettato la chiave oltre la porta, il mio compagno che seguiva interessato tutti i preparativi mi ha detto che avevo un' ultima possibilità per rinunciare, ho risposto: "no va tutto bene", è uscito, ha chiuso la porta  le luci si sono abbassate mettendo la cella dove ero rinchiusa in penombra, la mia avventura era iniziata.
Essere rinchiusa nella mia prigione mi rendeva euforica, era come se fossi in un altro mondo, il silenzio era rotto solo dal piacevole tintinnio che le catene facevano quando mi muovevo la luce costante mi allontanava dalla realtà, ero felice e serena e come una bambina mi sono rannicchiata sul lettino e mi sono addormentata.
Nei preparativi avevo dimenticato una cosa importante, mi ero dimenticata di portare qualcosa da fare per passare il tempo, dentro la cella non c' era nulla, solo io, le catene ed un po' di cibo, troppo poco per una lunga permanenza, mi sono agitata sono andata in paranoia, non riuscivo a capire quanto tempo avessi già trascorso, avevo dormito alcune volte ma non riuscivo a quantificarne il tempo, la mia permanenza dentro quel luogo stava diventando impossibile, ho deciso che avrei terminato qui l' esperimento, mi sono diretta verso il pulsante di emergenza pronta a premerlo ma la catena che avevo al collo mi impediva di arrivarci, non capivo perché, prima di iniziare avevo controllato tutto perfettamente e la lunghezza della catena era abbastanza lunga da permettermi di premerlo, ho scorso tutta la catena e mi sono accorta che un lucchetto aveva accorciato la catena di un metro, era stato senza dubbio il mio compagno che per darmi una sonora lezione, senza che me ne accorgessi aveva messo quel maledettissimo lucchetto per impedirmi di usare il pulsante di emergenza.

Ero veramente nei guai, il solo modo di chiedere aiuto era quel pulsante ed io non potevo raggiungerlo, la mia speranza di essere liberata era nelle sue mani, dovevo sperare che avesse un piccolo ripensamento per lo scherzetto che mi aveva fatto e mi liberasse quanto prima.
Dal momento che ho scoperto che non avrei potuto chiedere aiuto, l' eccitazione che avevo all' inizio era scomparsa, adesso ero costantemente agitata e depressa, il luogo dove ero rinchiusa mi stava facendo impazzire, la mancanza di suoni e riferimenti naturali portava all' estremo la mia sopravvivenza, nei pochi momenti in cui riuscivo ad addormentarmi al risveglio avevo perso ancora di più la cognizione del tempo.
Dopo una massacrante attesa, finalmente la porta si è aperta è apparso il mio salvatore: "credo che il tuo esperimento si finito ed è ora che tu torni nella realtà", mi ha liberata dalle catene e mi ha portata in casa, timidamente gli ho chiesto quanto tempo sono rimasta rinchiusa, mi ha risposto tranquillamente: "quindici giorni, credi che possano bastare? ", sono rimasta sbalordita non pensavo cosi tanto........ "sono più che sufficienti e credo che possono bastare...........si possono bastare..............

20 gennaio 2018

Ricordi d' estate..........2° parte

Avevo eseguito i suoi ordini mi ero recata nel luogo da lui indicato e mi ero incatenata alla roccia, avevo atteso pazientemente il suo arrivo ed avevo goduto del trattamento che mi aveva riservato, poi se n' era andato via lasciandomi legata per tutta la notte, in un primo momento la situazione mi piaceva, legata in mezzo a quella radura con la mia fantasia navigavo in un mondo fantastico immaginando di essere stata rapita ed incatenata in attesa di un riscatto, poi con il calare delle tenebre la situazione è peggiorata, la notte senza luna rendeva quel posto tetro ed irreale e man mano che la notte si inoltrava i rumori del bosco ed i versi degli animali notturni aumentavano creando dentro me un terrore incontrollabile, a tutto ciò si sommava il tetro rumore che facevano le catene appena mi muovevo, mi sono avvolta strettamente nella coperta fasciandomi anche la testa in modo da estranearmi il più possibile da quel mondo pieno di rumori sconosciuti e per me paurosi, solo poco prima dell' alba, stanca e sfinita per la tensione accumulata, mi sono addormentata.
Quando sono stata svegliata il sole era già alto nel cielo, al mio compagno che era venuto a liberarmi, gli ho raccontato della notte passata nel terrore, piena di rumori ed urla di animali e della mia paura che non riuscivo a controllare, non mi ha creduto, mi ha detto semplicemente che se avevo avuto paura non mi avrebbe trovata addormentata, non ho avuto il coraggio di replicare.
Con una chiave ha aperto il lucchetto che mi legava alla roccia, ".......non ho con me le altre chiavi per cui credo che non avrai nulla in contrario se farai il tragitto fino a casa incatenata............. ", ha preso in mano la catena e mi ha condotta come un cagnolino verso casa, questa nuova situazione mi piaceva moltissimo mi eccitava, era quella che avevo sempre sognato, legata con le catene e condotta come una vera schiava dove voleva il mio padrone, ero talmente felice che lo avrei seguito in capo al mondo senza opporre la minima resistenza, senza lamentarmi ed incurante se nel tragitto qualcuno mi avesse notato, mi importava solo di essere la sua prigioniera, la sua schiava.
Il percorso è stato molto duro e la strada molto impervia con le catene che limitavano molto i miei movimenti ma nonostante i miei poveri piedi e le  caviglie fossero doloranti ero felicissima di quella situazione, mi piaceva molto, avrei desiderato che quel tragitto non finisse mai tanto era eccitante essere portata al "guinzaglio" dal mio padrone.
Giunti in prossimità dalla nostra casa mi ha detto: "Abbiamo ancora un giorno a disposizione, lascio a te la scelta, dove vuoi che chiuda questo lucchetto?", a queste sue parole il mio cuore ha iniziato a battere velocemente, mi avrebbe tenuta incatenata per un' altro giorno lasciandomi scegliere dove volevo legarmi, ero eccitatissima e senza pensarci due volte ho risposto: "Nel rifugio".
Tenendo in mano la catena mi ha portata dove gli avevo chiesto, abbiamo percorso il lungo cunicolo e arrivati dentro al rifugio ha chiuso con il lucchetto la catena ad un anello fissato su una parete, appena ho sentito quel meraviglioso suono..... click..... sono caduta in ginocchio spalancando la bocca l' avrei ringraziato nel migliore dei modi e la sua risposta non si è fatta attendere, mi ha subito riempito la bocca con il suo meraviglioso cazzo che mi è sprofondato in gola, ho leccato, succhiato con tutta la mia passione fino a quando ha scaricato nella mia bocca il suo gustosissimo nettare, poi senza neanche degnarmi di uno sguardo se n' è andato chiudendosi alle spalle il grosso portone, ho sentito gli scatti della serratura ed i suoi passi che si allontanavano piano piano poi il buio ed il silenzio profondo, ancora una volta ero prigioniera in quel luogo meraviglioso dove il tempo sembra fermarsi, ero talmente felice ed euforica che non ho resistito, mi sono carezzata dolcemente fino a procurarmi un incredibile orgasmo, ero molto provata e stanca ma talmente felice che mi sono rannicchiata addosso alla parete e mi sono addormentata ................................. un riposo davvero meritato...................

23 dicembre 2017

Ricordi d' estate...........

Avevamo programmato un fine settimana nella nostra casa in campagna, poiché il mio compagno doveva finire alcuni lavori ero partita da sola e nell' attesa del suo arrivo avrei messo in ordine la casa.
Entrata in casa ho trovato una sorpresa, sul tavolo c' erano moltissime  catene e lucchetti e molte foto di una ragazza intenta ad incatenarsi, una busta chiusa indirizzata a me, mi sono eccitata ed incuriosita, ho aperto subito la busta dentro c' era un foglio su cui era disegnato un percorso ed uno con la descrizione dettagliata di cosa che avrei dovuto fare, l' ho letto molto attentamente, mi diceva di aver trovato su internet una storia che gli era piaciuta e voleva farmela ripetere nei minimi dettagli, per questo si era procurato a mia insaputa tutto il materiale che faceva bella mostra sul tavolo, quando mi propone qualche una nuova avventura non riesco mai a dire di no, anzi fremo fino a quando non sono riuscita a realizzarla, man mano che leggevo le sue istruzioni mi eccitavo incredibilmente e per non dimenticare ciò che mi ordinava ho letto più volte imprimendo nella mia mente tutti i dettagli descritti nel foglio.
Punto primo mi dovevo spogliare completamente ed indossare la cintura ci castità, raccogliere tutte le catene e tutti i lucchetti per poi dirigermi dentro il bosco seguendo il percorso da lui indicato nella mappa, senza pensarci due volte mi sono spogliata ed ho chiuso la cintura su di me, era la prima volta che indossavo un oggetto simile, mi dava una sensazione di sottomissione, di privazione quasi quanto le catene, poi ho raccolto tutte le catene che erano sul tavolo e seguendo la mappa ho iniziato a dirigermi verso il percorso indicato, aveva segnato tutto il percorso con nastri rossi per cui non è stato difficile seguirlo, ad un certo punto le indicazione mi portavano all' interno del bosco dove si apriva una radura al centro un grande sasso su cui era saldamente conficcato un grosso anello di metallo, quello era il punto di arrivo.
Le istruzioni dicevano che dovevo chiudere i ceppi delle catene sul collo, polsi e caviglie e l' estremità della catena andava chiusa con uno dei lucchetti su l' anello conficcato nella roccia, non c'erano chiavi per cui una volta chiusi i lucchetti sarei rimasta prigioniera fino a quando non sarebbe venuto a liberarmi, ero emozionatissima ma anche titubante mentre mi apprestavo ad eseguire i suoi ordini mi domandavo quanto tempo mi avrebbe tenuta incatenata, sebbene quel gioco mi piacesse molto dentro di me covavo una paura tremenda di essere scoperta da qualche malintenzionato che mi notasse, legata ed indifesa, ed approfittasse di me, ma il piacere di essere sottomessa ed obbedire incondizionatamente a quello che mi aveva "ordinato" era troppo forte e pensando solo al piacere che avrei provato mi sono incatenata come lui mi aveva detto di fare, era una sensazione bellissima, le catene erano molto pesanti che faticavo a sostenerle ed una volta chiuso l' ultimo lucchetto sarei rimasta prigioniera come lui mi voleva.
Ho iniziato ha chiudere un lucchetto dietro l' altro ed ad ogni "click" sentivo come una scarica elettrica che percorreva tutto il mio corpo, poi "il punto di non ritorno"........... l'ultimo click sull' anello conficcato nella roccia, quello mi avrebbe tolto ogni libertà, ogni possibilità di tornare indietro, ero tormentata dall' incertezza su cosa fare, fermarmi o proseguire, il mio cuore batteva talmente forte da udire distintamente i suoi battiti, poi la decisione finale, dovevo obbedire hai suoi ordini ho preso l' ultimo lucchetto, l' ho messo nell' ultimo anello della catena, l' ho collegato all' anello sulla roccia e con decisione l' ho chiuso, ero prigioniera, ho provato una profonda sensazione di pace e non mi importava se non avevo a disposizione nessuna chiave per potermi liberare, dovevo solo aspettare il suo arrivo per ridarmi la libertà.
Incatenata in quel luogo a stretto contatto con la natura era bellissimo, sentire tutti i rumori del bosco mescolati a quelli delle mie catene mi dava sensazioni molto piacevoli, il tempo passava lentamente e la lunga permanenza stava attenuando sempre più il mio stato di benessere facendo affiorare timori e paure nascoste.
Il sole stava tramontando ed il mio compagno non era ancora arrivato, i rumori del bosco non erano più dolci e melodiosi come in pieno giorno, iniziavo ad avere paura, mi sarei messa ad urlare per chiedere aiuto ma da quel luogo solitario e molto distante da centri abitati nessuno mi avrebbe sentita, poi improvvisamente nel momento più critico in cui stavo per crollare è arrivato il mio salvatore, bellissimo, sorridente, adorabile, vedendo che avevo eseguito nei dettagli ogni suo ordine è rimasto soddisfatto, la mia nudità e le mie catene lo hanno eccitato, mi ha tolto la cintura di castità e mi ha scopato in come solo lui sa fare................... semplicemente meraviglioso......................

 "Sei stata eccezionale, una schiava perfetta, obbediente ed eccitante, meriti un premio........." si è allontanato per tornare subito dopo con del cibo ed una coperta, "........ed il miglior premio che ti possa dare e questo: ti lascerò legata per tutta la notte così potrai assaporare le bellezze notturne di questo meraviglioso luogo.........", mi ha rimesso la cintura di castità e se n' è andato lasciandomi sola, legata ed impaurita mentre quel luogo diventava sempre più buio, mentre i suoni che durante il giorno mi avevano procurato immenso piacere si facevano sempre più cupi  e paurosi, poiché non sarei mai riuscita a fuggire, mi sono raggomitolata ed avvolta nella coperta pregando che la luce del giorno arrivasse prima possibile.....................................

30 novembre 2017

Ripetere l' avventura

Un pomeriggio avevo invitato a casa mia le mie amiche, mentre sorseggiavamo un drink, il discorso  è caduto sull' avventura che Serena mi aveva organizzato: "l' arresto in strada" descrivendola con nei minimi particolari e descrivendo tutte le sensazioni, le paure ed i piaceri che l' avventura stessa ci aveva offerto, le mie amiche seguivano con molto interesse il mio racconto e ne erano visibilmente affascinate, poi a Serena  è venuta un' idea. "perché non ripetere tutte insieme la stessa avventura e questa volta ad essere arrestate sarete in tre..........", le mie amiche prese alla sprovvista non sapevano cosa dire, erano un po' titubanti ma dai loro occhi si capiva benissimo che la proposta era alquanto eccitate molto ma non avevano il coraggio di ammetterlo, io al contrario ho subito accettato ed ero talmente entusiasta che sono riuscita convincerle nonostante la loro ritrosia.
Senza perdere tempo ci siamo truccate in modo molto appariscente, indossato degli abiti che non lasciavano dubbi sui personaggi che dovevamo interpretare ed una parrucca non farci riconoscere casomai qualche nostro amico o conoscente assistesse per puro caso al nostro stravagante gioco, Serena ha voluto utilizzare la sua auto per portarci nella piazzola della medesima strada in modo che una volta scese se avessimo avuto qualche ripensamento non sarebbe stato possibile andarcene senza di lei, per il momento nessuna ha obbiettato ma una volta scese dall' auto la faccenda si è fatta molto seria.
Erano passati pochi attimi dal momento che Serena se n' era andata che molti automobilisti si fermavano e credendo che fossimo delle vere professioniste tentavano degli approcci molto eloquenti che a stento riuscivamo a rifiutare, il tempo passava e più la situazione si faceva sempre più imbarazzante tanto che abbiamo dovuto nasconderci all' interno del boschetto adiacente la strada nell' attesa dell' arrivo della nostra amica che tardava ad arrivare, solo dopo alcune ore di snervante attesa è arrivata con tanto di lampeggiante blu sul tetto dell' auto, gli ultimi automobilisti rimasti, credendo che fosse una retata della polizia, sono fuggiti sgommando ed appena scesa dall' auto,  vestita da poliziotta e con fare autoritario ci ha fatte mettere con le mani appoggiate all' auto a gambe divaricate, poi ci ha ammanettate con i polsi dietro la schiena e con una catena ha collegato le manette, poi con molta calma ha effettuato una lunga ed attenta perquisizione senza tralasciare nessun punto del nostro corpo, quelle mani che frugavano e toccavano in punto del mio corpo mi eccitavano incredibilmente ed a malapena riuscivo a trattenermi, ero vicina a raggiungere un orgasmo, anche le mie amiche apprezzavano quei toccamenti ma il loro desiderio imminente era di allontanarsi in fretta da quel posto prima che qualcuno, insospettito, allarmasse le forze dell' ordine, infine ha preso dei leg irons e li ha chiusi sulle nostre caviglie, come fossimo delle pericolosissime criminali.


Dopo averci legate e perquisite approfonditamente ci ha fatto salite sui sedili posteriori, messe le cinture di sicurezza ed incatenate ai supporti del sedile, poi con tutta calma è partita per portarci "in prigione"....., il gioco era molto eccitante ma un senso di paura e timore aleggiava dentro di noi, temevamo di essere fermati da una pattuglia di veri poliziotti e non credo che vedendoci cosi legate una semplice banale spiegazione sarebbe stata sufficiente, ma a Serena questo non importava e per arrivare a casa sua dove eravamo dirette ha percorso la strada più lunga, prolungando la mostra apprensione, dopo un viaggio interminabile finalmente siamo giunte a destinazione e per evitare gli sguardi indiscreti del vicinato, ha parcheggiato l' auto dentro al suo garage, abbassata la saracinesca siamo scese dall' auto e condotte, sempre ammanettate, nel suo seminterrato dove, per i suoi giochi ed il suo piacere, aveva fatto costruire una vera e propria prigione con tanto celle con sbarre di acciaio, un posto incredibilmente eccitante.


Per controllare che non avessimo armi od oggetti nascosti ha eseguito una seconda minuziosa e sensuale perquisizione, dopo aver rimosse le catene ci ha rinchiuse dentro le celle, sentire il cancello che si chiudeva con un rumore che pareva assordante e la serratura che scattava togliendoci la nostra libertà mi ha procurato un piacere incredibile, assicuratasi che non saremo potute evadere per nessun motivo se n' è andata, solo alcune ore più tardi è tornata, ma il suo sguardo non prometteva nulla di buono, cosi con un sorriso che aveva del perverso ci ha detto: "generalmente quando uno viene arrestato è poi ascoltato dai PM che decidono se convalidare l' arresto o rimetterlo in libertà, purtroppo il mio PM nel fine settimana non lavora cosi resterete rinchiuse fino a lunedì", ci siamo guardate stupite, quel gioco che doveva durare un pomeriggio si stava protraendo più del dovuto e trascorrere tutto il week end rinchiuse non rientrava nei nostri piani, purtroppo per noi solo Serena aveva le chiavi per poterci liberare e conoscendola se aveva deciso cosi nessuno gli avrebbe mai fatto cambiare idea, nonostante le lamentele delle mie amiche ero felice di questo cambiamento di programma e restare tutto il week end rinchiusa dentro quella cella era la parte più bella ed eccitante di questa avventura..................