23 dicembre 2025

218 - L'amante perfetto 2 parte

Avevo conosciuto Michele ad una festa ed eravamo diventati amici e dopo amanti, poi un giorno mi aveva portata a visitare la casa dei suoi genitori ed in quella vecchia casa avevo scoperto che nel passato era stata utilizzata come avamposto e come avevo previsto era dotata di cella per i detenuti, poiché era piena di sporcizia e tantissimo materiale inutile, gli avevo chiesto se poteva ripulirla per poi usarla per il nostro divertimento, mi aveva promesso che lo avrebbe fatto.

Sono tornata in città felice e soddisfatta immaginandomi quanto avrei goduto nel momento in cui mi avrebbe rinchiusa in quella cella antichissima, mi sarei fatta trasportare con l'immaginazione ai tempi in cui era usata ero certa che sarebbe stata una meravigliosa esperienza e ne avrei ricavato un grande godimento.

Alcuni giorni dopo ho incontrato nuovamente Michele, ero euforica, aspettavo che mi desse buone notizie, che mi dicesse che tutto era stato ripulito e potevamo tornare al vecchio casolare ed usare a nostro piacimento quella prigione proprio come mi ero immaginata, ma purtroppo le notizie non erano buone, mi ha detto che aveva chiesto ai suoi genitori, residenti in quella casa, di poter ripulire quel luogo e usarlo per i nostri "giochi" e molto probabilmente hanno capito l'uso che ne avremo fatto e non sono stati d'accordo ad approvare la nostra richiesta.

Sono rimasta molto delusa, mi ero fatta prendere dall'emozione ed adesso ero rimasta a bocca asciutta, dovevo in qualche modo fare qualcosa per soffocare questo mio desidero che in un istante era svanito, cosi ho detto a Michele che avevo bisogno urgente di fare qualcosa per rimediare a quella delusione, gli ho proposto di andare a casa mia dove c'è tutto l'occorrente per soddisfare i miei desideri.

Ha accettato molto volentieri, non era mai stato prima di oggi nella mia casa cosi appena arrivati gli ho mostrato tutta la mia collezione e gli ho detto che poteva usare qualsiasi oggetto purché lo facesse in maniera molto restrittiva, avevo bisogno di essere sottomessa, reclusa e magari abusata, doveva impormi con la forza la sua volontà, poi l'ho portato subito nel seminterrato e gli ho fatto vedere i miei dungeon spiegandogli tutte le generalità di entrambi e chiedendogli quale dei due volesse usare.

E' rimasto molto meravigliato alla vista delle mie "stanze dei giochi" e si è pure eccitato al pensiero di rinchiudermi dentro una di esse, ha controllato entrambi e poi ha scelto la prima, quella più severa, non avevo dubbi, benché mostrasse una gran classe dentro di se c'era nascosto il Master che mi aspettavo.

Mi sono spogliata, deponendo i miei vestiti fuori della cella, è andato a prendere una gran quantità di manette e catene e si e divertito ad incatenarmi mani e piedi con manette, leg-irons poi ha preso una lunga catena ed ha unito in maniera molto tosta mani e piedi, la parte rimanente della catena l'ha avvolta intorno al mio corpo bloccandola con numerosi lucchetti, in un attimo mi sono ritrovata legata in un hog-tied talmente stretto che riuscivo a malapena a muovere le dita, era quello che tanto desideravo, mi ha preso in braccio e deposta dentro la cella, ho subito notato che quell'operazione l'aveva molto eccitato, cosi ho immaginato quale sarebbe stata la sua prossima mossa che non ha tardato ad arrivare, si è tolto i pantaloni e visto che scoparmi era impossibile, mi ha messo in bocca quel suo grosso cazzone duro all'inverosimile.

Me lo sono lasciato scivolare fino in fondo alla gola, ho succhiando e leccando con immenso piacere ed infinito gusto e dopo avermi riempito la bocca con il suo squisito nettare ha preso una ball-gag e me l'ha infilata in bocca allacciandola molto stretta dietro la testa, non contento dell'hog-tied strettissimo in cui mi aveva messo, ha preso la rimanente catena che gli era avanzata dopo averla avvolta al mio corpo ed è andato a fissarla ad un anello dentro la cella, un'ultima occhiata per vedere se tutto era di suo gradimento e se n'è andato soddisfatto della sua opera e del mio servizio.

Sono rimasta sola, incatenata come non lo ero mai stata, ma di essere trattata con durezza glielo avevo chiesto io ed adesso non mi restava altro che godermi per tutto il tempo che avrebbe tenuta rinchiusa la mia immobilità, dopo un po' di tempo per via delle catene strettissime, il mio corpo reclamava un po' di libertà di movimenti perché dei piccoli crampi si facevano sentire, ma dovevo resistere e pensare solo al piacere che stavo provando in quei meravigliosi momenti.

Non ha avuto pietà dei miei dolori e mi ha lasciata rinchiusa per tutta la notte ed al mattino quando è arrivato, prima mi ha liberata dalla catena che avvolgeva il mio corpo poi ha tolto i leg-irons lasciandomi ammanettata e mi ha scopata con tutto il suo ardore, ma la mia prigionia non era ancora terminata quasi volesse farmi un regalo per la favolosa scopata mi ha lasciata ancora rinchiusa a crogiolarmi nei mie pensieri........